Turandot

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Turandot
Voto recensore:
6,9
Ambientazione
La Turandot è forse una delle opere più note del Maestro Giacomo Puccini. Naturalmente raccontarvi la trama dell'opera lirica esula dallo scopo di questa recensione, ma il gioco di Stefano Castelli (noto ai Goblin come Stef) è fortemente ispirato al mondo dell'opera lirica. Ed andiamo dunque a vedere questo Turandot.

Il Gioco
Le carte che costituiscono l'ossatura del gioco, sono suddivise in vari tipi:
- 36 carte "Cantanti", a loro volta suddivise in 6 diverse categorie e provviste di diverse caratteristiche: sesso, categoria, ruolo preferito (non sempre), ed un valore in stelle (da 1 a 3).
- 9 carte "Registi", ciascuno con le sue caratteristiche (essenzialmente fornisce bonus e/o penalità alle varie categorie di cantanti assoldati, lo vedremo tra poco).
- Carta Costumista.
- Carta Carpentiere.
- carta Giacomo Puccini.
- 6 carte Personaggi (i ruoli principali dell'opera Turandot), numerati da 1 a 6.
- 55 carte per i giocatori divise in 5 colori diversi (11 carte per colore), a loro volta divise in: 6 carte numerate, 3 carte denaro, 1 carta bluff, 1 carta riepilogativa.

Il gioco consiste nel cercare di metter su la Turandot, assoldando sei cantanti (uno per ogni Personaggio), un regista, e se è il caso anche costumi e scenografia (in teatro ci vogliono).
Si piazzano sul tavolo le 6 carte Personaggi, poi ogni giocatore riceve le carte per i giocatori del colore scelto. Ci sono sempre 3 carte denaro, la carta bluff, e la carta riepilogativa, mentre le
carte numerate dipendono dal numero dei giocatori, e sono sempre pari a questo numero +1 (es. se si gioca in tre si ricevono le carte da 1 a 4).

Il primo giocatore (quello più intonato) riceve la carta Giacomo Puccini.
La partita si svolge in sette turni di gioco. In ogni turno (tranne il quarto) vengono estratte dal mazzo dei Cantanti delle carte (pari ad 1 in più rispetto al numero dei giocatori), e vengono piazzate ciascuna sotto una delle carte Personaggi sul tavolo.
Ogni giocatore decide quale Cantante vuole ingaggiare, selezionando dalla sua mano la carta corrispondente al numero del personaggio sotto al quale sta il Cantante da ingaggiare. La scelta viene fatta ovviamente in segreto, ed i giocatori possono aggiungere alla carta numerica anche una carta denaro oppure una carta bluff. Il denaro serve ad assicurarsi il Cantante scelto anche se l'ha scelto qualcun altro. Il bluff, ovviamente, serve a confondere le idee agli altri.
Quando tutti i giocatori hanno selezionato le proprie carte, esse vengono tutte scoperte, e si procede a reclutare il cantante scelto.
Se più di un giocatore ha scelto lo stesso cantante, chi ha speso del denaro per reclutarlo lo recluta. In caso di parità anche di denaro, il tie-breaker è Giacomo Puccini. Il giocatore che ha la carta Puccini
decide pure a chi vanno i cantanti non ingaggiati. Questo perchè alla fine di ogni turno, comunque tutti i giocatori riceveranno un cantante, che lo vogliano o meno.
Il denaro usato per i cantanti viene scartato.
Nel quarto turno di gioco l'asta funziona allo stesso modo, ma si punta per i registi. Ciascun regista fornisce bonus o penalità a diversi tipi di cantanti o alle scenografie, quindi è importante
scegliere bene anche il regista.
In ogni turno è possibile "puntare" solo una carta denaro, il che significa che il giocatore vuole assoldare la costumista o il carpentiere. Il denaro puntato così viene ripreso, e messo scoperto davanti al giocatore (indica le scenografie o i costumi, e vale punti a fine partita). Notare che se si punta su costumi o scenografie, si riceve comunque un cantante, ma quale sia lo sceglierà il Maestro
Puccini.

Alla fine del settimo turno, i giocatori contano i punti. Si riceve un punto per ogni stella sulle carte Cantante, un punto addizionale se il cantante viene piazzato nel ruolo preferito, e si perdono punti se il sesso del cantante non corrisponde al ruolo (es. se si usa una donna per interpretare Calaf). I registi possono ulteriormente modificare questi punteggi. Chi fa più punti, naturalmente, vince.

Considerazioni
l gioco è rapido ed ha un buon livello di interazione, inoltre l'ambientazione non è "casuale", ma è ben cucita sui meccanismi (e non è sempre così nel caso di filler).
La durata della partita e la semplicità delle regole permette di fare più partite nella stessa serata, e comunque il gioco non stufa. L'unico "difetto" che ho trovato è che in due il gioco perde moltissimo
mordente, quindi suggerirei di giocare sempre almeno in tre (però in 2 si gioca lo stesso...).
Turandot è quindi un validissimo filler, che ha anche la sua componente di atmosfera, ma può non piacere agli "hard core gamers".
Come al solito consiglio di provarlo prima - tanto una partita dura massimo una mezz'ora, ma personalmente gli do' un bell'otto. Bel lavoro, Stefano!

Per quanto riguarda i materiali, le carte sono tutte a colori e le illustrazioni sono piuttosto interessanti come stile (opera di Martino Palladini).
Pro:
Regole semplici, rapido, ben legato all'ambientazione.
Contro:
In due è poco entusiasmante e può sembrare semplicistico.