A&P Chronicles 2004-2005 (II, 1)

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Le Cronache della Rinascita
dagli scritti di Aurelian il Vecchio - 27 Giugno 2120
Parte II, Capitolo 1: "Verso sud"
Seduta del 04/05/2004

Le Cronache della Rinascita
dagli scritti di Aurelian il Vecchio - 27 Giugno 2120
Parte II, Capitolo 1: "Verso sud"
Seduta del 04/05/2004

Verso sud


enza quasi che i sei se ne accorgessero, gli eventi che si erano così rapidamente susseguiti in quella giornata, tenendoli in continuo allarme, li avevano portati quasi al tramonto. La giornata volgeva rapidamente al termine fra le montagne, e già i raggi del sole iniziavano a spegnersi dietro le cime, proiettando lunghi coni d'ombra sulla stretta gola della frana, illuminata dai toni del rosso e dell'arancio che preannunciavano l'imminente oscurità. Anche la temperatura iniziava a scendere mano a mano che il sole si nascondeva dietro le montagne, e Foraeean lo sentiva nelle sue stanche ossa, mentre un brivido gli percorse la schiena.


Non restava più di una clessidra di luce, ormai, quando il gruppo discuteva se fosse stato più opportuno accamparsi per la notte oppure tentare di sfruttare quanto restava per percorrere almeno un po' di strada sulla via del ritono. La scelta di utilizzare il percorso esterno, sul quale Merpol avrebbe potuto fare da guida, aveva ormai messo tutti d'accordo. Nessuno infatti intendeva tornare a sfidare la sorte nell'attraversare il crepaccio né, soprattutto, rischiare un nuovo incontro con i ragni giganti. Il problema era se partire subito o al mattino.


Un altro problema fu sollevato da Foraeean, il quale non riteneva giusto abbandonare il corpo del povero Tandel sul fondo della voragine, dove i resti dell'elfo sarebbero finiti sicuramente per fare da cibo per i ragni. Una ben misera fine, in effetti, anche se Krilzit non ci vedeva nulla di male, dato che per quanto la riguardava anche i ragni avevano il loro diritto a nutrirsi. Ma gli altri sembrarono considerare quella faccenda, anche se l'impossibilità di raggiungere il fondo della voragine lasciava l'intero discorso nel campo delle semplici ipotesi.


Alla fine, come spesso era accaduto in precedenza, la decisione fu obbligata. A furia di parlare e discutere, il sole era scomparso più rapidamente del previsto, e di sicuro non era più possibile mettersi in marcia, soprattutto per chi come Foraeean, Jack e Cedric non era in grado di vedere nel buio, diversamente da elfi e nani. Nonostante ciò, il vecchio aveva insistito perché si dormisse al riparo, dentro la caverna, cosa che aveva sollevato una nuova discussione e sulla quale non aveva stavolta ottenuto alcun supporto dagli altri. Alla fine, Foraeean rimase a dormire nella caverna, mentre gli altri si accamparono fuori, nella gola, riparandosi dal freddo con i loro teli, le coperte e le poche cose pesanti che avevano con sé.


Con il poco di magia che era ancora in grado di invocare quel giorno, Foraeean accese una tenue luce che lo aiutò a prepararsi scrupolosamente per la notte, senza trascurare di ricorrere a qualche piccolo espediente che lo avrebbe messo in guardia dal possibile arrivo di sgradite sorprese dai cunicoli interni.


l mattino, Jack fu il primo a svegliarsi, seguito dagli altri che come lui avevano dormito fuori dalle caverne. Il mezzuomo prese subito ad armeggiare con il fuoco per riattizzarne le braci, sulle quali mise a scaldare dell'acqua per preparare qualcosa che potesse infondere un minimo di calore ai loro corpi intirizziti dal freddo notturno. Avevano già quasi finito di smontare il campo, quando Foraeean fu destato dai loro rumori, buon ultimo a causa del sonno profondo cui si era abbandonato, dopo tante fatiche.


Invece di raggiungere subito gli altri, l'anziano preferì continuare a seguire l'idea che gli era venuta a proposito del corpo di Tandel. Dopo aver risistemato con cura le proprie cose, si concentrò sul da farsi, mentre già da fuori provenivano le voci dei compagni che si approntavano per la ripresa del viaggio. Trovò la soluzione. Con la punta del bastone tracciò un simbolo circolare davanti ai suoi piedi, mentre richiamava alla mente le rune che gli avrebbero consentito di invocare l'aiuto di Gromdan. Poi le recitò gesticolando in aria con una mano nella quale aveva raccolto un pugno di terra prima di rialzarsi. Non appena ebbe finito il rituale, la terra si mosse nel cerchio che aveva tracciato, e un abbozzo di figura alto si e no quanto Jack emerse dal suolo, agglomerando nel suo corpo tozzo e informe sassi, terra, polvere e quant'altro.


"In nome di Gromadan dio della terra che ti ha dato vita, io ti comando, essere" - disse il vecchio, con voce ferma. "Entra nella voragine, trova il corpo e riportalo a me, solo allora sarai liberato dal mio controllo!" - Foraeean si augurò che non vi fossero altre cose che la creatura potesse considerare "corpo" là sotto, mentre la osservava muoversi lentamente verso il crepaccio.


"Vecchio! Sei ancora vivo? Stiamo per muoverci!" - gridò la voce familiare di Cedric, dall'esterno della galleria.


"Ancora un minuto!" - rispose l'uomo, augurandosi che il piccolo elementale di terra che aveva evocato riuscisse nel compito senza metterci l'eternità. Fuori, le voci degli altri e lo sferragliare dell'equipaggiamento giunsero alle sue orecchie, a fargli capire che non c'era molto tempo. Se si fosse attardato, pensava, lo avrebbero certo abbandonato in quel posto. E forse Hoadun voleva così, chi poteva saperlo?


"Ho il corpo di Tandel" - gridò ad un tratto, avvicinandosi verso l'uscita, forse per una volta più desideroso di non perdere la compagnia che non di assecondare la volontà del fato. Dopo un breve silenzio, udì dei passi che si avvicinavano, dall'esterno. Merpol lo raggiunse, facendogli un cenno dal quale capì che intendeva caricarsi lui del pesante fardello. In breve anche Gelgoog seguì i due mentre tornavano verso il ciglio del precipizio.


La figura di terra stava scomparendo in quel momento, riassorbita dal suolo così come ne era emersa, lasciando a poca distanza il corpo di Tandel adagiato nella sua posa innaturale. Si avvicinarono, stupendosi del fatto che un essere vivente potesse essere ridotto in simili pietose condizioni. Foraeean e Gelgoog a stento trattennero la nausea, quando constatarono che la seconda caduta aveva causato una parziale esposizione delle viscere dello sfortunato compagno.


Merpol lo prese su senza commenti, lo issò in spalla, e si avviarono verso l'uscita dove si riunirono agli altri.


a marcia riprese quasi immediatamente, e sono certo che tutta la compagnia fu lieta di poter dare a Tandel un ultimo saluto ben più degno dell'abbandono al quale lo avevano condannato sulle prime. Era una buona giornata, dopo tutto, e il sentiero che aggirava la montagna passava di tanto in tanto al sole, i cui raggi caldi davano sollievo a chi aveva dormito all'aperto, dissolvendo l'umidità notturna che aveva attanagliato le ossa.


Sostarono dopo un paio di clessidre, in un punto che giudicarono sufficientemente ameno per salutare il loro compagno defunto. Una piccola radura ai margini del sentiero, a precipizio sul fianco della montagna, ospitava un boschetto dove eressero la pira funebre, di fronte alla quale recitarono le loro preghiere che avrebbero accompagnato Tandel nel suo ultimo viaggio. Ben diverse fra loro erano le divinità cui si levarono queste preghiere, e certamente il giovane silvano non avrebbe mai pensato, il giorno della sua morte, di ricevere l'estremo addio da una compagine tanto variamente assortita.


Si rimisero in cammino quando la pira era ormai prossima a spegnersi, tornando a percorrere i tornanti che serpeggiavono lungo il costone montuoso, con gli animi forse più leggeri del giorno precedente. In base a quanto aveva detto Merpol, ci sarebbe voluta l'intera giornata per passare dall'altro lato, dove si trovava l'ingresso delle caverne, quindi avrebbero potuto tornare su una strada già percorsa solo dal giorno successivo. Non v'era ragione di temere intoppi particolari, poiché almeno per il momento il tempo volgeva al bello e il solo a necessitare di tanto in tanto di una breve pausa era Foraeean.


Mancavano due clessidre al tramonto quanto Gelgoog e Krilzit decisero di accelerare il passo e precedere gli altri in avanti, per battere la strada ed eventualmente preparare un accampamento per la notte dall'altro lato. Quando il gruppo voltò un ultimo tornante, si ritrovò a discendere un lieve pendio che li portò alla cengia erbosa dove erano giunti all'andata. Riconobbero l'ingresso delle caverne e il cavallo di Tandel, che era ancora impastoiato poco distante. Il fuoco già era acceso e Krilzit attendeva il loro arrivo nel campo, dove era stata approntata la grande tenda di Tandel, rimasta sul cavallo. Gelgoog tornava in quel momento con una manciata di foglie che doveva aver trovato durante la breve perlustrazione dei dintorni. Si accamparono ancora una volta, consumarono qualcosa dalle loro ormai scarse provviste, e passarono la loro ultima notte sulle montagne di Bar-Shamdaar.


Tornati a valle, il loro cammino si fece più agevole e stavolta Foraeean poté utilizzare di nuovo il cavallo, così che non furono necessarie soste frequenti per riposare e poterono marciare più speditamente. Restava la questione circa il passaggio attraverso i tumuli, che Cedric avrebbe volentieri evitato, ma la prospettiva di poter attraversare l'intera regione in una sola giornata, visto che ora c'era bel tempo, alla fine prevalse rispetto alla prospettiva del percorso ignoto e più lungo che ci sarebbe voluto per girare attorno alla zona. Si accamparono ancora al margine delle colline dei tumuli, ripartendo l'indomani all'alba e camminando per tutto il giorno di buona lena, riuscendo nell'impresa, con grande sollievo del marinaio. 


re giorni dopo la loro discesa dai monti, erano nuovamente nelle piane interne del Romeldan, presto sarebbero rientrati nella regione in cui la Via Settentrionale mostrava più segni di vita, con i suoi posti di cambio e soprattutto, gli ostelli dove fare qualche necessario rifornimento. Era ormai pomeriggio inoltrato, quando si trovarono a costeggiare i margini occidentali di un boschetto che non avevano notato così vicino all'andata, segno evidente del fatto che la tempesta in cui si trovavano allora doveva aver impedito loro di prendere punti di riferimento precisi. Erano nuovamente alla ricerca di un posto dove trascorrere la notte, e ancora una volta la mano del fato era all'opera.


Ad un tratto notarono, alla loro sinistra, una curiosa insenatura negli alberi del boschetto, come se qualcuno avesse volutamente ricavato una piccola radura che distava non più di un centinaio di passi dal loro percorso. Al centro della radura, era stata edificata una piccola torretta circolare in pietra, non più alta di quindici o venti braccia, al cui piano inferiore erano chiaramente visibili delle feritoie ricavate ai lati della porta d'ingresso, da tempo mancante. Un secondo piano interno era evidente dalla posizione di alcune finestre dotate di inferriate, mentre ancora più in alto c'era un camminamento merlato al centro del quale un ultimo ambiente chiuso sorreggeva un tetto conico che terminava sulla sommità con un'asta di bandiera spezzata.


"Sembra abbandonata, potrebbe essere un buon posto per fermarci" - commentò Jack, già incuriosito oltre ogni misura da quella che per lui era pur sempre una scoperta.


"Bah, un lavoro da umani..." - aggiunse Merpol, chiaramente commentando la qualità della costruzione. In effetti era evidente come si trattasse di un edificio di quelli che si costruiscono spendendo poco, sia in materiali che in tempo. Poteva essere una vecchia torre di guardia, a giudicare dalla totale assenza di qualsiasi pregio architettonico, ipotesi eventualmente confermata dalla presenza delle feritoie difensive.


"Ci sono alcune tracce, non più vecchie di un paio di giorni..." - rilevò Gelgoog, che stava esaminando il terreno che andava dalla strada all'ingresso del piccolo edificio. "Forse qualcun altro ci si è rifugiato prima di noi, e direi che anche un carro potrebbe essere stato da queste parti".


Si avvicinarono alla torretta, con circospezione, verificando che doveva essere effettivamente disabitata, poiché nessun fuoco vi era stato acceso, infatti Jack osservò come dal comignolo superiore non si levasse alcuna traccia di fumo. Nessuna luce proveniva dall'interno, nessuna voce, nessun cenno di vita. La porta era infranta e ridotta ad un mucchio di assi e schegge di legno che giacevano a terra, a poca distanza, come se fossero state schiantate, ma dall'interno anziché dall'esterno.


"Una ben strana cosa!" - disse Gelgoog, osservando quanto restava dell'uscio.


Jack, Merpol e Krilzit erano già all'interno, intenti ad osservare l'ambiente semicircolare che doveva essere stata una sala comune ed una cucina al tempo stesso, a giudicare dal grande camino. Un lungo tavolo di legno, o quanto ne restava, occupava tutta la parte centrale della sala, le cui altre uscite visibili erano una porta verso l'interno ed una scala assai malridotta che portava al piano superiore. Sembrava proprio un posto ideale per passarvi la notte, finalmente al riparo, se non fosse stato per il fatto che la sala era piena di scheletri.


"C'è stata battaglia, qui!" - esclamò Merpol, avvicinandosi ai resti. Almeno una mezza dozzina di corpi o forse più giacevano in pose diverse, sul tavolo o a terra, ridotti a scheletri dal tempo. Non sembravano avere armi, indossavano tutti delle tuniche nere munite di cappuccio ma prive di segni di riconoscimento, ed alcuni sembravano avere delle ossa spezzate.


"Accenderò un bel fuoco!" - disse Jack osservando il camino, mentre si rimboccava le maniche. La presenza di quelle tracce di battaglia non sembrava avere per lui alcun rilievo.


"Non mi piace questo posto" - commentò ad un tratto Foraeean, dopo aver chiuso gli occhi un istante per una breve concentrazione. "Percepisco un'aura di magia antica, che non mi dice niente di buono!". Krilzit annuì con il capo, anche lei aveva avuto la stessa percezione, ma ne era molto meno allarmata, poiché si trattava di qualcosa che gli Elfi Oscuri, almeno a detta di molti, conoscono asai bene: la magia preumana.


Il nano e la Drow iniziarono ad esplorare l'ambiente, dirigendosi verso la porta interna, mentre Cedric, Gelgoog e Foraeean preferirono tornare all'aperto, visto che gli altri sembravano ignorare l'avvertimento del vecchio. Jack aveva iniziato a fare avanti e indietro per portare rami secchi, foglie e quant'altro fosse utile per accendere un fuoco, che in quel momento doveva essere per lui la cosa più interessante del mondo.


a porta attraversata da Merpol e Krilzit dava su un corridoio al fondo del quale c'era un'altra feritoia, sul retro della torre. Ai loro lati si aprivano altre due porte che aprirono rapidamente, trovando due stanze che dovevano essere usate per la notte. Vi erano letti a castello e bauli di effetti personali, da tempo corrosi e resi inservibili assieme al loro contenuto, dai quali poterono intuire che gli abitanti della piccola torretta dovevano essere stati una dozzina. Null'altro trovarono che potesse dare loro maggiori indicazioni, così raccolsero qualche moneta ritrovata fra i resti, e tornarono nella sala principale per avventurarsi al piano superiore.


La strana coppia si inerpicò su per la scala circolare, che almeno nel primo tratto era assai malridotta, dato che le pedate in legno erano quasi del tutto assenti e fu necessario utilizzare gli spuntoni ancora infissi nella pietra, con grande disagio e imprecazioni da parte del pesante nano. Mentre al piano inferiore il fuoco iniziava a crepitare nel camino, giunsero ad una sorta di anticamera, il cui mobilio pareva essere stato devastato da numerosi graffi e solchi, anche profondi, più ancora che non dall'incuria del tempo. Lateralmente, trovarono una camera da letto distinguibile solo per ciò che restava di un pesante baldacchino ormai crollato, che tuttavia non rivelò alcunché riguardo al suo occupante. Di fronte quasi alle scale, una porta a due ante, graffiata e bucherellata anch'essa allo stesso modo dei mobili, conduceva ad un'ampio studio che si trovava subito sopra al locale principale.


Lo studio era in condizioni, se possibile, peggiori della sua anticamera. Un tempo le pareti dovevano aver ospitato numerosi scaffali e librerie, che ora giacevano in pezzi a terra, i resti in legno che si confondevano con la poltiglia di carta inumidita ed i frammenti delle pergamene stracciate, rose e strappate. Anche qui erano evidenti quegli strani graffi che a Merpol iniziavano a sembrare più segni di artigli che altro, ma non si erano limitati al mobilio in legno, poiché anche sulle pareti di pietra fu possibile trovarne le tracce.


"Guarda qui, Merpol..." - da un mucchio di ciarpame, Krilzit aveva estratto quanto restava di un'antica pergamena, lacera e macchiata, che lasciava intravedere scritti in una lingua incomprensibile e qualche disegno simile ad una mappa. Non ebbero modo di capirne il significato, e dovettero fare molta attenzione poiché notarono subito che il delicato foglio rischiava di ridursi in briciole al minimo tocco maldestro. Scavarono ancora nel mucchio, trovando un altro pezzo di pergamena nelle stesse condizioni, ma sembrava che quelli fossero i soli due fogli minimamente utilizzabili che fossero rimasti nella stanza, la cui interpretazione, peraltro, non si rivelava affatto facile. Sempre che avesse poi un qualche significato utile.


Una porta all'interno dello studio lasciava intuire l'accesso ad una seconda scalinata che li avrebbe condotti al camminamento merlato, la aprirono e si avventurarono ancora più su, stavolta in modo assai più agevole. Sulla cima della torretta, il vento fresco della sera sfiorò i loro volti, portando loro l'odore della legna bruciata che saliva con il fumo lungo il comignolo che si affacciava poco distante. Osservarono i dintorni, per un istante, notando Cedric, Gelgoog e Foraeean che erano tornati ad accamparsi in prossimità della strada. Quindi, tornarono ad occuparsi della loro esplorazione, alla quale mancava solo l'ultimo pezzo: il piccolo ambiente che stava sotto il tetto conico della sommità.


La porta era chiusa e parve subito a Merpol di natura assai differente dalle precedenti. Erano evidenti le barre metalliche di rinforzo, ed anche bussandovi con la mano, si poteva intuire una solidità ed uno spessore assai più degni della sua attenzione nanica. Anche qui, la superficie era graffiata e intaccata in profondità, ma sembrava evidente che nessuno avesse aperto quella porta da molto, molto tempo.


"Vediamo cosa c'è qui dentro, allora!" - il nano strinse i denti in una smorfia e levò verso l'alto le palle chiodate del suo enorme flagello, che dopo un mezzo giro in aria scagliò contro la porta. Un tonfo sordo echeggiò nell'aria, mentre alcune schegge di legno volavano via.


"Per la barba di Morgrim, quel colpo avrebbe abbattuto un cavallo!" - imprecò Merpol, constatando il ben misero risultato del suo tentativo, mentre già roteava nuovamente l'arma per un nuovo colpo. Nuovamente il flagello colpì la porta, causando sempre danni piuttosto modesti. Era evidente che ci sarebbe voluto un po'.


In basso, i tre che si erano accampati ai margini della strada udirono il primo colpo. Poi ne udirono un secondo e si allarmarono. Gelgoog iniziò a correre verso la torre, seguito a breve distanza da Cedric, mentre Foraeean cercava di star loro dietro. Altri colpi simili al primo si abbatterono uno dopo l'altro, mentre i tre percorrevano il breve tratto, affacciandosi infine sull'ingresso. Jack ripose il curioso oggetto che riportava il simbolo di un drago con le ali spiegate, che aveva trovato nel camino, e si voltò verso di loro.


"Che sta succedendo?" - chiese Gelgoog, mentre un altro colpo proveniva dall'alto, facendolo voltare verso la scala.


"Bah, niente. Credo che stiano sfondando qualche porta..." - rispose con noncuranza il mezzuomo. Foraeean e Cedric si avvicinarono al camino, tentando di ottenere qualche informazione in più, mentre l'elfo scattò come un fulmine verso la scala, che percorse rapidamente senza neanche notare che mancava qualche gradino. Giunse sul camminamento senza difficoltà, proprio nell'istante in cui la porta volava in frantumi lasciando qualche scheggia di legno fra i peli della barba di Morgrim.


"Per tutte le fucine! Questa sì che era una porta!" - esclamò il nano all'indirizzo di Krilzit, poco distante. Ci volle un istante perché si accorgessero della presenza del compagno alle loro spalle, il quale fu decisamente tranquillizzato dal constatare che non c'erano pericoli imminenti, e decise di ritornare in basso, ancora non convinto dell'opportunità di perdere tempo in quella torre. IL nano e la Drow, invece, si avventurarono all'interno del nuovo ambiente appena rivelato. Era una singola stanza, che occupava tutta la piccola costruzione alla sommità dell'edificio, che dall'apparenza poteva essere stato un magazzino.


"La porta era sprangata dall'interno..." - osservò Krilzit, raccogliendo da terra quello che aveva tutta l'aria di essere un robusto paletto di legno spesso almeno quanto un braccio.


"Beh, in ogni caso qui qualcuno c'è entrato in qualche modo!" - rispose Merpol, indicando il corpo scheletrico disteso a terra, ed i numerosi graffi che si trovavano anche all'interno della stanzetta. La cosa era ben strana, in effetti. Ma i due non potevano trovarvi risposta, così preferirono esaminare il corpo, dal momento che già a prima vista aveva qualcosa di diverso dagli altri che avevano trovato.


Anche questo sembrava un corpo umano e indossava una tunica nera simile alle altre, ad eccezione del fatto che era ornata da una greca dorata ai bordi sia della veste che delle maniche e del cappuccio. Aveva delle ossa rotte, e la tunica era lacerata e strappata in più punti, come dagli stessi artigli che avevano lasciato segni un po' ovunque. Voltando il corpo, si accorsero che, all'incirca in prossimità del petto, era stato ricamato un simbolo circolare al cui interno era disegnata la sagoma di un drago dalle ali spiegate.


In quel momento, Foraeean e gli altri avevano deciso di uscire nuovamente dalla torre, visto che non c'era alcuna emergenza.


Ma era già tardi. Un lieve tremito sotto i piedi annunciò qualcosa di assai strano che stava per verificarsi.


Prima ancora che potessero raggiungere la porta, una specie di lampo sembrò illuminare una spaccatura nel pavimento, mentre le loro narici iniziavano a percepire un forte odore di zolfo. Quindi, un po' ovunque in giro per la stanza, iniziarono a comparire a mezz'aria degli strani cerchi di luce nera che fluttuavano, rivelando oscuri movimenti al loro interno.