Assegnare PX, quale la strada giusta ?

Giochi

I metodi di assegnazione dei punti esperienza, quali sono i più usati, quali sono i problemi più frequenti e che critiche ricevono.

I metodi di assegnazione dei punti esperienza, quali sono i più usati, quali sono i problemi più frequenti e che critiche ricevono.

L’assegnazione dei punti esperienza ( PX ) è un momento importante in ogni gioco di ruolo, poiché è in quel momento che i giocatori vedono premiati i loro sforzi ed il loro impegno oltre che crescere il proprio personaggio.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" />


 


Proprio per questo senso gratificazione che i giocatori ricevono, spesso l’assegnazione dei PX da adito a polemiche e recriminazioni, sia verso il DM che verso altri giocatori.


 


L’assegnazione dei PX può essere fatta secondo vari criteri spesso assommabili l’uno all’altro.


 


Molti Master amano dare i PX separati per ogni giocatore, spesso per premiare i migliori giocatori di ruolo ( a suo parere ) o quelli più attivi nell’avventura o quelli che abbiano avuto le migliori idee nelle varie sessioni di gioco. Questo metodo è molto gratificante per chi riceve un buon quantitativo di PX, ma genera soventemente molti malcontenti.


 


I motivi sono semplici, non vi sono criteri di scelta oggettivi per il Master nella scelta di un buon gioco di ruolo o nella valutazione delle idee ( alle quali si arriva anche dopo riflessioni di gruppo ).


 


Inoltre chi viene premiato maggiormente per il proprio gioco prenderà sempre più PX, lasciando quindi nelle “retrovie” chi ne viene meno. Questo alla lunga porterà alla composizione di un gruppo di gioco con livelli di personaggi molto differenti, quindi tenderà ad essere difficilmente gestibile per il DM e renderà alcuni PG quasi inutili.


 


L’assegnazione dei PX solo per i mostri e non per altri motivi ha, invece, un effetto opposto, premiando soprattutto quelle persone che non sono molto interessate durante le varie sessioni di gioco, chi non fa GdR o ne fa poco. Questo porta a due problemi di base, recriminazioni da quei giocatori che partecipano in modo più attivo e demotivazione verso il Gdr.


 


Io, dopo aver adottato per molti anni il metodo detto per primo sono passato a questo secondo per un pensiero “trasversale”.


 


In un gioco di ruolo il recitare la propria parte non deve essere un qualcosa in più da premiare, ma la base da cui partire.


 


Interpretare la propria parte è l’unica vera regola del gioco, il resto sono dei dettagli, non si deve essere premiati per questo. Chi non vuole giocare di ruolo, a mio parere, potrebbe tranquillamente racimolare un gruppo di giocatori che la pensino come lui e giocare a giochi simili ma di impostazione power playeristica ( neologismo che mi consento…) tipo Heroquest o Warhammer Quest o il nuovo regolamento per miniature di D&D.


 


Del resto qualsiasi gioco ha lo scopo ultimo di divertire i suoi partecipanti ed il modo migliore affinché questo avvenga è che i partecipanti stessi amino quel gioco e le sue regole.


 


Le idee, la partecipazione all’avventura sono dei componenti fondamentali per chi vuole divertirsi in un GdR, il divertimento che se ne trae deve essere il vero premio, non occorrono ulteriori ricompense.


 


Assegnare i PX in modo uniforme toglie polemiche che inaspriscono sia giocatori che il DM, lascia più tempo al gioco e porta ad un gruppo di PG uniforme, dove tutti hanno le potenzialità per essere utili.