Wargames: Ritorno al Futuro

Torniamo a parlare di Wargames

Una interessante discussione sui Wargames nata su Facebook fa da spunto per questa nuova puntata dedicata ai wargames.

Ovviamente non potevano non cogliere l'occasione per invitare due nuovi ospiti, due esperti e appassionati del genere: Riccardo "Sinclair" e Marco "marcowargamer".

Conducono Salvatore "sava73" e Marco "Agzaroth"

Commenti

sto ascoltando il podcast in questo momento, e trovo sia un momento di informazione di altissimo livello. Mi viene da ridere al pensiero di quanto leggevo ieri su Facebook, un post in cui qualcuno, pochi per fortuna, mettevano in discussione l'utilità di questo sito/forum (la Tana, appunto), che era, resta e sarà (spero) imprescindibile. Certo, magari  a volte non concordi su qualche giudizio, su qualche recensione :) ma grazie a Dio la Tana c'è. Complimenti per il podcast ed in generale per il lavoro svolto 

Bellissima puntata. Ospiti eccezionali. 

Però mi sarebbe piaciuto ascoltare le opinioni di Agzaroth. 

Mi sarebbe piaciuto ascoltare più approfonditamente l'opinione di entrambi sulla Simmons e dei suoi giochi. 

Bravi tutti 

Ottimi ospiti, non vedo l'ora di ascoltare il podcast.

Ragazzi grazie di cuore per aver fatto una puntata con Riccardo e Marco! Stupendo!

Però mi sarebbe piaciuto ascoltare le opinioni di Agzaroth. 



#GRAZIEMARIO

sava73 (goblin Cylon) ultimamente ha giocato a:
//boardgamegeek.com/jswidget.php?username=sava%2073&images=small&numitems=10&show=recentplays&imagepos=left&inline=1&imagewidget=1)

Puntata davvero interessante e con ospiti eccezionali!

Grazie!

Moooolto interessante ed informativo, qualche gioco non lo conoscevo

Dissento solo per quanto riguarda il tiro di dado, essendo un ex giocatore di Warhammer ho visto persone tirare secchiate di dadi per ore di fila azzeccando comunque delle percentuali ridicole di successo...credo che l'unico modo di mitigare l'alea del dado sia tramite l'acquisto (non la pesca) di carte specifiche che possono dare ulteriori modifiche al tiro, un sistema tipo Rebellion, per esempio. In questo modo puoi comunque basarti sulla strategia che hai impostato. Sui giochi strategici poi ci si salva ancora, ma sui giochi tattici l'alea del dado è devastante.

Personalmente mi piacciono molto i giochi della serie COIN, basati su carte alle quali viene eliminata l'alea grazie al doppio evento ed al fatto che si  sa quello che sarà in gioco nel successivo turno.

grazie del podcast! 

Veramente una bella puntata, grazie agli ospiti e ai moderatori. 

Complimenti ai ragazzi (ehm... forse sono un po' troppo generoso con il termine ragazzi)! Bellissimo podcast

Uno dei più bei podcast. Mi piacerebbe ascoltare un giorno una vostra discussione che riguarda un ramo particolare dei wargames, e cioè quelli per il solitario puro. Ultimamente stanno nascendo sempre più giochi da tavolo la cui modalità in solitario è stata 'appiccicata' solo per ottenere un valore aggiunto, traducibile in un banale accorgimento per richiamare l'interesse al prodotto e che si riduce poi - tranne qualche caso - ad un semplice giocare al meglio ogni partita per superare se stessi. Diverso è ottenere un sistema di AI che nei wargames permetta di simulare il più possibile un avversario umano preparato. Ecco, lo studio di come la programmazione di questo avversario virtuale che gli permetta di affrontare determinate situazione di azione/reazione in una simulazione di guerra credo sia un argomento di interesse, almeno per gli amanti del genere che normalmente giocano 'al meglio dei due fronti' per ricreare delle ipotetiche situazione di carattere "what if..." tralasciando ogni aspetto competitivo.

Un saluto e un ringraziamento agli autori di questo splendido podcast, davvero un "tesoro" per il mondo del gioco italiano! E' stata una bellissima esperienza, nonché una chiacchierata ricca di nuovi spunti di riflessione su questo mondo così affascinante... e in fin dei conti molto più semplice ed accessibile di quanto non si creda. Bravissimi i conduttori e fantastico Marco, una persona di competenza davvero rara.
Ringrazio anche tutti quelli che stanno lasciando commenti qui sopra, segno che la puntata è piaciuta e questo mi fa davvero piacere. Due risposte al volto su dadi e solitario. Nel primo caso, agisce la matematica... ma al Fattore C non si comanda! Mi ricordo che ho smesso di provare nuovi giochi con un mio carissimo amico, proprio perché la sua assoluta sfortuna inficiava qualsiasi valutazione! Tuttavia, come dicevano altri in home page, il caso va "ammaestrato" (Machiavelli usava espressioni più colorite, ma il senso è quello): se metti tutta la tua strategia alla mercé di un unico ultimo tiro... forse stai sbagliando strategia. Ma è vero che alle volte anche la migliore tattica del mondo non può nulla contro il fato avverso: in quel caso, l'unica cosa da fare è chiedere una bella rivincita. ;)
Sul solitario, è un po' una moda attuale con bot e controbot (che io non amo moltissimo). Ci sono altri sistemi, ma ricordo in particolare quello proposto dal solito Jim Dunnigan: decidere a caso quale strategia di massima far seguire all'avversario scrivendo le diverse opzioni possibili su altrettanti bigliettini estraendoli alla cieca e poi "interpretare" questa strategia nel migliore dei modi. Forse il bot migliore rimaniamo noi stessi.
Un saluto a tutti e grazie, grazie ancora! :)
Riccardo "Sinclair" Masini

PS: E mi sa che qualche altro post in Tana oltre a quei due (2) attualmente presenti sul forum bisognerà farlo!

Sinclair

Uno dei più bei podcast. Mi piacerebbe ascoltare un giorno una vostra discussione che riguarda un ramo particolare dei wargames, e cioè quelli per il solitario puro. Ultimamente stanno nascendo sempre più giochi da tavolo la cui modalità in solitario è stata 'appiccicata' solo per ottenere un valore aggiunto, traducibile in un banale accorgimento per richiamare l'interesse al prodotto e che si riduce poi - tranne qualche caso - ad un semplice giocare al meglio ogni partita per superare se stessi. Diverso è ottenere un sistema di AI che nei wargames permetta di simulare il più possibile un avversario umano preparato. Ecco, lo studio di come la programmazione di questo avversario virtuale che gli permetta di affrontare determinate situazione di azione/reazione in una simulazione di guerra credo sia un argomento di interesse, almeno per gli amanti del genere che normalmente giocano 'al meglio dei due fronti' per ricreare delle ipotetiche situazione di carattere "what if..." tralasciando ogni aspetto competitivo.

Concordo pienamente.

Ehi biondo, lo sai di chi sei figlio tu? Sei figlio di una grandissima puttaaahahahahahahaaaaaaaaa....

Che ospiti! Ragà, vi hanno asfaltato.

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