ANDREA CHIARVESIO A IDEE LUDICHE

HYPERBOREA, KINGSPORT FESTIVAL e altre novità che coinvolgono l'Autore torinese...

Interviste
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Oggi a Idee Ludiche diamo spazio ad un torinese DOC, si tratta di Andrea Chiarvesio, Autore tra i più apprezzati nel panorama italiano ed internazionale, capace di regalarci perle come Kingsburg e Olympus, per altro entrambi vincitori del Best of Show di Lucca Comics & Games! Al momento, tra l’ideazione di un gioco di successo e l’altro, svolge l’attività di responsabile marketing per Lo Scarabeo, leader mondiale nella stampa di mazzi di tarocchi e prodotti correlati…

Non mi dilungo oltre e lascio spazio ad Andrea che ha tante succose novità da raccontarci, avremo modo infatti di parlare di HYPERBOREA e KINGSPORT FESTIVAL ma anche di MOVIE TRAILER 2.0… ma andiamo con ordine…

 

Ciao Andrea, per iniziare ti va raccontaci come e quando hai cominciato a frequentare il mondo dei board games?

Professionalmente nel 2007, quando sono stato assunto nell’allora neonato ufficio italiano della Wizards of the Coast. Anche se nota ai più per Magic: l’Adunanza, la Wotc all’epoca era anche un editore di boardgames (alcuni potrebbero ricordare Roborally, ma c’erano anche chicche come Filty Rich – sempre di Garfield – giochi di carte come The Great Dalmuti, ecc…). Va detto che sono da sempre (tipo, da quando riesco a ricordare, ovvero da quando avevo 3-4 anni) un appassionato di boardgames. Ricordo, da piccolo, un Natale in cui tutti i miei regali erano giochi da tavolo. Anche se mi regalavano, per dire, delle costruzioni o dei soldatini, immancabilmente finivano con l’essere “accorpati” in una qualche versione modificata di un gioco da tavolo che possedevo.

Molti lettori mi scrivono di chiedere agli Autori intervistati quali sono i giochi che preferiscono giocare… dunque quali sono i tuoi giochi preferiti?

Cambiano a seconda dei momenti, io sono particolarmente onnivoro, gioco un po’ a tutto. In questo momento particolare sono innamorato di Nations, ma sul tavolo finiscono spesso anche Bora Bora, Castles of Burgundy, Bruxelles 1893, Legacy, Smash Up, Zombicide (così, i primi che mi vengono in mente di aver giocato abbastanza spesso negli ultimi mesi). Tra i filler o i giochi più leggeri, Qwixx, La Boca, Nada, Blueprints. Tra i miei preferiti “di tutti i tempi” è davvero difficile scegliere, forse impossibile… Twilight Struggle e Wallenstein sicuramente (e, anche se non lo gioco quasi mai, Here I Stand). Principi di Firenze, Traders of Genoa, Pilastri della Terra, Automobile, Power Grid, Egizia, la Guerra dell’Anello ma anche History of the World e sicuramente me ne sto dimenticando più di uno.

Dei tanti giochi che hai ideato invece, a quale sei più affezionato?

Questa domanda me la fanno sempre ed è davvero impossibile rispondere… è come scegliere a quale dei tuoi figli vuoi più bene. Allora diciamo che voglio più bene a quelli che hanno riscosso meno successo di quanto meritassero, in particolare Olympus e Wizards of Mickey.

Una domanda che è un po’ il nostro must: cos’è per te il game design?

Un piacere, qualcosa che non riesco a fare a meno di fare… :)

Uhm forse tu - e chi ci legge - si aspetta una risposta un po’ più filosofica, del tipo “qual è l’essenza del game design”? Ci sono mille risposte possibili, tutte valide. E’ un mestiere, tanto per cominciare, molto creativo ma pur sempre un mestiere. Che ha le sue regole, di cui molte si apprendono con l’esperienza. E’ una forma di espressione di sé, un modo per creare mondi regolati da un insieme di norme, di raccontare storie con un mezzo diverso dal romanzo o dal cinema o da una canzone ma pur sempre un modo per esprimersi, quindi anche un’arte, se vogliamo. Da qui deriva la domanda sul game design che tutti fanno: arte o mestiere? Credo che l’unica risposta possibile sia: entrambi (come per lo scrivere, il fotografare, dipingere, comporre canzoni ecc…). Provo a leggere la domanda come “cosa fai tu quando dici a te stesso ‘sto facendo game design’?”. Credo che sia cercare di fornire ad un pubblico (magari anche solo te stesso ed i tuoi amici) un insieme di regole e materiali che vada a creare un “mondo” ludico, possibilmente: coerente, funzionante e funzionale, divertente, originale per quanto possibile.

Parlaci di questi due nuovi titoli, HYPERBOREA e KINGSPORT FESTIVAL, a cui stai lavorando con Pierluca Zizzi e Gianluca Santopietro…

In realtà sono giochi a cui “non sto più lavorando”, ora come ora, perché ormai sono vicini alla loro data di release (diciamo che siamo, al limite, ai piccoli ritocchi dell’ultimo minuto, ma il grosso lavoro di progettazione è finito). Provo a darne una breve descrizione: Hyperborea è forse uno dei miei progetti più ambiziosi, è al contempo un gioco di esplorazione con elementi di civilizzazione, un “deck building fatto senza carte ma con cubetti di legno e sacchetti”, un gioco di controllo e conquista territori, e molto altro ancora. Se esistesse un’intersezione tra Dominion, Mage Knight, Cyclades, Olympus e Through the Ages, probabilmente lì ci trovereste Hyperborea… Credo esprima bene il meglio del potenziale creativo del team Chiarvesio/Zizzi: una meccanica di base originale e relativamente semplice che si coniuga in un numero ampio di possibilità di gioco e in un’ambientazione ricca, originale ed affascinante. Prima che me lo chiediate pure voi: no, non ha quasi niente a che vedere con Cimmeria e i suoi barbari. Hyperborea è un nome che deriva dalla mitologia classica greca e rappresenta una “terra lontana da esplorare piena di ricchezze e segreti”, esprimeva quindi bene il feeling generale del gioco di esplorazione e conquista.

Su Kingsport Festival ho trovato recentemente una buona definizione per la mia pagina Facebook quindi mi scuserete se la riciclo: le meccaniche di Kingsburg incontrano il mondo di Lovercratf (e ne escono ovviamente modificate). I giocatori, nei panni di capi di culti rivali, dovranno competere per il favore dei grandi antichi e per affermare il proprio controllo sulla città di Kingsport, respingendo al contempo le incursioni di investigatori ficcanaso che, si sa, hanno sempre questa curiosa mania di voler fermare l'avvento dei Grandi Antichi. Qualche dettaglio in più: anche se le meccaniche sono una ripresa da quelle di Kingsburg ci sono aggiunte interessanti come il punteggio di sanità mentale, l’introduzione della risorsa “punti magia” che cambia completamente il modo in cui sono affrontate le battaglie (in questo caso contro gli investigatori), più elementi opzionali come scenari ed eventi. I giocatori di Kingsburg ci si troveranno perfettamente a casa loro anche se dovranno immergersi in un gioco dove alcune filosofie di fondo sono molto differenti (e quindi potrebbero trovarsi a dover modificare le proprie strategie), in KF il “peso” dell’ambientazione è certamente superiore. Potremmo dire che sta a Kingsburg come First Sparks sta a Power Grid.

Hai altri progetti in cantiere di cui vuoi parlarci?

Come progetto “in via di pubblicazione” sempre con Stratelibri e sempre con Pierluca Zizzi stiamo lavorando a “Dungeon Heroes Manager”, ovvero “il fantacalcio degli eroi fantasy” oppure “Il rovescio della medaglia di Dungeon Keeper”, se preferite. Un gioco dai toni ironici e surreali, dove i giocatori sono i cinici finanziatori di missioni di vittim… ehm “eroi” lanciati allo sbaraglio nei dungeon più pericolosi del continente. Si parte dall’arruolamento in taverna del party, li si equipaggia e li si spedisce in un dungeon, sperando che tornino con quanti più tesori possibile, ma anche con il minor numero possibile di sopravvissuti così da risparmiare sugli stipendi.

Inoltre, vi regalo un’anteprima / voce di corridoio, potrebbe uscire in autunno Movie Trailer 2.0 ovvero una revisione grafica e di regolamento di Movie Trailer, sempre da Oliphante ma con il contributo determinante a livello di game design dell’amico Spartaco Albertarelli (con il quale prima o poi faremo anche un gioco insieme dal principio, spero!).

Ho poi, come sempre, altri prototipi a cui sto lavorando,  ma che sono ancora ad uno stato troppo primitivo per parlarne e soprattutto non hanno ancora un editore… :)

Sogno nel cassetto?

Dato che oltre che appassionato di giochi, penso di essere un ‘geek’ fino al midollo, sono ovviamente appassionato di serie tv, anime, romanzi, fumetti… mi piacerebbe un giorno riuscire finalmente a lavorare come game designer su una qualche licenza di cui sono appassionato. Il lavoro su Wizards of Mickey e i personaggi Disney è stato uno dei più gratificanti finora, e anche lavorare come product manager sul gioco di Death Note (dove però il game designer era il bravissimo Giacomo Santopietro) lo è stato, spero quindi che un giorno o l’altro qualche editore (italiano, o più difficilmente straniero) al momento di acquisire una licenza ‘geek’ decida di dare una possibilità al sottoscritto.

E noi te lo auguriamo di tutto cuore Andrea! :)

Nel salutarti ti ringraziamo per aver condiviso la tua esperienza di game designer con i lettori di Idee Ludiche, il nostro blog cresce anche e soprattutto grazie alla disponibilità di persone come te!

Un caloroso saluto,

Max_T

 

Commenti

Aspetto Hyperborea con grandi aspettative. Concordo che Olympus aveva le carte in regola per essere un potenziale capolavoro...a cui è mancata la spinta finale, la rifinitura definitiva. Tutte cose che spero e mi aspetto di trovare in Hyperborea.

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