Dove trovo un buon gioco? ...in Via Magica, ovviamente!

Via Magica

Paolo Mori torna in grande spolvero con un gioco non solo per bambini...

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Via Magica

A distanza di 7 anni dalla pubblicazione di Rise of Augustus, Paolo Mori torna a lavorare sul titolo che nel 2013 lo ha portato in finale per lo Spiel de Jares, rafforzandone la vocazione family.

Via Magica è un gioco da 2 a 6 giocatori, della durata stimata di 20-30 minuti, consigliato dai 7 anni.

Questo titolo ci cala nei panni di studenti alle prese con laurea in magia; per conseguire l’ambito titolo dovremo superare un ultimo esame, che consiste nell’aprire una rete di portali (la via magica, appunto) cristallizzando gli spiriti necessari.

Il giocatore che riuscirà ad ottimizzare l’uso degli spiriti catturati ed ottenere più punti, sarà dichiarato il vincitore!

Cosa troviamo nella scatola...

Cominciamo con il vedere i componenti. All’interno della confezione, troviamo:
  • 23 gettoni spirito, rispettivamente suddivisi in 6 gettoni aria, 5 acqua, 4 terra, 3 pianta, 2 fuoco, 1 ombra e 2 jolly, ed un sacchetto viola nel quale mescolarli;
  • 80 carte “portali magici”;
  • 10 carte “ricompense bonus”;
  • 6 tessere promemoria, che riportano il numero di gettoni disponibili per ciascuna tipologia di spirito;
  • un sacchettino contenente dei cristalli;
  • il regolamento, in edizione multilingua nell’edizione da me posseduta (Oliphante).

Ciascuna carta portale riporta:

  • nella parte alta, gli spiriti necessari per aprire il portale;
  • nella parte bassa, i punti ottenibili e l’eventuale potere correlato alla tipologia di portale;
  • di lato, il simbolo ed il colore che identificano la tipologia di potere/portale. In totale ve ne sono 4:
    • i poteri gialli, istantanei ed utilizzabili solo una volta
    • i poteri verdi, differiti ed utilizzabili a fine gioco
    • i poteri blu, permanenti, che avranno effetto durante tutta la partita
    • infine i poteri viola, che non presentano poteri particolari ma, solitamente, garantiscono un punteggio elevato
  • al centro, un’illustrazione dell’ingrediente da recuperare, la cui funzione è puramente decorativa.

Le carte ricompensa, invece, si distinguono in:

  • Cinque ricompense che possono essere sbloccate all’apertura di un certo numero di portali (la prima richiede solo 2 portali, e poi si sale progressivamente fino ad un totale di 6), indipendentemente dalla tipologia.
  • Cinque ricompense che possono essere sbloccate nel momento in cui i portali aperti dal giocatore soddisfano determinate condizioni (4 carte che richiedono ciascuna di aver aperto tre portali dello stesso colore, ed una che richiede di aver aperto almeno un portale per ogni colore).

…e come si gioca!

Il setup iniziale è molto semplice e rapido. Ad inizio partita, ciascun giocatore riceve 3 portali e 7 cristalli. I portali distribuiti ai giocatori compongono le rispettive “zone di cristallizzazione”. I portali rimanenti vengono impilati al centro del tavolo; le prime cinque carte vengono poi scoperte, affinché ciascun giocatore possa attingervi una volta aperto uno dei portali in suo possesso, al fine di avere sempre almeno 3 portali nella zona di cristallizzazione. Infine, al centro del tavolo verranno disposte le 10 carte ricompensa.

Il gioco comincia con il giocatore più anziano che veste i panni del Cacciatore di spiriti. Il round consiste delle seguenti fasi:

  1. Si estrae un gettone spirito dal sacchetto, e lo si mostra ai giocatori. Questo è lo spirito catturato!
  2. Ciascun giocatore può decidere di “cristallizzare” lo spirito catturato. Concretamente, verifica se nella sua zona di cristallizzazione una o più carte presentano nella parte alta la tipologia di spirito estratto. In caso affermativo, può decidere di posizionare un solo cristallo su uno di essi. I cristalli possono essere presi dalla riserva personale, oppure spostandone uno già posizionato da un portale ad un altro.
  3. Se un giocatore completa il set di spiriti richiesto per aprire un portale, urla Incantatum, e procede come segue:
    • sposta i cristalli utilizzati dalla carta alla riserva;
    • usa il potere del portale, se presente;
    • sposta il portale nella Zona di successo (ovvero, lo pone in disparte, in attesa di conteggiarne il punteggio a fine partita, ed avendo cura di ricordare gli eventuali poteri permanenti sbloccati);
    • sceglie un portale tra i cinque presenti nella linea centrale e lo sposta nella sua zona di cristallizzazione, avendo cura di non selezionarne uno già in suo possesso. Successivamente, ripristina la linea centrale con 5 carte;
    • reclama ricompense bonus, laddove i portali presenti nella zona di successo soddisfino i criteri necessari.

Se più giocatori aprono un portale nello stesso round, le azioni si risolvono in senso orario, a partire da colui che per primo ha esclamato Incantatum.

La fine del round e l’inizio del successivo viene scandita dall’estrazione dei Jolly. Questi, infatti, oltre a poter essere utilizzati per cristallizzare un qualsiasi spirito, determinano che:

  • tutti i gettoni estratti siano rimessi all’interno del sacchetto;
  • venga nominato il nuovo Cacciatore, procedendo in senso orario rispetto al primo giocatore.

Considerazioni: il prodotto…

Il prodotto, rispetto al precursore, vira decisamente verso un target più marcatamente familiare. Pur non avendo avuto modo di intavolare Rise of Augustus, sono abbastanza sicuro che mia figlia (6 anni) e mia moglie non si sarebbero mai filate il gioco. Sia chiaro, non ne faccio una questione di gameplay! Semplicemente, come ogni esperienza umana, anche il gioco da tavolo coinvolge una pluralità di dimensioni, non ultima quella estetica, e Via Magica ha caratteristiche sicuramente più mainstream.

Le illustrazioni delle carte e dei gettoni sono molto curate e caratterizzate da uno stile grafico che strizza l’occhio al mondo degli anime per ragazzi. I materiali di gioco (cristalli, gettoni spirito, sacchetto di stoffa) sono di buona qualità, e contribuiscono a creare un minimo di atmosfera in un gioco che è sostanzialmente astratto. Anche il manuale è estremamente accessibile, spiegando il gioco in appena 7 paginette, ricche di esempi e curate nella grafica.

L’unica nota negativa che mi sento di evidenziare è il cartoncino scelto per le carte, sottile e particolarmente fragile. Per dare un’idea, dopo sole due partite, avendo anche particolare cura nel mescolare, già più carte presentavano i bordi rovinati. Per coloro che tendono ad imbustare, armatevi di pazienza: le carte infatti non sono in misura standard, per cui l’unica soluzione per proteggerle è acquistare una confezione 80x120, e poi tagliare la parte in eccesso.

…e il gameplay

Per commentare il gameplay, partiamo col parlare delle meccaniche. La principale, come evidenziato dallo stesso autore in incipit al regolamento, è quella del bingo, definita su BoardGameGeek come la selezione casuale di elementi, eventualmente utilizzabili da ciascun giocatore sulla propria plancia.

Come ovvio, tale meccanica determina un grado di casualità in input che rende il gioco fondamentalmente tattico: ad ogni “pesca” devo cercare di ottimizzare le limitate risorse in mio possesso (i cristalli), andando a completare i portali secondo criteri di efficienza.

Quest’ultimo punto si collega ad un’ulteriore meccanica, ovvero quella del set collection. Giocare secondo una logica di efficienza richiede infatti:

  • di decidere oculatamente quale spiriti cristallizzare, cercando di ridurre il più possibile il rischio di consumare totalmente la riserva di cristalli, con conseguente necessità di spostarli prelevandoli da un altro portale;
  • di decidere quali portali comporranno la propria zona di cristallizzazione, cercando di ottimizzare almeno tre livelli di scelta:
  1. quella relativa ai poteri. Ad esempio, durante la prima metà della partita, potrebbe essere interessante cercare di accaparrarsi portali che influenzano la meccanica del set collection, potenziandola. È il caso dei poteri gialli, che permettono azioni immediate quali la possibilità di riciclare tutti o parte dei cristalli utilizzati per aprire un portale, piazzandoli direttamente sui portali rimanenti nell’area di cristallizzazione senza passare dalla riserva; e dei poteri verdi, che modificano permanentemente le risorse e/o la fruizione delle risorse, ad esempio incrementando il numero di cristalli nella riserva, o permettendo di utilizzare come Jolly una determinata tipologia di spirito.
  2. quella relativa allo scoring. In alcuni casi è opportuno selezionare direttamente le carte che danno un punteggio maggiore, puntando sui portali viola. In altri casi, conviene sfruttare i poteri che incidono sul punteggio finale introducendo specifiche modalità di scoring: è il caso dei poteri blu, che permettono di guadagnare 1 o 2 punti per ogni portale presente nella nostra area di successo con determinate caratteristiche (ad es., il portale è di un certo colore, oppure presenta x icone di un determinato spirito).
  3. Quella relativa al timing. Non va infatti scordato l’impatto delle carte ricompensa: scelgo portali che richiedono un minor numero di spiriti per accaparrarmi velocemente le ricompense, oppure prediligo portali più complessi da completare, ma con poteri più performanti?

Dal punto di vista della scalabilità, Via Magica funziona molto bene in tutte le configurazioni, dal momento che si tratta essenzialmente di una struttura di gioco nel quale i giocatori agiscono simultaneamente sulla base dell’input del cacciatore che estrae lo spirito. In 2 e 3 giocatori può essere leggermente più tattico, perché si ha la possibilità di tenere meglio traccia del punteggio degli avversari e agire conseguentemente. In 4 o più giocatori, d’altra parte, il mercatino delle carte si rinnova più spesso, dando una sensazione di maggiore variabilità.

Conclusioni

Come avrete capito, pur trattandosi di un titolo semplice, il mix di meccaniche garantisce un minimo grado di complessità, rendendolo un ottimo introduttivo. Non parliamo assolutamente di un titolo brain-burning, ma rimane pur vero che non cogliere le dinamiche interne al gioco può portare a rimanere parecchio indietro sul punteggio, anche al netto degli elementi di casualità presenti.

Ciò detto, posso testimoniare che dopo qualche partita anche un casual gamer riesce ad entrare nella logica di cercare “combo” di carte funzionali rispetto alla fase di gioco in corso. Il medesimo risultato sono riuscito a ottenerlo con mia figlia di 6 anni, e questo è senz’altro utile e propedeutico ad avviarla verso titoli gradualmente più complessi.

Complessivamente, se anche voi avete amici non avvezzi al gioco da tavolo, o figli da introdurre a nuove meccaniche, non posso che consigliarvi questo titolo: l’esperienza di gioco è più che consona rispetto al tempo e all’impegno richiesto per giocare la partita, permettendovi così di passare piacevolmente 20 minuti di leggerezza.