[Editoriale] Ti spiego perché spiego

  Ti spiego perché spiego
Il “Manifesto del Goblin spiega-giochi”
Dalle riflessioni a caldo di Klaus “ConteGoblin” Nehren

Conosco il ConteGoblin da diversi anni, dal 2011 precisamente, quando gli Unni calarono la costa tirrenica per aiutarmi a gestire una edizione di una manifestazione ludica ancora presente a cui la TdG Grosseto partecipava come collaboratore. Eravamo in macchina, andavamo in collina  per cena ed il Conte se ne esce con queste parole: “Tu perché spieghi i giochi?” (era il 2011) ed io “Perché mi diverto, la gente si diverte e vedere i loro occhi liberi dai problemi per quel poco tempo, mi dà una enorme soddisfazione….. e tu?”…

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Ti spiego perché spiego
Il “Manifesto del Goblin spiega-giochi”
Dalle riflessioni a caldo di Klaus “ConteGoblin” Nehren

 Conosco il ConteGoblin da diversi anni, dal 2011 precisamente, quando gli Unni calarono la costa tirrenica per aiutarmi a gestire un' edizione di una manifestazione ludica, ancora presente,  per la quale la TdG Grosseto partecipava come collaboratore. Eravamo in macchina, andavamo in collina  per cena ed il Conte se ne esce con queste parole: “Tu perché spieghi i giochi?” (era il 2011) ed io “Perché mi diverto, la gente si diverte e vedere i loro occhi liberi dai problemi per quel poco tempo, mi dà un' enorme soddisfazione… e tu?".
“Io lo faccio per me. Ho trovato una cosa che mi piace più di tutte: spiegare i giochi.”
Era un tipo un po’ strano, a dire il vero (alto, magro, pallido, poco ciarliero… ), ma quel tipo oggi approfondisce le sue parole di allora con una sincera riflessione.
Ne esce il “Manifesto del Goblin spiega-giochi”. Sono certo che la sincerità e la semplicità delle sue parole colpiranno ogni lettore. Ogni Goblin si rispecchierà in qualche aspetto della sua testimonianza e ciascun Spiega-giochi non potrà fare altro che riconoscersi in essa.


“Siamo al giorno dopo. Il giorno dopo un'altra Play, un altro fine settimana dedicato alla mia più grande passione di sempre, i giochi da tavolo.
E' stata la mia settima Play e, se devo fare un consuntivo, durante queste sette edizioni ho completato due partite in totale. Ho provato solo una novità del momento e ho provato un gioco appena acquistato. Questa è la mia carriera di "giocatore a Play". 
Cosa ho fatto per il resto del tempo (circa 140 ore totali)? Ho spiegato giochi nelle  aree TdG: il gioco pronto prima, il prestito poi, con qualche passaggio alla RePlay.

Ogni anno torno da Play e mi rendo conto di aver spiegato e basta. E di essere felice così! Per il resto dell'anno sono una persona un po' chiusa, con armature così resistenti che nemmeno gli amici più intimi riescono a far breccia. Ho problemi di ansia, leggera depressione, sedentarietà e solitudine. Ma NON quando sono in manifestazione. NON quando spiego giochi.
In questi momenti divento un portatore di buone novelle, divento un cantastorie e un regista, uno scrittore di storie vissute sul momento; i miei personaggi sono i giocatori che accompagno al tavolo. Per prima cosa sistemo la scenografia, con pezzi di carta, cartoncino, legno e plastica, poi preparo la scena e sistemo il palco. Quindi affronto la parte difficile, cerco di aiutare gli attori a ritrovarsi nel proprio ruolo, introduco il mondo dove vivranno per qualche ora e spiego loro sono le quali regole da rispettare, perché le regole esistono, sono belle e chiare, senza regole non ci si diverte e senza regole non c’è gioco.
La mia soddisfazione non viene dal ringraziamento degli attori, anche se aiuta tanto, ma dal guardarli prendere vita sul palco che ho preparato per loro e rendere vivo il mondo in cui sono entrati. Gli sguardi divertiti di metà partita sono la cosa migliore che possa accadermi. Certo, se un giocatore viene a cercarmi per dirmi che, grazie alla mia spiegazione, un gioco che lo convinceva poco lo ha conquistato, un moto d'orgoglio lo provo. E quando un giocatore viene a cercare proprio me tra tanti dimostratori, perché la scorsa volta si è tanto divertito al gioco che gli avevo spiegato e vuole che lo accompagni in una nuova avventura, beh signori, sono grandi soddisfazioni. Ma non sono i grazie che mi fanno fare quello che faccio, gratis, per oltre 17 ore all'anno solo a PLAY.

La ricompensa più grande sono i sorrisi e il divertimento.  Il divertimento che si legge sui volti dei giocatori impegnati a fondo nel tentativo di prevalere sugli altri, di dimostrarsi superiori, ma anche di aiutarsi a vicenda nel raggiungimento dei propri obiettivi. Vedere i giocatori diventare agricoltori, investigatori, proprietari terrieri, cavalieri di draghi, esploratori, guerrieri a caccia di orchi o viaggiatori attraverso la storia. Questo è il perché. Questo è il motivo per cui faccio tutto questo.
Questo è il motivo per cui spiego giochi!”.


 In queste parole c’è l’essenza del volontariato. Un qualcosa difficile da comprendere se non se ne ha l’esperienza. Dedicare il proprio tempo (che non ci restituirà mai più nessuno) per fare stare meglio gli altri è il concetto centrale delle parole del ConteGoblin. Non ricevere nulla in cambio, se non uno sguardo di riconoscenza, un grazie o un saluto inatteso anni dopo; è il costo delle nostre ore destinate agli altri, mentre gli altri si divertono.
Il “Goblin spiega-giochi” (come ogni singolo nickname che si dedica attivamente alla gestione operativa della TdG) non cambia la vita di nessuno, nemmeno la rende migliore... ne trasforma alcune ore in un' esperienza indimenticabile, comunicando positività e trasmettendo l’amore per la propria “passione” che nemmeno un mucchio di denari è capace di fare. Il gruppo TdG di spiega-giochi si compone di un centinaio di persone in grado di rendere ogni partita, ogni tavolo, ogni manifestazione ludica migliore di qualsiasi altra.
Se vuoi diventare un volontario TdG rivolgiti all' affiliata più vicina alla tua città oppure invia una e-mail a jones@goblins.net.
La testimonianza di Klaus raccoglie l’essenza di essere un “Goblin spiega-giochi”. Grazie Klaus, grazie Conte.

 

Rivisto e integrato da Umberto “umbi72” Todini

NdR: il commento è apparso per la prima volta su un post del gruppo FB “Giochi da tavolo” 
 

Commenti

Spiegazione chiara ed esaustiva - povteva essere altrimenti?

Mi permetto una correzione. il Goblin spiega-giochi cambia la vita di qualcuno e la rende migliore: la sua! Non è un cambiamento immediato, è un percorso lungo per cui servono passione e dedizione, ma ad un certo punto ci si guarderà intorno scoprendosi parte di una nuova famiglia ed ecco che la propria vita sarà decisamente migliore.

L'importante non è vincere: è far perdere gli altri!

Per quanto riguarda la sensazione che si prova nello spiegare, ecco, io sento le stesse emozioni. C'è una soddisfazione sotterranea, intestinale, nel vedere gli occhi degli ascoltatori illuminarsi di comprensione. Vedere che essi vedono, il mondo che tu stavi immaginando. Per il resto siam proprio diversi, io sto sempre in mezzo quando si fa casino, se potessi giocare a più tavoli contemporaneamente.....
Sappi o Grande Araldo che ti comprendo, e come te, faccio parte di quella famiglia un po' sborona e un po' notarile, degli spiegatori di giochi.

homo ludicus

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