Intervista a Francesco Berardi

Conosciamo la nuova linea di giochi Clementoni dedicata ai bambini in età prescolare grazie alle parole di uno dei suoi curatori: Francesco Berardi

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L'attenzione per il gioco da tavola sembra non conoscere confini, con il fiorire di progetti nati espressamente per fasce d'età una volta non presidiate in maniera così massiccia; per questo motivo vi presentiamo oggi la linea Clementoni, dedicata ai piccoli goblin in fascia prescolare, grazie all'aiuto di Francesco Berardi, uno dei curatori di questo progetto. Il nostro obiettivo, come vi abbiamo già raccontanto negli appuntamenti precedenti, è arrivare a comprendere il processo dietro la creazione di un titolo per i giovani (o giovanissimi, come in questo caso) giocatori, al fine di arrivare ad una scelta più consapevole da parte di chi si troverà poi a dover decidere quale titolo proporre. 

Buona lettura e, ricordate, è sempre tempo di giochi in scatola!

Buongiorno Francesco: ti puoi presentare al nostro popolo di Goblin? Dove "nasci" come game designer e qual è il tuo background creativo?
Ciao! Mi chiamo Francesco Berardi e mi occupo, all’interno della Clementoni, dell’ideazione e dello sviluppo dei giochi da tavolo, di magia, delle tombole e di alcuni giochi educativi. Ho iniziato a fare il “game designer” da piccolo, inventando giochi di carte, con carta e matita, giochi a quiz, labirinti e varie altre cose che sottoponevo a compagni di classe, amici e parenti. Poi, nel 2004, mi sono detto “perché non provare a pubblicare uno dei miei giochi di carte?”. Così ho partecipato al Premio Archimede, al Gioco Inedito di Lucca, a ModCon e ho scoperto che c’era un mondo di giochi da tavolo di cui ignoravo l’esistenza. Dopo qualche anno ho pubblicato i miei primi giochi di carte e, nel 2010, sono diventato product manager in Clementoni. Come si può intuire da queste prime frasi, il mio background creativo è costituito dai giochi di carte tradizionali e tendo a prediligere più le meccaniche che l’ambientazione. Sono abbastanza onnivoro di giochi: possono piacermi sia i filler che i cinghiali, ma in genere prediligo i family games, anche a seguito del mio lavoro degli ultimi anni che mi ha “costretto” ad abbassare molto l’asticella e a sviluppare prevalentemente giochi per bambini.
ABC Divertiamo
ABC Divertiamo

Clementoni ha realizzato una nuova linea di giochi espressamente dedicata ai più piccoli; da dove nasce questo nuovo corso e in che modo sei coinvolto?
Quest’anno la Clementoni ha realizzato una nuova linea di giochi a target prescolare che vuole far sviluppare nel bambino non solo l’aspetto logico, razionale, nozionistico, tipico dei cosiddetti “giochi educativi”, ma anche quello emotivo e creativo. Perché il cervello umano non è caratterizzato da una netta separazione tra l’emisfero sinistro (solitamente associato alla parte più razionale) e quello destro (più irrazionale), ma queste due parti vivono in simbiosi, e quando un bambino impara facendo, immedesimandosi in quello che fa e divertendosi, lo fa con più gusto e ricorda meglio l’esperienza vissuta e le nozioni che ha appreso. Non a caso questa nuova linea si chiama “L’emozione di imparare”. Ti cito giusto alcuni titoli tra i più “emotivi”: Il gioco degli abbracci, Te lo dico col faccino, La tombola scaccia paura, Forme al buio, ABC Divertiamo, Crealibero. In totale abbiamo sviluppato 26 titoli, di cui 7 montessoriani. Io ho avuto la fortuna di essere stato inserito in questo progetto e di aver sviluppato 4 prodotti: la loro caratteristica comune è di avere 3 livelli progressivi di gioco che accompagnano la crescita dei bambini e di essere cooperativi, dando la possibilità di essere giocati sia da soli (come solitamente avviene nei giochi “alla Sapientino”) che in compagnia (come avviene nei giochi da tavolo).

I 4 prodotti che ho sviluppato sono Tutti frutti (una sorta di Domino verticale, in cui bisogna impilare i cubi della frutta senza farli cadere), Sai fare come me? (un gioco di movimento in cui bisogna imitare la posizione o l’azione raffigurata su una carta, anche utilizzando gli oggetti inclusi nella confezione), Tutti in fattoria (un gioco di memoria in cui bisogna riportare i cuccioli della fattoria accanto alle loro mamme prima che arrivi il lupo) e Numeri… che pizza (un gioco in cui bisogna formare una pizza intera unendo spicchi di diversa grandezza).

Come ti approcci al processo creativo? Cerchi di pianificare un gioco partendo da quello che è il messaggio ludico che vuoi veicolare oppure parti da una meccanica che vuoi utilizzare e da lì costruisci l'intero progetto?
Di solito parto dal messaggio ludico, soprattutto per i giochi su licenza, poi penso a come potrebbe essere il gioco dal punto di vista delle meccaniche… e mentre sviluppo il gioco verifico che ci sia una corrispondenza tra la meccanica e le finalità del gioco (messaggio ludico, ambientazione, target d’età). Ma visto che non sono solo un game designer, ma un product manager, mi assicuro anche che il costo rientri nel target, che i materiali siano di qualità, le grafiche funzionali, il regolamento scritto in maniera chiara e che il gioco venga prodotto entro i tempi previsti.

Quanto è importante "ambientare" un gioco quando si ha a che fare con una platea di giocatori appartenente al target scuola materna/scuola elementare? Quali sono gli elementi più importanti di cui tener conto?
L’ambientazione è importante perché se il bambino si coinvolge nella storia, si diverte di più: vorrei sempre mettere un effetto wow o “magico” in tutti i miei giochi, un effetto che può essere dato non solo da un’ambientazione o una meccanica, ma anche da un componente particolare. Ad esempio in “Numeri… che pizza” abbiamo messo 2 cartoni della pizza, in “Tutti frutti” delle cassette della frutta in cui inserire i cubi.
Numeri Che Pizza
Numeri che Pizza!

Dal punto di vista dei materiali utilizzati quali accortezze è necessario avere?
I materiali devono soddisfare i requisiti di sicurezza, che variano se il gioco è destinato ad un target d’età superiore o inferiore ai 3 anni: utilizzando solitamente materiali in carta e cartone, non ci sono grossi problemi. Per i giochi sotto i 3 anni, però, bisogna utilizzare una vernice UV, un determinato spessore del cartone ed evitare piccole parti.

Se invece la tua domanda era relativa alla qualità dei materiali, posso dirti che per questa nuova linea di giochi abbiamo utilizzato dei materiali al di sopra dei nostri standard: ad esempio il cartone è molto più spesso e sono presenti dadi in legno da 3 cm. A dimostrazione del fatto che si tratta di prodotti di qualità per i quali abbiamo riservato un particolare occhio di riguardo, posso dirti che questi giochi non si troveranno in grande distribuzione, ma in esclusiva per il dettaglio.

Quanto è importante il gioco da tavolo in età prescolare? Da quale età a tuo modo di vedere è corretto introdurre dinamiche di gioco "strutturate”?
Per me il gioco da tavolo in età prescolare è molto importante: i piccoli giocatori di oggi saranno i giocatori adulti del futuro. Se li abituiamo fin da piccoli a giochi diversi dalle solite varianti del gioco dell’oca o evitiamo che venga proposto Monopoly ad un bambino di 6 anni, negli anni successivi avremo un futuro ludico migliore. Mi è capitato di avere a che fare con bambini di 5 anni a cui, dicendo “lancia il dado”, andavano in crisi perché non sapevano cosa fare e pensavano di doverlo “scaraventare lontano”, nel vero senso della parola.

D’altra parte, ogni gioco ha la sua età per la quale è stato pensato: quindi mi sembra prematuro proporre Race for the galaxy o Azul ad un bambino di 6 anni. Per i giochi prescolari le meccaniche più tradizionali sono la memoria, il movimento dopo il lancio di un dado, l’osservazione e un minimo di destrezza, mentre aspetti come la gestione risorse e il bluff sono inseriti più avanti. Secondo me si possono inserire le prime dinamiche di gioco “strutturate” a 5 anni: ad esempio ho trovato un primordiale push your luck in Cioccolato stregato e Missione spaventa draghi, e un set collection in Stone age junior, Veloce come un treno e nella versione di carte di Scopri chi è.

Qual è il titolo di cui sei più fiero e perché?
È una domanda che non avresti dovuto farmi! Come direbbe Puffo Brontolone, io oooooodio dover scegliere tra i miei giochi quello preferito! In un’intervista fatta qualche mese fa in cui mi si chiedeva di fare la top 5 dei miei titoli, alla fine ne ho citati 19.
Questa volta, però, ho imparato la lezione e, sulle ali dell’entusiasmo per l’uscita della nuova linea L’emozione di imparare, lascio che siano i bambini a rispondere al posto mio: quindi ti cito Tutti in fattoria. Leggendo le prime recensioni online, mi sono commosso davanti a queste frasi:

Giochi sul nostro tavolo
Per una volta aggiungo una piccola nota personale: amo molto questo gioco, perché ha conquistato il cuore di mia figlia, che ci chiede continuamente di giocarlo; finalmente, anche lei è entrata nel mondo dei giochi da tavolo (cosa che non era riuscita a fare con nessun altro gioco della nostra ampia ludoteca di nonsolograndi) e adesso anche lei non uscirà più dalla spirale del gioco!

houseofgames.it
Mi risulta un po’ difficile recensire il gioco in maniera obiettiva, mio figlio adora letteralmente questo gioco, ed è una settimana che di rientro da lavoro lo trovo dinanzi alla porta, con la scatola tra le braccia, pronto a chiedermi di giocare con lui. Posseggo altri giochi adatti alla sua età della linea Clementoni e su genere puzzle, ma nessuno riesce a rapirlo come Tutti in fattoria.

Come svolgi il processo di beta testing con i più piccoli? Quali elementi valuti con più attenzione e come interpreti un loro feedback?
Il beta testing con i più piccoli da una parte è meraviglioso, ma dall’altra è difficile, perché all’inizio i bambini sono timidi, poi si sciolgono e abbattono il muro di diffidenza, ma a parte il tradizionale “mi è piaciuto” non possono darti un feedback esplicito o dei suggerimenti come potrebbe fare un adulto. Allora sta a noi interpretare le loro azioni, i loro sguardi e i loro sorrisi.
Tutti Frutti
Tutti Frutti

Il gioco in scatola sta acquisendo negli ultimi anni una maggiore attenzione anche da parte del pubblico "generalista"; come valuti questo allargamento e quali sono a tuo modo di vedere i pro e i contro, soprattutto dal tuo punto di vista di creatore?
Quando ho scoperto il mondo dei giochi da tavolo moderni più di 10 anni fa si diceva che il mercato si stava espandendo, ma sinceramente non vedevo grandi risultati. Adesso si dice la stessa cosa, ma penso che questa volta i risultati si vedano: basta notare la presenza in alcuni centri commerciali di editori che fino a qualche anno fa stavano solo nei negozi specializzati, oppure la classifica dei bestseller su Amazon, in cui troviamo altro accanto ai soliti nomi.

A me questo allargamento fa piacere e non ci vedo nulla di male se i centri commerciali in Italia saranno come quelli in Germania, dove accanto a Monopoly & Co, trovi Ticket to ride, Dobble & Co. Qualche super appassionato vorrebbe trovarci anche Agricola e Terra Mystica, ma io mi accontenterei di questo risultato: alla fine gli hardcore gamers, che sono una piccolissima parte rispetto ai giocatori occasionali, sanno dove comprare i loro “cinghiali” e con chi giocarli.

Come giocatore, quali titoli preferisci?
Come ti ho detto prima prediligo i family games: i primi tempi mi piaceva Carcassonne, poi nel corso degli anni ho iniziato ad apprezzare qualcosa di meno “calcoloso”, anche perché i compagni di gioco attuali sono meno “giocatori” di quelli del passato, e poi ce n’è una di 4 anni :)

Giusto per darti un’idea, ti dico alcuni tra i titoli apprezzati e giocati negli ultimi anni (ce ne metto anche alcuni poco conosciuti): Coloretto, 6 nimmt, Dixit, Pozioni esplosive, Dog, Patchwork, Niagara, Las Vegas Party, Port Royal, La casa dei sogni, Kingdomino, Jaipur, Pinguin party, Mamma mia, Stone age Junior, La mia prima torre di animali.

Quali pensi possano essere le evoluzioni per il gioco da tavolo rispetto alle nuove tecnologie, soprattutto con un focus sul mondo dei più piccoli?
Vedo che c’è interazione tra il gioco da tavolo e le app: ad esempio ci sono giochi che utilizzano app oppure esistono le versioni online di alcuni giochi da tavolo. Sinceramente non ho idea di quale possa essere il futuro di questo tipo di interazione, anche relativamente al mondo dei più piccoli.
Per i più piccoli posso dirti che sono stati realizzati dei tablet ad hoc, come il nostro Clempad, o delle console come la Clembox che si collegano alla TV, con criteri di protezione personalizzabili da parte dei genitori e app realizzate appositamente per i bambini, ma in questo caso si tratta prevalentemente di giochi educativi o di movimento, più che di giochi da tavolo.
Numeri Che Pizza!
Numeri Che Pizza!

Ci puoi anticipare cosa ci aspetta nel prossimo futuro per quanto riguarda i tuoi lavori?
In questo periodo, oltre alla nuova linea L’emozione di imparare e ad alcuni giochi classici, si possono trovare nei negozi un gioco con target scolare (La sfida del coding) e 3 giochi televisivi Rai.

La sfida del coding permette di compiere i primi passi nel mondo della programmazione: bisogna giocare delle carte direzionali e portare il proprio robot al traguardo. Si può giocare in vari modi: ci sono delle schede di allenamento con punti di partenza e di arrivo prestabiliti, si possono sfidare gli avversari a chi arriva per primo al traguardo e, nella modalità avanzata, si possono aggiungere carte e caselle speciali come il teletrasporto, lo sparo, la calamita e il muro.

I 3 giochi televisivi Rai sono L’eredità, Soliti ignoti e Pechino Express. L’eredità è un gioco a quiz che ripropone le prove della trasmissione TV, inclusa la famosa Ghigliottina. Nei Soliti ignoti, invece, bisogna indovinare le identità di alcuni ignoti (c’è anche la prova del parente misterioso) ed è sul genere di Dixit e Insoliti sospetti. Pechino Express è il gioco più “strategico” dei 3: bisogna muoversi sul tabellone e raggiungere le destinazioni obiettivo pescando e giocando mezzi di trasporto alla Ticket to ride, raccogliendo cibo che può far risparmiare tempo a fine partita, rispondendo ad alcune domande sui luoghi visitati e giocando al meglio le carte bonus in proprio possesso.

Riguardo i giochi in sviluppo, invece, per l’inizio del nuovo anno dovrebbero uscire un paio di giochi educativi (sui numeri e sugli animali) e 4 titoli per più persone, da tirare fuori soprattutto durante le feste di compleanno o mentre ci sono molti bambini in casa.

Un saluto a tutti gli amici verdi e speriamo di risentirci presto su queste pagine (hai capito Agzaroth? :) 

Commenti

Tranquillo Francesco, non mi sono scordato di te...anzi ricontattami e dammi il tuo cellulare che faccio una chat con Sava ;)

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Grande, Francesco! :)

RòmeNdil (goblin chierico), ultimamente ho giocato a "solo giochi belli ®":
//goo.gl/163wiY)
"L'importante non è né vincere, né partecipare: è divertirsi, davvero!"

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