Jurassic Snack: Anteprima Essen e Lucca 2018

Copertina jurassic snack
david perez, BGG

I maestosi e simpatici brontosauri, con il loro collo lungo, sono sempre in cerca di un albero dalle verdi foglie da mangiare, ma quelle foglie potrebbero nascondere il T-rex. È questa la premessa di Jurassic Snack, un gioco per due giocatori che vorrebbe unire intorno al tavolo sia i più grandi che i più piccoli.

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Jurassic Snack

I giochi per due suscitano il mio interesse – oltre a quello de IGiullari – a prescindere da cosa sia disegnato sopra la scatola; se un gioco cade sotto il mio radar ed è solo per due state pur certi che io qualche informazione me la vado a cercare e, visto che siamo in periodo anteprime, già che ci sono spargo un po’ la voce. Sto per scrivere dell’ultima fatica di Bruno Cathala, ovvero Jurassic Snack, un gioco per due soli giocatori della durata di 10-15 minuti a partita edito dalla Flying games, ma che troverete anche in Italia grazie a Playagame edizioni già a Lucca Comics 2018 anche per quei disgraziati che, come me, non andranno ad Essen.

Il gioco in breve

I
Inizio partita
inizio partita
n Jurassic Snack ogni giocatore controllerà un gruppetto di dinosauri diplodochi – quelli con il collo lungo per intenderci, ma Diplo per gli amici – intenti a cercare cibo e a non farsi mangiare dal pericoloso T-rex. Ma come si gioca?

Nella confezione troveremo una decina di dinosauri più due T-rex, oltre a quattro plance e ventotto segnalini erba. Una volta disposte le quattro plance a piacere – per le prime partite si consiglia di metterle a quadrato – si piazzano negli spazi assegnati quattro dinosauri per colore, mentre le altre caselle vengono occupate dai segnalini erba coperti; i due T-rex e i due dinosauri avanzati restano fuori dalla plancia per il momento. A questo punto si parte, e inizia sempre il giocatore blu, che potrà effettuare una sola azione nel proprio primo turno, mentre dal successivo in poi i giocatori potranno effettuarne due, sia uguali che diverse tra loro.

Le azioni disponibili sono solo due, muovere un Diplo del proprio colore o un T-rex. Entrambi i dinosauri si muovono secondo la stessa logica, ovvero si spostano ortogonalmente in un’unica direzione finché non vengono fermati da un ostacolo, che può essere rappresentato da un altro dinosauro, sia esso Diplo o T-rex, il bordo del tabellone o un segnalino erba. Se un Diplo viene fermato da un segnalino erba lo mangia, e si posiziona al posto del segnalino preso, il segnalino erba viene rivelato ed eventualmente se ne risolve l’effetto.

Se invece il T-rex viene fermato da un Diplo lo "spaventa" (servirebbe un'altra mezza dozzina di virgolette) e ne prende il posto sulla mappa, mentre il dinosauro divorato spaventato torna nella riserva del giocatore.

La partita finisce quando un giocatore non ha più dinosauri del proprio colore sul tabellone, se tutta l’erba è stata mangiata o se per due turni consecutivi nessun dinosauro mangia erba o viene scacciato.

Se la condizione di fine partita è l’eliminazione di un giocatore dalla mappa il vincitore è il rimanente, altrimenti si va a calcolare i punti forniti dai segnalini erba.

Prime impressioni di Rosengald

Partiamo dalle ovvietà, il gioco è semplice, estremamente semplice, e – dalle immagini – con materiali carini e pucciosi, perché a chi non piacciono i dinosauri? Il gioco sembra pensato per andare incontro ad un pubblico giovane, giovanissimo - infatti la scatola suggerisce un 7+ come età consigliata - e anche
Versione normale e versione gigante
Versione normale e versione gigante
tutti i segnalini erba messi a faccia in giù con effetti casuali e imprevedibili, dalla comparsa del T-rex a due semplici punti portano a considerarlo tale. E non c’è niente di male a proporre un titolo per i più piccoli, dove magari anche il genitore può giocare con il figlio, ma ci sono un paio di cose che sulla carta mi sembrano – potenzialmente – interessanti, ovvero il movimento alla Ricochet Robots che a me piace molto e anche la doppia condizione di vittoria per eliminazione dell’avversario o per punti vittoria, che potrebbe dare quel minimo di scelta tattica al giocatore da renderlo un minimo interessante anche per bambini con la barba, magari per una partita lampo prima di andare a dormire. Per i più curiosi di voi aggiungo anche che questa è una nuova versione con un nuovo tema di War & Sheep del 2002.

Impressioni de IGiullari

Abbiamo provato Jurassic Snack a febbraio, durante il Festival International des Jeux di Cannes. Sicuramente fanno molta presa i materiali curati e coloratissimi, che aiutano ad inquadrare il titolo nella sua categoria: un gioco family adatto ad essere giocato anche dai bambini. Il titolo è molto casuale, tant'è che in una delle partite fatte a Cannes ci è capitato che i T-rex uscissero solo alla fine della partita, andando ad eliminare quella componente di interazione diretta presente nel gioco. Ci ha stupito molto la scelta di mettere in un gioco dedicato a questo target la possibilità di far sbranare dal tirannosauro altri dinosauri.

Commenti

“Ci ha stupito molto la scelta di mettere in un gioco dedicato a questo target la possibilità di far sbranare dal tirannosauro altri dinosauri.” beh dai, la morale de La Fiera dell’Est la si impara dalla prima infanzia, eh...
 

Non è che il T-Rex nei film si prende il the con gli erbivori o gli umani, eh?! :P

Si può scoprire di più su una persona in un'ora di gioco, che in un anno di conversazione. [Platone]

“Ci ha stupito molto la scelta di mettere in un gioco dedicato a questo target la possibilità di far sbranare dal tirannosauro altri dinosauri.” beh dai, la morale de La Fiera dell’Est la si impara dalla prima infanzia, eh...
 

 

Non per la crudeltà della cosa, ma perchè l'interazione diretta e distruttiva in un gioco per bambini è assai rara

Comprato per mia figlia (5 anni ).

Materiali e semplicità del gioco accattivanti per i bambini, infatti se non si è troppo "aggressivi" nel gioco, ovvero non si punta troppo a "spaventare" (il regolamento recita così :-)) i dinosauri avversari la partita resta equilibrata anche se un adulto gioca contro un bambino.

Non nascondo che se abbiamo un quarto d'ora libero facciamo una partita noi adulti, in quel caso il gioco resta semplice ma acquista profondità e bisogna studiare le possibili mosse dell'avversario nei due turni seguenti.

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