Kepler-3042: intervista agli autori del Kickstarter

Copertina di Kepler-3042
Post scriptum, Alan d'amico
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Kepler-3042

Kickstaster in corso per Kepler-3042, gioco da tavolo di tipo gestione risorse ad ambientazione futuristica. Leggiamo insieme l'intervista per sapere cosa espettarci.

Oggi intervistiamo alcune delle persone dietro a Kepler-3042, per capire meglio come si è evoluto il gioco, cosa porta di nuovo e cosa dobbiamo aspettarci dal Kickstarter in corso.

Qui trovate il progetto, che vi ricordo terminerà il 13.07.2016: affrettatevi a finanziarlo :)


Cinque domande all'autore: Simone Cerruti Sola

1) Presenta brevemente il tuo gioco. La definizione 3X è corretta? Da dove deriva il nome?

Per iniziare, ciao a tutti!!

Sono Simone (alias Banedon!) un appassionatissimo di Board Game dei gloriosi Guerrieri Valsesiani, un mini-gruppo di Giocatori di Ruolo e di BG, tra i monti della Valsesia.

Kepler è il mio primo gioco che, grazie alla Placentia Games, ha trovato la via editoriale.

Si tratta di un particolare gestionale risorse: un cinghialozzo, al quale calza a pennello la definizione 3X.

Kepler-3042 ha sostituito il nome del prototipo iniziale (Starship Scramble), perchè è più evocativo: Keplero fu un grande astronomo; in più Kepler è il nome del telescopio orbitante per la scoperta di pianeti al di fuori del Sistema Solare (telescopio che negli ultimi mesi sta dando grandi soddisfazioni), inoltre il nome Kepler è stato dato a una moltitudine di pianeti extra-solari scoperti negli ultimi anni.

2) Come mai avete deciso di non mettere una parte di eXterminate? Rallentava il gioco? Non vi piaceva? Altro?

Una parte eXterminate, secondo me, avrebbe stonato in un BG che fa leva sul totale controllo e la pianificazione della partita da parte dei giocatori.

Già dall'inizio, mi sono immaginato un utopistico futuro del 3042, dove l'umanità sarà in pacifica espansione nella Via Lattea ed in forte competizione solo per avanzare tecnologicamente. 

3) Qual è il twist principale di Kepler-3042, la cosa che lo distingue dagli altri giochi in commercio?

Uno degli aspetti particolari è una riserva personale di risorse, dotata di un limite massimo che si logora via via per ottenere bonus aggiuntivi alle azioni scelte. In sostanza, sei spinto a bruciare definitivamente risorse, abbassando il tuo limite massimo di produzione, per ottenere bonus e progredire rapidamente, ma da un altro lato ti conviene bruciare meno risorse per usufruire di massicce produzioni negli ultimi turni.

4) È un gioco per gamers, un introduttivo o si colloca a metà strada?

È un gioco piuttosto impegnativo, ma ha una linearità che permette di padroneggiarlo già a metà della prima partita, anche a giocatori non espertissimi.

5) Bilanciamento e strategie differenti. Da chi l'ha provato ho letto che ci sono molti modi per vincere. Avete fatto molti playtest? Quali sono le difficoltà maggiori che avete incontrato e qual è il problema che alla fine ti ha dato più soddisfazione aver risolto?

La rigiocabilità di Kepler è elevata: dai numerosi play-test con diverse associazioni ludiche e dalle mie prove personali, sono emerse numerose strade da seguire che possono portare alla vittoria, spesso anche diametralmente opposte.

L'approccio vincente varia quindi da partita a partita, come la disposizione dei pianeti, la carta obiettivo delle super-potenze e le carte progresso che, turno dopo turno, aiutano chi è rimasto indietro in qualcosa.

Difficoltà nella creazione di un BG se ne incontrano sempre, per quanto mi riguarda ho avuto un bell'aiuto da chi ha un'esperienza da veterano nel settore: Mario Sacchi e Matteo Panara.

La sfida più impegnativa è stata sicuramente il bilanciamento di un gioco con tante possibilità diverse, ma posso ritenermi veramente orgoglioso del risultato raggiunto, così come lo sono per l'intervista della leggendaria Tana del Goblin. Grazie, ciao!

Quattro domande all'editore: Post Scriptum

6) Cosa vi ha convinto a credere in questo progetto?

Premessa: abbiamo conosciuto Simone anni fa, quando iniziò a presentarsi e stravincere ogni torneo da me organizzato con le associazioni di cui faccio parte, quindi abbiamo sempre preso in seria considerazione i suoi prototipi. Già quelli precedenti avevano ottime idee, ma questo ci ha colpito davvero subito!

Fin dalla prima volta che io e Matteo l'abbiamo provato, ne abbiamo subito visto le potenzialità. Il sistema di gestione risorse era davvero innovativo, pur non staccandosi enormemente dalle meccaniche classiche e senza introdurre nulla di complicato o arzigogolato. Inoltre, Simone ci aveva assicurato che non c'erano strategie sempre vincenti e questo, detto da un top player come lui sembrava molto promettente... E poi ovviamente abbiamo avuto modo di verificarlo di persona! Infatti lo confermiamo in pieno ed è il motivo principale per cui l'abbiamo proposto a Placentia Games, convincendoli molto velocemente!

7) Ho letto che molte delle opzioni di gioco hanno una solida base scientifica o almeno si basano sui prevedibili e auspicabili progressi dell'umanità. Mi fai qualche esempio?

Molto volentieri! Le tipologie di pianeta sono tutte realmente esistenti e sarà presente un manuale che ne spiegherà le caratteristiche e come possono essere terraformati. I nomi delle tecnologie sono tutti plausibili (anche se la maggior parte non esistono ancora, ovviamente) e qua e là ci sono altre nozioni sparse. Te ne rivelo in anticipo un paio:

  • Sfruttamento N.E.O.: nel gioco non è possibile eseguire l’Azione Sfruttamento Planetario sulla Terra, perché la civiltà terrestre ha raggiunto un livello tale da ritenere assurdo depredare il proprio pianeta madre di risorse. L’Azione Bonus Sfruttamento N.E.O. consiste nell’estrarle dai Near Earth Objects, cioè gli oggetti che passano nelle vicinanze della Terra. In un futuro prossimo (negli anni 20) è previsto che saremo in grado di prendere asteroidi e spostarli dove vogliamo, per cui in non saremo costretti a dover andare per forza lontano. Per esempio, la NASA Asteroid Redirect Mission consisterà nel porre un pezzo di asteroide in orbita stabile intorno alla Luna, per poterlo studiare comodamente. In ogni caso, quando l’umanità avrà gli strumenti tecnologici per compiere viaggi come quelli ipotizzati nel gioco, li avrà anche per sfruttare comodamente le varie fonti presenti nel Sistema Solare o qualche cometa di passaggio!
  • Miniere: sono resti di pianeti dopo l'esplosione di stelle. Possono essere oggetti di diverso tipo, come Resti di Supernova, Nane Bianche, Stelle a Neutroni, Pulsar o Magnetar. Qui è possibile trovare tanti frammenti di pianeti da cui estrarre materia, e grazie all'intensa radiazione emessa da questi corpi, è possibile ottenere sia energia che antimateria.

8) Come mai stavolta avete deciso di tentare il Kickstarter? Costi di produzione? L'idea di poter sbloccare molti stretch goals aggiuntivi?

Ti ringrazio per l'opportunità di chiarire che il motivo NON dipende dai costi di produzione o dall'investimento iniziale. Florenza per esempio contiene più materiale e ha più illustrazioni. Inoltre, il gioco è molto valido e Placentia non avrebbe avuto difficoltà a raccogliere preordini dai suoi tradizionali distributori.

Quindi il perché di questa scelta va cercato altrove e cioè nel fatto di usare un sito popolare come Kickstarter come vetrina per Placentia: le 450 scatole di Bretagne vendute a Essen l'anno scorso hanno convinto tutti che la fanbase esiste e che se proponiamo giochi validi, la gente è disposta a seguirci. Quindi, perché non tentare di coinvolgerne il più possibile?

9) Cosa ci aspetta in questa campagna? Avete in serbo qualche sorpresa, a livello di materiali e/o di gameplay? Possiamo sperare in un quinto giocatore?

Quinto giocatore no, almeno per il momento: non vorremmo appesantire un gioco che scorre davvero molto bene. Gli stretch goal riguarderanno principalmente alcuni miglioramenti di grafica e di materiali, ma sì... Abbiamo in serbo un paio di piccole sorprese :)

Due domande al disegnatore: Alan D'Amico

10) Hai ricevuto indicazioni specifiche per le illustrazioni di Kepler-3042 o sei stato abbastanza libero di sbizzarrirti?

Per dare il massimo nell’aspetto illustrativo, abbiamo fatto una riunione per capire quale tipo di disegno si potesse sposare con l’ambientazione. Siamo stati subito d’accordo che  lo stile di “Bretagne”, pittorico e poetico, non era adatto e così abbiamo vagliato altre idee, studiando i giochi passati che avevano affrontato lo stesso tema.

Dopo aver vagliato varie proposte, si è deciso la linea da prendere, ma sia Placentia che Mario mi hanno sempre dato massima libertà e hanno accolto con entusiasmo anche le mie proposte!

11) Quale stile avete scelto? Cosa ti ha dato più soddisfazione realizzare, in questo gioco?

Essendo un gioco di fantascienza, si è scelto uno stile più sintetico con un segno di contorno nero e colorazioni piatte. Questo è molto d’impatto e più moderno. Inoltre permette di riconoscere subito i vari componenti di gioco anche in dimensioni molto ridotte, come ad esempio le icone dei diversi tipi dei pianeti che si scoprono. Contemporaneamente è stata studiata tutta una gamma di colori più accesi, che insieme alla grafica di Paolo (Vallerga, l'altro grafico che partecipa al progetto, ndAgz), son riusciti a dare quell’idea di “spazio profondo”. Per far testare agli editori il regolamento, ho dato precedenza per ora agli elementi di gioco e al tabellone. Ora mi rimane solo la cover, che non vedo l’ora di finire!


Vi lascio con due video: la video-spiegazione e playtesting del gioco fatta da Sgananzium e il video di link4universe in cui si spiegano i legami tra Kepler-3042 e la scienza.