Podcast - Tutti contro tutti: Play, Lucca e GiocAosta: the Covid variations

Umbe7

Play! annullata e Lucca Comics confermata? Parliamone.

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Mentre le associazioni stanno riaprendo a macchia di leopardo un po' in tutto il Paese con le restrizioni del caso come utilizzo delle mascherine, igienizzazione continua, distanza e quant'altro, iniziano ad arrivare - insieme alle foto di gente ammassata in spiaggia e in discoteca - le notizie sulle nostre amate fiere.

Lucca Comics and Games 2013, la coda per il biglietto in piazza Santa Maria, nel Venerdì pomeriggio
Dal momento in cui abbiamo registrato questa puntata, lo scorso mercoledì 15 luglio, sino a oggi, le cose non sono cambiate e possono sintetizzarsi in questo modo:
  • Play, dopo essere stata rimandata due volte, ha deciso di cancellare la manifestazione del 2020 e passare all'anno prossimo;
  • GiocAosta si farà dal 7 al 9 agosto;
  • Essen Spiel sarà solo in digitale, dal 22 al 25 ottobre;
  • Lucca Comics & Games cambia forma, ma è comunque confermata dal 29 ottobre al primo di novembre.

In molti si sono voluti presentare ai nostri (anzi, ai loro) microfoni per poterne discutere e, in quella che è probabilmente la puntata record per numero di presenze, gli ospiti dei quali state per ascoltare la voce sono:

  • Claudio "Jones", il presidente della Tana dei Goblin;
  • Marco "Agzaroth", il nostro caporedattore nonché secondo conduttore di Radio Goblin;
  • Federico Dumas, CEO della RedGlove;
  • Francesco Giovo "KooriNecros", autore di Voodoo e relative espansioni;
  • Stefano "Signor_Darcy", uno dei redattori più amati, ma anche regista e autore del QuiZZone;
  • Carlo "pennuto77", stimato redattore della Tana e partecipante assiduo di fiere ludiche;
  • Alessandro Lanzuisi "Daredevil", CEO di Ergo Ludo;
  • Davide Dunz, membro del direttivo e organizzatore del GiocAosta.

A condurre, il buon Salvatore "sava73" che questa volta si dovrà mordere la lingua per lasciar parlare gli altri.

Buon ascolto e ricordatevi che potete sempre dirci la vostra nei commenti o nella nostra chat Telegram.

Commenti

non ho ancora ascoltato la puntata ma mi sento già ora come il wrestler in fuseaux rossi della foto.

Io faccio la Cassandra. Ma col piffero che Lucca si farà*.

 

*a meno di una edizione digitale

I giochi non si leggono; si giocano.

Esiste una sola storia. La più antica. Un signore oscuro contro un barbaro, un nano, un elfo ed un mago.

Ascoltato. Ma aiuto.

Bel podcast. Che dire... dell'argomento si è dibattuto parecchio sul Forum.

Noto con piacere che Federico di Red Glove conferma tutte le ipotesi che avevo fatto, persona molto onesta e senza peli sulla lingua.

Detto questo, sono rimasto molto perplesso per l'intervento di Davide di GiocAosta. Io sono favorevole alle aperture con tutte le misure di sicurezza del caso, ma ho capito male io o ad Aosta non ci sarà nessun "numero chiuso" di partecipanti? Davide ha detto (grosso modo) "a un certo punto i tavoli saranno pieni e diremo alla gente di andare a fare altro in città"... E poi ha parlato di 200 tavoli circa (max 800 persone quindi, a spanne). C'è qualcosa che non mi quadra. Se c'è una regola per me imprescindibile in questa fase è proprio il contingentamento strettissimo, con prenotazioni, numeri chiusi ecc ecc. Magari ho capito male.
Vorrei ricordare che Giocoaosta (l'ha detto Davide stesso) l'anno scorso ha fatto 25mila presenze (in 4 giorni). Play l'anno scorso ne ha fatte circa 45mila (in 3 giorni), non proprio un altro ordine di grandezza...

* Orto Mio!!! *

@Thegoodson è un pochino criptico questo tuo commento...che intendi? :-)

 

Intendo grande preoccupazione.

Nel forum ho già potuto scrivere in modo più esteso e argomentato di quello che potrei fare qui, ripeto solo che a mio parere partecipare a fiere per hobby nel prossimo autunno in certe aree d'Italia in particolare comporta un rischio che non vale la candela.

Nello specifico trovo abbastanza allucinante che su una decisione di tipo sanitario si parli senza portare argomenti sanitari.  Capisco che non se ne parla perchè non è il contesto adatto (e infatti non lo voglio fare neppure io) ma allo stesso tempo è necessario parlarne per dare un senso alla discussione, non si scappa. Invece qua sembra solo un problema normativo o di logica da strada e questo lo trovo estremamente fuorviante.

pennuto77 scrive:

@Thegoodson è un pochino criptico questo tuo commento...che intendi? :-)

Se dai un occhio al subforum Play, Modcon e minicon ti sarà tutto più chiaro

* Orto Mio!!! *

Thegoodson scrive:

Nello specifico trovo abbastanza allucinante che su una decisione di tipo sanitario si parli senza portare argomenti sanitari.  Capisco che non se ne parla perchè non è il contesto adatto (e infatti non lo voglio fare neppure io) ma allo stesso tempo è necessario parlarne per dare un senso alla discussione, non si scappa. Invece qua sembra solo un problema normativo o di logica da strada e questo lo trovo estremamente fuorviante.

Nessuno ha dibattuto di decisioni sanitarie perché nessuno dei presenti aveva autorità e competenza per farlo e saremmo solo finiti a fare "logica di strada" come dici tu. Il punto di vista sanitario non spetta a noi, spetta allo stato e alle regioni. Come è stato detto nel podcast nel momento in cui lo stato da l'ok a un certo tipo di attività e da le regole per farla, io come cittadino (supponendo la fiducia nello stato) devo essere ragionevolmente tranquillo di poter fare l'attività rispettando le suddette regole. Se così non fosse nessuno di noi tornerebbe in ufficio, andrebbe a fare la spesa, andrebbe a bere una birra, andrebbe a fare una passeggiata in città, andrebbe in spiaggia, ecc.

Nessuno vuole minimizzare il rischio sanitario ed ognuno è libero di scegliere in via personale come agire per la sua salute (e anche questo è stato detto), ma l'argomento del podcast verteva su aspetti diversi più specifici del nostro ambiente e sulle differenze di situazione tra le specifiche fiere in oggetto.

L'importante non è vincere: è far perdere gli altri!

Io credo che sia molto più pregnante del 99% delle cose che ho sentito la domanda che Darcy ha balbettato intimidito, come se fosse un tabù: "ma che succede se c'è un focolaio in fiera?" (e aggiungo anche: con che probabilità possiamo attendercelo nei prossimi mesi, magari freddi?).

Altra cosa, visto che in assenza di temi sanitari si parla di normative: se certe normative della Regione, Stato etc possono sembrare paradossali, lacunose o addirittura assenti, certe volte è lecito prendersela con il Legislatore che ha fatto un cattivo lavoro; altre volte, come reputo in questo caso, sono semplicemente specchio di una situazione reale sanitaria (e siamo sempre lì) assolutamente poco certa, quindi prima di mettere una firma uno ci pensa più di una volta, e non credo faccia male.

Ultima cosa: tutte le volte che la mia frase "credo sia meglio evitare fiere per tutto il 2020" viene intesa "allora tutti devono starsene tappati in casa fino al 2030" mi parte un'emicrania fortissima, quindi abbiate pietà di me.

Visto che si parla di giocAosta (sono io il Davide del podcast), chiarisco solo due cose:

- la gestione sanitaria dell'evento non è stata ovviamente programmata con leggerezza: altrimenti giocAosta non sarebbe stata possibile. Il piano di gestione dell'emergenza (inevitabile per un evento di questa portata) è stato integrato con un intervento specifico sulle misure relative all'epidemia da Covid: abbiamo coinvolto in questo percorso il Comune, l'azienda USL (il 118 e il medico di igiene pubblica) e la Questura. Magari può essere sembrato semplice nel discorso, ma non mi sembrava il contenitore adatto a spiegare il dettaglio di questo percorso amministrativo-normativo, che invece ha richiesto molte energie;

- i posti sono contingentati, le file sono distanziate, lavoriamo insieme alle forze dell'ordine per garantire che tutto si svolga nel rispetto delle norme. Il nostro compito di organizzatori (credo, ma è come la vedo io) è quello di non pesare sull'esperienza del partecipante con le regole ma di farlo sentire parte del progetto. Quindi: se arrivi a giocAosta e non c'è più posto, non è che ti diciamo "non è affar nostro", ma ti proponiamo delle alternative sul territorio che sono elencate in un programma parallelo creato per l'occasione. 

È molto difficile contemperare la necessità del rispetto delle regole e il clima di festa e incontro che credo sia un pezzo importante delle nostre esperienze di gioco. Crediamo di aver messo in campo un progetto serio: non ci sono schemi di come fare queste cose, oggi, e speriamo che giocAosta possa proporre dei modelli anziché semplicemente rinunciare.

Vi aspettiamo, se vorrete :)

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