[Tutti contro Tutti] Nations

Approfondimenti
Giochi
Giochi collegati:
Nations

Secondo appuntamento con Tutti contro Tutti, rubrica in cui viene sezionato un gioco dalla redazione e da chiunque tra gli utenti voglia partecipare.Vi anticipo già che il prossimo sarà... Le Leggende di Andor, e ci sarà da divertirsi.Nations non è stato da meno: assisterete a una bella altalena di voti e giudizi, nelle prossime righe...

 
Avatar utente[Agzaroth]
Materiali sufficienti, considerando la scatola sovradimensionata, lo spessore delle plance e soprattutto la grafica. Appena sufficiente la percezione dell'ambientazione, anche se la civilizzazione non si avverte quanto in altri titoli, anzi, non si avverte quasi per nulla e il gioco non trasmette quel senso di crescita ed epicità che l'ambientazione dovrebbe comunicare. Complessivamente sufficiente il regolamento, dispersivo e ridondante nella spiegazione generale e lacunoso e carente in quella delle singole carte. Buona scalabilità, anche se valori come la cultura assumono maggior rilevanza la salire del numero dei giocatori e la versione in solitario non è granché; inoltre in cinque la partita si allunga davvero troppo. Eccellente la rigiocabilità, per l'elevato numero di carte e per il fatto che ne entra in gioco ogni volta solo una minima frazione, rendendo ogni partita sempre diversa, anche grazie alla differenziazione tra civiltà. Sufficiente l'innovazione rispetto ad altri titoli, se non altro per la gestione di guerre e stabilità. Ottima interazione sia per la meccanica di base sia per molti effetti forniti dalle carte. Dal punto di vista delle meccaniche il gioco scorre bene, a meno di forti pensatori, grazie soprattutto all'alternarsi delle azioni che risolvono i problemi di downtime che affliggono altri titoli simili; le varie componenti appaiono tra loro ben equilibrate e non ho personalmente trovato fastidioso o sbilanciato l'ordine di turno in base alla forza militare. Ottima profondità tattica (non strategica vista l'uscita random delle carte). Nations non riesce ad essere un civ-light per lunghezza e complessità e non raggiunge altri monster della civilizzazione mancando la loro complessità e completezza. In questo suo limbo, condannato a non essere né carne né pesce, rimane nel complesso un gioco sulla sufficienza.
materiali **
ambientazione **
regolamento ***
scalabilità ***
rigiocabilità *****
innovazione *
interazione ****
meccaniche ***
strategia *
tattica ****
giudizio complessivo 6,5
 
Avatar utente[MichyLo]
Premetto di aver giocato sempre in 2, per cui non darò un voto sulla scalabilità. Tutti hanno sempre paragonato questo gioco a Through the Ages, ma non avendolo mai provato non posso buttarmi in questa diatriba e passo oltre. Le plance giocatore sono troppo sottili, mentre il resto è adeguato. La grafica… beh, questione di gusti (si poteva fare di meglio, ma non mi disturba più di tanto).
L'ambientazione invece per me è quasi nulla. Si cerca di assecondare la propria civiltà proseguendo nel suo orientamento, ma da lì a sentirmi in mano una nazione che cresce, colonizza e combatte ce ne vuole.
Il regolamento è chiaro e ben illustrato, non mi sarebbe dispiaciuto qualche chiarimento in più nell'appendice di spiegazione delle carte.
La rigiocabilità è garantita dalle numerose carte per ogni era e dalla combinazione di esse con la plancia della nazione.
E' un piazzamento lavoratori, carte e gestione risorse, parlare di innovazione mi sembra eccessivo… però per quanto mi riguarda ha avuto un sapore di novità! In ogni caso tutto si amalgama benissimo facendo scorrere la partita in maniera lineare, è necessario gestire accuratamente le proprie risorse e adattarsi alla sottrazione delle carte da parte dell'avversario. In due poi è particolarmente punitivo perché gli eventi si vincono o si perdono, non c'è la via di mezzo in cui si può rimanere illesi. Trovo che sia un titolo molto tattico e poco strategico, l'uscita delle carte e le mosse dell'avversario non lasciano stabilire a priori il proprio turno. E' possibile anche ridurre i tempi di gioco terminando alla terza era senza che la partita ne risenta.
Non ho rilevato lo sbilanciamento di cui tanto si parla sul militare, la stabilità è essenziale.
Mi è piaciuto e la voglia di rigiocarlo è sempre presente, quindi il giudizio è sicuramente positivo.
materiali ***
ambientazione *
regolamento ****
scalabilità s.v.
rigiocabilità *****
innovazione **
interazione ****
meccaniche ****
strategia **
tattica *****
Giudizio complessivo 8,3
 
Avatar utente[Pennuto77]
Premetto di aver fatto solo un paio di partite a questo titolo, una in due ed una in tre giocatori, per cui posso parlare poco di scalabilità, strategie varie, ecc. ecc..
Tuttavia provo a dire la mia su questo controverso titolo. Perché controverso? Perché non si tratta di un nuovo gioco ma più di una rielaborazione light di quello che per me è il miglior gioco cui abbia mai giocato: “Through the Ages” di Vlaada (d’ora in avanti TTA).
Su questo si basa il fulcro del mio giudizio tutto sommato negativo ma che come leggerete alla fine culmina con un 7 (voto affatto basso). Perché dunque un sette ma un’opinione negativa di Nations? Perché volendo giudicare il gioco in se si tratta sicuramente di un buon titolo, che in un paio d’ore di durata, regala buone sensazioni e un discreto divertimento. Tuttavia secondo me non si può giudicare Nations in modo a se stante poiché l’80% di ciò che è il gioco viene preso a piene mani dal predecessore TTA. Persino l’autore, spiegandocelo in fiera, la prima cosa che ci ha chiesto era se conoscevamo TTA così da poter spiegare solo le differenze!
D’altra parte all’uscita di una nuova macchina si giudicherà il suo rapporto qualità/prezzo, i consumi, la comodità ecc. ecc. paragonandola a tutte le altre della stessa fascia/tipologia. Oppure griderete al miracolo perché con pochi litri di liquido nero nel serbatoio è in grado di trasportare 4-5 persone a discreta velocità da un posto ad un altro?
Che dire quindi di questo titolo? Si tratta di un gioco dai materiali discreti, con una buona scalabilità (da ciò che mi è stato dato di vedere) e con una grafica onesta anche se non eccelsa. Detto questo non mi piace il lavoro che è stato fatto per semplificare il fattore Guerra e non mi piace AFFATTO il problema dell’uscita delle carte che, non entrando tutte in gioco, di fatto possono vanificare strategie valide solo per il fatto che non sono perseguibili durante il gioco per la mancata uscita delle tecnologie necessarie ad attuarle!
Alcune cose buone ci sono, intendiamoci. Per prima cosa dura la metà del predecessore, poi ha un regolamento più snello e meno determinismo nelle sue meccaniche, ed inoltre, con le carte che vanno a sostituirsi alle precedenti e non ad aggiungersi, rende molto più semplice la gestione della propria civiltà. Tuttavia c’era proprio bisogno di far uscire una versione light di TTA? Secondo me no, poiché non ci sono differenze sufficienti a giustificare l’acquisto di entrambi i titoli e se si hanno 3 ore a disposizione TTA è assolutamente molto meglio di Nations; mentre se si hanno meno di due ore ci sono diversi titoli di civilizzazione validi fra cui scegliere che differiscono totalmente da questi due (validissimo per esempio il nuovo “The Golden Age”).
materiali ***
ambientazione *
regolamento ****
scalabilità ***
rigiocabilità ****
innovazione *
interazione ****
meccaniche ****
strategia **
tattica ****
Giudizio complessivo 7
 
Avatar utente[Romendil]
Nations è un compito perfettamente eseguito rispetto ad una richiesta di mercato molto sentita, vale a dire quella di avere un gioco di civilizzazione che non duri un'eternità e che giri anche in un numero ampio di giocatori. Io l'ho provato varie volte sia in 2 che in 4 e devo dire di essere stato molto soddisfatto sotto questo aspetto. Anche il regolamento è molto chiaro e rapido da spiegare, senza grossi dubbi ed eccezioni. La rigiocabilità è buona, la variabilità introdotta dagli eventi e dall'uscita delle carte permette partite diverse, l'impersonare diverse nazioni costringe a scelte differenti sia all'inizio che in corso di partita.
Ecco, se ci si fermasse a valutare solo Nations senza far paragoni con altri giochi sarebbe da promuovere senza riserve. Però già oggi nello stesso segmento di mercato ha diversi avversari molto agguerriti.
Proprio il confronto con altri giochi mette in luce alcuni difetti, o meglio "mancanze da semplificazione". Sotto l'aspetto dell'originalità sappiamo bene che Nations è un derivato di Through the Ages, con il quale perde nel campo della profondità strategica e dell'interazione. Se avessi il doppio del tempo preferirei senza dubbio una partita a TTA a due a Nations.
Nations in confronto è un gioco tattico, che si basa sulla gestione delle risorse prodotte/consumate e sulle scelte legate alle carte che escono. Giocando solo con le carte base (come ho fatto finora) il gioco è abbastanza equilibrato. Sono certo che aggiungendo anche le altre carte ci potranno essere partite con sovrabbondanza di carte di un tipo e carenza di carte di un altro tipo. Devo dire che la cosa non mi piace affatto aumentando di fatto la casualità e la necessità di spingere (anche se a volte non è possibile) sul militare per essere primo di turno ed arraffare le carte migliori.
I materiali non mi dispiacciono (assolutamente funzionali). Ho apprezzato molto l'idea del livello di partenza differenziato per i giocatori che mi permette di giocarlo anche con babbani e con mio figlio.
materiali ***
ambientazione *
regolamento ****
scalabilità ****
rigiocabilità ***
innovazione *
interazione ***
meccaniche ****
strategia **
tattica ****
Giudizio complessivo 7,5
 
Avatar utente[Linx]
Nation è un'ottimo gioco di civilizzazione proponibile ad un vasto target di giocatori per la sua immediatezza donata dalla facile leggibilità degli elementi di gioco, che aiuta a spiegare il gioco in maniera semplice e veloce, unita ad una profondità che può soddisfare anche il giocatore esperto.
La maggior parte Il gioco è basata sul cercare di ottenere un'equilibrio nelle risorse e nei valori (di potenza militare e di stabilità) mentre continuamente ci si aggiorna verso edifici più potenti e si ricercano i punti vittoria tramite la costruzione di meraviglie e/o la conquista di colonie. Il sistema di acquisizione delle carte e di gestione degli edifici e della popolazione è una versione semplificata e molto ben/meglio funzionante di quella di Through the ages, con i turni, là pesanti e interminabili, qua spezzati in singole azioni da parte dei giocatori che fanno scorrere il gioco in modo più fluido.
Nations gestisce i rapporti fra i giocatori filtrandoli in modo da non farli risultare particolarmente cattivi attraverso un meccanismo di guerre che può infastidire ma non togliere dal gioco gli avversari meno propensi a spingere sul lato militare. Il lato militare, anche se apparentemente ridotto ad un solo valore con cui fare i confronti, è invece gestito dal gioco efficacemente tenendo conto ad esempio del mantenimento delle unità che fa pesare un inutile utilizzo di forza armata e spinge spesso a disarmarsi per poi eventualmente riarmarsi più avanti addestrando unità più efficaci o diversamente costose. Interessante anche il sistema di razzia che permette di procacciarsi risorse del tipo necessario tramite "attacchi" che nient'altro sono che carte da prelevare dal tabellone.
Il gioco spinge anche a continui confronti coi valori degli altri giocatori per evitare che ai giocatori sembri di giocare tanti solitari, spingendoli invece a tenere d'occhio le mosse altrui per cercare di rispondere per le rime al momento giusto.
Quello che al gioco manca, invece, è una forte spinta alla sperimentazione di strategie nuove: anche con le civiltà a partenza differenziata in genere è più un cercare il meglio da quello che la scelta di carte della partita propone, anche tenendo conto che la metà delle carte rimarrà non usata nella scatola producendo varietà fra una partita e l'altra ma anche insicurezza su cosa bisogna aspettarsi (anche se apposite regole opzionali possono creare partite dove la scelta delle carte è più ponderata per coloro che si sentono defraudati del controllo sulla partita).Se proprio volte quindi, erroneamente, confrontarlo a TTA, con Nations avrete un gioco: meglio rifinito, più fluido, dalle regole più facilmente ricordabili anche se giocato occasionalmente, meno cattivo verso gli sprovveduti/inesperti, meno profondo, più tattico e meno strategico, più proponibile e decisamente meno lungo da provare. Vi sembra dal mio giudizio che preferisca Nations a TTA? Vi sbagliate. Ma Nations l'ho giocato molto e lo rigiocherò ancora con ogni genere di avversari, miei figli compresi, e alla pari tramite il suo sistema di handicap, mentre TTA lo rigiocherò molto difficilmente (se non mi faccio riprendere dal trip per la versione online.
materiali ****
ambientazione ***
regolamento ****
scalabilità *****
rigiocabilità ***
innovazione ***
interazione ***
meccaniche ****
strategia ***
tattica ****
Giudizio complessivo 8
 
Avatar utente[Mica]
Avendo giocato solo in 4 non posso commentare la scalabilità.
Come tutti i giochi di civilizzazione Nations ha l’aspirazione di spiegare sinteticamente la storia del mondo, peccato che a risentirne maggiormente è l’ambientazione, praticamente inesistente nonostante il tentativo degli autori di inserire riferimenti storici.
Il regolamento è chiaro e con molti esempi, manca solo qualche nota in più sull’uso delle carte.
Pur non avendo giocato a Trough the Ages, non ho trovato il gioco innovativo dato che la dinamica di gioco si risolve nella scelta delle carte da acquistare fra quelle casualmente disponibili a tutti in quel round. La parte della guerra è triste: non è un attacco diretto verso un giocatore, ma una fase che coinvolge tutti a fine round. Inoltre il vincitore non riceve bonus particolari ed il perdente non ha malus rilevanti se possiede un alto valore di stabilità. Allo stesso modo, anche la battaglia è un po’ insulsa: usi la carta esercito per avere risorse, tanto valeva chiamarla in un altro modo. Quindi l’interazione rimane indiretta.
Materiali: La scatola è sovradimensionata; le plance dei giocatori non sono particolarmente resistenti; le carte sono di medio spessore, ma graficamente un po’ bruttine.
Rigiocabilità: tutto sommato giudizio positivo soprattutto grazie all’elevato numero di carte.
In sintesi, il giudizio complessivo è un 7, godibile con una vasta platea di giocatori . Trovo che sia una versione complessa di 7 Wonders, date le similitudini nella divisione delle Ere, nella fase Guerra e nel calcolo finale dei punti vittoria. Il titolo quindi può essere lo step successivo per chi ha dimestichezza con questo gioco, perfetto per quei gruppi di giocatori (o più facilmente giocatrici) poco guerrafondai. 
Materiali: **
ambientazione: *
regolamento:****
scalabilità: s.v.
rigiocabilità: ***
innovazione: *
interazione: **
meccaniche: **
profondità tattica/strategica: ***
Giudizio complessivo: 7
 
Avatar utente[Peppe74]
Nations nasce come un furbo tentative di riprendere le meccaniche base di un classico come Through the ages e farne un gioco più semplice, più veloce e di limarne alcuni difetti, come il downitime di un turno e l’altro, o di cambiarne alcuni aspetti che non tutti i giocatori gradiscono , come la guerra e l’interazione diretta (che per quanto mi riguarda va benissimo in TTA).
Il tentativo ha, per quanto mi riguarda, poche parti riuscite. Il punto principale è che Nations non si fa sentire come gioco di civilizzazione, resta un gioco di piazzamento nella media con poco spessore strategico. Anche aspetti facilmente migliorabili di TTA vengono parzialmente centrati, come i materiali e la grafica che non sono certo uno splendore. 
Il gioco predilige molto di più l’aspetto tattico, l’uscita casuale delle carte regala partite diverse, ma a volte anche “strane”. Come è gestita la guerra mi fa storcere il naso, perché’ spesso spinge a fare la guerra a chi è il più debole (controsenso abissale). La scalabilità è curata e il downtime ridotto rende il gioco godibile anche con un numero alto di partecipanti, anche se i tempi di gioco non sono così brevi. Insomma, quello che sapevo di perdere rispetto a TTA l’ho riscontrato tutto, quello che speravo di guadagnare non l’ho trovato nell’enorme (e sovrabbondante) scatola di Nations, gioco “furbo”, ma per quanto mi riguarda poco riuscito
materiali ***
ambientazione **
regolamento ***
scalabilità ***
rigiocabilità ****
innovazione *
interazione ***
meccaniche **
strategia **
tattica ****
giudizio complessivo 6,5

 

Avatar utente[Aledrugo77]
Il genere "civilizzazione" ha un fascino notevole.
Tanti ci hanno provato: i mitici Civilization e Age of Renaissance della fu Avalon Hill, lo sfortunato quanto abnorme Civilization della Eagle Games, il mastodontico Through the Ages della CGE, l'interessante Rise of the Empires e l'incompreso (incompiuto?) Tempus di Wallce e il pluriespanso e godevole Civilization della FFG tanto per citarne qualcuno.
Civilizzare: si fa presto a dirlo, meno a farsi. Coniugare profondità, dettaglio, simulazione, originalità, giocabilità, scalabilità e ultimo ma non ultimo durata.
Se Nations fosse il primo gioco di civilizzazione mai fatto avrebbe dalla sua il fatto di essere semplice nelle regole, veloce e con tempi di attesa più che accettabili. Assai interessante la possibilità di giocare a diversi livelli di difficoltà per permettere di sedere allo stesso tavolo l'assiduo e il novizio. In genere nei giochi "seri" un pro asfalta bellamente il novizio a causa della curva di apprendimento. Nations offre una buona soluzione per mantenere un buon grado di sfida e divertimento per tutti.
Certi aspetti sono semplificati al fine di prediligere la durata contenuta non senza controindicazioni. La Guerra risulta astratta a un controsenso.
Il problema principale è che in Nations non civilizzi: è un gioco di piazzamento dove la tattica è predominante rispetto alla strategia.
Se Nations fosse anche il primo gioco di piazzamento, allora sarebbe un capolavoro.
Purtroppo per Nations così non è: c'è di molto meglio ovvero il suo principale ispiratore Through the Ages oppure Civilization FFG. C'è da mettere in conto una complessità e soprattutto durata maggiore, perlomeno se l'obiettivo è civilizzare. Altrimenti si lascia giocare, con moderazione.
materiali **
ambientazione -
regolamento ***
scalabilità ***
rigiocabilità ****
innovazione *
interazione ***
meccaniche **
strategia *
tattica ****
giudizio complessivo: 6 meno meno
 
Avatar utente[Groblnjar]
Esperienza strana quella di Nations che comunque rispecchia ciò che la scatola promette, ovvero: un gioco di civilizzazione.
Qualcuno giocandoci si è sentito Romano dentro? Non credo. Personalmente ho vissuto un’esperienza da Santo Patrono della civiltà a me affibbiatami dal caso. Ho coccolato i miei cittadini, ho bruciato i loro collegamenti neurali ed amorevolmente li ho condotti verso la modernità ordinandogli ora di essere minatori, ora di essere ranger, ora liberi pensatori.
A livello materiali tutto sta al suo posto a parte le risorse che hanno la tendenza a debordare da tutte le parti. Le carte sono ben dimensionate e leggibili; le plance accolgono tutto quel che devono accogliere (a parte le risorse) anche se quelle dei giocatori sono un po’ leggerine ed imbarcabili; i colori non danno fastidio e non costringono ad acrobazie per distinguerli con dei disegni “minimal”. Lo scatolone sovradimensionato preoccupa il portafoglio per la possibilità di inserirci una quarantina di espansioni, ma sarà un problema solo per i collezionisti.
L’ambientaz…che? Beh… è un gioco di civilizzazione… dura ambientare quattromila anni di terra in un gioco… Cosa? Le plance sono tutte sono uguali? Nooo! Sul lato B delle plance hai delle azioni speciali… Vabbeh… Qualcuno vuol giocare a Skip Bo?
Per fortuna c’è il regolamento che non lascia molti dubbi anche se è stato necessario un supplemento per i vari poteri speciali delle meraviglie e dei consiglieri ma è una pecca banale; subito si potrà iniziare a giocare in maniera abbastanza coerente con soddisfazione da 2 a 5 giocatori. Il numero assurdo di carte e l’uscita totalmente randomica delle stesse lascia intuire che ben difficilmente si riuscirà a stabilire una strategia vincente, meglio lasciarsi guidare dalle correnti dell’alea e puntare al massimo sempre e subito. Dunque, gira le carte, compra le carte, piazzaci su gli ometti, guarda i simboli e riscuoti/paga le risorse. Ogni tanto guarda gli altri come stanno a forza militare per non incorrere in penalità e occhio ai libri che sembrano punti vittoria ma non lo sono ma te ne fanno fare (soprattutto se si gioca in 5). Non una botta di originalità ma il meccanismo gira abbastanza bene superando anche i conteggi parziali che obbligano, se qualcuno non l’avesse ancora capito, a non avere una strategia in quanto tutti devono preoccuparsi di tutto. Sembra quasi che i nostri creatori Finlandesi abbiano fatto di tutto per togliere qualsiasi tentazione di controllo al gioco, quasi filosofico questo titolo…
materiali ***
ambientazione **
regolamento ****
scalabilità *****
rigiocabilità ****
innovazione **
interazione ***
meccaniche ***
strategia *
tattica *****
giudizio: 6.5
 
  Agz Michy Penn Rom Linx Mica Peppe Aled Grob Media
materiali ** *** *** *** **** ** *** ** *** ***
ambientazione ** * * * *** * ** - ** *
regolamento *** **** **** **** **** **** *** *** **** ****
scalabilità *** s.v. *** **** ***** s.v. *** *** ***** ****
rigiocabilità ***** ***** **** *** *** *** **** **** **** ****
innovazione * ** * * *** * * * ** *
interazione **** **** **** *** *** ** *** *** *** ***
meccaniche *** **** **** **** **** ** ** ** *** ***
strategia * ** ** ** *** *** ** * * **
tattica **** ***** **** **** **** *** **** **** ***** ****
giudizio 6,5 8,3 7 7,5 8 7 6,5 5,9 6,5 7