Opera

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Goblin score: 7,19 su 10 - Basato su 22 voti
Gioco da Tavolo (GdT)
Anno: 2009 • Num. giocatori: 2-4 • Durata: 90 minuti
Autori:
Hans van Tol
Sotto-categorie:
Strategy Games

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Persone con il gioco su BGG:
1130
Voti su BGG:
926
Posizione in classifica BGG:
1842
Media voti su BGG:
6,65
Media bayesiana voti su BGG:
6,04

Voti e commenti per Opera

7

In effetti c'ho fatto solo mezza partita. Ma per ora mi piace.

8

Trattasi di un tedesco puro, asciutto, quasi privo di alea, molto impegnativo e che non perdona nulla.
L'ambientazione si sente poco ma i materiali sono buoni. La durata è altina ma non impossibile, non è particolarmente originale ma cmq ha buone idee e ben amalgamate.
Io personalmente adoro i giochi gestionali molto profondi e difficili ma privi di alea. Lo voglio!

7

Alla prima partita sicuramente il gioco mi ha fatto un'ottima impressione: buoni i materiali, ottima la grafica, ineccepibile la meccanica (sebbene non brilli di originalità) e relativamente facile da apprendere anche se molto profondo da giocare.

Il suo problema è che, avendo un sistema di gioco che premia volutamente l'esperienza, bastona duramente chi rimane indietro impedendogli di fatto di recuperare. Capiamoci: non è necessariamente un difetto, ma è una caratteristica da considerare se non ve la sentite di passare due ore ad arrancare dietro agli altri per una partenza sbagliata sapendo già che qualsiasi cosa facciate non li raggiungerete mai.

Il vero difetto, se così vogliamo chiamarlo, è che da vero tedesco è molto freddo e asciutto e, per quanto ben fatto, l'ambientazione poteva essere anche Fantasy o Cyber che poco cambiava nel gioco.

Lo rigiocherò sicuramente, ma per ora mi tengo basso col voto nonostante gli riconosca tutta la sua validità.

L'importante non è vincere: è far perdere gli altri!

8

Bel gioco, tedescone, impegnativo ma che scorre via abbastanza agilmente. Set di regole snello ma ben studiato. L'alea, come dovrebbe essere in ogni gioco di questo mondo è in questo caso una situazione iniziale di turno a cui tutti devono raffrontarsi. Dopo Vasco de Gama il migliore di Essen 09 so far.
Un 7,5 abbondante per serissimi dubbi di rigiocabilità (IMHO, annoia dopo poche partite).

Uso dell'apostrofo: po', un altro, un'altra, qual è. Uso dell'accento sui monosillabi, solo in caso sia distintivo: su "so", "qui" e "fa", l'accento non va.

7

Riporto il mio commento dal thread su Opera....

"Il gioco ha dei bei materiali, anche se non perfetamente funzionali.

Non è molto originale come meccaniche, anche se non sono una "copia" dei vecchi giochi: i ruoli differiscono come funzionamento da Puerto Rico, la valutazione "assomiglia" a El Grande solo come temporizzazione, il sistema di fare azioni è lo steso di Tinner's Trail (e Neuland, e Thebes), ma con l'interessante variante che ciascuno decide quanto è "lunga" la propria scala dei tempi. Il gioco che mi ricorda più è Amyitis, dov è fondamentale essere nel posto giusto al momento giusto.

Ciò che adesso mi piace di più di Opera è il fatto che, contrariamente agli altri Euro di nuova generazione, ti lascia sbagliare quanto vuoi, anzi ti incoraggia a farlo. Un tipico esempio, che è stato già abbondamente discusso, è la sovrabbondanza di denaro nella terza fase. Bene, come direbbero gli informatici, "it's a feature, not a bug", ovvero è una caratteristica del gioco, non un baco nella sua realizzazione. I soldi in Opera sono uno strumento, non un fine, e soldi e punti vittoria si fanno in modi diversi: con teatri "multisala", il Maestro e la Signora i primi, costruendo sale, avendo tanti teatri (anche piccoli - ma che eseguono partiture di compositori famosi), con l'Esperto e la Signora i secondi. Se prima del turno 9 avete tanti soldi, che non potete più spendere perchè non c'è più niente di costoso da acquistare, vuol dire che avete sbagliato qualcosa: avete costruito teatri troppo grossi, avete usato poco la Signora, avete acquistato Opere economiche che non potete sfruttare appieno, o che aumenteranno di valore fra "troppi" turni."

7

Scorre via bene anche se alcune meccaniche ed idee sono già viste.

Il voto è 7,5 dopo tre partite fatte. Mi riservo di modificarlo dopo averne fatte altre per testarne la rigiocabilità e se effettivamente chi va avanti è difficilmente raggiungibile anche se penso non sia affatto così.

6

Ci ho fatto solo un paio di partite, ma a parte l'aspetto grafico e la fluidità del gioco ci sono troppe cose che non mi convingono. Rigiocandoci magari cambio opinione ma per il momento sollevo questi punti:
Il 70% dei punti vittoria li fai con le major hall e se sei sfortunato che non riesci ad ottenerne un numero analogo a quelli degli avversari, sei fuori dalla possibilità di vincere.
Il maestro dal 5° turno in avanti diventa inutile, al massimo lo utilizzi per bloccare lo spostamento di un esperto ad un altro giocatore.
La distribuzione omogenea degli autori tra i vari giocatori rende spesso inutile il critico.
Passi un sacco di tempo a spremerti le meningi a contare i punti che puoi fare rispetto al tuo avversario, conteggiando i cambiamenti di valore dei musicisti per poi accorgerti che dopo aver tenuto in considerazione tutte le opzioni di alzarne uno o abbasarne un altro il prodotto dei punti prodotti è lo stesso!
Vista la grossa concentrazione di soldi dalla seconda fase in avanti, si sente la mancanza di un modo di convertirli in punti (un'azione alternativa per il maestro, ad esempio?).
Sull'ambientazione poi, ci sarebbe da ridire sul fatto che per essere un gioco sull'Opera (con l'O maiuiscola) mancano i grossi calibri quali Bizet e soprattutto Puccini (a fronte di un Beethoven che con l'Opera non c'ha quasi niente a che fare avendone scritta praticamente solo una, Fidelio!!).

7

Non mi ha convinto fino in fondo, anche se un'unica partita è insufficiente per giudicare... il problema del denaro che nei primi turni è scarsissimo (e fin qui va bene) mentre negli ultimi è sovrabbondante, in effetti mi sembra più che concreto (il che rende inutile anche l'asta per il budget). Forse si dovrebbe puntare a costruire più teatri possibile, ma piccoli, visto che poi i PV si fanno principalmente solo con l'opera che va in scena nella sala principale.
Nel panorama complessivo di bei giochi, anche di recente pubblicazione, un titolo come questo non credo passerà alla storia. Comunque 7 se lo merita...

8

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L'obiettivo del giocatore è vincere
ma lo scopo del gioco è DIVERTIRSI

7

Nessun commento

Mi prenoto per un qualsiasi tavolo!

6

Il gioco si presenta come un gestionale con poca alea ma ci sono alcuni punti che non mi piacciono. I soldi sono scarsi all'inizio ma diventano ridondanti ed inutili nella terza fase. Si poteva prevedere un altro modo di fare punti, magari convertendo i soldi in punti per esempio. Il maestro, fondamentale all'inizio, diventa per lo più inutile nella fase finale. Se si rimane indietro e quasì impossibile recuperare e a volte una mossa sbagliata all'inizio può essere decisiva. Il primo giocatore, con solo 20 monete, ha uno svantaggio nei confronti degli altri che hanno più monete e all'inizio anche la differenza di una sola moneta può essere decisiva. L'ambientazione è un pò fredda. Alcune mosse iniziali possono sembrare un pò meccaniche. Non so quanto possa essere rigiocabile. Comunque, al di là di tutto, merita la sufficienza.

Il gioco è un'oasi strana, un momento di quiete trasognata in un peregrinare senza sosta. Eugen Fink

7

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8

Nessun commento

8

Gioco ben fatto, ma un tantino noiosetto per essere annoverato tra i grandi!

6

Bel gioco gestionale dall'alea pressochè assente e dalla componentistica ben fatta.
Il difetto più grosso del gioco è che è un titolo per giocatori.
Ogni mossa va profondamente ponderata poichè il gioco per come è strutturato non perdona errori.
Bello l'amalgama della meccanica a ruolo di Puerto Rico con il sistema del budget e del piazzamento di alcuni dei ruoli, ma rispetto a quest'ultimo offre meno strade per la vittoria.
Rimane comunque un discreto titolo (ovviamente astratto come ogni buon German ma questo forse troppo...)

Si può scoprire di più su una persona in un'ora di gioco, che in un anno di conversazione. [Platone]

7

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"La saggezza della natura è tale che ella non produce niente di superfluo o inutile."
Niccolò Copernico

8

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7

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7

Bellissima ambientazione, anche se un po' appiccicata, con buoni materiali. Il titolo si presta a pensatori visto che ogni mossa deve essere ben ponderata, il che significa fare diverse valutazioni prima di ogni mossa. Si parte con grossi problemi economici per poi ritrovarsi con troppi, inutili, soldi. Alcuni ruoli sono poco utili (come il Critico, visto che la distribuzione degli artisti ne annulla spesso l'effetto) e altri ruoli sono utili solo all'inizio o alla fine del gioco. Chi parte male ha poca possibilità di recuperare e le strategie non sono poi molte. Il gioco potrebbe non essere molto longevo, ma secondo me è un titolo sottovalutato. - [Autore del commento: ottobre31]

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