Sword of Rome

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Goblin score: 7,58 su 10 - Basato su 30 voti
Gioco da Tavolo (GdT)
Anno: 2004 • Num. giocatori: 2-5 • Durata: 360 minuti
Autori:
Wray Ferrell
Sotto-categorie:
Wargames

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Persone con il gioco su BGG:
2433
Voti su BGG:
1391
Posizione in classifica BGG:
763
Media voti su BGG:
7,33
Media bayesiana voti su BGG:
6,56

Voti e commenti per Sword of Rome

8

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7

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7

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<< Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e... ludoscienza! >> [Il sommo Poeta]"

E.C.A.S.C.O. online: www.ecasco.it

6

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Ci'a'tut, Abracadambra

8

Ho fatto una sola grandissima partita. Mi aveva coinvolto molto.

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Ex presidente Treemme e Giudice Lucca Games.
Ho collaborato con aziende e operatori del settore, di recente con Pendragon Game Studio.
Gli interventi sul forum sono personali, da non considerarsi a nome dell'azienda salvo ove esplicitamente indicato.

8

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8

Le regole del gioco sono abbastanza facili ed intuitive e questo facilita la spiegazione ai principianti ( non ci ho mai messo più di mezz'ora ).
Il gioco è longevo e i mazzi personalizzati permettono una gran varietà di strategie.
Anche giocando in 4 la partita non è mai andata oltre il 7° turno e le 4 ore di gioco, quindi ottimo per una serata con gli amici.

Ave atque vale

Alessandro

7

Ci ho giocato una volta. Gran bel gioco, ma forse un po' troppo tosto per i miei gusti... Peccato per i materiali scadenti

7

Giocata una sola partita. Materiali discreti, ad eccezione della mappa che è troppo morbida. Grafica apprezzabile. Il gioco è subito coinvolgente, anche se le regole, seppur non particolarmente difficili, sono piuttosto varie. In particolare ogni popolo ha delle sue proprie caratteristiche e proprie regole che lo differenziano dagli altri. Da una parte questo obbliga il giocatore a riordarsi le specifiche di ogni popolo, anche se dall'altra assicura una buona longevità al gioco.
In conclusione direi un 7 assolutamente meritato, ottimo anche per chi non si è mai spinto tanto oltre risiko o simili...

6

6,5... ci ho giocato in realtà pochissime volte per ora... alcune meccaniche interessanti, però, devo essere sincero, nonostante abbia passione per gli wargame, anche ad ambientazione antica, sword of rome non mi ha preso granchè... lo trovo noioso e monotono... interazione scarsa e possibilità di azione ristrette.... mi riservo di aggiornare il mio giudizio in futuro....

8

Ambientazione insolita per un altro ottimo card-driven. Bella l'idea dei mazzi dedicati per ciascuna potenza in gioco. Unica pecca: l'eccessivo ruolo della fortuna nei combattimenti. Ma l'autore ha inserito volutamente un sistema così casuale, perché gli esiti degli scontri del tempo spesso avevano esiti imprevisti

9

un'esperienza ludica veramente profonda..

7

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Mi prenoto per un qualsiasi tavolo!

9

bello, complesso, appassionante, dirompente, storico
un bel 8.5 .
se si attacca poco, l'elemento fortuna è quasi assente, invece se si attacca molto è fondamentale imbroccare i tiri con i dadi o equivale a un suicidio.

Pulla !!

7

Gioco tosto, per giocatori esperti. Unisce elementi presenti in "Annibale: Roma vs Cartagine" con meccaniche già viste in altri card-driven. Il risultato è un gioco lungo e complesso, ma dal fascino incredibile! Bellissimi i mazzi personalizzati, fantastiche le innumerevoli e variegate strategie, longevità pressochè infinita, suspence e tensione alle stelle, in ogni momento si deve tener d'occhio mille varianti. Bello anche l'aspetto diplomatico delle Alleanze. I Greci avrebbero più chance degli altri di vincere, ma solo se vengono trascurati i Cartaginesi (errore che si può fare 1 volta, ma non 2) ;) Il reprint 2010 di questo gioco include la mappa Cartonata(!) e la 5° fazione. Unico neo? Il prezzo decisamente oneroso

9

Il fratello di ambientazione italica di Successors III offre un regolamento simile ma migliorato, una componentistica analoga, e un'esperienza di gioco più dinamica. Gli spazi strettissimi obbligano alla continua interazione tra i giocatori, le carte e le strategie sono davvero cattive, e per questo il gioco la partita è in continua evoluzione. Il gioco è difficile, perdona pochissimi errori, e si ha costantemente l'impressione di non arrivare a fare tutto ciò che serve. Saper rinunciare al rinunciabile e capire quando agire sono fattori fondamentali per la vittoria.

La componentistica discreta (faccio riferimento all'edizione 2010 che include mappa montata e espansione per il 5° giocatore), diciamo abbastanza adeguata. Il regolamento, scritto male come da tradizione GMT, non è in realtà particolarmente complesso e dopo un paio di partite di rodaggio si assimila bene: alcune regole, come l'attivazione dei leader e il calcolo dei punti vittoria, sono particolarmente cattive e adatte al gioco (qui vi è certo un miglioramento rispetto a Successors). I mazzi tematici e le regole particolari sono una benedizione, ogni civiltà è fortemente caratterizzata e ha i propri peculiari punti di forza e debolezze. Il gioco, fortemente asimmetrico, dà ovviamente il meglio in 5, e a pieno regime è davvero eccellente

Difetti, purtroppo, ce ne sono. Il gioco è lungo, non lunghissimo, ma comunque pesante...la versione "corta" (6 turni) dura 4 ore almeno. Le regole presentano parecchie eccezioni, non sempre facili da ricordare. Il combattimento è fortemente casuale dato che in massima parte deriva dal lancio di 3d6, molto variabili. Il giocatore greco sembra effettivamente avvantaggiato, quantomeno nel gioco a 3, mentre il romano si ritrova sotto pressione continua e, tra attacchi da tutti i lati ed eventi particolarmente dannosi, spesso boccheggia. Il difetto più grosso è che gli equilibri del gioco non permettono di scegliere quali fazioni impiegare in una partita: in 3 o in 4 bisogna attenersi ai popoli permessi, mentre sarebbe stato bello poter, ad esempio, usare i Galli o Cartagine in qualsiasi partita. Peccato davvero.

Materiali: 1 - dignitosi con la mappa montata, ma niente di miracoloso.
Regolamento: 1.75 - un miglioramento di quello di Successors, con un buon equilibrio tra immediatezza e profondità.
Longevità: 2 - 5 popoli tutti diversi, tante opzioni strategiche.
Divertimento: 2 - la cattiveria del gioco e la continua interazione generano sempre situazioni memorabili..nel bene e nel male.
Originalità: 2 - non tanto per il sistema, quanto per l'ottima ambientazione.

S'i' fosse fuoco, arderei 'l mondo;
s'i' fosse vento, lo tempestarei;
s'i' fosse acqua, i' l'annegherei;
s'i' fosse Dio, mandereil' en profondo;

8

Bel gioco multiplayer card driven. C'è da stare attenti ad ogni turno che un giocatore non prenda troppo il largo.
E' stata resa molto bene la forza delle nazioni e il fatto che si vince stringendo e tradendo alleanze. Da soli è quasi impossibile.

9

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8

Molto divertente, soprattutto in 4 giocatori.

7

Giocone ultra ambientato extra americano: fazioni completamente diverse, pochi spazi, diplomazia e tiri di dado.

Perché 7 nel suo genere allora? Davvero tanto ma tanto lungo in relazione all'esperienza di gioco: merita tantissimo con le persone giuste al tavolo. Si può parlare per anni di un particolare accadimento.
Regolamento fatto apposta per rinfacciare ai giocatori le eccezioni.

Da provare.

Longevità: 1
Regolamento 1
Divertimento: 2
Materiali: 2
Originalità: 1

8

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8

Praticamente si può considerarlo un "Hannibal" giocabile da 3 a 5.
Per ora provato solo in 5, ma come card driven da più giocatori l'ho grandemente preferito rispetto al più blasonato, ma secondo me più "slegato", Here I stand.
Le 5 fazioni sono asimmetriche e, diversamente dagli altri card driven che conoscevo fin'ora, ogni giocatore ha il suo mazzo di carte, che deve gestire in modo oculato tra eventi da scartare o eliminare dal gioco e operazioni da effettuare sul campo. Tutte le fazioni, chi più chi meno, possono mettersi in un certo modo i bastoni tra le ruote, anche se i "nemici storici" dovranno scornarsi molto più pesantementre tra di loro (Greco e Cartaginese lotteranno per la conquista della Sicilia, Gallo ed Etrusco incroceranno le spade molto in fretta, il Romano dovrà vedersela principalmente con Gallo, Etrusco e Sannita, ma anche Greco e Cartaginese potranno dargli qualche noia, se abbassa la guardia).
Difetti? Principalmente due: Primo: l'aspetto diplomatico mi è sembrato un po' più "freddino" di quello che mi aspettavo. Secondo: le battaglie possono avere esiti fin troppo fortunosi, con un'amplissima escursione sui risultati di 3 dadi, anche se sono molto meno randomiche di quelle, ad esempio, di Successors, che inoltre avevano l'enorme difetto di farti passare dalle stelle alle stalle in seguito ad un tiro balordo. Qui per lo meno anche se ti va male una battaglia, questa cosa non ti costa la partita.
Per i puristi della storia, alcune scelte dell'autore sono discutibili, ad esempio l'acquisto di un generale al primo turno permetterà al giocatore che lo controlla di poterselo portare dietro fino alla fine della partita (stiamo parlando di un intervallo di tempo di 90 anni...), perché quando un generale viene sconfitto diventa "displaced" e torna disponibile a tutti gli effetti già dal turno seguente, o alcuni generali possono entrare in campo già al primo turno di gioco, quando in realtà, cronologicamente, magari sarebbero entrati in campo al settimo od ottavo turno, ma credo che certe concessioni siano state implementate per mantenere un equilibrio non esagerato tra storicità e giocabilità.
In conclusione, un gioco veramente bello e divertente, anche se complicato e difficile da afferrare alla prima partita.

7

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"In guerra non ci sono vincitori e perdenti ma solo morti e sopravvissuti"

8

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Vendo con RIBASSI, The Foreign King Kickstarter 15€, Loony Quest ENG 15€,

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