Cavalieri

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Knights
Voto recensore:
0,0
Knights è un originale gioco di scacchiera per due giocatori, autoprodotto da Nicola Castellini.
La prima cosa che colpisce sono i materiali. Il gioco esiste in due versioni: in legno e in plastica, ed entrambe sono caratterizzate da una plancia rigida – artigianale ma molto, molto solida, dalla grafica minimale ma funzionale, e da pezzi originali estremamente gradevoli.
Il piano di gioco è di forma esagonale, diviso in caselle triangolari.
Le caselle sono tutte uguali e dello stesso colore, eccezion fatta per due caselle di colore più scuro – denominate Case Madri – poste al centro una della prima fila e l’altra dell’ultima fila.

Ciascun giocatore ha il proprio colore – bianco o nero – e una serie di pezzi:
- i “Soldiers”, sono rotondi, bassi e hanno due lati, uno bianco e uno nero. Sono le truppe di supporto e si muovono sulle linee di demarcazione fra le caselle. Ciascun giocatore, all’inizio della partita, ne ha 16, ma essi cambieranno fronte più di una volta nel corso del gioco.
- I “Knights” sono i pezzi principali, sono solo otto per colore, e stanno all’interno delle caselle.
- Il “Knight the first” è uno solo per parte, è identico ai Knights se non per un simbolo sulla sommità della pedina, ed è caratterizzato da alcune abilità speciali.
Ci sono inoltre due dadi per parte, un dado a 4 facce (D4) e un dado a 6 facce (D6).

Lo scopo del gioco è conquistare la casa Madre dell’avversario con un Knights o un Knights the First, che vi possa sostare “legalmente”; questo può anche avvenire nel turno dell’avversario.
Anche se più raramente, si vince anche eliminando tutti i Knights dell’avversario o mettendolo in condizione di non poter muovere o comunque terminare i movimenti con i Knights e/o il Knights the First.

All’inizio del proprio turno, si lanciano i due dadi.

Il D4 muove i Knights e il Knights the First. Può essere mosso anche più di un pezzo, ma i punti movimento devono essere tutti esauriti. Se ciò non è possibile, si perde la partita.
I Knights e il Knights the First muovono orizzontalmente o verticalmente da triangolo a triangolo, e non si possono saltare altri Knights o Knights the First, né propri né avversari.
Ed ecco la regola “fondante” del gioco: I Knights e i Knights the First possono fermarsi in una casella solo se circondati da Soldiers tutti del proprio colore, oppure con due Soldiers del proprio colore e uno del colore avverso: questa ultima condizione è denominata “attacco”.

Il D6 muove i Soldiers. Può essere mosso anche più di un pezzo, e i punti movimento NON devono essere obbligatoriamente esauriti.
I Soldiers si muovono da vertice a vertice secondo le linee di contorno delle caselle, cioè in orizzontale o diagonale.

Quando si sposta un proprio Knight (o il Knight the first) in una casella libera nella quale due vertici siano occupati da Soldiers del suo stesso colore e un vertice da un Soldiers del colore opposto, si effettua un “attacco”.
Ai fini dell’attacco, i Knights the first sono identici ai Knights normali, tranne che per qualche eccezione riportata di seguito.

1) Se il Soldier opposto è solitario (cioè non è sul vertice di un triangolo al cui interno è posto un Knights del suo stesso colore), viene semplicemente girato e cambiato di colore e apparterrà al Knight che lo ha attaccato.
2) Se il Soldier opposto è sul vertice di un triangolo al cui interno è posto un Knights del suo stesso colore, viene ancora girato ma in tal caso il cambio di colore indica l’attacco portato al Knights a cui apparteneva.

Il Knights attaccato ha 3 possibilità:
A) Dichiara di ritirarsi: tira il D4 il cui punteggio indica di quanto si dovrà spostare per ritirarsi.
Il punteggio deve essere tutto esaurito dal Knights che si sta ritirando. Se non si riesce ad esaurire tutto il punteggio finendo su una casella “sicura” si ha l’eliminazione del pezzo che tenta la ritirata.
Fuggendo, si può anche ribaltare la situazione effettuando un contrattacco – anche sul pezzo attaccante.

B) Dichiara di rispondere all’attacco e tira entrambi i dadi: il Knight aggressore risponde con il tiro di due D6. Chi ottiene il punteggio maggiore vince ed elimina l’avversario. Il Soldier prende il colore del vincitore.
Il vincitore tira i dadi per continuare il gioco.

C) Il Knight attaccato può anche essere lasciato al suo destino e eliminato dal gioco se il giocatore attaccato al turno successivo può conquistare legalmente la casa madre avversaria. Il giocatore attaccato gioca il turno come non fosse stato attaccato.

Ci sono anche i casi di attacchi contemporanei (quando con propri Knights distinti si attaccano Knights avversari distinti) che limitano le possibilità di contrattacco, e attacchi multipli (quando si attacca un Knight avversario agendo con più Knights su Soldiers avversari distinti). Questi ultimi sono particolarmente devastanti: un Knights soggetto ad attacco su due suoi Soldiers può solo ritirarsi.
Un Knights attaccato su tre suoi Soldiers è eliminato dal gioco senza altra possibilità.

Il Knight the First, diversamente dai Knights normali, ha una serie di “abilità speciali”:
- può attaccare un Soldier difeso da massimo due Knights, mettendo entrambi sotto attacco;
- in difesa, tira 2D6 anziché D6+D4;
- se viene eliminato dal gioco è possibile rimetterlo in gioco nella propria casa Madre ottenendo al proprio turno un tiro che comporta uguale punteggio per i due dadi, purchè ovviamente la casa Madre sia libera e circondata da propri Soldiers. In caso di “rientro”, l’ingresso del Knights the First esaurisce il turno del giocatore.

In sostanza, si tratta dunque di ottimizzare il lancio di due dadi, di cui uno (il D4) è particolarmente vincolante: bisognerà sempre lasciarsi spazio di manovra per eseguire 4 mosse, pena il rischio di una prematura sconfitta; il gioco è molto tattico nonostante la presenza del dado e le meccaniche che lo governano non sono per niente banali.

Un po’ di fortuna ovviamente c’è, ma come in tutti i giochi di “dice management” l’abilità del giocatore sta nel mettere i propri pezzi in condizioni vantaggiose indipendentemente da quanto potrà uscire ai dadi nel turno successivo, cercando di prevenire le mosse avversarie (dopo tutto, l’avversario muoverà sicuramente i suoi Knights – ossia gli unici che possono fare danni – di un numero di movimenti oscillante fra 1 e 4, mai di più, mai di meno).
Questo rende la fase di analisi della scacchiera particolarmente profonda. Una mossa avversaria non prevista può portare rovina e distruzione nelle nostre file, un attacco ben pianificato può aprire la strada fino alla casa madre del nostro nemico.

Opera prima estremamente ben studiata, ben playtestata, e originale.
Volendo trovare dei difetti: qualche scacchista puro potrebbe storcere il naso di fronte ai dadi (per quanto, una volta assimilato che essi sono parte delle regole e della strategia, questo non dovrebbe costituire un ostacolo); il manuale, sebbene corredato da molte illustrazioni ed esempi, potrebbe essere più chiaro: dato che il gioco è abbastanza complesso, l’uso frequente di sigle (alcune un po’ atipiche, come “dado P” e “dado C” – che stanno per “P-iramidale” e “C-ubico” al posto dei consueti D4 e D6) rendono l’assimilazione a tratti un po’ difficoltosa.
Inoltre, peccato veniale, la plancia (nella versione coi pezzi in plastica) è un po’ rigida nelle giunture.

Nel complesso, una delle migliori autoproduzioni che io abbia mai giocato (e rigiocato, e rigiocato): la versione in legno non sfigura né per materiali né per meccaniche se paragonata a titoli “editi” ben più blasonati, superando per molti aspetti molti giochi di scacchiera in commercio.

NOTA: Nel corso di molte fiere è nata una variante ancora meno aleatoria, in cui si elimina la possibilità di difesa “B” e si gioca solo con attacchi e ritirate; personalmente preferisco questa versione, ma sono entrambe godibili: provatele tutte e due e scegliete quella che più vi aggrada.
Pro:
Profondo e strategico.
Meccaniche di gestione dell’alea originali e assolutamente non frustranti.
Si vede che il gioco è stato ben playtestato, le casistiche sono analizzate a fondo e le regole contemplano ogni situazione che si può presentare all’interno dell’esagono.
Pur trattandosi di un’autoproduzione tutto sommato artigianale, ha ottimi materiali a un prezzo contenuto.
Contro:
Il sistema di movimento “simultaneo” dei pezzi può, nelle prime partite, spaesare un po’ e costringere a fastidiosi riposizionamenti in caso di mosse non legali.
Le molteplici sigle nel manuale, per quanto molto “scacchistiche”, potevano essere in parte evitate o migliorate.
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