Dolce Vita

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Voto recensore:
0,0
Si tratta di porre una propria carta sotto una fila di carte (ce ne sono 7 di file di 9 carte ognuna); le carte raffigurano un bene tipo macchina, o villa, o soldi, o orologi, con valori in denaro diversi. Ogni carta ha un valore da 1 a 6. A turno, ogni giocatore piazza una carta e il turno poi passa al giocatore alla sinistra, il quale piazza una carta e passa, e così via finché non si sono piazzate 5 carte per giocatore. Poi, da sinistra a destra, si passa a vedere chi ha più punti, chi è secondo, chi terzo e così via. Questo per ogni fila. Chi ha più punti prende la prima carta della fila, chi arriva secondo la seconda, e così via. Fermo restando che, se qualche giocatore prende una carta con un bene già acquisito, riceve l’ultima in ordine di tempo presa (eccezion fatta per i soldi che possono essere presi in quantità illimitata). Questo non è sempre una vantaggio e spesso le bastardate si basano proprio su questa regola.

Il gioco finisce quando si sono completati tanti giri quanti sono i giocatori: vince chi ha più soldi.
Pro:
La regola di non poter duplicare i beni facilita le scelte ma è vero che complica i calcoli per evitare fregature.
Non banale, molto pulito e semplice.
Molto strategico (forse troppo...).
Contro:
Essere ultimo spesso dà un vantaggio non indifferente (comunque ad ogni giro il primo cambia, quindi i primi saranno gli ultimi).
Troppo lungo e profondo, le variabili sono tante (ma non tantissime) e giocare una carta piuttosto che un’altra può far perdere la partita.
Troppo cerebrale e quindi non veloce.
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