Dragonheart

Giochi collegati: 
Dragonheart
Voto recensore:
6,4
Ambientazione
Dragonheart è un semplice gioco di carte prodotto per la linea giochi per due della Kosmos. La firma è quella di un nome famoso come Dorn, noto per titoli di successo come "Traders of Genoa" o "Goa", e che si è già cimentato in altri giochi di carte come "Jambo".
Dragonheart è ambientato in un mondo fantasy, un mondo popolato da avventurieri, principesse, troll e,ovviamente, draghi.

Il Gioco
Dragonheart è guidato da due mazzi di carte, identici, che i due contendenti devono gestire. Ogni mazzo contiene 9 differenti figure che rappresentano personaggi ed oggetti tipici del mondo fantasy: il tesoro, il drago di pietra, il drago di fuoco, la principessa, il troll, il nano, l’eroe, la cacciatrice di draghi, la nave. Ogni carta è ripetuta più volte nel mazzo e riporta anche un valore (da 1 a 4) che rappresenta semplicemente i punti vittoria attribuiti al possessore della carta alla fine della partita.
Da supporto alle carte c’è anche una piccola plancia che riproduce le scene del racconto che fa da pretesto al gioco: il noto mito del cuore del drago intrappolato e pietrificato che deve essere liberato. La plancia indica gli spazi dove giocare le carte e, in maniera molto funzionale ed intuitiva, come queste agiscono. La plancia di gioco è comune ai due giocatori, nel senso che carte dello stesso tipo vanno sempre collocate nella stessa posizione, indipendentemente dal colore del dorso.

Lo schema del gioco è molto semplice: ciascun giocatore parte con una mano di 5 carte ed al suo turno può giocare una o più carte dello stesso tipo, dopo aver effettuato l’azione eventualmente prevista ripristina la sua mano a 5 carte e passa il turno all’avversario. Le azioni consistono semplicemente nel “catturare” altri mazzi di carte precedentemente posizionati, i simboli sul tabellone indicano in maniera schematica cosa è possibile fare. Le carte prese, indipendentemente dal colore del dorso, rappresentano punti per la vittoria.

Faccio un semplice esempio per spiegare come funziona il flusso di carte tra le differenti parti della plancia di gioco. Il tesoro non consente alcuna azione, perché l’icona sulla plancia non ha frecce uscenti dal tesoro, quindi le carte giocate si accumulano semplicemente, nell’attesa di poter essere conquistate. Il drago di fuoco può catturare il tesoro, quindi ogni volta che si giocano una o più carte di questo tipo si possono prendere tutte le carte tesoro presenti sul tabellone. La cacciatrice di draghi può a sua volta catturare il drago. L’attivazione di queste carte è leggermente differente, infatti sul tabellone sono riportate 3 sagome di carte accostate: significa che l’azione non è attivata fin quando non si gioca la terza carta cacciatrice di draghi. Quando un giocatore gioca la terza carta cattura tutti i draghi di fuoco e, successivamente, posiziona le tre carte cacciatrice nell’area degli scarti. Le carte cacciatrice così accumulate (assieme alle carte eroe che funzionano in maniera analoga) possono essere raccolte attivando le navi (anche in questo caso 3 carte per poter attivare l’azione). In maniera del tutto analoga funziona l’attivazione delle altre carte.

Il drago di pietra, che dà il titolo al gioco, costituisce una carta speciale perché il giocatore che riesce a conquistarlo prende la miniatura del drago (che fornisce tre punti bonus a fine partita) e acquisisce il privilegio di giocare con una mano di 6 carte invece di 5. Se però l’avversario riesce a conquistare a sua volta un drago ruberà la miniatura, assieme al privilegio delle 6 carte.

Il gioco termina quando si giocano le navi per la terza volta, oppure quando uno dei due giocatori esaurisce il mazzo.

Dragonheart ha differenti edizioni ed è prevista anche una versione in italiano a cura di Giochi Uniti. C’è da dire, comunque, che il gioco è completamente indipendente dalla lingua, a parte le 4 pagine del manualetto, per cui qualsiasi edizione dovrebbe essere giocabile senza problemi.

Considerazioni
E’ chiaro che ci troviamo di fronte ad un prodotto che vuole essere veloce, immediato ed intuitivo, basato essenzialmente su gestione della mano e valutazione del rischio. La fortuna nella pesca delle carte ha un peso determinante, come avviene sempre in questo tipo di giochi, e ci possono essere alcune situazioni di stallo in cui si continuano a fare azioni di ripiego nell’attesa della carta giusta da pescare. Paga, però, anche avere una buona memoria delle carte uscite, associate alla conoscenza del mazzo, e chi ha capacità di questo tipo può farle valere.

Il fantasy e la bella grafica delle carte sono un’abile esca, ma servono più ad esaltare le doti del bravo disegnatore (Micheal Menzel) che a dare un supporto tematico al gioco, che resta fondamentalmente un astratto.

Personalmente non mi ha entusiasmato, premesso che non è proprio il mio genere mi aspettavo un pizzico di profondità in più, ciò non toglie che è un gioco che avrà il suo pubblico, penso ai giocatori di "Lost Cities" o "Battle Line" (Dragonheart è però ancora più semplice). Ho anche provato la versione online sul portale BSW, utilissimo se si vuole provare il gioco prima dell’acquisto. Si rinuncia all’appeal delle carte, ma in questo caso si arriva a tempi record di 5 minuti a partita e la prassi è giocare al meglio di più manche, ammortizzando un po’ il fattore fortuna.
Pro:
Immediato da giocare, plancia del gioco molto intuitiva e completa indipendenza dalla lingua.
Belle le illustrazioni delle carte e della plancia.
Contro:
Troppo guidato dalla fortuna e per certi versi semplicistico.
Si possono creare snervanti situazioni di stallo in cui si continuano a bruciare carte nell’attesa di pescare quelle favorevoli.
Il tema fantasy è un pretesto per quello che è nella natura un gioco astratto.
Puoi votare i giochi da tavolo iscrivendoti al sito e creando la tua classifica personale