Modern Art: The Card Game

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Masters Gallery
Voto recensore:
0,0
Ambientazione
Cosa sarebbe Modern Art senza il sistema di aste che lo ha reso, tra gli appassionati, l’auction bidding game per antonomasia? Può sembrare una domanda retorica e priva di senso, ma la risposta la si ha proprio in questo gioco pubblicato nel 2009. In sintonia con buona parte della sua recente produzione il prolifico e pluripremiato autore Reiner Knizia riprende le ambientazioni dei suoi titoli “storici” di maggiore successo e propone nuovi giochi stravolgendo le dinamiche base, nello stesso periodo ha pubblicato un gioco di dadi tratto da "Ra" ed un gioco di carte su "Samurai".
Modern Art – The card game è un gioco di carte derivato dal “boardgame” Modern Art. Già su questo punto si potrebbe discutere a lungo, ovvero che il vecchio Modern Art sia un “boardgame”, …ed ammetto che la cosa ha spiazzato anche me, ma è così comunemente inteso ed anche la scheda tecnica del nostro sito lo cataloga come “gioco da tavolo”.
Senza impantanarci in questi dettagli di relativa importanza passiamo ad esaminare il gioco in questione, come specificato l’ambientazione è la stessa di Modern Art: i giocatori sono dei proprietari di gallerie d’arte che devono acquisire quadri e rivenderli stando attenti a come cambiano le quotazioni dei differenti artisti. Visto che nella recensione si farà riferimento al precedente gioco consiglio, a chi non lo conosce, di leggere la recensione di Modern Art…e più in generale consiglio di giocarci a Modern Art che è un gioco veramente ben fatto.

Il Gioco
I giocatori rivestono il ruolo di proprietari di gallerie d’arte ed ad ogni round di gioco, 4 nello specifico, acquisiscono dei quadri per la loro collezione e li rivendono ottenendo in cambio dei “punti” in base alla valutazione che in quel round ha l’autore. I quadri appartengono a cinque differenti artisti e sono rappresentati semplicemente dalle carte del gioco. Fin qui l’analogia con Modern Art è piena. Come detto, però, i quadri non sono acquisiti con delle aste, ed in generale i giocatori non hanno soldi da gestire in questo gioco. Per “acquisire” un quadro basta semplicemente giocarlo dalla propria mano.
Più nello specifico i giocatori partono con una mano di 13 carte ed ad ogni turno di gioco devono giocare una carta-quadro di un artista a scelta. Le carte d’avanti al giocatore rappresentano la collezione della propria galleria. Se la carta giocata non riporta simboli (la maggior parte delle carte) allora il turno si chiude e la mano passa al giocatore successivo, altrimenti c’è un’azione specifica per ogni simbolo. Le azioni sono molto semplici, niente di particolarmente innovativo per questo tipo di giochi, permettono di:

-Pescare una carta aggiuntiva dal mazzo.
-Giocare una seconda carta dello stesso autore.
-Giocare una seconda carta qualsiasi coperta, la carta resta coperta fino a fine round. E’ l’unica azione che prevede due carte per artista, le altre azioni si limitano ad una singola carta disponibile
-Aumentare la valutazione di un artista ponendo un gettone “premio” +2 sulla carta dell’artista scelto.
-Un’ultima azione coinvolge tutti i partecipanti che hanno la facoltà di selezionare una carta e giocarla simultaneamente.

Il round prosegue fin quando un artista ha 6 quadri in gioco, al limite non concorrono, ovviamente, le carte coperte, ma concorre una carta aggiuntiva che ad inizio round viene pescata dal mazzo. Raggiunte le 6 carte si rivelano le carte coperte e si passa ad una valutazione degli artisti secondo maggioranza: chi ha il maggior numero di dipinti riceve un gettone +3, ed in sequenza un +2 ed un +1 (le parità sono sciolte con un ordine prefissato tra gli artisti). Solo i tre artisti con più esposizioni porteranno una ricompensa nel round, i quadri degli altri verranno semplicemente scartati. Il punteggio di ogni quadro sarà dato dalla somma dei gettoni “valutazione” del turno in corso e degli eventuali turni precedenti, e dai gettoni “premio” giocati con la specifica azione. Oltre ai quadri acquisiti nel corso del round i giocatori hanno la facoltà di giocarne uno aggiuntivo per ogni differente artista della propria collezione e raccogliere subito i punti spettanti.
Ad ogni nuovo round, per un totale di 4, i partecipanti rimpinguano la propria mano con un numero di carte che varia a seconda dei partecipanti e del round, le quotazione degli artisti tendono ad aumentare, ma ci saranno sempre 2 artisti che non danno ricompense. Il gioco è tutto qua.

Due differenti edizioni
Il gioco è stato pubblicato, in contemporanea e dalla stessa casa editrice, in due differenti edizioni e due differenti nomi (ma con l’identico regolamento). Modern Art-The card game può essere considerato la versione base, si presenta in una confezione compatta quasi tascabile. Masters Gallery, l’altro titolo, è la versione “deluxe”, si presenta in una differente confezione, nello standard della Gryphon line di cui fa parte (#9 della serie), una qualità superiore dei materiali e delle carte e, in particolare, una grafica differente. Mentre Modern Art-the Card game propone gli stessi autori “farlocchi” resi famosi dal precedente Modern Art (Krypto, Yoko, ecc.), Masters Gallery propone più autentici nomi noti dell’impressionismo con i loro capolavori raffigurati sulle carte: Vermeer, Degas, Renoir, Monet e Van Gogh. Un’edizione speciale che ha il suo particolare fascino, anche se ovviamente il costo è più alto e la confezione inutilmente più ingombrante potrebbe essere non per tutti un pregio.

Considerazioni
Quello che il gioco conserva di Modern Art può essere riassunto in due punti:
-Il meccanismo di chiusura del round in base ad un numero limite di dipinti per singolo autore.
-Il sistema di valutazione round per round dei differenti artisti.

Tolto però il cuore pulsante, costituito appunto dalle aste, il motore del gioco viene affidato ad un meccanismo di “pesca e gioca” alquanto insipido e privo di spunti di originalità. La fortuna nella pesca domina su qualunque scelta strategica, i difetti sono accentuati se si gioca con il massimo numero di partecipanti (5 giocatori). In questo caso, infatti, oltre ad un’alta probabilità di avere significativi squilibri nella distribuzione delle poche carte azioni veramente utili, il gioco risulta poco controllabile in quanto dopo aver giocato il proprio turno bisogna attenderne altri 4 che possono ribaltare gli esiti e chiudere il round senza possibilità di interagire. Diminuendo il numero di giocatori il gioco diventa più controllabile, ma emergono altri problemi, tipici dei giochi basati su maggioranze che girano con difficoltà con pochi partecipanti, specie in 2.

Il gioco è breve e senza troppe soste si chiude in una mezzora, quindi molto meno rispetto a Modern Art ed è chiaro che si pone come tipologia di gioco differente, più veloce e più leggero. E’ chiaro anche che se si è fatto un parallelismo con Modern Art per le tematiche e alcune meccaniche non si può valutare il “gioco” paragonandolo con Modern Art, ma questo confronto deve avvenire con giochi della stessa fascia.
Personalmente, penso che un veloce gioco di carte possa avere anche un forte elemento di casualità, se almeno ripaga con il divertimento. Questo, però, divertente non lo è per niente, e per questo limite lo trovo anche difficile da proporre a neofiti o giocatori occasionali, visto che in questa fascia c’è una vasta lista di giochi più efficaci. Per quanto riguarda l’ambientazione, se Modern Art può essere considerato uno dei pochi esempi, nel vasto panorama della produzione di Knizia, di gioco che mantiene un’aderenza al tema, anche per questo aspetto il merito è da attribuire alle aste che creano quel climax specifico da compravendita di opere d’arte. Tolte le aste si perde anche l’ambientazione, e la sensazione è di trovarsi d’avanti al solito astratto di Knizia nel quale giocare con coppe e bastoni al posto di Renoir e Van Gogh cambierebbe poco le carte in tavola.

In sintesi il gioco non mi ha convinto, per i problemi esposti legati alla giocabilità ed al divertimento, e personalmente non mi sento di consigliarlo. Al di là dei contenuti, anche se questo non interferirà minimamente sul giudizio e sulla valutazione del gioco, mi sento di fare un ultimo commento sulla bieca operazione commerciale che è dietro questa produzione. Per trasformare Modern Art in Modern Art – The card game basterebbe veramente poco in termini di materiali di gioco, basterebbe stampare i simboli aggiuntivi per le poche carte azioni previste dal nuovo gioco. Se si voleva fornire questa variante light senza aste, la cosa poteva essere fatta, gratuitamente e senza sforzi eccessivi, in una delle tante riedizioni/ristampe che ha avuto negli anni Modern Art (l’ultima della Pegasus è praticamente contemporanea del nuovo gioco) evitando di inventarsi un ambiguo gioco “di carte” derivato dal “boardgame”.
Pro:
Per l’edizione Masters Gallery le illustrazioni delle carte sono molto belle (riportano i capolavori di noti artisti dell’impressionismo).
Contro:
Gioco troppo casuale e poco controllabile.
Non divertente.
A differenza del predecessore Modern Art si perde il legame con l’ambientazione.
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