Ninjato

Giochi collegati:
Ninjato
Voto recensore:
7,3

Ambientazione
Siamo nel Giappone del dodicesimo secolo nel pieno di una guerra di potere tra le maggiori casate del paese. I giocatori impersonano dei Ninja che sfruttando questa instabilità cercheranno di trarre i maggiori vantaggi per se stessi derubando le casate stesse per aumentare il loro prestigio fino ad ottenere Ninjato, la spada invisibile della famiglia regnante.

Il gioco
Ninjato fa la sua apparizione alla fiera di Essen 2011 e porta con se uno strascico di polemiche nate tra i giocatori, che lo definiscono un clone di Stone Age più fortunoso, e l'autore che difende la sua creatura.
Prima di entrare nel dettaglio del gioco credo sia il caso di dissipare la questione di questa presunta somiglianza stretta.

Ninjato è un gioco di piazzamento e gestione risorse. Le risorse vengono usate, tra l'altro, per l'acquisto di carte che a fine partita moltiplicano i vari fattori di crescita ottenuti durante il gioco.
Sotto questo aspetto niente da ridire, la meccanica base di Ninjato si sovrappone piuttosto bene a quella di Stone Age, ma se questo fosse un fattore sul quale basare il valore di un gioco allora avremo ben pochi giochi degni di attenzione.

Ninjato parte da una meccanica conosciuta e sviluppa un gioco con un'ambientazione originale trovando soluzioni nuove che si discostano quanto basta da Stone Age per farne un gioco decisamente diverso che non soffre di alcun deja vu.
Per quanto riguarda l'altro tema caldo, l'aleatorietà, credo non se ne uscirà mai. Sono due giochi fortemente aleatori, entrambi con dei sistemi che permettono di gestire la fortuna, ma a determinare quale dei due ci riesce meglio possono essere soltanto i gusti personali.

Mi sono dilungato sul confronto tra questi due giochi in apertura di recensione perché spesso prima ancora di scoperchiare Ninjato ci si mette a parlare della somiglianza con Stone Age perdendo di vista la bella prima impressione della scatola robusta, la grafica curata del tabellone e gli shuriken di legno, vera chicca di una componentistica curata tanto quanto la grafica.

L’ambientazione è resa piuttosto bene per essere un gioco di stampo tedesco e durante la partita ci si cala nell’antica atmosfera giapponese sospesa tra realtà e leggenda, almeno fino al conteggio dei punti finali, al settimo turno, che fa tornare con i piedi per terra, tra calcoli e moltiplicazioni.

Sul tabellone sono presenti 5 case di nobili famiglie, ognuna contenente tre tesori di valore diverso (pescati casualmente) e una guardia a proteggerli. In ogni casa inoltre viene posizionato casualmente lo stemma di una delle tre casate Nobili con un valore che va dal 2 all’8. Ogni casata ha 5 stemmi e tutto il range di valori (2, 4, 5, 6, 8)

Le restanti zone di gioco si sviluppano ai bordi del tabellone: sul lato destro c’è il Palazzo, il quale contiene le carte “Inviato” (contrassegnate anch’esse dai simboli delle tre casate) che consentono di ottenere punti o “Dicerie” al termine del terzo, quinto e settimo turno, momento in cui si fa uno score sulle maggioranze di “Inviati” delle varie casate.
Sul lato sinistro c’è il Padiglione, in cui vengono disposte le carte “Diceria” che hanno la funzione di moltiplicatori finali per tutto ciò che si è ottenuto durante la partita, fornendo la maggior parte dei punti.
Sul lato basso del tabellone ci sono altri due luoghi: il Dojo che contiene le carte combattimento e il Sensei nel quale si trovano le tessere abilità che conferiscono al Ninja nuove tecniche da utilizzare durante il gioco.

Nel proprio turno il giocatore posiziona uno dei tre shuriken a sua disposizione in una delle zone descritte e fa l’azione corrispondente. Quando si sceglie di attaccare una delle case si hanno due possibilità, combattere la guardia con l’astuzia o affrontarla con la forza fisica. Il combattimento si effettua giocando una sola carta dalla propria mano la quale, in caso di astuzia, deve essere inferiore al valore della guardia, maggiore invece in caso si usi la forza. Le tessere abilità o una carta speciale possono modificare i valori del Ninja in battaglia aumentando le possibilità di vincere l’attacco.

Per ogni guardia sconfitta si ottiene un tesoro della casa (partendo da quello di minor valore) e bisogna decidere se proseguire pescando un’altra guardia oppure scappare con la refurtiva. In caso si decida di proseguire l’attacco bisognerà continuare a combattere con la caratteristica scelta precedentemente, con il rischio di incontrare guardie che danno l’allarme e chiamano a proteggere i tesori le “Guardie d’elite”, sensibilmente più forti. Qualora si riesca a svuotare completamente la casa si deve cambiare lo stemma a cui apparteneva in quanto è oramai stata disonorata, si può scegliere un valore qualsiasi tra quelli disponibili degli altri due stemmi in gioco.

Naturalmente questa è solo una panoramica del gioco e pertanto non mi soffermo sulle regolette che gestiscono la presenza delle guardie e dei tesori nelle case, alcune delle quali non sono proprio immediate e rischiano di essere dimenticate con facilità.

Considerazioni
Ninjato è un buon titolo di piazzamento lavoratori e gestione risorse. E’ un gioco ambientato e divertente seppure soggetto ad essere influenzato da buona/cattiva sorte. L’elemento ‘fortuna’ incide soprattutto nei combattimenti ma questo trovo faccia parte dell’ambientazione e mi sembra accettabile in un titolo di lunghezza e complessità medie, anche se a volte può risultare determinante. La scalabilità è buona così anche come l’interazione tra i giocatori. Grafica e materiali curati.

In definitiva secondo me Ninjato è un gioco molto valido, un gestionale divertente, ben ambientato e trasversale, che può unire un neofita e un giocatore esperto nella stessa partita a contendersi la vittoria. Se si potessero mettere i mezzi voti per me sarebbe un 7,5.

Pro:

Grafica e materiali curati.
Ambientazione sentita.
Meccanica dei combattimenti originale per un gioco di piazzamento/gestione.

Contro:

Incidenza della fortuna importante.
Alcune regole non immediate e facilmente dimenticabili.
Conteggio punti finali più da ragioniere che da Ninja.