Roll Through the Ages The Bronze Age

Voto recensore:
7,0
Sviluppare una civiltà è il sogno segreto di ogni divinità che si rispetti. Farla evolvere, sentire le preghiere e vedere innalzare monumenti. Insomma, come farebbe un padre col figlio. Molti sono stati i tentativi di ricreare questo atavico desiderio su un tavolo da gioco e non sempre i risultati sono stati incoraggianti. Finalmente qualche anno fa uscì "Through the Ages", un vero capolavoro con un unico difetto (a parte un’astrazione castrante): la durata davvero imponente. Ma, si sa, far evolvere una civiltà costa tempo…
Oggi esce Roll Trought of Ages, un gioco dove, pur sviluppando la propria civiltà, impegna solo per 20-30 minuti. Come è possibile? Scopriamolo insieme.

Il gioco si presenta davvero bene: plance dei giocatori in legno!!! (si avete letto in legno), dadi in legno con le facce impresse a fuoco non stampate per evitare sbiadimenti e cancellazioni, segnalini da incastrare sulle plance e un foglio per segnare lo sviluppo della civiltà. Basta, tutto qui…
Il gioco, lo dice anche il nome, è basato sui dadi. Ogni dado è uguale (ce ne sono 7) e ogni faccia ha un suo risultato:

3 cibi
3 uomini
2 cibi o 2 uomini
1 moneta
1 bene
2 beni con teschio

I giocatori al proprio turno lanciano tanti dadi quante città possiedono (si parte con 3). Lanciati i dadi, quelli col teschio devo essere conservati; gli altri, come sempre, possono essere conservati o rilanciati fino ad un massimo di 3 volte.

Il cibo viene subito segnato sull’apposita riga della propria plancia, così come i beni che vengono segnati uno per tipo (ci sono 5 tipi di beni diversi) partendo da quello più in basso nella propria plancia (il legno, poi la pietra, quindi la ceramica, il metallo e le armi), fino ad esaurimento dei beni ottenuti coi dadi. Ne consegue che i beni più in alto, come il metallo e le armi, sono più difficili da ottenere, ma anche quelli più remunerativi. Già, perché i beni hanno un valore: più beni di uno stesso tipo si hanno, più denaro si ha. I valori delle merci sono esponenziali: 1 legno vale 1, ma 4 legni valgono ben 10.
Ogni teschio che si è ottenuto dà anche 2 beni, ma ogni teschio dopo il primo determina una calamità: ce ne sono 4 e solo una colpisce gli avversari e non chi l’ha ottenuta.

Il giocatore quindi deve sfamare le città con 1 cibo per ogni città (altrimenti prende punti negativi) e infine può acquistare avanzamenti e costruire monumenti o altre città.

Ogni uomo ottenuto coi dadi viene impiegato nell’edilizia. I monumenti hanno vari spazi che devono essere occupati dai lavoratori, ogni spazio un lavoratore. Completata la costruzione (monumento o città) il giocatore ne riceve i bonus e i punti vittoria. Le costruzioni hanno due valori di punti vittoria: il più alto per il primo che completa il monumento, il più basso per tutti gli altri.

Gli avanzamenti sono dei più vari e hanno un costo davvero alto (ma danno anche punti vittoria); per pagare l’avanzamento si usano i beni (se si usa un tipo di bene si deve utilizzare tutto non solo una parte, il gioco non ha resti...) e le monete che di base valgono 7. Gli avanzamenti arrivano fino a 60 di costo, imponendo ai giocatori di conservare molti beni per poterli acquistare.
Ultimo passo del turno è quello di verificare quanti beni abbiamo nei magazzini: possono essere conservati al massimo 6 beni (avanzamenti esclusi).

Il gioco termina quando un giocatore ha comprato il suo quinto avanzamento o quando si sono costruiti tutti i monumenti. Avanzamenti, monumenti e bonus derivati da alcuni avanzamenti sono punti positivi, i disastri ottenuti coi teschi e la carestia sono punti negativi.

Vince, al solito, chi ha più punti vittoria.

Gli avanzamenti non sono equilibrati, non parlo di un equilibrio tra avanzamenti dal costo diverso (e ci vorrebbe: spendere 10 volte tanto per avere lo stesso…), ma quello tra avanzamenti dal costo molto vicino. In particolare, l’agricoltura sembra essere assolutamente un must, mentre è difficile vincere senza architettura o impero (che danno bonus a seconda se avete costruito monumenti o città). Poiché entrambi si basano sulla costruzione, appare evidente che servono molti uomini e qui o andate sperando oppure comprate gli avanzamenti che vi danno uomini in più. Infine, proprio per la necessità di prendere architettura e impero, è spesso imprescindibile avere il magazzino allargato e/o la zecca. Insomma, per quanto riguarda gli avanzamenti, sembrano un po' forzati, almeno per una partita pulita.

I disastri sono molti interessanti: in particolare la pestilenza che colpisce gli avversari e non sé stessi. Questo fa sì che, ottenuti 2 teschi, si vada sempre a cercare il terzo (in 4 giocatori è importante avere la medicina che blocca la pestilenza), sperando di non esagerare… ottenere 4 teschi vuol dire perdere 4 punti vittoria, che sono davvero molti. Anche qui molto caso, ma con una punta di strategia che ci piace moltissimo.

I monumenti sono omogenei, forse le mura hanno qualcosa in più (bloccano i fatidici 4 teschi). Carina la ziqqurat, che dà punti solo al primo che la costruisce creando un turbine di cattiverie.

Il gioco è totalmente random: si tirano dadi e si spera di ottenere il risultato che serve. Il poter ritirare fino a tre volte aiuta, ma non è definitivo, specie considerando la regola del blocco dei dadi se hanno ottenuto un teschio. Il risultato del tiro determina la propria strategia nel turno e se si ha fortuna, beh, non c’è nulla da fare: si vince.

Questo però non ne fa un brutto gioco, anzi. La velocità della partita, 30 minuti in 4, lo rende davvero godibile. Le regole sull’acquisizione dei beni e dei monumenti danno uno spessore inaspettato e coinvolgente. Pochi calcoli e molto divertimento. Costruire le piramidi o scoprire la zecca? Fondare una nuova città o puntare sull’agricoltura? Sono i classici dubbi di chi deve gestire una civiltà, e qui lo può fare con 4 regole, pochi materiali e in poco tempo di gioco. Il turno è veloce e il poter decidere quando far finire la partita ne fa un titolo leggero, ma con qualche momento di riflessione che lo fa piacere a chi non conosce i giochi. Per gli appassionati, secondo me, è un gioco davvero divertente se non vi altera essere investiti da una pestilenza prima di aver scoperto la medicina…
Pro:
Veloce, semplice, ma avvincente.
Qualche idea interessante non lo rende piatto, anzi ne accresce il fascino.
Componentistica eccellente.
Contro:
Molto fortuna: si tirano solo dadi. Ricorda "Yatzee", ma ha ben altro spessore.
Si sente molto l’astrazione delle meccaniche che non hanno un riferimento visivo di impatto.
Condotta un po' statica, dopo le prime partite.