Abbiamo parlato di Rob Daviau nell'articolo dedicato ai suoi tre migliori giochi. Game designer certamente eclettico, è noto soprattutto per i suoi esprimenti Legacy (i vari Pandemic, Risk e Seafall) e per riportare in vita giochi classici, come L'Isola di Fuoco o Return to Dark Tower.
Tuttavia la sua gallina dalle uova d'oro è probabilmente un altro gioco: Unmatched. Questo giochetto, ormai composto da una ventina di scatole, è uno skirmish, per 2-4 giocatori, della durata di 20-40 minuti a partita, dedicato a un pubblico occasionale, basato su meccaniche di gestione mano, poteri variabili, risoluzione – giocare carte, movimento punto-a-punto.
Come si gioca a Unmatched
Per una volta mi risparmio la spiegazione, dato che la trovate ben riassunta nella precedente
recensione di Gen0.
In sostanza, comunque, si tratta di
ridurre a zero i punti vita dell'avversario, giocando due mosse a turno a testa, a scelta tra: pescare una carta e muoversi; giocare una carta abilità dalla mano; giocare una carta attacco, coperta, a cui l'avversario può, a sua volta, rispondere con una carta difesa. Il tutto su un tabellone composto da caselle che, tramite i colori, sono anche separate in varie aree, utili per delimitare la portata degli attacchi a distanza.
Materiali
Ottimi. Dentro ogni scatolina ci sono regole, un diverso tabellone, le carte, con un divisorio interno che le contiene anche quando imbustate, miniature inchiostrate per renderle più tridimensionali.
Da questo punto di vista il gioco è stato veramente ben realizzato.
Regolamento
Chiaro. A volte qualche carta, specie per le scatole recenti, in cui i personaggi si fanno un po' più complessi, ha bisogno di qualche chiarimento. Ma non è un gioco difficile da imparare e i dubbi sono generalmente pochi.
Come in "Record of Ragnarok", anche qui
si affrontano campioni da ogni era, mitologia, fumetti, film, eccetera. Potere trovare Cappuccetto Rosso contro un velociraptor, o Medusa che affronta Beowulf, o, ancora, Bruce Lee che sfida L'Uomo Invisibile.
Questo mix può attrarre e repellere allo stesso tempo: sta a voi decidere da quale parte stare.
La cosa buona è che, in linea generale,
ogni eroe ha delle caratteristiche che, bene o male, rispecchiano il suo background e, nei limiti del gioco, si riescono a percepire le peculiarità di ciascuno.
Considerazioni
Unmatched propone una meccanica molto semplice: solo tre azioni tra cui scegliere, pesca di nuove carte non automatica, ma associata a una di queste tre mosse, carte che sono fondamentalmente di soli due tipi, combattimento (attacco, difesa, attacco/difesa) e abilità.
Queste ultime sono un po' le mosse di utilità del personaggio, quindi vanno a caratterizzarlo (assieme all'abilità speciale fissa che ha sempre) e a definire il suo stile di gioco.
Il sistema di combattimento è anch'esso semplice: chi attacca seleziona in segreto una carta attacco, chi difende, se vuole, risponde con una carta adatta, poi entrambe si scoprono e se ne applicano gli effetti. Si calcola la differenza tra attacco e difesa (e quelle sono le ferite subite) e si eseguono le abilità scritte in calce alle carte, che danno, ovviamente, effetti particolari e non rendono il tutto troppo lineare. Funziona bene, dà vita a molteplici effetti, conserva il brivido dell'imprevisto dovuto al non sapere cosa gioca l'avversario.
La mappa è realizzata con accortezza: ci sono degli slot di movimento occupabili da una sola miniatura, con la regola che non è possibile attraversare i nemici. Dato che, molto spesso, ogni personaggio ha anche in campo qualche pedina “alleato”, si creano delle belle situazioni tattiche. Ciò anche in virtù del “boost” che è possibile associare a un movimento, spendendo una carta aggiuntiva dalla mano (per il suo valore di boost, appunto), in modo tale da compiere scatti molto più ampi di quanto consentito dal proprio movimento base.
Infine, i vari spot sono accomunati da zone di diverso colore (uno spot può contenere più colori, a seconda della sua ubicazione). Questi servono sia per alcuni effetti di gioco, che, soprattutto, per le armi a distanza, che hanno linea di vista solo entro il medesimo colore. È un sistema molto intuitivo e pratico, adatto al target del gioco.
Una postilla sulla pesca e il movimento: quando si finisce il mazzo (sono una trentina di carte), il giocatore non lo rimescola, anzi, perde ben due punti vita per ogni carta che dovrebbe pescare. In alcune partite molto tattiche e molto di posizionamento questo capita, per cui anche gestire bene il sistema di movimento + pesca diventa un buon fattore strategico.
La forza di Unmatched
I personaggi. Non è tanto la quantità, ma la “qualità”, nel senso che
Unmatched, prendendo tantissime licenze, riesce a presentare al pubblico personaggi famosi di tutti i tipi. E una volta superato lo scoglio iniziale di quest'ambientazione surreale, in cui Dracula combatte con Black Panther, è proprio divertente provare tutte le combinazioni, vedere com'è stato realizzato un particolare personaggio, ritrovare il proprio eroe preferito sul campo di battaglia, magari contro un T-Rex.
Unmatched ha fatto di questo elemento il suo punto di forza per un
marketing assolutamente vincente. Anche perché, magari, in ogni scatola c'è qualche personaggio che non ti interessa... affiancato da uno che vuoi assolutamente e la scatola la compri lo stesso. Oppure non te ne importa nulla né di Cappuccetto Rosso né di Beowulf... ma la scatola la prendi lo stesso perché sei troppo curioso di provare a combattere con il celebre personaggio della fiaba.
La conseguenza di tutte queste licenze è che
il gioco costa parecchio. Pur essendo molto curato nell'aspetto, rimane comunque caro.
La debolezza di Unmatched
I personaggi. Ma come, non era il suo punto di forza? Dipende da come lo giocate. Con una così grande varietà di personaggi e continue scatole in uscita, i problemi sono due:
- il primo è che devono comunque inventarsi sempre qualcosa di nuovo, sia per tenere viva l'attenzione sia per riuscire a differenziare così tanti eroi. Ne consegue che quelli delle prime scatole erano più basilari, come meccaniche, meno caratterizzati. È un po' il problema del power creep di questo tipo di giochi;
- il secondo è che, probabilmente consapevoli di non riuscire nell'impresa, hanno lasciato il bilanciamento dei personaggi un po' un tanto al chilo. Che può andar bene se giochi tra giocatori poco esigenti (che poi è il pubblico di riferimento di Unmatched), molto meno se vuoi fare qualche partita seria.
Nella mia associazione, quando abbiamo organizzato il torneo di Unmatched, consci del problema, abbiamo sorteggiato i personaggi e poi, dopo ogni partita, il perdente poteva scegliere di “rubare” il personaggio al vincitore, oppure cambiare il proprio, sorteggiandone uno nuovo tra quelli non presi. Il vincente, poi, faceva lo stesso: o teneva quello appioppatogli dal perdente o ne sorteggiava uno nuovo. Però è una cosa che potete fare in torneo... quando giocate tra amici, se esperti, dovete trovare un altro sistema (magari bannare dei personaggi o fare una scelta tra personaggi suppergiù equivalenti).
Questo o Super Fantasy Brawl?
L'altro grande skirmish che ho a casa e che apprezzo tantissimo è Super Fantasy Brawl. Tecnicamente, tra i due, quest'ultimo è certamente superiore. Hai più strategia nel fare la squadra, più tattica grazie agli obiettivi variabili, le abilità dei personaggi hanno più incastri e sinergie, perché manovri sempre tre combattenti, eccetera.
Se siete giocatori scafati e cercate uno skirmish, vi direi senza dubbio di andare su Super Fantasy Brawl. Però capisco che il fascino di Unmatched, con i suoi protagonisti presi da ogni campo dello scibile umano, sia insuperabile, laddove Super Fantasy Brawl ha i soliti mostri inventati, belli quanto vuoi, ma meno affascinanti.
Conclusione
Pur non essendo Unmatched un capolavoro, mi rendo conto di aver accumulato una bella quantità di scatole e di averlo finanziato più di tanti altri titoli. Ora, dopo l'ennesimo acquisto con Black Panther e The Winter Soldier (tra i pochi personaggi Marvel che sopporto), mi sono detto basta. A meno che non esca una scatola con Bud Spencer e Terence Hill: lì cederò immediatamente.
In ogni caso, il consiglio è quello di partire con calma, con una sola delle scatole base (quelle con quattro personaggi, ovverosia Battle of Legends Volume One, Volume Two, oppure Cobble & Fog), farci diverse partite, provandoli tutti, e vedere se fa al caso vostro.