A&P Chronicles ''Il Falco ed il Leone'' (II, 3)

Act'n Play

Agiografie Imperiali del X° Secolo: Il Leone ed il Falco

Biblioteca di Lalad-Nor - 26 Aprile 937

Parte II, Capitolo 3: "Il rituale misterioso"

Seduta del 15/02/2005

Agiografie Imperiali del X° Secolo: Il Leone ed il Falco

Biblioteca di Lalad-Nor - 26 Aprile 937

Parte II, Capitolo 3: "Il rituale misterioso"

Seduta del 15/02/2005


Il rituale misterioso

quelli
che erano rimasti fuori dall'accampamento dei barbari riuscirono a non farsi
scorgere dal resto della piccola pattuglia di ricognizione, che dopo un breve
giro tornò sui propri passi e scomparve alla vista. Rimasero senza muoversi
fino all'imbrunire, migliorando il loro nascondiglio grazie a Lunya che evocò
l'illusione di un cespuglio di rovi abbastanza fitto da nasconderli tutti,
mentre attendevano di avere notizie dagli altri. Era ormai notte quando Exilim
riuscì a stabilire il contatto mentale con Zak. I tre avevano chiesto
ospitalità ottenendo una tenda, dietro pagamento, che doveva trovarsi
abbastanza vicino all'estremità meridionale del grande accampamento. Polgraam
era stato fuori per un breve giro di ricognizione ed era tornato riferendo che
non sembravano essere sorvegliati e che tutto attorno regnava un silenzio quasi
innaturale, come se l'intero insediamento fosse disabitato. Ad ogni modo, fino a
quel momento nessuno aveva tentato di prendere contatti con loro e non avevano
ancora alcuna traccia del misterioso Uster di Theves.

-
E' inutile che restiamo qui fuori - commentò infine Exilim, riportando ai
compagni le notizie ottenute. - Visto che non c'è sorveglianza dobbiamo
approfittarne, lasciamo i cavalli ed entriamo per riunirci agli altri, così
avremo più possibilità.

Ne
scaturì un'accesa discussione, poiché né Sverken né tantomeno Ser Agraman
sembravano avere alcuna intenzione di lasciare i cavalli, che consideravano il
loro unico mezzo di fuga qualora le cose si fossermo messe male. Inoltre, mentre
gli altri avevano normalmente chiesto ospitalità, loro sarebbero stati degli
intrusi nell'accampamento, il che avrebbe reso assai difficile la loro posizione
nell'eventualità che qualcuno li scoprisse.

Exilim
era tuttavia convinto della sua idea, al punto che discutendo animatamente con
Ser Agraman arrivò a dirgli che sarebbe comunque entrato con o senza di lui,
anche a costo di rilasciarlo una volta per tutte dal servizio. Ovviamente, la
cosa ferì il senso dell'onore del fiero esmeldiano, che non poteva certo
accettare una simile soluzione e si piegò, sia pur recalcitrante, alle
decisioni di colui il quale era stato designato come suo superiore. Nella foga
della discussione, nessuno dei due prestò attenzione a Sverken quando disse che
sarebbe stato in grado di invocare il potere di Maethus per rendere silenziosi i
loro movimenti e quelli dei cavalli, cosa che avrebbe reso tutto più facile.
Questo fece scaturire una seconda discussione, altrettanto animata, stavolta fra
Exilime e Sverken, ma alla fine si risolsero. Sverken creò il silenzio tutto
attorno a loro, un silenzio magico tale che non potevano neanche udire le loro
stesse parole, quindi si mossero verso l'interno.

Polgraam
venne loro incontro, come concordato mentalmente fra Exilim e Zak, e li guidò
fino alla tenda loro assegnata, spiegando lungo il breve tragitto cosa aveva
scoperto sull'accampamento. All'interno delle tende rimanevano solo donne e
bambini. Tutti gli uomini si erano allontanati, verso il centro, dove c'era il
sacro totem, probabilmente in vista di un rituale che avrebbe coinvolto l'intera
tribù. Se si fosse trattato di un rituale importante, il misterioso Uster
avrebbe potuto essere fra gli ospiti, magari proprio in mezzo alla folla dei
guerrieri barbari.

era
indispensabile approfittare del momento favorevole per localizzare la tenda di
Uster, in modo da reperire ogni informazione utile e magari, con un po' di
fortuna, il sigillo carusaliano rubato a Exilim. La sola idea valida sembrò
quella di Eliars che propose di uscire e approfittare del buio e della
confusione per scovare qualcuno e costringerlo a rivelare l'ubicazione della
tenda dello straniero, così i mercenario, Ser Agraman e Exilim si alleggerirono
di bagagli e armature e formarono un piccolo drappello che dopo alcuni istanti
uscì furtivamente dalla tenda.

L'impresa
fu meno semplice del previsto, nonostante i poteri di Exilim gli permettessero
di indagare direttamente nelle memorie di una persona, senza che questa si
accorgesse di essere effettivamente interrogata. Infatti i primi contatti si
rivelarono un fallimento, poiché almeno fra le donne nessuna sembrava essere a
conoscenza di qualcosa che riguardasse questo Uster o anche solo un generico
straniero all'interno dell'accampamento. Era necessario frugare fra le memorie
di un guerriero, ma questi ormai si trovavano tutti assieme, ed era quindi
necessario avvicinarsi maggiormente alla zona dove si stava preparando il
misterioso rituale.

Ora
l'accampamento non era più immerso nel silenzio notturno, poiché i tamburi
avevano iniziato a scandire il loro ritmo ossessivo e dalla folla radunata si
levava un forte vociare fatto di urla, brani di canti tribali e incitazioni
gridate levando le braccia verso l'alto. Al centro dell'accampamento, tutto
attorno al grande totem ardeva un grande falò che rischiarava la notte,
circondato da una massa di svariate centinaia di guerrieri invasati, 
probabilmente sotto l'effetto di bevande alcoliche e droghe che venivano loro
somministrate dagli sciamani in grandi occasioni come quella. Grazie alla sua
amicizia con Polgraam, Ser Agraman sapeva bene cosa poteva accadere in
situazioni come quella e temeva di doversi avvicinare ulteriormente alla zona
centrale. Tutto si sarebbe retto su un delicatissimo equilibrio fintanto che il
rituale non fosse stato completato, ma una volta che gli sciamani avessero
lasciato la scena, nulla avrebbe più trattenuto i guerrieri dal liberare i loro
istinti sotto l'influsso di tutto cò che avevano ingerito e bevuto. Se li
avessero trovati allora, sapeva che avrebbero implorato una rapida morte. 

Ma
fortunatamente non ebbero necessità di avvicinarsi molto. Ad alcune decine di
passi dal margine più esterno dell'assembramento, Exilim riuscì finalmente a
percepire un individuo che sapeva dello straniero Uster, e scoprì nella sua
memoria l'ubicazione delle tende che venivano riservate agli ospiti di riguardo,
che si trovavano dall'altro lato del totem, proprio vicino a quella del capo
tribù. Ottenute le informazioni che cercavano, si affrettarono a tornare
indietro per concordare un piano con gli altri.

anche
quella decisione non fu semplice e ancora una volta vi fu una discussione, dal
momento che ciascuno sembrava proporre cose diverse.

-
Lasciamo che vada Polgraam - suggerì Ser Agraman, - lui è un barbaro e sa come
muoversi, inoltre darà meno nell'occhio...

-
Impossibile - lo interruppe Exilim. - Da quanto ho capito le tende da
perlustrare sono abbastanza grandi e almeno una decina in tutto, una sola
persona non avrebbe il tempo di esaminarle accuratamente tutte quante.

-
Inoltre, non dimentichiamoci che Exilim è il solo che abbia visto in faccia
questo Uster - aggiunse Eliars. - Quindi credo che lui debba andare per forza. E
dove va lui vado io.

-
Visto che ho giurato di proteggerlo, devo venire anche io, allora - concluse
l'esmeldiano.

- E
cosa ne dite del misterioso rituale? - chiese Sverken, pensieroso. - Visto che
è la luna nuova, è possibile che stiano evocando il loro totem, una specie di
entità spirituale o spettrale che li protegge dai nemici... io non vorrei
trovarmi di fronte qualcosa del genere!

-
Tuttavia, un rituale del genere può andare avanti anche tutta la notte -
concluse Polgraam. - E poiché gli sciamani continueranno a distribuire bevande
e erbe drogate ai guerrieri, le loro percezioni saranno alterate e i loro
riflessi non saranno poi così rapidi, potremmo avere tutto il tempo di agire e
dileguarci senza essere visti, conun po' di fortuna...

Alla
fine furono Exilim e Eliars a decidere, come era ovvio in base alle gerarchie
stabilite all'interno della piccola compagnia: sarebbero andati tutti e stavolta
non avrebbero portato i cavalli. Polgraam e Lunya, i più silenziosi, sarebbero
andati in avanscoperta, tracciando la strada per gli altri, ancora una volta
coperti dal silenzio magico che impediva loro di produrre rumori, ma anche di
udirli.

Si
mossero furtivi fra le ombre notturne, percorrendo un largo giro che li avrebbe
condotti dal lato opposto allo spiazzo centrale, dove si trovavano le tende
importanti. Ora gli sciamani danzavano freneticamente attorno al totem dalle
sembianze d'alce, incitati e incoraggiati dalla folla rumoreggiante e dai
tamburi che sembravano far sobbalzare l'intero suolo della pianura. Si
lasciarono alle spalle le tende perimetrali, addentrandosi verso il loro
obiettivo, dove riconobbero tende di dignità via via maggiore mano a mano che
proseguivano. Da un lato videro tre alci impastoiati ad un lungo palo di legno,
ma diversamente dai cavalli, le bestie non rilevarono la loro presenza in alcun
modo. Infine, giunsero in un piccolo piazzale sul quale si affacciavano sette
grandi tende, tre delle quali rischiarate dall'interno dalla luce di probabili
torce o bracieri.

-
Le tende sono queste sette: ognuno ne esplori una senza farsi scorgere e ci si
veda qui per riferire - disse Exilim, e stavolta tutti recepirono l'ordine senza
discussioni.

Pochi
istanti dopo, erano nuovamente assieme, ciascuno pronto a riferire ciò che
aveva visto. In quasi tutte le tende, illuminate o meno che fossero, c'erano una
o più donne, in alcuni casi addormentate, in altri assistite da ancelle che le
aiutavano a indossare degli abiti o a svestirsi per la notte. Solo Lunya
sembrava aver notato qualcosa di diverso dagli altri nella tenda che aveva
esplorato, ma non ebbe il tempo di riferire. In quel momento si accorsero che
mancava Zak.

-
Era andato a quella tenda... - indicò Exilim. - Polgraam, vai a vedere se si è
attardato.

Il
barbaro si mosse rapidamente,  ma quando fu a pochi passi crollò a terra
con un rantolo, come colpito da un maglio invisibile. Prima che qualcuno potesse
reagire, Lunya venne colpita a sua volta, anche se si trovava molto più
distante dalla tenda,  in mezzo agli altri.

-
Viene proprio dalla tenda in cui è sparito Zak! - gridò Exilim, iniziando a
correre verso il lato sinistro.Eliars e Ser Agraman lo seguirono correndo, con
le spade già in pugno.

-
Quadrelli! - esclamò Sverken, chino sul corpo di Lunya per prestarle le prime
cure. - Ma i barbari di solito non usano balestre... - commentò quindi a mezza
voce fra sé e sé.

Polgraam
si rialzò in piedi con la sciabola ancora in pugno. All'avvertimento di Sverken
riprese immediatamente la sua corsa, spiccò un balzo, fece una capriola a
mezz'aria e evitando così una nuova volata di quadrelli si precipitò
acrobaticamente all'interno della tenda dalla quale si levavano i primi clangori
metallici. Nel frattempo, raggiunto il fianco sinistro della tenda, Ser Agraman
tagliò il tessuto e si precipitò all'interno roteando la sua spada, mentre
Exilim ed Eliars proseguivano la corsa verso il lato posteriore.

- A
terra! - la voce di Polgraam echeggiò all'interno della tenda mentre roteava su
se stesso mulinando le sciabole. Ser Agraman si gettò prontamente al suolo
mentre qualcuno finalmente dissipava il buio accendendo una luce.

La
grande tenda ottagonale era divisa in due parti comunicanti, separate da leggeri
tendalini di seta quasi trasparente che pendevano dall'alto. Due donne guerriero
armate di sciabole si avvicinavano minacciose a Ser Agraman ancora accucciato a
terra, mentre Polgraam era circondato da altre tre che in quel momento lo
colpirono, facendolo cadere a terra privo di sensi.