Contro-editoriale: RisiKo! è il male?

Copertina di Risiko

Il gioco da tavolo si è evoluto negli anni, ma Risiko! è rimasto Risiko! Un gioco capace di aggregare e divertire ancora migliaia di persone può essere definito il male?

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Risk (Revised Edition)

L'incontro

Una giornata di fine settembre del 1986...

Driin Driin (Telefono fisso casa Khronos)

Gianni (Khronos) «Pronto?»

Luciano «Ciao Gianni brutte notizie per stasera.»

Gianni «Non dirmi che il portiere ha rinunciato.»

Luciano «Peggio, campo allagato non si può giocare.»

Gianni «Ma por..(bip), gli altri lo sanno?»

Luciano «Sì, li ho avvertiti.»

Gianni «E che famo stasera?»

Luciano «Mio fratello ha comprato un gioco da tavolo e dice che è "checazze"(figo), passa da me che lo proviamo, chiamo anche Gigi e Franco.»

Gianni «Ok! A dopo.»

Fattasi l'ora arrivai a casa di Luciano e suonai alla porta. Entrai in casa e salutai gli amici che nel frattempo mi avevano preceduto, e nel mentre Luciano mi fece cenno di entrare in sala, indicandomi il gioco di cui mi aveva parlato al telefono. Una scatola verde sulla quale emergevano, fanti, cannoni e cavalieri e dove al centro imperava la parola Risiko! Allorchè mi venne spontaneo chiedere se si trattasse di un wargame, e lo sguardo del mio amico accompagnato dalla frase «stasera ce le suoniamo di santa ragione» non lasciò alcun dubbio. Ci sedemmo al tavolo ed ebbe inizio un'avventura che ci avrebbe accompagnato per molti anni.

La prima partita

A dire il vero quando mi fu spiegato il regolamento (che non sto a descrivere, in quanto pure i sassi lo conoscono), fin da subito qualcosa non mi quadrava. Comunque cominciammo a giocare. Prima lite sui colori. Eravamo in 5. Due amici volevano giocare con il rosso ed entrambi per lo stesso motivo. Qui mi tocca, prima di raccontare qualcosa sul motivo e ricordare al lettore che siamo negli anni '80. Le scuole superiori di allora erano molto politicizzate, con movimenti studenteschi che si rifacevano sia al PCI e sia al MSI. La politica in quel periodo era cosa seria e ognuno prima o poi si schierava con uno o l'altro movimento. Io ero un pischello di terza che comunque maturava i suoi ideali mentre i miei amici più grandi di me, ormai essendo all'ultimo anno gli ideali li avevano ben chiari. Ecco spiegato il perché della lite per il colore rosso. Luciano, invece che della politica se ne è sempre sbattuto, prese il blu, un altro il giallo, restavano il verde, il nero e l'orribile viola. Dopo 10 minuti di rivoluzione cubana, di socialismo e Berlinguer finalmente uno dei due litiganti si arrese e prese il verde, che gli simboleggiava l'ecologia. Io che non rapportavo di certo gli ideali politici al gioco scelsi il nero. Altra manfrina sul perché avessi scelto il nero. «Gianni non è che mi sei diventato fascista?». A quel punto dissi con la calma che mi appartiene «mi avete rotto il ca(bip) con Guevara, Mussolini e Gramsci. Volemo giocà o parlà di politica suvvia non rompete le palle e giochiamo». Il viola, come logico che fosse, rimase nella scatola. Non ho mai capito il perché di quel colore ripugnante, ad ogni modo scegliemmo gli obiettivi, si distribuirono le carte territorio e mettemmo i nostri carriarmatini su di essi. Venne fuori il primo problema. Il "Guevara" del gruppo ricevette tra i suoi territori l'intero Sud America (lo ricordo perché esclamò «A chi se non a me!» da buon "Che") feci presente del vantaggio spudorato che ne avrebbe ricevuto e chiesi di rivedere il regolamento, ma dal regolamento nessun chiarimento in merito. Allorché si continuò. Da quel punto in poi i miei ricordi della partita sono sbiaditi, ma ricordo il divertimento per le legnate e bastardate che ci facemmo, roba da far sclerare i rivoluzionari del gruppo e che nonostante i problemi riscontrati rendemmo fisso l'appuntamento per giocare a Risiko!.

Oggi

Ora, qualcuno di voi potrebbe dire ma che ca(bip) ce ne fotte della tua storia, invece l'ho ritenuta necessaria per evidenziare due cose molto importanti.

  1. Dei difetti del Risiko! ne avemmo sentore già alla prima partita (1986) e non si esaurirono con la distribuzione delle carte, poi vennero la pesca fortunata delle carte stesse e la questione del vantaggio della difesa sull'attacco. Problema tutto italiano come tutti sanno. Tutto questo lo riscontrammo senza avere nulla a confronto. C'era poca roba in giro per chi giocava solo in lingua italica. Ma nonostante tutto quel gioco ci conquistò tanto da far dire ad uno del gruppo storico «Uagliù (ragazzi) è vero che ci vuole più culo che cervello per giocarci ma ca(bip) se mi sono divertito».
  2. Il divertimento è il fattore principe per un gioco da tavolo. È lo scopo primario che tutti i giochi cosiddetti di società si prefiggono. Il Risiko è riuscito a soddisfarlo ampiamente facendo accomodare e aggregare milioni di persone.

Con gli anni poi il mercato ludico ha cominciato ad espandersi. Il gioco da tavolo ha cominciato ad evolversi presentando titoli con complessità maggiori con diversità di genere formando giocatori a livelli sempre superiori fino alla nascita dell'hardgamer.

E in tutto questo il Risiko! che fine ha fatto? Sarà stato accantonato?

Ebbene no! Anche il Risiko! ha cercato di evolversi dando diverse versioni di sé. Ancora oggi migliaia di persone si riuniscono per giocarci nonostante gli innumerevoli titoli sul mercato. Si organizzano tornei regionali, nazionali, insomma il suo successo non sembra cessare.

Ma perché la gente si ostina a giocarci quando c'è un intero mondo di nuovi giochi da scoprire?

Domanda da 10 MILIONI di Euro.

  • C'è chi dà colpe alla Grande distribuzione organizzata che offre i soliti giochi e quindi essendo più visibile lo si mette nel carrello e via.
  • Chi definisce il giocatore pigro incapace di andare oltre.
  • Chi ne fa discorsi antropologici e filosofici sulla condizione umana e della nostra società.

Tutti e nessuno potrebbero aver ragione. Io però la mia idea me la sono fatta. Non tutti i giocatori vogliono trasformarsi in hardgamers, condizione della forte evoluzione del gioco da tavolo. C'è chi preferisce un gioco semplice da due regole e via. Qualcuno potrebbe obiettare che ne esistono n-mila con due regole, con ragione. Ma un giocatore di primo livello il Risiko! ce l'ha nel sangue, tramandato magari dal padre che ci giocava o ci gioca tutt'ora. Ormai è così radicato profondamente da iniziare le nuove leve di giocatori, che capiranno da soli poi se in futuro vorranno giocare ad altro oppure restare con il Risiko! 

Ed ora torniamo al titolo. Il Risiko! è il male?

Un gioco che continua ad aggregare migliaia di persone non può considerarsi un male, anzi tutt'altro visto che soddisfa il suo scopo primario. Io nonostante mi sia evoluto come giocatore, e possegga titoli di ogni genere e complessità, se mi mi dicessero, e in special modo il mio amico del gruppo storico, «ci facciamo una risikata come i bei tempi» gli risponderei «allora vinci di sicuro perché hai più culo che cervello».

Concludendo, ognuno ha il diritto di criticarlo perché parliamo di un gioco che il suo tempo ce l'ha e nonostante abbia cambiato più volte "vestito" i suoi difetti li ha. Ma i difetti in parte sono mitigati dal divertimento che rilascia. Ovviamente tale affermazione è opinabile è soggettiva. Ma se ancora oggi migliaia di persone ci giocano forse un po' di divertimento lo trovano.

Demonizzarlo come causa della fossilizzazione di alcuni giocatori nonostante i suoi difetti, è profondamente sbagliato. In special modo se questo viene scritto da un responsabile di un'associazione ludica che dovrebbe dedicarsi ad aggregare persone ma non decidere cosa devono o non devono giocare. Tale compito spetta al singolo giocatore che scoprirà da solo, cosa giocare dopo il buon vecchio Risiko!

Avanti con la lapidazione!

Commenti

Traspare una forte componente emozionale dall'articolo. Un attaccamento ai ricordi d'infanzia. È principalmente per quello che penso che si continui a giocare a Risiko, per quello o perché non si conosce altro. Il discorso del divertimento è fuorviante: c'è chi si diverte guardando "l'Isola di Adamo ed Eva", ma io continuo a pensare che i soldi potrebbero essere impiegati meglio. E non parlo necessariamente di Ulisse o SuperQuark, mi basta un Guzzanti. Se bastasse il divertimento non servirebbero i volontari che fanno divulgazione, sono servirebbe il forum in cui discutere, non avrebbe senso il game design e la sua evoluzione. Io non contesto che con Risiko uno si possa divertire, mai detto questo, ma il suo ruolo (e soprattutto la sua permanenza) nel mondo dei gdt, per me, non solo è sorpassato, ma deleterio. Io non decido a cosa devono giocare le persone (non avrei nemmeno il potere di farlo), ma mi sento libero, se uno guarda Il Grande Fratello Vip e lo ritiene la forma più alta di intrattenimento televisivo, di dirgli che sta guardando spazzatura. Essenzialmente non si è capito il punto centrale dell'articolo a cui si tenta di rispondere: il fatto che da 40 anni sugli scaffali della grande distribuzione ci sia sempre la stessa roba. il messaggio che si dà al consumatore è "il gioco da tavolo non si evolve mai, non cambia mai, i giochi sono sempre gli stessi". Che è un messaggio tremendo, per chiunque di noi ama il gioco da tavolo. E a chi obietta che le cose vecchie non necessariamente sono più brutte, rispondo che è vero, ma per fare un paragone sensato andrebbero prima di tutto conosciute anche le cose nuove, in secondo luogo, nel caso di RisiKo l'obiezione non regge neanche, perché è proprio brutto. 

@Agzaroth 90 minuti di applausi

mi chiedo sempre se Risiko faccia più giocatori che si divertono o potenziali giocatori che rinunciano perché hanno provato cose che non gli piacciono (Risiko)

Ne conosco tanti che quando gli fai provare Voodo o Dixit mi dicono "ah ma non è lungo e noioso come risiko?!?" divertiti come matti e pochi che giocano solo a risiko senza provare altro

Così come altri giochi tipo Talisman Risko è semplice ma non per tutti ... e trovo un limite averlo sempre proposto come gioco tipo del genere facendo sembrare che tutti i giochi da tavolo siano simili a risiko (così come il monopoli)

Per quanto sia solo parzialmente d'accordo con quanto scritto in questo articolo lo plaudo dato che questa crociata contro Risiko! - gioco che NON ho mai apprezzato - è una cosa talmente inconsistente e da invasati radical chic che la trovo tanto insensata quanto insopportabile. Viva Risiko quindi se è capace di essere un portale al gioco intelligente da tavolo.

@jonas : lo è? o ne allontana (di giocatori potenziali) più di quanti ne avvicina ... soprattutto se al suo posto sugli scaffali si trovasse altro. Non ho numero sfortunatamente solo la voce dei pochi amici che non vogliono giocare "perché altrimenti si fa notte come con Risiko"

insensata è la crociata e la difesa oltranzista al Risiko!. però il vero argomento mi sembra sia un altro, ovvero il rispetto degli altrui gusti e competenze. un conto è se sei il direttore di un sito con un affluenza , quindi, infinita, e puoi permetterti di "scremare" la tua utenza, e allora l'informazione diventa formazione verticale; un conto è gestire una associazione divulgativa, e qui devi attirare le persone, cercare di farle andare d'accordo e fare un po' di proselitismo (sennò l'associazione muore); un conto è fare il venditore (e lì il game design -accettiamolo- conta un gran poco, ma contano di più aspetti emotivi, comunicativi, studi di settore e mille altre cose che manco conosco).
E cmq la forte componente emotiva era palpabilissima anche nell'altro editoriale. Non che questo sia un male, visto che parliamo di giochi e divertimento.

Da bambino ho giocato tanto a Monopoli, ma anche a Tombola, o al Gioco dell'Oca. Giochi guidati dalla fortuna e che non richiedono un briciolo di ragionamento.

Ecco... quelli rappresentano secondo me il Male dei giochi da tavolo, perchè ancora te li trovi li a riempire gli scaffali e a dare a possibili gamers il falso messaggio che giocare è roba da bambini.

Risiko è diverso, può piacere o non piacere a ciascuno di noi, e lungi da me il negarne gli indubbi difetti (anche se, come dice Khronos, sono mitigati dal divertimento che rilascia) ma chi lo ama ne riconosce anche i pregi, primo fra i quali la capacità di divertire.

Risiko è brutto? Dipende immagino dagli occhi di chi guarda, dai gusti di chi gioca (e mai chiedere pareri sul filetto ad un vegetariano) ma non è il Male.

Togliamogli tutto, ma restituiamogli almeno la dignità ;)

 

Ho giocato a Risiko più di 100 partite.

Odio Risiko e lo considero spazzatura della peggiore specie.

Posizione antitetica... non credo proprio.

Come il buon Khronos gioavo Risiko al liceo (con i rossi, cazzo!), e mi sono divertito tanto. Potre tessere racconti infiniti sulle partite alcoliche e non e sulle faide durate anni, ma non avevo alternative (in realtà le aveo ma i miei amici più cari non volevano convertirsi a Dune). Fa niente l'ho giocato. Ho anche vinto un "Giocatore dell'Anno" molti anni fa -con conseguente qualificazione ad Essen- in cui c'era Lui... Risiko. Incredibile, ma vero.

Deto questo lo trovo un gioco talmente sorpassato e con così tanti buchi da essere deleterio per chi vuole, da adulto, avvicinarsi al mondo ludico. E se vai in giro trovi solo quello. Inoltre c'è un problema di "brand": se prendete il disegno di un "cararmatino" e come la Coca Cola, lo riconoscono tutti, più del "meeple", e questo non aiuta.

Purtroppo queste cose partono dal basso e da lontano e finché fin da scuola non si inizia a far conoscere cose diverse, sarà quasi impossibile sradicare il mal costume ludico. E' un po' come l'educazione civica, se non te la insegnano da piccolo non la impari a 30 anni.

Bruciarlo in piazza? Direi di no. C'è di peggio. Se vi sintonizzate su un canale per bambini vedrete che le proposte ludiche sono agghiaccianti tipo lo "Schiva la Cacca" di questo Natale, le cui fantastiche meccaniche non sto qua a spiegarvi, ma che tanto piae nella scula di mio figlio per il suo valore scatologico.

Conosco persone che giocano a Risiko, ma già Coloni di Catan è troppo. 

Conosco persone che giocano a Risiko, e passando di lì si sono interessate ed appassionate anche ad altri gdt.

Conosco persone che non giocano a Risiko, preferiscono giochi più evoluti e maturi.....ma hanno giocato a Risiko e ci si sono divertiti in passato.

Il mercato dei giorni nostri non credo sia mai stato così florido e produttivo riguardo al nostro hobby. Anzi, io vedo più in questo il problema, siamo ubriacati di titoli mediocri e tutti simili fra loro, fra cui trovare qualcosa di veramente valido ed originale è sempre più un'impresa. Il problema qual'è? Volete Imperial, Twilight Struggle, ecc ecc al supermercato? Tanto non lo comprereste, trovo qualunque cosa online a prezzo minore e me lo portano direttamente a casa. Ecco internet, volete dirmi che se uno fa una partita a Risiko (come potrebbe essere qualunque babbanata), si diverte, poi non è in grado ai giorni nostri di fare mezza ricerca su interenet e capire che esiste un mondo a portata di click? L'unica è che vi sentiate frustrati voi per qualche motivo a me non noto, perchè la verità odierna è che il mercato è addirittura saturo, di giochi validi ce ne sono una marea e se uno è mezzo propenso e capisce che può divertirsi con i giochi da tavolo, ha tutti i mezzi per ampliare i suoi orizzonti nel tempo di tirare fuori lo smartphone dalla tasca dai pantaloni.

Risiko è il male? 

no, in realtà era come ha giustamente detto qualcuno, ciò che c'era disponibile nei negozi all'epoca...

Perchè lo troviamo ancora oggi?

perchè Risiko lo produce la HASBRO!! 

Semplicemente il colosso dei giochi mondiale!!

lo stesso gruppo che produce Monopoli, Cluedo e Trivial Pursuit (guardacaso altri giochi IMMARCESCIBILI di circa un migliaio di anni di età).

E che usa da sempre i canali della GDO per la vendita dei suoi giochi.

Quindi diventa per forza un fenomeno di costume nella storia delle famiglie "normali" avere in casa un monopoli o un cluedo o un risiko, perchè te lo trovi veramente in qualsiasi ipemercato.

Se continuano a farlo è perchè continuano a venderlo bene, altrimenti avrebbero smesso.

E non vuol dire che sia fatto bene, semplicemente la gente non sa che esistono le "alternative" e quindi non ha parametri per giudicare.

La verità e che fino a quando certi tipi di giochi non si trovano negli ipermercati o almeno nei negozi più "dozzinali" di giochi, non si crea un flusso di vendite vero, e rimangono numeri di vendite da "iniziati"...

Risiko è il male? No, è molto peggio. E il discorso NON riguarda certo i gusti delle persone, uno è libero di giocare quello che vuole, come è libero di guardarsi tutte le puntate del Grande Fratello, leggere solo libri di Fabio Volo e ascoltare solo cd di Gigi D'Alessio. Lungi da me qualunque giudizio.

Il problema però è che a causa del fatto che giochi come Risiko sono in vendita anche dal vostro tabaccaio, le persone sono convinte che quello sia Il gioco da tavolo, che lui Monopoli e Cluedo siano gli unici giochi esistenti, d'altronde se vanno in un negozio di giocattoli tradizionale trovano sempre quelli, in un supermercato solo quelli, e come fai allora a dare loro torto?

La conseguenza di ciò è che il nostro mercato anzichè crescere come avrebbe potuto per la gioia dei giocatori, degli autori, dei produttori  (e anche dei bambini), è rimasto a ristagnare e si è fossilizzato sempre sulle stesse 4 cose, che possono pure piacere, ma che essendo presenti da tempo immemore ora godono di un successo che non corrisponde a ciò che il prodotto offre, non è dato dalla qualità (eufemismo) dei materiali, ma piuttosto da una rendita di posizione per fattori storici , affettivi e culturali.

Le cose hanno iniziato a cambiare (e secondo me possono solo migliorare) quando accanto al lavoro dei divulgatori, delle fiere e dei blog, è divenuto possibile  facendo una ricerca sul principale sito di e-commerce scoprire e leggere recensioni entusiastiche di giochi come Ticket To Ride, Carcassonne, Dixit, Dobble e Catan, tutti prodotti che possono tranquillamente piacere a chi gioca a Cluedo, Monopoli e Risiko.

Quindi non si tratta di voler attaccare un gioco per i suoi difetti, o un giocatore per i suoi gusti, ma bisogna prendere atto che fino a quando in giro si vedrà solo quello, lo sviluppo del mercato sarà sempre molto più ridotto di come potrebbe essere, con tutte le conseguenze negative del caso.

Poi se proprio la vogliamo fare una provocazione, sarebbe interessante chiedersi come mai tantissime persone che da piccole si sono sorbite (pardon, hanno giocato) Monopoli, Risiko e Cluedo, appena hanno potuto hanno chiuso tutto in un armadio e il gioco da tavolo è sparito dalle loro vite, ma questo sarebbe un'altro discorso ancora...

Da ultimo un'altra piccola provocazione, se decidi che il lunedì sera per te esiste solo il Grande Fratello, magari una volta cambiando canale puoi sempre imbatterti nel prof. Nembrini che ti spiega perchè la Divina Commedia parla di te, se decidi che dopo Gigi D'Alessio solo il diluvio, magari in radio o per TV ascolti un brano di Springsteen e vedi un video di Ben Harper, se  adori Fabio Volo è facile che accanto a lui sullo scaffale della libreria, dell'edicola e del supermercato trovi anche l'ultimo romanzo di Nick Hornby, ma se sei convinto che gli unici giochi da tavolo siano Risiko, Cluedo e Monopoli, dal tabaccaio, al supermercato e nella grande catena di giocattoli continui a trovare sempre Risiko, Cluedo e Monopoli. Ecco perchè alla fine di tutto Risiko è il male. (ma l'e-commerce sta cambiando le cose). :-)

Nella mia infanzia (non adolescenza) ho giocato a 3 giochi,  Monopoli, Carriere e Risiko !

Di questi tre quello che ho amato di più è stato Carriere, che per l'epoca è stato un signor gioco ed alcune delle sue meccaniche vengono ancora sfruttate per giochi recenti...  tra gli altri due considero Monopoli il peggiore, mentre Risiko ! era abbastanza avvincente ma l'eliminazione dei giocatori e la durata proibitiva lo rendevano poco fruibile. Del resto è stato il progenitore di moltissimi altri giochi, ancora adesso in commercio (uno degli ultimi Risk Star Wars uscito l'anno scorso). Sul divertimento la questione e giustamente controversa, tra chi apprezza l'alea e chi la odia (aka American vs German).

Sicuramente molti amanti dei giochi di guerra hanno pagato il loro tributo a Risiko ! (me compreso) per poi indirizzarsi verso giochi più interessanti.

 

Ma davvero reputato che il mercato sia stagnante e credete poi che il motivo sarebbe perché "laggente" conosce solo Risiko e Monopoli? Ma se siamo sommersi da trigliardi di giochi nuovi ogni mese? Se mai il problema è far emergere i diamanti dalla saturazione. Vado per supposizione, ma dubito che il mercato del gioco da tavolo italiano sia mai stato più florido di oggi, spuntano blog/siti internet dedicati come i funghi...ma che volete di più? Se uno è interessato ad una cosa si informa e anche il singolo facente parte della tribù "laggente" ha tutte le possibilità di farlo in tempi irrisori. Il problema qual'è? Che qualcuno scopre che vi piacciono i gdt e vi guarda col sorrisetto pensando siano giochetti per bimbi? Ma questi son problemi vostri, non di Mr. Risiko.

boh io arrivo a conclusioni diverse. Se la Hasbro continua a stravendere Risiko! e a non investire su altri titoli "più belli", è perché ritiene che il circuito virtuoso "acculturo l'acquirente-->stimolo acquisti di altri giochi" sia attualmente meno redditizio che promuovere gli evergreen. Quando il mondo sarà pronto x nuovi blockbuster ludici è molto più probabile che lo sapranno prima le multinazionali del gioco che non la nicchia dei gamers-pro.
cioè, pensare che chi guadagna ad alti livelli da un mercato opera al fine di mantenere ristretto o castrare il mercato stesso mi sembra un ragionamento abbastanza assurdo.
Oltre che, come scriveva qualcuno sopra, tra informarsi su un boardgame con google e su un nuovo gruppo musicale con una frequenza radiofonica non è che ormai ci sia quel gran divario di competenze e fatica...

Hai ragione, concordo in pieno.

Risiko è conosciuto alla stregua della Fiat Panda o della Volkswagen Golf, e nessuno di loro si sognerebbe di proporre una alternativa con un nome diverso, finchè tirano quelli, con tutta la fatica di commercializzare un nuovo prodotto.

Gli americani sono sicuri che se la Hasbro un giorno decide che i giochi di società "un pò più alternativi" siano un filone da perseguire, si compra la Asmodee in contanti da un giorno all'altro e comincia da lì...

Amo i giochi da tavolo amo i nuovi giochi li studio mi piace provarli tutti e mi arrabbio con la grande distribuzione x non far conoscere la miriade di gdt che ci sono ma il Risiko è un gdt che può piacere o no ma è  pur sempre un gioco Ke fa riunire degli amici e a ki piace divertire e questo è  quello Ke conta in questo mondo pieno di sofferenza. Grazie 

Volevo rispondere all'epoca dell'editoriale di Agzaroth, poi lasciai perdere.

Agzaroth sostiene (correggimi se sbaglio) che la GDO condiziona "laggente" che quindi compra solo la spazzatura proposta perché è  l'unica che conosca. In realtà il tono dell'articolo mi sembrava meno rivolto alla GDO e pià al gioco in sé e per sé ma fa lo stesso.

L'ipotesi è che se Risiko & Co. si togliessero di mezzo si farebbe spazio ad una vera cultura ludica con prodotti di qualità.

Mi permetto di dissentire per due motivi:

1. anche qui sul forum della TdG, dove in teoria scrive gente che ha scelto la pillola rossa, si effettua una scrematura verso giochi quali Villa Paletti, Zooloretto e altri filler, che restano comunque giochi che vendono moltissimo in percentuale sui giochi "pillola rossa". Poi c'è la scrematura della scrematura, della scrematura, della scrematura... sempre alla ricerca del canone del gioco evoluto. Mi chiedo se abbia senso.

2. Kickstarter. Alluvione di giochi "pillola rossa". Kickstarter ha veramente giovato al settore del mondo ludico? O anche in quel casoi giocatori "pillola rossa", messi di fronte all'allargamento dell'offerta, non hanno scelto per la maggior parte giochi di cui qui in TdG si farebbe scrematura? In ogni caso l'aumento della quantità non ha portato ad un aumento della qualità. Questo indipendentemente da Risiko.

 

Verrebbe quindi da chiedersi se è la GDO che manipola le menti de "laggente" è se è "laggente" intesa come massa d'urto che si adagia comunque su uno standard che noi consideriamo basso. Insomma, è nato prima l'uovo o la gallina?

Sinceramente, più passa il tempo e più mi convinco che l'ipotesi 2 non sia poi così da buttare.

 

My 2 cents.

Ciao!

Mi trovo d'accordo con Yon. Assolutamente.

 A dire il vero confesso che, dopo aver letto (con molto interesse) tutti e due gli articoli, mi sono ritrovato a condividere gli aspetti di tutti e due i modi di pensare; non é ambiguità: il fatto é che riconosco le ragioni di Agzaroth così come quelle di Kronos.

Risiko! Non é stato il mio primo gioco che ho imparato (perché per me nel 1978 l'incipit fu Stratego), ma -come per tutti- questo gioco ha rappresentato molto del mio trascorso ludico. Ancora oggi una saltuaria e "caciarona" partita me la concedo.

Però riconosco i limiti oggettivi di questo titolo, così come i presunti "danni" che continua ad infliggere al panorama nazionale dei giochi da tavolo tout-court.

Il fatto é che Yon ha, in ultima analisi, centrato il problema; il suo ragionamento, che condivido assoultamente, mi fa pensare che non sia Risiko! la causa: bensì l'effetto. 

Ciao,

Paolo (MPAC71)

Condivido la posizione di MPAC71 che le condivide entrambi.

Detto questo, tre considerazioni:

- Stratego è un SIGNOR gioco;

- Monopoli richiede ragionamento;

- le armate viola sono bellissime.

mi sento libero, se uno guarda Il Grande Fratello Vip e lo ritiene la forma più alta di intrattenimento televisivo, di dirgli che sta guardando spazzatura
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altresì chi lo sento può sentirsi libero di rispondere che non gliene frega di niente e che a lui diverte. Non capisco tutta questa necessità di voler ergersi a giudici di cosa deve essere trovato intelligente o divertente o "buono" o "cattivo"....i gusti sono gusti, ma i miei gusti sono più gusti....bah

Ciao!

Io credo che uno dei motivi di fascino di Risiko! stia nel suo essere fondamentalmente ingiusto. Schiantarsi un tris da 14 su una Jakuzia difesa da tre carrarmati, vedere distrutta una strategia di ore perchè qualcun altro, per caso, ha eliminato le armate blu che dovevamo distruggere noi, guardare con la morte nel cuore il vicino ghignante che rivela l'obiettivo 18 territori con due armate e vince semplicemente mettendo giù i carrarmatini sono cose che per me non hanno prezzo e che forse le generazioni future non apprezzeranno.

Chiaro che queste cose, secondo i parametri attuali, non rendono Risiko un bel gioco: anzi lo rendono una schifezza. Durata? Boh. Ci si siede a un tavolo e ci si potrebbe alzare la mattina dopo, o tutto potrebbe risolversi in una mezzoretta...Scalabilità? Se si gioca in sei a volte l'ultimo di mano è quasi morto prima di iniziare: di solito è anche quello che mette la casa e quindi deve stare ore e ore a guardare gli altri senza potere andare a letto.

Il fatto è che molti dei parametri che oggi giudichiamo buon senso, ai tempi di Risiko! non esistevano e giudicare Risiko! attraverso i parametri attuali è un po' come guardare la Venere di Milo e dire che è grassa, o dire che gli effetti speciali di un film di fantascienza degli anni '50 fanno schifo. A me Risiko! fa divertire perchè mi fa arrabbiare, perchè è un'esperienza antropologica se giocato con le persone giuste, perchè so che dopo ore di partita tutto può decidersi con un dado che farà ovviamente 1 (e questo dà notevoli scariche di adrenalina), perchè, appunto, in molti casi è ingiusto, brutto, sporco e cattivo. Se un giorno i giochi da tavolo verranno giudicati come opere d'arte o come comunque prodotti dell'ingegno umano, forse Risiko! dirà qualcosa di più rispetto a tanti giochi un po' tutti uguali fatti sommando le meccaniche del gioco A+quello B+ quello C e forse, sia che siamo giocatori, game designer o editori, dare un'occhiata a Risiko e ai suoi enormi (coi parametri d'oggi) difetti, potrebbe insegnarci a rimettere in discussione alcuni dei dogmi che, volenti o nolenti, stanno tendendo ad appiattire un po' tutti i giochi su alcuni desiderata.

Siamo sicuri che un gioco debba girare bene, nel miglior modo possibile, con la meccanica più equa, veloce, ergonomica per essere bello?

Ma stiamo ancora spostando l'attenzione su RisiKo-gioco? L'argomento di partenza era un altro...ripeto per l'ennesima volta.

@Pilota: uno si può divertire con qualsiasi cosa, anche qui non cogli il punto. 

RisiKo! è il Male?

RisiKo è probabilmente UN Male da affiancare sicuramente ad altri mali.

Mi spiego, al di la del gioco in se, concordo con Agzaroth sugli effetti che il gioco ha portato.
Da un lato è vero che ha divertito milioni di persone ma dall'altro troppe volte si è portati a pensare che sia l'unico gioco per giovani adulti.
Il gioco che ad ogni capodanno che si rispetti va tirato giù dall'armadio e rigiocato.
Per tradizione.
Quello e basta, e se siamo in tanti perchè non una bella tombola per grandi e piccini?
Sia chiaro che la colpa non è certo delle persone che lo giocano.
E sia altrettanto chiaro che i gamers non sono più intelligenti perchè hanno saputo evolversi.

E' vero che il mercato dei GdT è saturo ma molte persone non lo conoscono nonostante tutto.
Su internet c'è tutto ma non viene in mente di cercare una cosa di cui non si conosce l'esistenza.

Sapete come ho scoperto il gioco da tavolo moderno?
Sono passato davanti ad una vetrina (Città del Sole) che esponeva giochi del Signore degli Anelli ed entrando nel negozio mi si è aperto un mondo.
Poi ho scoperto il sito della Tana ed ho iniziato ad informarmi.

La grande distribuzione ha sempre cercato di andare sul sicuro sulla proposta, e l'avvento dei videogiochi negli anni 90 ha spostato l'attenzione della grande distribuzione su quello.
Proprio mentre era in corso la rivoluzione dei giochi da tavolo.

Tutto questo discorso per dire che RisiKo! nel contesto in cui si è evoluto rappresenta un pericolo per la formazione di nuovi giocatori che lo vedono come unico e solo punto di arrivo.
Difficilmente la grande distribuzione distribuirà altri giochi per adulti se non è certa del ritorno economico.
E' per questo che bisogna sbattersi per divulgare il verbo estendendo il più possibile l'interesse verso il gioco.
Se tutti lavoreremo nel modo giusto tra pochi anni vedremo comparire sugli scaffali dei supermercati Carcassonne, Dixit e Ticket To Ride...

..e sarà solo l'inizio!
 

sì ho colto benissimo il punto, ma non mi piace per nulla nè sono d'accordo con alcune parti. Ripeto non capisco tutta questa necessità di voler ergersi a giudici di cosa deve essere trovato intelligente o stupido o buono o cattivo....se per uno qualunque una cosa è intelligente, stupida, bella o brutta non diventa tale per il mondo intero.

per tornare invece al "fatto che da 40 anni sugli scaffali della grande distribuzione ci sia sempre la stessa roba" sono d'accordo, ma non vedo motivo di scomodare i gusti o il voler ribadire la propria libertà di sostenere che il GF VIP sia spazzatura, mentre SQ sia vangelo, o il contrario (o fate coi programmi che preferite). Mi viene anche da dire che se si continua a parlare di risiko-gioco e non del "punto" allora l'articolo originale ha sbagliato esposizione e sottolinea più la critica al risiko-gioco che alla non-evoluzione del mercato ludico...altrimenti non ci sarebbero così tante risposte che non c'entrano l'obiettivo.

Pilota, sul punto dell'articolo posso benissimo averlo evidenziato male io...o ci sono tanti che non lo colgono, del resto abbiamo una grossa fetta di analfabeti funzionali, in Italia.

Sui gusti invece la vediamo proprio diversamente: i gusti son gusti è una frase buonista che deriva dal relativismo assoluto e nefasto in cui siamo (a)culturalmente immersi. Lo stesso deleterio relativismo che mette sullo stesso piano un ricercatore universitario con un dee-jay quando si parla, ad esempio, di vaccini.

Esistono dei parametri, esistono delle valutazioni oggettive, esiste l'esperienza, esistono tutta una serie di fattori che ti permettono di dire che SQ non è sullo stesso piano culturale del GF-Vip. Che poi uno guardi il GF-Vip e si faccia due risate è un discorso completamente diverso.

posso benissimo averlo evidenziato male io...o ci sono tanti che non lo colgono, del resto abbiamo una grossa fetta di analfabeti funzionali, in Italia

...ooook, mi fermo a questa frase, il resto manco perdo tempo a leggerlo. Continua pure da solo, non c'è proprio nulla di cui discutere.

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