Dreams: anteprima Essen 2016

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Dreams

La seguente anteprima è basata sulla sola lettura delle regole e le conseguenti prime impressioni. In nessun modo ha valore di recensione. 


Dixit ha aperto la diga per questo genere di giochi, generalmente filler, e sulle nostre pagine virtuali ci siamo divertiti anche a confrontarli tra loro qui (→ link).
Questo Dreams si inserisce in tale filone con un tema se vogliamo ancora più sognante: creare costellazioni a partire da immagini oniriche e surreali. Per 3-6 giocatori, 30 minuti a partita, età consigliata 10+, potrebbe essere il degno successore di Dixit e Il Sesto Senso. 

La seguente anteprima è basata sulla sola lettura delle regole e le conseguenti prime impressioni. In nessun modo ha valore di recensione. 


Dixit ha aperto la diga per questo genere di giochi, generalmente filler, e sulle nostre pagine virtuali ci siamo divertiti anche a confrontarli tra loro qui (→ link).  
Questo Dreams si inserisce in tale filone con un tema se vogliamo ancora più sognante: creare costellazioni a partire da immagini oniriche e surreali. Per 3-6 giocatori, 30 minuti a partita, età consigliata 10+, potrebbe essere il degno successore di Dixit e Il Sesto Senso. 

Regolamento in italiano: https://www.boardgamegeek.com/filepage/136463/dreams-italian-rules

IL GIOCO

I giocatori sono dei che devono creare costellazioni. Tra loro si intrufola un mortale. Come smascherarlo? Gli dei pensano allora di proporre, per ogni costelllazione, 4 progetti, 4 idee e solo alla divinità sarà nota l'idea reale da seguire. Il mortale inizierà così a disporre stelle a caso e verrà smascherato. 

Il tabellone è una volta celeste ovale e ogni giocatore ha tre stelle (pietre): una nera, una grigia e una bianca. Si mescolano le 72 carte Sogno e se ne scoprono quattro e si numerano da uno a quattro con appositi segnalini. Poi si danno casualmente ai giocatori dei gettoni: su tutti meno uno c'è il numero della carta sorteggiata, su uno solo non c'è nulla. Quello a cui capita tale segnalino sarà il “mortale” per quel round e non saprà quale sia la carta "giusta" da disegnare tra le quattro estratte per il round. Ad esempioo, tre giocatori ricevono il segnalino con stampato il numero "2" (significa che la carta da riprodurre come costellazione è la 2), il quarto riceve un segnalino vuoto. Ora, a turno, i giocatori piazzano una delle proprie stelle sul firmamento, cercando di riproporre la figura della carta o l'idea che essa veicola o qualsiasi altra cosa venga loro in mente. Ovviamente non possono comunicare tra loro sulla figura da disegnare. Finite le stelle di tutti i giocatori, ciascuno indica segretamente (con una rotella) chi pensa possa essere l'intruso mortale. Il mortale, dal canto suo, seleziona il numero della carta che pensa sia quella riprodotta. Chi prima arriva a 16 punti vittoria vince la partita e i PV si calcolano, per ogni round in questo modo:
- divinità: +2 PV se ha individuato il mortale, +1 PV se non è stato erroneamente scelto da nessun altro dio;
- mortale: +2 PV se ha azzeccato la carta giusta, +3 PV se nessun dio lo ha scoperto.

PRIME IMPRESSIONI

Un altro gioco sulla scia fortunata di Dixit, dunque. Anzi, sulla scia di Kiek, si potrebbe dire. In questo Dreams si mescolano un po' le carte in tavola, rendendo tutti protagonisti ad ogni round e soprattutto facendo le cose un po' più difficili. Non potendo comunicare tra loro, per non far scoprire la carta all'intruso, gli dei lavorano quasi alla cieca, cercando di seguire un pensiero comune o quantomeno tentando di individuarlo negli altri. 
Le immagini, motore del gioco, paiono veramente molto ispirate e possono essere il valore aggiunto del titolo.
Ovviamente la casualità con cui vengono distribuiti i ruoli potrebbe far sì che un giocatore non sia mai – o quasi mai – il mortale in una partita, ma visto il ruolo comunque attivo ed interessante degli dei, non credo possa essere un difetto.
In definitiva il gioco, pur inserendosi in un filone ben noto, mi pare possa avere sufficienti spunti di novità ed interessante fino a dargli una possibilità.