[Editoriale] Giocare per forza

  Immagino che il problema riguardi più le giurie, ma anche un recensore deve spesso farvi i conti. 
È una piccola riflessione che ho fatto negli ultimi tempi, trovandomi a fare spesso confronti tra giochi o sentendo parlare molto bene di qualche titolo. 
È scaturita anche dalla “protesta” del gruppo di provare sempre troppe cose nuove e confrontarle con i giochi “belli”. Insomma, tanta quantità e poca qualità.

Articoli
Giocatori

Immagino che il problema riguardi più le giurie, ma anche un recensore deve spesso farvi i conti. 
È una piccola riflessione che ho fatto negli ultimi tempi, trovandomi a fare spesso confronti tra giochi o sentendo parlare molto bene di qualche titolo. 
È scaturita anche dalla “protesta” del gruppo di provare sempre troppe cose nuove e confrontarle con i giochi “belli”. Insomma, tanta quantità e poca qualità.

In realtà molte cose belle le abbiamo scoperte e ogni anno c'è sempre qualcosa che entra in collezione. Ma non è questo il punto. Il punto è giocare per forza. Giocare a qualcosa solo per “dovere” di recensione o “dovere” di confronto. 

Spesso ne vengono fuori anche dei begli articoli e di sicuro si ampia il panorama ludico del quale puoi parlare. Ma molte volte sai già dal regolamento che un gioco ti piacerà poco o che, per quanto bello, non sarà comunque il tuo genere.
Però lo compri e lo giochi lo stesso. 
Il vero pericolo di questo sistema è perdere un po' il gusto del gioco. Il viverlo come un dovere più che come un piacere. Fare un'indigestione di cose invece di gustarti lentamente solo i tuoi piatti preferiti.
Il gioco dovrebbe essere passatempo, svago, spensieratezza, ma negli ultimi tempi ho avuto spesso la spiacevole sensazione di “dover” giocare a qualcosa invece di “voler” giocare.

Non so se agli altri recensori molto attivi (Teooh, Sgananzium, i Gioconauti, ecc) capiti la stessa cosa, oppure ai membri della giuria del Magnifico e se abbiano mai avvertito questa sensazione.

È un campanello di allarme? Segno che va un po' calato il ritmo? Mi devo preoccupare? :)

Commenti

Credo che il caso di Alkyla sia piuttosto emblematico, in tal senso.

Comunque Vlaada sarà un successo.

Non vedo perché comprare un gioco che sai già non ti interesserà granché! E' ovvio che se fai diventare l'hobby un lavoro... uccidi l'hobby!
Già spesso mi tocca giocare cose che non mi piacciono (come dici tu, dalle regole) per accontentare chi l'ha comprato e ci crede (occasioni da cui fuoriescono sfoghi interessanti da leggere come quello su Tammany Hall). Non riesco ad immaginarmi così autolesionista da comprarmeli pure questi giochi! Sto anzi ben attento a non comprare nemmeno giochi che mi piacerebbero così così e poi magari vien fuori che piace tanto a qualcun altro che vorrà giocarlo spesso!
E come faccio poi a provare i giochi a saga? Quando lo troverei il tempo! Al massimo va bene per i germanofili!

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

cos'ha fatto Alkyla Oliva???

ciao Agz,
potresti sfruttare questa estate dedicandoti ad altro e poi vedi l'effetto che fa...
m@

- m@ -
La perfezione nel design si ottiene non quando non c'è nient'altro da aggiungere, bensì quando non c'è più niente da togliere (A Saint-Exupéry)

Bello spunto Agzaroth.
Nel mio blog cerco di parlare solo di giochi che mi piacciono. Quando mi viene proposto da recensire un titolo che non mi convince tendenzialmente lo rifiuto, proprio perché per me giocare deve essere un piacere, così come parlare di giochi. :)

Ciao a tutti,
di solito non commento, ma stavolta ha ficcato il dito nella piaga....
In pratica, caro Agz, ha messo in parole un pensiero che mi frulla in testa da molto tempo: io mi stufo periodicamente di giocare "per forza". E quello che faccio è semplicemente fare altro. Dopo la mangiata fieristica cominciata con Essen, passata per Lucca, condotta verso Bologna, veicolata verso l'abbuffata per la nomina del MAGNIFICO e coronata dalla due giorni a schiena china di Modena..... ho detto che poteva bastare così, col boardgame :)
Da Aprile ho ripreso un vecchio progetto di formazione ludica, ho ripreso a giocare di ruolo, costruisco giochi in legno e leggo libri ludici, ma gioco pochissimo e con poche novità. Questo stato d'animo è ricorrente e lo assecondo. Ho molte altre passioni e mi trovo a dovermi nutrire anche di esse.....
.... Anni fa frequentai un corso di sceneggiatura cinematografica, molto interessante, ma sin dalla prima lezione, il film (in quanto prodotto finito) veniva lentamente smontato e analizzato fino al punto di farmi perdere il piacere di stupirmi sulla poltrona di un cinema. Quando si gioca "per forza", con gente che gioca "per forza", giorno dopo giorno perdo proprio quello stupore da "bimbominchia" che vado ricercando sempre più spesso. Analizzare, confrontare, paragonare, criticare (perchè spesso so critica, più che lodare), mi fa perdere la sorpresa di ciò che c'è sempre, nascosto dentro la scatola.....
Eppoi, mi pare che alla lunga non si sorrida più..... si gioca sempre troppo seriamente. Si perde lentamente il senso di divertimento e ci si approccia troppo seriosamente.....
Io stacco, mi rilasso, faccio altro soprattutto perchè un vecchio detto viterbese dice che "per forza non si manco al gabinetto"....
UMB

Io credo che il ruolo di recensore che tu ricopri abbia purtroppo intrinseco il dover giocare piuttosto che il voler giocare come giustamente fai notare!
Grazie agli articoli e alle recensioni che fai, tutti gli utenti della Tana ne traggono beneficio ma il prezzo che tu o in generale un recensore paga è quel senso di dovere anziché piacere.
Il mio modesto parere è che in questi casi bisogna abbassare il ritmo e giocare per la maggior parte solo per il piacere di farlo. Meglio questo che il rischio di sarurare la voglia del gioco e per noi semplici utenti di perdere un altro "Alkyla" anche se in ruoli diversi.

Insomma un po' di pausa ;-)

Mi occupo di recensioni in tutt'altro ambito da ormai 20 anni e sì, quello che in teoria dovrebbe essere una passione, alla lunga finisce per essere solo lavoro. La tua fortuna (e di chiunque lo fa per il suo blog, in libertà), rispetto a chi lo fa di mestiere, è soprattutto che puoi scegliere tu quali titoli recensire, ma anche che non hai scadenze da rispettare. Se dovessi tenere conto anche di questi aspetti, ti assicuro che sarebbe molto peggio. Giocheresti più spesso per forza che per piacere.

Per scrivere un commento devi avere un account. Clicca qui per iscriverti o accedere al sito

Accedi al sito per commentare