The Sanctuary: Endangered Species - anteprima Essen 2017

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Se avete sempre sognato di possedere una riserva naturale, di ripopolarla con le specie autoctone e di ricevere tanti bei punti vittoria da appendere alle pareti al posto dei trofei di caccia, forse "The Sanctuary: Endangered Species" è il gioco che fa per voi.

Anteprime
Giochi

Immagina - dice il regolamento inglese/polacco - che tu abbia ricevuto un appezzamento di terra da qualche parte nel mondo, e che decida di estirpare tutte le specie non native con quelle autoctone, magari in pericolo di estinzione a causa delle scellerate attività umane.
L'idea alla base di The Sanctuary: Endangered Species, insomma, è quella di creare una sorta di riserva naturale nel quale, con l'aiuto di volontari e di guardiani, ricreare l'ambiente naturale e le condizioni di vita che permettano alle specie originarie di tornare a prosperare.

Il gioco, per due-quattro giocatori e della durata stimata tra i trenta e i quarantacinque minuti, è edito dalla polacca Cube Factory of ideas; l'autore è Przemek Wojtkowiak, l'illustratrice Patrycja Ignaczak e per favore basta con 'sta storia dei nomi impronunciabili, ché vorrei vedere loro a scandire bene Toto Cutugno o Eros Ramazzotti. Ah no, scusate.

Plancia giocatore
La scatola è obiettivamente molto bella, con quella copertina che sembra uscita da una serie TV di quelle fighe.

La lista dei contenuti è lunga come quella delle specie animali estinte negli ultimi cinque secoli, quindi eviterò di riportarla. Il cuore del gioco, in ogni caso, sono le carte azione, in numero di cento; esse, tra le altre cose, riportano le icone per le azioni principali e secondarie e lo spazio per i meeple volontari.

Le plance personali raffigurano la propria riserva, che più che un parco naturale sembra una pallida imitazione del safari africano di Gardaland; su di essa trovano posto le tessere esagonali raffiguranti le specie animali, le quali, a loro volta, presentano valori numerici da uno a sei, indicanti la popolazione delle stesse: come il lettore attento avrà già capito, le tessere vanno ruotate in base al valore del momento.

Tra gli altri allegri componenti presenti, i segnalini di bonifica (riforestazione e acqua), acquisizione di terra, felicità, minaccia, ranger e squadre di recupero animali; è presente anche un cospicuo ammontare di legname, con gli otto meeple volontari di cui sopra e ben ottanta cubetti risorsa.

Il gioco

All'inizio del gioco ogni partecipante prende una delle riserve e quattro animali (uno per ogni colore - è suggerita una suddivisione raccomandata). Vengono scelti casualmente tre tessere miglioramento per i magazzini per ognuno dei colori, a disposizione di tutti gli aspiranti naturalisti. Dopo di ciò, ha luogo un complessissimo rituale tribale volto a ottenere i mazzi di carte azione, in funzione del numero dei giocatori, delle congiunzioni astrali e del lvello di pulizia del tavolo. Per esempio, in tre giocatori vi devono essere cinque mazzi di sedici carte ciascuno - una cosa facilmente memorizzabile, insomma.

Preparazione iniziale
Il giocatore iniziale è l'ultimo che ha visto un animale nel suo habitat naturale; ma - suggerisce il regolamento - se la decisione è difficile ("No, Gianni: le zanzare non sono originarie dei navigli"), fate un po' come cavolo vi pare.

Il gioco si articola in una serie di round (uno per ogni mazzetto), articolati in quattro distinte parti. Durante la fase di preparazione si seleziona uno dei mazzi che ancora non sono stati utilizzati, ne rivela le carte e le dispone a formare fantasiose forme che in confronto quelle di Nazca sono ditate su un finestrino alitato.

Durante la fase di assegnazione volontari, a partire dal primo giocatore - che nella partita di anteprima è risultata essere Licia Colò - ogni giocatore posiziona uno dei suoi due meeple su uno degli spazi appositi delle carte testé mostrate (segue mezza pagina di regole ad hoc), con lo scopo di far loro eseguire le azioni che riescono a vedere (gli altri volontari e le siepi disegnate sulle carte, infatti, inibiscono la visuale agli stessi). Poi, in ordine inverso di turno, si piazza anche il secondo volontario: per esempio, Fiammetta Cicogna piazza il primo volontario per terza e l'altro per seconda.

A questo punto si eseguono le azioni. Sempre a partire da Licia, ogni giocatore sceglie uno dei suoi due volontari appena piazzati e gli fa eseguire tutte le azioni delle quali vede l'icona e che sono materialmente eseguibili; non sono comunque obbligatorie. Se un'azione prevede come conseguenza una minaccia, il giocatore deve piazzare uno degli appositi segnalini sulla propria plancialandia. Una volta che un volontario ha fatto il suo volere - se è volontario non è un dovere, giusto? - lo si sdraia: anche se dorme, continua a ostruire la vista agli altri omettini di legno. Il secondo giro, stavolta, segue anch'esso l'ordine di turno e quindi, a differenza di quando ha piazzato i suoi volontari, stavolta è Alberto Angela a chiudere la fase.

Esempio di tessere animale
Tra le azioni possibili, è possibile aumentare la popolazione di una specie, introdurne una nuova (rispettando l'abbinamento dei colori), aumentare la felicità di una certa specie e incrementare il valore di un terreno e acquisirne di nuovi (spostando in un qualche oscuro modo dei segnalini su una linea temporale indicante il round in corso). Si può inoltre allagare un'area della propria riserva (seguendo un ordine delle stesse che, fondamentalmente, va da valle a monte), oppure forestare le aree che possono essere forestate - sempre in un dato ordine. Ancora, si può assumere un ranger, il quale dal suo gabbiotto può accumulare risorse e spenderle per eliminare le minacce, o piuttosto un recuperatore di animali, il quale invece con la sua Fiat Campagnola permette di aumentare la popolazione di una specie scartando due segnalini risorsa dal centro di gestione. (Che è 'sto centro di gestione? Diciamo che è una costruzione tipo l'ingresso del Jurassic Park - quello con gli scheletri - e che, sostanzialmente, è uno spazio per l'accumulo di risorse.)

Altre azioni ancora permettono di scambiare un certo quantitativo di risorse di un tipo con altre di un colore diverso, di eseguire l'azione secondaria di una carta con su sopra un volontario altrui, di acquisire una tessera miglioramento e di piazzarla sotto uno dei quattro magazzini della propria plancia, di rinunciare all'azione principale del secondo volontario per spostare una tessera miglioramento già acquisita, eccetera eccetera nemmeno fosse un gioco di Uwe Rosenberg. (Le tessere miglioramento, a loro volta, permettono un sacco di belle cose e forniscono punti e altri gioiosi benefici; certo non 'sto qua a elencarli che se no facciamo notte.)

Esempio di carte azione
L'ultima fase è quella della pulizia, perché è buona cosa lasciare il parco come vorresti trovarlo. I volontari tornano ai rispettivi giocatori, le carte della fila usata vengono rimosse, il segnalino primo giocatore passa a Sveva Sagramola.

Finiti i mazzetti, si può passare al conteggio dei punti vittoria - è prevista una plancia per lo scopo. A tal fine si considera la seguente vagonata di roba: le tessere bonifica, gli animali (livello di popolazione moltiplicato felicità), le risorse residue nel centro accoglienza di John Hammond (per ogni coppia di colore), le risorse nei quattro magazzini (senza vincoli di colore), i segnalini acquisizione di terra (quantità moltiplicata round di piazzamento) e miglioramento dei magazzini qualora forniscano punti vittoria - mi sono sbagliato: è uno Jurassic Feld.
Infine si sottraggono punti in base ai segnalini minaccia residui e, incredibile dictu, vince chi ha più punti vittoria - rompono i pareggi i punti ricevuti per le popolazioni degli animali e per il loro livello di felicità.

Il regolamento suggerisce una variante di gioco avanzato, che prevede di svolgere insieme le azioni nel campo visivo dei due volontari, anche mescolandole tra loro.

Impressioni

Intanto, che la bella scatola e il titolo a effetto - il santuario, le specie tutt'altro che dominanti - non ingannino: The Sancturay: Endangered Species è l'ennesima variante sul tema piazzamento lavoratori - anzi, piazzamento volontari, ché c'è crisi. 

Esempio delle regole di piazzamento
Come contraltare di un regolamento tutto sommato snello, gli effetti delle tessere e le azioni sulle carte sembrano davvero tante: può volerci un po' per memorizzarli, o quantomento per capire cosa ci si debba aspettare. Di contro, la simbologia del gioco sembra molto chiara: il significato delle icone, che pure sono molte, è abbastanza intuibile senza grossi voli pindarici e nonostante qualche definizione lasciata non tradotta (cosa di cui immagino si accorgeranno).

Le plance giocatore, colorate e gioiose, sono tagliate in maniera irregolare, dando una fastidiosa sensazione di incompletezza. L'idea degli incastri delle tessere esagonali è anche simpatica; solo che poi, ruotando queste ultime per tenere conto della popolazione delle specie, 'ste teste inclinate e i recenti volanti non so: sento che la mia parte Sheldon Cooper - per capirsi, la stessa che gira dalla parte giusta le tessere di Die Burgen von Burgund sulle plance degli avversari - ne soffrirebbe.

Materiali vari ed eventuali
Notevole l'idea di utilizzare gli stessi colori sia per i giocatori, ché per le merci e le tipologie di animali: un po' di confusione non guasta mai. Per inciso: i colori associati agli animali non vogliono dire una bega. Cioè, sarebbe stato un pelo più interessante se, che so, il blu fosse stato associato all'ambiente artico, il giallo alla savana, il rosso alla Svizzera e il verde al Portogallo. Per dire.
(Che poi magari un senso c'è pure, ma non mi è dato saperlo.)

La longevità, se il gioco saprà dimostrarsi valido, non sembra in discussione, almeno in termini di variabilità - concetto che tanto piace -: le carte sono tante e vanno suddivise in mazzetti sempre diversi, mentre dei quattro miglioramenti per ogni colore uno rimane nella scatola. Sulla profondità non mi esprimerei in termini altrettanto sicuri: è tutta da dimostrare. A sensazione, si tratta di un gioco dove la componente tattica (il piazzamento volontari coi suoi vincoli) e quel lieve sentore strategico possano coesistere.

L'originalità pare poca (se si esclude lo spunto interessante, pur se artificioso, della linea di visuale per i volontari), e l'ambientazione sembra resa così così: per compensare ciò, il gioco dovrà mostrare una solidità superiore alla media.

Per quanto mi riguarda, credo che - umilmente - mi tirerò indietro; anche perché, nel mio piccolo, io con le Golia bianche di orsi bianchi ne ho già salvati parecchi.

Commenti

A me l'idea, originale, della linea di vista piace. Occorre capire se avrà un suo peso ed una sua gestione in partita o se si risolverà tutto, specie in tanti giocatori, ad un fare il 99% delle volte l'azione dove ci si piazza e le due accanto e basta. Però il tema c'è, la grafica anche, qualche buona idea pure, per me si merita interesse e possibilmente anche una prova in fiera.

Il gioco non mi interessa, ma è l'anteprima più divertente letta finora :D

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E indipendente dalla lingua?

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@pennuto77 Ma infatti, sulla carta è un bel gioco. Il punto - soggettivo - è quello di collocarsi in un segmento (il piazzamento lavoratori tutto sommato astratto, che va anche bene, eh!) che comincia a contare fin troppi titoli.

@agzaroth Grazie. :-)

@Massi1971 Sì, decisamente.

 

Comunque Vlaada sarà un successo.

Divertente stesura. Ma se mi fai leggere così tanto in un'anteprima... per fortuna che non sembri intenzionato a scriverne una recensione! ;-P

(Ne fosse valsa la pena leggerla, almeno...)

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

per fortuna che non sembri intenzionato a scriverne una recensione! ;-P 

Sarebbe più corta, perché potrei tagliare sul regolamento. :-D

Comunque Vlaada sarà un successo.

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