[Saranno Goblin] Le nostre manie... e i loro giochi!

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Eccoci qui, siamo pronti a far crescere i nostri piccoli goblin. Pian piano li educhiamo al gioco, alle meccaniche, a saper perdere… e ovviamente al rispetto del gioco stesso: "fai attenzione, non piegare la carta, non lanciare la miniatura" ecc.

Il mini-goblin cresce e diventa compagno di giochi, sempre più alla pari, non ci sono problemi ad affidargli qualunque componente, anche il più delicato, ormai sa come trattarlo senza rovinarlo. Nel frattempo abbiamo comprato dei giochi anche per lui, suoi, perché è bello giocare con quelli di papà e mamma ma ci si sente importanti ad avere i propri.

Eccoci qui, siamo pronti a far crescere i nostri piccoli goblin. Pian piano li educhiamo al gioco, alle meccaniche, a saper perdere… e ovviamente al rispetto del gioco stesso: "fai attenzione, non piegare la carta, non lanciare la miniatura" ecc.

Il mini-goblin cresce e diventa compagno di giochi, sempre più alla pari, non ci sono problemi ad affidargli qualunque componente, anche il più delicato, ormai sa come trattarlo senza rovinarlo. Nel frattempo abbiamo comprato dei giochi anche per lui, suoi, perché è bello giocare con quelli di papà e mamma ma ci si sente importanti ad avere i propri.

 

Ad un certo punto però il pargolo decide di proporre i suoi giochi da tavolo anche agli amici. La maggior parte nemmeno li vuole vedere, non sempre si trovano bimbi (parliamo di circa 7-8 anni) che hanno voglia di fare giochi del genere piuttosto che giochi più movimentati. Ma invece ce n'è qualcuno a cui interessano. Bene.

Ora la domanda è: come reagireste se, dopo un pomeriggio di gioco di vostro figlio con i suoi amici, trovaste un gioco rovinato seriamente

A me è successo: le giostre di Steam Park sono state prese a cuscinate da due simpaticissimi bambini, con ovvie conseguenze. Naturalmente non ero con loro, altrimenti non sarebbe successo. 

Chi sta in Tana spesso ha una cura maniacale dei propri giochi per cui potrete capire i miei pensieri nel momento in cui l'ho scoperto.

Passo oltre le riflessioni sull'educazione al rispetto delle cose altrui e vado dritta alle riflessioni sulla linea che avrei dovuto seguire. Negare i giochi in seguito? Fare la ramanzina ad Ale che non aveva fatto scudo col suo corpo (ovviamente estremizzo)? 

 

 

La realtà è che per noi è una collezione, il nostro piccolo tesoro, ma per loro sono giochi. Niente di più. E come tutti i giochi vanno rispettati, ma anche vissuti e usati per divertirsi. Certo, le cuscinate non dovrebbero essere comprese nel divertimento di un gioco da tavolo, però mi sono resa conto di quanto la mia ossessione per il gioco "immacolato" avrebbe potuto riversarsi su di lui e sul suo modo di vivere i giochi in questione. 

Ovviamente il discorso sul valore delle cose e sulla responsabilità dei propri oggetti era d'obbligo, ma il problema di farne una questione "personale" per me era in agguato.  

 

E ora, genitori dei futuri goblin, torno alla domanda: voi come reagireste?

Commenti

...spezzo loro le braccine :)
Non so, intanto parlerei con mia figlia per farle capire il valore delle cose e del denaro. Ma lo capirà a quell'età?
Poi, alla prossima occasione, direi agli amichetti che presto il gioco ma va restituito intatto perchè bla bla bla (anche qui dipende un po' dai genitori egli altri che magari si offendono se uno fa la "predica" al loro angioletto...)

//i.imgur.com/Sad4cBu.jpg)

ale (nomen omen) mi ha inavvertitamente leggerissimamente piegato la scheda dei mezzuomini di TM.................................................................... ................................................................................................... ........................................................................................................ ................................................................ .................. l'ho perdonato!!!. Penso che alla fine sappiano eccome quanto ci teniamo (i bambini osservano molto, apprendono velocemente, sono sveglissimi), ma a volte (è inevitabile), nonostante tutto, l'esuberanza (soprattutto dei maschi) prende il sopravvento su tutto.
In mio figlio ho notato che non attribuisce un particolare valore affettivo alle sue cose (non alle mie) il che se da un lato certamente dipende dal fatto che ancora non abbia ben capito che ogni acquisto determina un sacrifico economico e che i soldi non sono infiniti (concetto che auspico maturerà meglio prossimamente), dall'altro mi conforta, perché in fondo in fondo sono solo oggetti infatti a mio parere l'attenzione che normalmente dedica ai miei giochi èrivolta alla persona più che ai giochi stessi.

...il mondo è diviso in due categorie, chi gioca ai gestionali e chi scava....

Quei vandali non avrebbero più varcato la soglia di casa mia!

A parte gli scherzi, quando capita, e spesso capita, è sempre un'opportunità per far crescere i miei figli. Fermarsi un attimo insieme a pensare, ad osservare, a parlare e capire insieme: "meglio il divertimento sfrenato di una guerra con cuscini, o la possibilità di poter rigiocare ad un gioco anche in futuro", e poi il valore del denaro. Certo non tutto verrà compreso, non tutto verrà accettato, ma ogni confronto spero sia opportunità di riflessione e crescita.
Pietro, ancora piccolo, adora il suo Hulk, ma ogni tanto gli fa fare dei voli che solo la grande forza del supereroe gli hanno permesso di non spezzarsi. Io colgo l'occasione per spiegargli che del suo amico Hulk ce n'è solo uno, rotto lui non ne arriveranno altri, anche se a romperlo saranno cuginetti o amici, motivo per cui se vorrà ancora la sua compagnia è opportuno che lo protegga e lo difenda. Non so se capirà... forse domani...

ho recentemente giocato a //boardgamegeek.com/jswidget.php?username=ottobre31&images=small&numitems=10&show=recentplays&imagepos=left&inline=1&imagewidget=1) 

Il gioco in questione era tuo o suo????
In ogni caso è un'occasione per responsabilizzarsi... ad esempio mettersi con mamma, colla e pazienza a restaurare le giostre. Così fa un'attività manuale, tocca il danno e ne misura il valore anche in termini di tempo, la cura e il tempo impiegati renderanno le giostre più preziose.
Io come educatrice sono sempre per il pensiero laterale: presa di responsabilità e ricerca di soluzioni. ho fatto un danno? cosa posso fare per rimediare? il pezzo si può aggiustare o sostituire? non si può fare nulla? la conseguenza sarà non poterci più giocare. le azioni hanno conseguenze. a volte si può rimediare a volte no. sempre si può crescere. anche noi con loro cresciamo in questo...

Se saprai sognare, senza fare del sogno il tuo padrone... Tua sarà la terra e tutto ciò che è in essa (R. Kipling)

Ho due figlie, due gemelle, giochiamo con loro sin da piccole. Il gioco è un elemento importante per la loro crescita. Ora che sono un po' grandine, 13 anni a maggio, le stimoliamo offrendo loro nuove possibilità e nuovi giochi. Il "fissato" sono io, dopo che ho scoperto la varietà che offre il mercato, scoprendo e visitando siti come questo, apprezzando moltissimo il lavoro che c'è dietro le quinte. Si, anch'io sono gelosissimo dei giochi che possiedo ... ma questo deve passare in secondo piano rispetto al valore dell'educazione ... non c'è a mio avviso una linea unica di pensiero da seguire ma diverse strade da percorrere: insegnare loro la responsabilità che hanno nei confronti delle azioni che compiono, insegnare loro a essere critici, insegnare il valore delle cose, far capire loro che crescendo saranno responsabili delle loro azioni.
Bel mestiere quello di genitore ... in tutti i sensi ... e pazienza se qualcosa andrà perso, si romperà o chissà cos'altro.
D'altronde anche noi ci mettiamo in gioco ...

Ancialibera? Libera l'ancia ...

Il gioco era suo. Ed è questo il punto. Visto che apparteneva alla sfera dei GdT, lo sentivo anche un po' mio e la reazione al danno rischiava di essere maggiore che per un qualunque altro gioco "normale". A torto o a ragione, il giudizio lo lascio alle riflessioni di chi legge ;)

//boardgamegeek.com/jswidget.php?username=MichyLo&numitems=10&text=none&images=small&show=recentplays&imagesonly=1&imagepos=center&inline=1&domains%5B%5D=boardgame&imagewidget=1)

... putroppo non hai motivo di lamentarti. Certo che comprargli Steam Park... io gli ho comprato Dungeon petz ;-)

Coi miei giochi senza di me non ci possono giocare, per evitare situazioni spiacevoli. E quando me li chiedono e li concedono ormai sanno benissimo che son tutte prove di responsabilità e che la volta dopo potrei non concederglieli (infatti qualche volta bisogna pure dirgli di no per "impreziosire" le volte che dico sì).

Le mie perdite nel tempo comunque ammontano ai tabelloni di Vinci e Battlelore spezzati in un pezzo in più (ma erano parecchio piccoli) e alla torre di Shogun non proprio sana...
Ma quello che mi fa più incazzare è quando si mette a giocare con le carte che ha in mano (rigorosamente senza bustine perchè sono un giocatore, non un collezionista) e le piega.... aaaargh

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

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