[Tutti contro tutti ] Panamax

 Nuovo appuntamento per Tutti contro Tutti, in cui mettiamo a confronto le opinioni di più redattori e goblin che hanno voluto inviarci il loro contributo.

I prossimi appuntamenti saranno per The Lord of the Ice Garden e Concordia e, se volete partecipare, vi ricordiamo che è sufficiente inviare il vostro contributo a redazione@goblins.net

Ma ora veniamo al sodo...

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Panamax
Nuovo appuntamento per Tutti contro Tutti, in cui mettiamo a confronto le opinioni di più redattori e goblin che hanno voluto inviarci il loro contributo.
 
I prossimi appuntamenti saranno per The Lord of the Ice Garden e Concordia e, se volete partecipare, vi ricordiamo che è sufficiente inviare il vostro contributo a redazione@goblins.net
 
Ma ora veniamo al sodo...
- = pessimo
* = scarso
** = sufficiente
*** = buono
**** = ottimo
***** = eccellente
 
 
 [LelePikachu]
I materiali sono complessivamente nella media; dadi (d6) piccoli, tanti, belli e colorati, ottimi i cartoncini raffiguranti le navi, le bandiere e le plance aziendali dei giocatori, bel tabellone ampio e sufficientemente robusto, “leggerine” le carte presenti, insufficienti a mio avviso i soldi “Wallace-style”. Inoltre sarebbe stato bello avere anche una plancia relativa al giocatore (o una riorganizzazione della plancia aziendale). Inoltre, le icone sono molto chiare ed auto-esplicative e l’intero gioco è assolutamente indipendente dalla lingua (regolamento a parte). L’ambientazione è sentita (anche se può non essere “quella della vita”), il Canale di Panama è dettagliatamente descritto, sembra proprio di movimentare container tra Atlantico e Pacifico, servendo questa o quella nazione. Forse il meccanismo borsistico è un po’ troppo semplicistico, ma ciò avrebbe aggiunto probabilmente complessità inutile al gioco. Il regolamento può sembrare ostico ad una prima impressione: Panamax ha tanti “ingranaggi” che lavorano l’un con l’altro, pertanto bisogna leggere tutto per cogliere il senso complessivo del gioco, non si può assimilare sezione dopo sezione. In realtà, dopo aver concluso la lettura, avendo il tabellone apparecchiato (attenzione: setup lunghetto), è molto semplice capire il turno di gioco. Per quanto concerne la scalabilità, premetto di non aver mai potuto affrontare una partita a 4 giocatori, dove penso Panamax possa dare il meglio di sé. In due il gioco gira bene, anche se sacrificando leggermente la parte azionaria; in tre, invece, l’ho sentito molto più cattivo ed appagante. Pertanto posso dire che scali bene da 2 a 4, ma che dia il meglio in 3-4 giocatori. Attenzione ai giocatori che soffrono di paralisi da analisi. Rigiocabilità a mio avviso ottima: la coperta è sempre molto corta e la sequenza delle carte e delle azioni rende diversa ogni partita (e lo dico avendo giocato molte partite in due giocatori!). Discreto livello strategico, ottimo livello tattico, dovuto alla fortissima e diretta interazione presente. E’ un gioco sicuramente non per giocatori occasionali e, ad una prima e superficiale occhiata, può sembrare ostico e difficile. Alea presente ma tranquillamente gestibile: la valanga di dadi presenti non tragga in inganno, il loro impiego è particolare. Gioco che non fa sconti e dove gli errori vengono pagati (nel vero senso della parola).
materiali ***
ambientazione ****
regolamento ***
scalabilità ****
rigiocabilità *****
innovazione ***
interazione *****
meccaniche ****
strategia ***
tattica *****
Giudizio complessivo 8,5
 
 
 [Aibindrye]
Panamax è un gran bel gioco. Partiamo da qui.
Graficamente accattivante per chi, come me, non va in brodo di giuggiole per draghi giganti e zombie putrefatti, ma apprezza la rappresentazione curata di una storia contemporanea su una plancia di gioco. Una plancia, appunto, molto chiara, dai colori vivi e l'iconografia che aiuta la comprensione di un regolamento, pur completo, piuttosto disorganico (il fatto che dopo varie partite io abbia ancora bisogno di cercare una pur singola informazione, spiega quel che intendo). L'ambientazione, per essere un eurogame, è sentita al punto da lasciarmi inveire per quella chiatta che mi ostruisce il passaggio costringendomi a pagare quel tanto che mi farà andare in rovina.. :D
Panamax è un gioco di pick and delivery, in cui bisogna trasportare le merci da un oceano all'altro usufruendo delle navi che si è costruito o approfittando di quelle degli avversari con cui si condividerà il brivido del viaggio e la meritata ricompensa! Interazione ai massimi livelli, strategia attuabile e sicuramente pianificabile assecondando anche le carte obiettivo scelte ad inizio partita, ma essenzialmente un gioco tattico, in cui bisogna essere vigili ad ogni turno e saper rispondere ad ogni mossa avvesaria che, vuoi per le carte contratto che entrano in gioco, vuoi per la scelta di utilizzare questa o quell'altra nave, vuoi per i dadi-azione in quel momento disponibili, possono far deviare facilmente la gara in un verso piuttosto che un altro. La scalabilità è sicuramente sofferente, avendo una leggera componente azionaria che rende il meglio in 3/4 giocatori, risultando forse troppo accennata in due (configurazione, però, che permette una pianificazione a lungo termine maggiore riducendo, ovviamente, le variabili in gioco).
Ogni partita fatta è stata diversa dalla precendente, non ravvedo sbilanciamenti evidenti tra le possibili strategie attuabili, nè tra le carte obiettivo che, se propriamente "seguite", possono fornire tutte un bel gruzzolo a fine partita (e sarà "compito" del giocatore cercare di accaparrarsene altre, grazie alla propria nave da 3 stive!) e il divertimento al tavolo è sempre stato alto, così come l'attenzione desta e la soddisfazione nel vedere i propri piani portati a compimento, tanta.
Concludo dicendo che il fatto che i dadi siano bellissimi, da vedere, lanciare e caricare sulle navi, lo ammetto, ha fatto la sua parte  :asd: 
Materiali ****
Ambientazione ***
Regolamento *
Scalabilità ***
Rigiocabilità *****
Innovazione **
Interazione *****
Meccaniche ***
Strategia ***
Tattica ****
giudizio complessivo 8
 
 
 [Kenparker]
Si presenta con un numero importante di dadi colorati da far rabbrividire ogni german, il colpo d’occhio è d’effetto, ottima anche la qualità dei cartoncini che rappresentano le navi, le azioni delle compagnie e le bandiere delle nazioni. Il tutto risulta funzionale, può destare un po’ di confusione il tabellone di gioco dove il flusso delle navi può generare confusione, un problema comunque decisamente marginale. Meno riuscita invece l’illustrazione sulle carte e sui bonus per gli avanzamenti aggiuntivi, questi infatti sembrano esclusivamente di ‘aperte’, ma in realtà possono essere sfruttati anche come ‘chiuse’. Il gioco è paradossalmente ben ambientato, si tratta di imbarcare dei carichi (i propri dadi) su navi mercantili e spingerle attraverso il canale di Panama, a volte avvantaggiando anche altri giocatori già presenti con le proprie navi o i propri carichi all’interno del meccanismo delle chiuse. Il primo aspetto che salta all’occhio è la forte interazione che lo rende il gioco originale ma anche ingovernabile risultando non troppo strategico ma decisamente tattico. Il gioco rende al meglio in quattro giocatori e scala decisamente male perché i turni di gioco restano comunque 3 per 12 complessive azioni per giocatore a partita. Il regolamento non è particolarmente approfondito ne chiaro e la spiegazione del gioco risulta spesso lunga anche se conforta apprendere che raramente verranno lanciati tutti quei dadi. La meccanica e le dinamiche alla fine risultano però fluide e intuitive e il gioco offre anche una discreta rigiocabilità. Da segnalare come aspetto negativo il peso differente che le carte obiettivo, poco bilanciate, possono generare.
materiali ****
ambientazione ***
regolamento **
scalabilità *
rigiocabilità *** 
innovazione ****
interazione *****
meccaniche ****
strategia ***
tattica ****
GIUDIZIO COMPLESSIVO 7,5
 
 [Baggins]
Ho fatto una sola partita a Panamax in 4 giocatori alla GobCon Deluxe, e come prima impressione mi è piaciuto.
I componenti sono molto buoni, la grafica e il tabellone illustrato decisamente attraenti (è un vero piacere ammirare le file di navi muovere nelle chiuse con i dadi colorati sopra); e nonostante l’affollamento, l’insieme rimane chiaro e immediato anche al primo impatto. Non ho avuto occasione di leggere il regolamento (il gioco mi è stato spiegato) ma c’è da dire che all’atto pratico il gioco è stato di gran lunga più lineare e intuitivo della spiegazione delle regole, durata più o meno un’oretta – anche a detta dello spiegatore il gioco è più facile a giocarsi che a spiegarsi. Nonostante la “germanità” del titolo ho trovato un’ambientazione ben aderente, soprattutto nelle meccaniche di gestione del carico, del movimento e del traffico delle navi nel canale. 
Penso che possa avere una buona rigiocabilità, specialmente grazie alle carte obiettivo sempre diverse da partita a partita e alle molte variabili. Sulla scalabilità mi è più difficile valutare, ma probabilmente la componente azionaria e l’interazione delle navi nei canali potrebbero risentire del passaggio da 4 a 2 giocatori.
L’interazione è alta, a causa del meccanismo di scelta delle azioni con i dadi, della gestione del traffico di navi che inevitabilmente si forma nelle chiuse nonché della componente azionaria. Il turno è relativamente semplice e lineare: in pratica ci sono solo due azioni possibili, ma ognuna prevede molte opzioni che rendono il gioco complesso. L’elevata interazione si concretizza alla fine anche in una certa incontrollabilità nella gestione del carico e movimento delle navi, e parecchie volte sono stato seduto lì a sperare che questo o quel’avversario muovesse questa o quella nave. Tuttavia personalmente non ho percepito questa componente di incontrollabilità come un fattore negativo: chiaro però che rende la gestione tattica preponderante rispetto alla componente strategica del gioco. La partita è risultata in ogni caso tesa e, interessante fino all’ultimo turno. 
In conclusione ho trovato Panamax intrigante ... anche se non così tanto da comprarlo. Chiaro che una valutazione più solida meriterebbe qualche altra partita.
Materiali ****
Ambientazione ***
Regolamento (non valutato)
Scalabilità ***
Rigiocabilità ****
Innovazione **
Interazione *****
Meccaniche ****
Strategia ***
Tattica ****
giudizio complessivo 7,0
 
 
 [Linx]

Ho fatto una sola partita a Panamax in 4 giocatori fra amici, e come prima impressione mi ha deluso parecchio.

Lo spunto iniziale del gioco è interessante con le navi che si spingono a vicenda, merci da caricare e traghettare e azioni da comprare. Il problema è che il primo vero obiettivo di ogni giocatore (cioè divertirsi attraverso azioni che diano soddisfazione) non collima con il secondo obiettivo dello stesso (cioè vincere attraverso azioni che portano punti vittoria).
La gran parte delle azioni interessano l'ottimizzazione nella gestione della compagnia commerciale che controlliamo (indipendentemente dal numero di azioni possedute). I punti però li otteniamo (contro ogni logica di ambientazione) soprattutto spingendo navi neutre o rinunciando, quando le "nostre" navi finiscono di attraversare il canale, a bonus che aiuterebbero ad ottimizzare la logistica per avere pochi punti utili "solo" a noi per vincere.
Far prosperare la nostra compagnia serve solo a far da lei pagare i dividenti ai propri azionisti alla fine dei 3 turni. E i maggiori azionisti potremmo non essere noi (anche se sarebbe meglio esserlo, per divertirci almeno un poco). Il sentire nelle discussioni che molte persone propendono per non arrivare a far pagare alla propria compagnia i dividenti del secondo turno per essere sicura che li paghi al terzo (dove portano punti) potrebbe darvi l'idea della tristezza delle azioni che siete portati a compiere per amore della vittoria.
Peccato perché i meccanismi che Panamax mette in gioco (ci sono anche bonus donati dalle varie nazioni mano a mano che le favoriamo caricando le loro merci piuttosto che quelle altrui e una minipletora di altre meccanicuzze secondarie) avrebbero potuto essere interessanti da gestire. Così com'è invece non mi diverte e, siccome mi tiene al tavolo 3 ore per fare una dozzina di mosse, preferisco che rimanga nell'armadio di chi l'ha comprato piuttosto che sul tavolo da gioco.
La manualistica di per se non è fatta male, ma essendo il gioco complicato da una quantità di meccaniche, sottomeccaniche e cavilli e facile dimenticarsi di qualche regola all'apparenza secondaria e falsare la partita giocata. Soprattutto se fra una partita e l'altra lasciate passare del tempo e non ripassate con accuratezza le regole.
Materiali ****
Ambientazione ***
Regolamento ***
Scalabilità **
Rigiocabilità **
Innovazione ***
Interazione *****
Meccaniche ***
Strategia **
Tattica ***
giudizio complessivo 6,0
 
 
 [Agzaroth]
Materiali molto buoni, simbologia per lo più chiara nel particolare anche se un po' densa nell'insieme. Regolamento disorganico, criptico, lacunoso, scritto decisamente male. Ambientazione posticcia, sebbene si sia tentato di dare un senso al movimento concatenato delle navi nel canale. Sufficiente scalabilità, considerando che la parte azionaria perde significato in 2 e comunque tutto il gioco gira al meglio in 4 giocatori. Buona rigiocabilità viste le variabili nel setup e le differenti pieghe che può prendere la partita. Non ci sono elementi di innovazione significativi, anche la gestione dadi, che poteva essere l'elemento più caratterizzante, è estremamente blanda e priva di mordente. Ottima interazione, visto che è possibile caricare le navi altrui, spostarle e comprare azioni delle compagnie rivali (senza però poterle controllare). 
Le meccaniche sono semplici di base (due sole azioni), ma ciascuna corredata da un sacco di corollari ed effetti secondari non sempre controllabili. La complicazione di certi passaggi e implicazioni supera talvolta la profondità che si è chiamati a gestire, lasciando l'amaro in bocca. Si ha la sensazione che si sia voluto infilare molto in un gioco (troppo?) che forse con qualche limatura sarebbe stato più rifinito e meno grezzo. Possono caricarti le navi, te le possono spostare, ma ti possono anche comprare le azioni senza però scalare la compagnia, da una parte inficiando quasi del tutto il controllo su ciò che è tuo, dall'altra proponendo un sistema azionario monco che pare quasi appiccicato in ultima battuta. 
Sicuramente necessita di una componente strategica, visti i soldi sempre risicati da amministrare e i vari e numerosi bonus acquisibili lungo il cammino, ma è la tattica che poi fa da padrona in partita. 
In definitiva, sotto una apparente velo di complessità e profondità, ho trovato in Panamax molto poco e quel poco non mi è piaciuto. 
materiali ****
ambientazione **
regolamento *
scalabilità **
rigiocabilità ****
innovazione **
interazione *****
meccaniche *
strategia **
tattica ****
giudizio complessivo 5,5
 
 
 [Aledrugo]
Apri la scatola e va tutto bene: simboli chiari ovunque (tabellone, carte e plance), indipendente dalla lingua, regolamento molto poco chiaro e complessivamente chiudo un occhio sulle amare monete Wallace Style.
Veniamo al punto di forza di Panamax: durante la partita è magistralmente ricreato il senso di traffico caotico di imbarcazioni da un oceano all'altro attraverso le chiuse.
Ammesso che questo sia vero il gioco a ben guardare ha non pochi lati oscuri.
Su tutto mi lascia perplesso l'accostamento di molte meccaniche senza in verità centrarne una in modo profondo. In particolare sembra un corpo estraneo la parte "azionaria". Pare un timbro nel cartellino:"Azionariato: c'è!".
Mi pare che sia stato pensato da quattro, certamente in due credo sia meglio ruzzle.
Il gioco è caratterizzato da una fortissima interazione: puoi caricare qualunque nave e puoi muovere qualunque nave. Praticamente ci si può "alleare".
Tutti aspetti che in genere prediligo.
Peccato che qui si riduce a un caos che si spalma in 2 orette di partita, in quattro, obbligando anche a metterci la testa con scarsi esiti.
In chiusura un'altra perplessità: conti off shore è un obiettivo sbilanciato. La carta impone necessariamente contromisure ad hoc da parte degli altri giocatori al tavolo altrimenti il fortunato possessore vince a mani basse per l'unico merito di avere pescato all'inizio la carta in questione.
Al di là di tutto ciò, Panamax mi diverte?
No.
Morale?
Se la risposta è "Panamax!" credo che la domanda sia sbagliata.
Ovviamente sono solo gusti personali.
materiali ****
ambientazione ****
regolamento ***
scalabilità **
rigiocabilità *
innovazione *
interazione *****
meccaniche *
strategia *
tattica ****
Giudizio complessivo: 5
  LeleP Aibi Ken Bagg Linx Agz Aled Tot
materiali *** **** **** **** **** **** **** ****
ambientazione **** *** *** *** *** ** **** ***
regolamento *** * ** n.v. *** * *** **
scalabilità **** *** * *** ** ** ** **
rigiocabilità ***** ***** *** **** ** **** * ***
innovazione *** ** **** ** *** ** * **
interazione ***** ***** ***** ***** ***** ***** ***** *****
meccaniche **** *** **** **** *** * * ***
strategia *** *** *** *** ** ** * **
tattica ***** **** **** **** *** **** **** ****
voto 8,5 8 7,5 7 6 5,5 5 6,7

 

Commenti

...ricordo che le prime impressioni diverse di agza furono positive, anche se non strabuzzò gli occhi al capolavoro. strano quel 5,7 è davvero ingeneroso secondo me. Ad ogni modo dico la mia. Trovo questo titolo che ho giocato sempre e è solo in 4 'diverso' da tutti gli altri german, dove la componente tattica prevale nettamente su quella strategica e dove con pochissime azioni si debba fare tantissimo. In questo mi ricorda le havre ((in tanti). Assolutamente gradevole l'aspetto azionario che con regole semplici da' profondità all'insieme e, al contempo, grande l'idea che tutti muovano tutto, navi proprie ed altrui ed anzi che sia spesso più conveniente puntare sulle azioni e navi degli altri che non sulle proprie. Infine, fatto non da poco, tutte le nostre partite si sono risolte sul filo di lana, con colpi di scena che, con una sola mossa non sbagliata, ma diciamo 'non azzeccata' possono cambiare radicalmente. Il vero grande difetto di questo gioco è spiegarlo,operazione non semplice per la cavillosità del regolamento, pur non complesso in se'.

...il mondo è diviso in due categorie, chi gioca ai gestionali e chi scava....

la prima partita mi aveva lasciato decisamente più positivo. Poi basta. :)

oh, ma poi tu guardi il mio 5,7, ma dietro di me c'è un bel 5 secco di Aledrugo :D

//i.imgur.com/Sad4cBu.jpg)

...mi aveva colpito il tuo 'cambio' di direzione, insolito ma, ci mancherebbe, lecito. Non condivido comunque, ma le opinioni sono belle perché varie ed è gratificante discuterne. se faceste parte del mio gruppo di gioco direi che "non lo avete capito", ma dato che so che mi sto relazionando con gente che riconosce il motore di una macchina (o di un gioco) dal "suono" all'accensione (come in quello sketch di verdone), assolutamente non mi permetto. mi aveva colpito la tua disamina mutata in negativo anche perché di solito mi trovo molto d'accordo coi tuoi giudizi. per quanto dice aldeburgo, non credo che la carta conti off-s sbilanci più di tanto (se n'è parlato molto nel forum), occorre un'attenta ed assolutamente non facile strategia per ottimizzarne il (grande questo si) profitto.
ripensandoci con un po' di criticità, mi vengono in mente un altro paio di difetti: i dadi azione, francamente, non hanno molto senso (anche se visto madeira evidentemente piacciono agli autori) e poi, questo è vero, dura molto, facendo poche mosse ed alcune volte si ha la sensazione (destabilizzante per chi è abituato a pianificare molto in altri german) che un faticoso lavoro strategico non porti al risultato sperato. sembra un non-sense ma il bello del gioco è anche questo. inoltre, pur non avendolo mai provato in 2 ritengo assolutamente non sia un gioco da due.
probabilmente anche per come è stato partorito e pensato (doveva a quanto pare essere un family game semplice) e come poi è stato realizzato, l'aggettivo che meglio lo definisce in una parola è spiazzante (da me intesa in senso positivo, dai detrattori in senso negativo).
comunque da provare e, se non piace, come ad aldeburgo ed agz, da lasciare sull'armadio (anche se un'ultima chance.......)

...il mondo è diviso in due categorie, chi gioca ai gestionali e chi scava....

Ho evitato di far parte di questa diatriba perché ad oggi ho fatto solo una partita in 4 e un paio di turni ad Essen. In fiera Panamax mi aveva fatto una buona impressione ma devo dire che la prima partita fatta per ora mi ha lasciato fortemente deluso. Non che il titolo non ci sia, ma risulta un'accozzaglia di tante meccaniche che premiano molto la tattica e lo scarso controllo a discapito della strategia. Non che sia un difetto in assoluto ma messo in un titolo lungo ed impegnativo come questo fa si che non risulti affatto il mio genere di gioco. Gli darò sicuramente un'altra possibilità ma per ora sarebbe un 5,5 striminzito

Per questo non si dovrebbe giudicare un titolo dopo una sola partita...
Io mi trovo in linea con KenParker. Stessi gusti, stesse analisi...Devo però dire che il bilanciamento degli obiettivi secondo me è secondo alla "sculata" delle carte e del loro ordine di uscita.

...scusate poi finisco, sto monopolizzando i commenti...
preciso (a scanso di equivoci) che non ho nessun interesse a sponsorizzare il gioco.
ovviamente (a parte il discorso carte obiettivo sbilanciate di cui scrive ken e che non mi trova d'accordo in quanto ad un effettivo sbilanciamento corrisponde una più faticosa e non scontata per quanto dicevo prima pianificazione di partita, rispetto ad obiettivi più semplici da realizzare, ma meno redditizi) condivido le opinioni di chi ha apprezzato il gioco.
sul commento di linx, che lo aveva già criticato nel forum, e con riferimento a quanto scrive pennuto77 aggiungo che se uno ne ha già visti parecchi di giochi (come sicuramente entrambi) basta un'occhiata a farsi un'idea (quindi anche una partita). del resto anche le prime impressioni contano. forse in questo caso, proprio perché il gioco - ribadisco - è spiazzante - si può dire che ci sia l'eccezione che conferma la regola (tanto è vero che agz ha cambiato idea).

...il mondo è diviso in due categorie, chi gioca ai gestionali e chi scava....

BRAVI! :)

sava73 (goblin Cylon) ultimamente ha giocato a:
//boardgamegeek.com/jswidget.php?username=sava%2073&images=small&numitems=10&show=recentplays&imagepos=left&inline=1&imagewidget=1)

Non scendo nel dettaglio delle analisi fatte per me è un bel gioco dove l'adattabilità del giocatore a cambiare la tattica di gioco è l'elemento predominante, è molto importante cercare di intuire le mosse degli avversari per ostacolarli, non mi pare ci sia un'accozzaglia di regole come dicono in molti, anzi credo che siano ben pensate per evitare meccanismi di ripetitività. Penso sia uno dei titoli migliori del 2014, voto 8.

come mai é rientrato tra gli 8 del Magnifico se ha tutti questi commenti negativi?

Perché è un gioco strano e la gente fa fatica a capire che le meccaniche, che singolarmente possono essere interessanti, non si integrano bene fra loro. Se ti accontenti di farti divertire dalle singole meccaniche sembra un giocone. Le persone che hanno cambiato idea dopo un primo buon giudizio l'hanno capito.

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

Se posso dire la mia è un gioco con meccaniche slegate come tanti altri.
Che il gioco piaccia o meno è un fatto soggettivo; sta di fatto che il regolamento è incomprensibile e molto lacunoso, i soldi sono buoni per giocare a "pulci" e manca la plancia del giocatore (stampabile su BGG).
Sinceramente lo trovo un gioco divertente da 3-4 persone, tempo di gioco 1h 30', sicuramente non adatto a neofiti ma dopo una decina di partite ci giocherei ancora.
Per concludere mi rovino: Trajan vi sembra un gioco con meccaniche legate? ok la mancala, il fatto che ci siano 5 mini giochi all'interno però... ci aggiungi 1h di setup e messa in scatola... non giudico e non condanno, a PANAMAX do 7,5.

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