Adesso Ci Penso

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Adesso ci penso
Voto recensore:
6,8
Ambientazione
Giochi di parole, che passione!
E proprio di un gioco di parole si tratta, nato da un articolo di giornale che descriveva la tragica situazione culturale nel nostro paese.

Il gioco è molto semplice. Si hanno a disposizine un mazzo di carte su ognuna delle quali sono scritte sette parole (sono 700 in tutto il mazzo) che possono essere sostantivi, articoli, aggettivi ecc. Si distribuiscono sette carte per ogni giocatore, si fa partire un timer e si lasciano 5 minuti per comporre una frase di senso compiuto. Al termine dei cinque minuti ogni giocatore sceglie una frase fra quelle che avrà preparato e la legge agli altri che dovranno verificare che sia stata composta regolarmente e daranno un voto.

Il Gioco
Ogni frase valida avrà un punto per ogni carta utilizzata, per un massimo di sette punti, mentre la frase giudicata migliore avrà un punto aggiuntivo. Al termine del numero di manches concordato in precedenza si farà il conto di quanti punti avrà raccolto ogni giocatore, e chi ne avrà di più sarà il vincitore.

Si può in qualche modo “forzare” le parole a disposizione: si può, ad esempio nel caso degli aggettivi, usare il significato contrario, anche se questo costerà una penalità, oppure declinare liberamente i verbi, od usare liberamente il plurale.

Come è facilmente intuibile, si tratta di un party-game, in cui la voglia di divertirsi dei giocatori gioca un fattore molto importante.
Pro:
Un gioco molto semplice e divertente (con la compagnia giusta) che esalta le qualità poetiche dei giocatori, con risultati ovviamente molto comici.
Costo molto contenuto.
Contro:
Come tutti i party-game va giocato senza spirito di competizione, ma con tanto senso dell’umorismo, pena la noia mortale. Per poter mantenere il costo a livelli molto bassi si è dovuto far ricorso a materiali molto poveri, per cui non aspettatevi granché dalla qualità cartacea delle carte da gioco.