Alea Iacta Est

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Alea Iacta Est
Voto recensore:
6,8
Introduzione
Alea Iacta Est è il quinto gioco della collana Alea Medium Box, opera di Jeffrey D. Allers e Bernd Eisenstein, due autori non particolarmente di spicco, che però sono riusciti a creare un gioco decisamente gradevole, che fonde la meccanica del "piazzamento lavoratori" con quella della "gestione dadi" (genere rilanciato da "Yspahan" e molto in voga ultimamente).

Ambientazione
L'ambientazione, come quella di quasi tutti i giochi Alea, non è qui particolarmente rilevante. Siamo nell'antica Roma e i giocatori cercano di ottenere favori dal Senato, conquistare provincie ed assegnarle a Patrizi loro amici, ecc. per acquisire fama.

Il gioco
In Alea Iacta Est ogni giocatore ha un set di 8 dadi del suo colore, che userà come "lavoratori" da piazzare nei vari edifici. A giro in senso orario a cominciare dal Cesare (primo giocatore), ciascun giocatore lancerà tutti i suoi dadi e ne piazzerà un certo numero su uno dei vari edifici, rispettando le regole che quell'edificio impone (v. dopo). Il giocatore successivo farà lo stesso, e così via. Finito il giro, il primo giocatore lancia nuovamente i dadi che gli erano rimasti dal turno prima e ne piazza un certo numero in un edificio (che può essere anche uno in cui già aveva dei dadi), e così via finché un giocatore non finisce tutti i propri dadi. In tal caso, si termina il giro e tutti i dadi avanzati vengono piazzati nella Latrina.

A questo punto si risolvono gli effetti degli edifici, uno alla volta.
Quindi si ricomincia: il segnalino Cesare va al giocatore alla sinistra di chi l'aveva prima; costui lancerà i suoi dadi, ne piazzerà alcuni e così via. Tutto questo per cinque (se in 4-5 giocatori) o sei (se in 2-3 giocatori) volte, dopodiché finsce la partita: chi ha più Punti Fama è il vincitore.

Gli edifici
Il Templum permette di prendere le tessere Fortuna, che forniscono semplicemente 1, 2 o 3 Punti Fama. Si possono piazzare dadi sul Templum solo se nel farlo si supera esattamente di uno il numero di dadi del giocatore in maggioranza, e se la somma dei propri dadi supera quella degli altri. Alla fine del turno, ogni giocatore pesca un numero di tessere Fortuna pari ai suoi dadi, e ne sceglie una da tenere, tranne chi è in maggioranza che ne tiene due.

Nel Senatus è possibile ottenere una tessera Senato, che fornisce Punti Fama alla fine della partita a seconda di quello che c'è scritto. Per piazzare dadi sul Senatus occorre formare delle scale (es.: 2-3-4). Alla fine del turno, il giocatore con la scala più lunga pesca tre tessere Senato, ne tiene una per sé e passa le altre al secondo con la scala più lunga, che ne tiene un'altra e butta via la terza.

Il Castrum serve a conquistare le Provincie, che sono tessere di sei colori diversi, ciascun colore con valori che vanno da 1 a 4. Per mettere dadi nel Castrum, bisogna piazzare set con la stessa faccia (es.: tre dadi col 4). Alla fine del turno, il giocatore con il set più numeroso sceglie per primo una tra le Provincie disponibili in quel turno (pari al numero di giocatori), poi il secondo e così via.

Nel Forum Romanum invece si ottengono i Patrizi, che sono tesserine negli stessi sei colori delle Provincie, raffiguranti un uomo o una donna e con valori che vanno da 1 a 3. I dadi nel Forum possono essere messi solo uno o due alla volta: due purché la somma sia 5 (quindi 1 e 4, oppure 2 e 3), oppure uno qualsiasi. Il Forum ha un numero di posti pari a due più il numero di giocatori, e ciascun posto contiene un dado. I dadi, man mano che vengono piazzati, devono essere sempre in ordine crescente a partire da sinistra. Ad esempio, se un giocatore piazza un 1 e un 4, e poi un altro piazza un 3, quel dado andrà messo tra gli altri due, e il 4 scalerà di una posizione verso destra. Se non rimangono posizioni libere, i dadi scalzati andranno nella Latrina.

La Latrina è il posto dove finiscono tutti i dadi in qualche modo non utilizzati (quelli rimasti in mano quando finisce il turno, quelli scalzati dal Forum, quelli di chi è arrivato terzo o peggio al Senatus, ecc.). Nella risoluzione degli edifici, ogni giocatore prende un segnalino Ripeti per ogni dado che ha in Latrina. Questi segnalini possono essere accumulati e spesi per rilanciare una volta TUTTI i dadi appena lanciati. Oppure, a fine partita due segnalini Ripeti fruttano un Punto Fama.

Punteggio finale
Alla fine della partita, ogni giocatore, oltre ai punti Fama delle tessere Senato, delle tessere Fortuna e dei segnalini Ripeti, riceve punti per le provincie che ha accumulato (in base al loro valore) e per i patrizi che è riuscito ad allocare: ogni provincia contiene al massimo due patrizi, che devono essere un uomo e una donna dello stesso colore della tessera.


Considerazioni
Alea Iacta Est è senza dubbio un gioco piacevole, nonché un ottimo esponente del genere di "gestione dadi" che ultimamente sta riscuotendo un discreto successo (Yspahan, Troyes, Die burgen von Burgund, Macao, ecc.), cioè quella categoria di giochi in cui il dado non è usato per decidere l'esito di una propria scelta ("attacco, vediamo quanti danni faccio"), bensì per offrire delle scelte: in base al tiro dei dadi, possiamo fare alcune cose piuttosto che altre.

Per il livello di profondità che offre, il regolamento non è dei più eleganti, quindi non lo consiglierei tra i primi da proporre a giocatori inesperti; tuttavia se si riesce a far digerire il regolamento, poi il gioco scorre fluido e leggero.

L'unico appunto rilevante che mi sento di fare è sulla varietà di colori di Provincie e Patrizi: 6 colori sono troppi e risulta difficile e fortunoso l'accoppiamento. Capita a volte che una provincia presa in uno dei primi turni resti vuota perché per tutto il resto della partita non escono i Patrizi del colore giusto. Questo è l'unico fattore casuale snervante, che può essere attenuato eliminando tutte le tessere di un colore prima dell'inizio della partita (a meno che non si giochi in 5, nel qual caso servono tutte le tessere). Per il resto, la casualità in questo gioco è assolutamente governabile, ed è questo ciò che lo rende più piacevole.

In definitiva, è un gioco che non costringe nessuno a gridare al capolavoro, eppure è in grado di soddisfare un target molto ampio, dai giocatori esperti che lo vedranno come un piacevole intermezzo "soft", agli inesperti che lo prenderanno come un'intrigante sfida contro la sorte.


Elementi di sintesi
Dipendenza linguistica
Il gioco è completamente indipendente dalla lingua. Le icone delle tessere Senato sono a volte di difficile memorizzazione, ma basta un foglio riassuntivo a rimuovere ogni problema.

Incidenza aleatoria
Ovviamente presente, seppure raramente determinante. Il giusto equilibrio tra caso e fortuna è il punto di forza di questo gioco.

Scalabilità
Buona. In pochi è sicuramente meno avvincente.

Componentistica
Decisamente buona, ampiamente negli standard dell'Alea: dadi pesanti, cartoncini sottili ma resistenti, grafica gradevole, tutto molto funzionale.
Pro:
Casualità ben governabile: raramente si trasforma in fortuna/sfortuna.
Leggero e variegato al punto giusto per piacere un po' a chiunque.
Contro:
Ambientazione posticcia
Fattore fortuna frustrante nell'estrazione delle tessere Patrizio e Provincia.
Regolamento forse un po' troppo cavilloso per la profondità che offre.