Arcanum

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Arcanum
Voto recensore:
6,3

Premessa

Arcanum, edito da Lo Scarabeo e distribuito da Oliphante, è il nuovo gioco di Andrea Chiarvesio e Pierluca Zizzi, in uscita ad Essen 2011. Come ben sapete mi piacciono molto i giochi di Andrea a partire da Kingsburg, a mio parere uno dei migliori giochi di dadi fin'ora pubblicati, fino ad Olympus, pubblicato l'anno scorso, un gioco che secondo me non ha riscosso il successo che meritava, secondo me sopratutto per l'utilizzo delle carte e la mancanza di un foglio riassuntivo efficace e funzionale. Questa volta Andrea ha cambiato “collega” lanciandosi in questa avventura assieme a Pierluca Zizzi. Questi due autori hanno stili a mio parere completamente diversi, ma il risultato del mix è impressionante: Arcanum è un gioco veramente di altissimo livello, dotato di una meccanica solida e innovativa.
Per chi non lo sapesse, Lo Scarabeo è il più grande editore italiano di tarocchi ed Arcanum è il primo vero gioco da tavolo pubblicato; perciò non è certo una sorpresa il fatto che utilizzi un mazzo di tarocchi con gli Arcani Maggiori come eventi speciali e gli Arcani Minori come vero motore del gioco. I materiali, le illustrazioni e la qualità delle carte sono di gran qualità.

Dopo il mio solito preambolo possiamo entrare nei dettagli.

Meccanica di gioco

I giocatori rappresentano le diverse vie del Fato che influenzano il destino di quattro nobili casate, rappresentate dai quattro semi dei Tarocchi: Coppe, Spade, Bastoni e Ori.

La partita dura sei o nove turni, con fasi di punteggio dopo ogni tre, a seconda che si scelga il gioco “normale” o “completo”; io vi consiglio quest'ultimo, in considerazione del fatto che il tempo necessario per svolgere tre turni aggiuntivi non è tanto e il gioco ha, a mio parere, uno sviluppo decisamente migliore. In realtà l'unica cosa che cambia da una "fase" all'altra sono le carte a disposizione dei giocatori all'inizio della fase: un assortimento casuale il primo turno mentre nei turni successivi si conservano quelle avanzate dai turni precedenti.

La mappa di gioco, molto ben fatta, rappresenta la città con 10 aree numerate, evidenziate in maniera chiara ma non eccessiva (non rovina il senso del disegno, per capirci) da un sottile cerchio e dalle icone speciali che indicano gli effetti di ogni area. La città, in cui spiccano edifici come la Torre Mago, il Castello e la Sala del Trono, ha una ambientazione medioevale-fantasy ma il tema è tutto risolto nella grafica della città e delle carte: Arcanum è in realtà un ben progettato e solido gioco “alla tedesca”.

I giocatori utilizzano gli Arcani Minori del mazzo dei tarocchi per muovere le "figure di corte" sulla mappa, cercando di aumentare il prestigio delle varie casate; allo stesso tempo scommettono segretamente su una o più casate, nascondendo ogni turno un arcano minore. Durante la fase di punteggio i giocatori con il maggior numero di carte di una data casata ottengono il punto più alto per quella casata; se due giocatori hanno la stessa quantità di carte, il pareggio è risolto sommando i valori delle singole carte. Le “figure corte” che si spostano sulla mappa sono in realtà i pezzi degli scacchi: il pedone, il cavallo, la regina e il re. Tarocchi e scacchi: Andrea e Pierluca hanno attinto in maniera pesante dall'immaginario ludico più classico.

Durante il proprio turno di gioco si pescano carte (tre Arcani Minori o un arcano maggiore), si gioca un singolo Arcano Minore e, volendo, un singolo Arcano Maggiore. Giocare una carta normale (numerata dal'1 a 10) significa spostare una figura di quel seme nella posizione della città identificata con quel numero. Giocare una carta figura (Re, Regina, Cavaliere o Fante) significa muovere esattamente quella figura (tipo e seme riportato sulla carta) in una qualsiasi delle 10 aree della città.

Le possibili scelte sono davvero tante: ovviamente le carte in mano in qualche modo limitano queste possibilità, ma sono sufficienti per impostare e giocare una buona strategia senza sentirsi troppo vincolati dalla fortuna. Dal momento che si può decidere di giocare in una determinata area (utilizzando una normale carta numerata dal'1 al 10) o spostare una figura specifica in una qualsiasi area, è possibile pianificare le mosse con un certo grado di libertà. Il seme della carta che giochi conferirà 1 punto di prestigio alla casata corrispondente.

Ciò che rende il gioco davvero impegnativo è che, in ogni turno, occorre anche scegliere e nascondere un Arcano Minore che verrà poi utilizzato nella fase di punteggio. Naturalmente se si nasconde una Coppa si cercherà di far si che questo seme ottenga il massimo prestigio, ma ciò significa usare una carta Coppa durante la fase di gioco e rendere quindi palesi le proprie intenzioni. E 'meglio usare una carta figura per spostare una figura di corte e ottenere sicuro prestigio o nasconderla per essere sicuri di essere il miglior scommettitore ?

La Città

Le 10 aree della città offrono differenti opportunità e bonus di prestigio, a seconda della figura e/o del seme che si sta spostando. Alcune aree, come La Torre della Magia, offrono bonus di prestigio a un unico seme (Coppe in questo caso); altre, come la Sala da Ballo, offrono bonus di prestigio a figure speciali (Re e Regine in questo caso). Alcune aree fanno pescare carte extra, altre permettono di nascondere più carte o ottenere punti vittoria in più e così via. I 4 semi non sono perfettamente simmetrici: ad esempio è possibile ottenere 4 punti prestigio con lo spostamento di un cavallo Spada nel Castello o di un Fante di Bastoni nel Distretto Artigianale, ma non c'è alcuna possibilità equivalente per Ori o Coppe.

Per giocare bene bisogna pianificare la strategia con attenzione anche e tenere sotto controllo quello che gli altri giocatori stanno facendo, tentando di capire su quale casata stanno puntando.

La fase di punteggio

Durante la fase di punteggio ogni giocatore ottiene punti in base al prestigio delle case e alle proprie scommesse. Chi nasconde il maggior numero di carte di un certo seme ottiene il massimo punteggio per quella casa; i pareggi sono risolti in favore del giocatore che ha nascosto la/e carta/e con il valore più alto. Il secondo scommettitore per ogni casata ottiene la metà dei punti ed il terzo la metà della metà. La casata con maggior prestigio conferisce 16-8-4 punti, 12-6-3 la seconda, 10-5-2 la terza ed infine 9-4-2 l'ultima. Questo significa che scommettere sulla casata vincente è la strada giusta verso la vittoria.

Sopra questa meccanica brillante ed elegante ci sono gli Arcani Maggiori, un insieme di 21 carte con effetti speciali in grado di orientare la strategia o semplicemente utilizzabili per ostacolare i piani degli altri giocatori.

A parte le abilità speciali conferite da alcune aree della città, di solito si nascondono tre carte prima di ogni fase punteggio, il che significa che bisogna pianificare le mosse con cura, cercando di offrire per le casate con alto prestigio e cercando di capire per tempo su cosa gli altri giocatori potrebbero avere puntato.

Dopo ogni fase di punteggio le carte nascoste vengono scartate e il prestigio delle casate riportato di nuovo a zero; possiamo dire che Arcanum è molto più tattico che strategico. In realtà si giocano di fatto 3 partite (o 2 partite se non si sta giocando la versione completa) in successione: ovviamente avere la possibilità di conservare le carte tra un fase e l'altra lascia spazio a un pizzico di programmazione a lungo termine.

Conclusione

Devo dire che il gioco mi piace molto: ovviamente non è per niente un gioco tematico, ma scorre bene ed è molto intrigante. L'utilizzo dei Tarocchi come motore principale del gioco è davvero interessante! Penso che Arcanum sarà davvero uno dei giochi più di successo ad Essen, con la potenzialità di raggiungere ed interessare anche il pubblico dei non appassionati grazie all'utilizzo di materiali (Tarocchi e Scacchi) in un certo senso “noti”.

Pro:
- meccanica bilanciata e lineare
- bellissima la grafica ed i materiali
- poco impatto della fortuna
Contro:
- molto astratto
- mancanza di un senso di evoluzione tra una fase e l'altra
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Commenti

Intrigante: sembra avere un bell'equilibrio fra bluff e tattica condito da un'iconografia potente, lo aggiungo subitaneamente alla wishlist

Grazie per l'efficace recensione... certo un paio di foto dei materiali non avrebbero guastato ;)

Gli umani sono nati con una suscettibilità tutta particolare verso quella malattia dell'intelletto più debilitante e persistente d'ogni altra: l'autoinganno. Il migliore di tutti i mondi possibili, come il peggiore, riceve da essa le sue colorazioni più drammatiche. Da quanto abbiamo potuto stabilire, non esiste un'immunità naturale. Si richiede una vigilanza costante.
Cadenza Bene Gesserit

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