Der Name der Rose

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The Name of the Rose
Voto recensore:
7,5
Come la stessa scatola riporta, il gioco è liberamente tratto dal celebre omonimo romanzo di Umberto Eco da cui prende in modo efficace l'ambientazione generale ed il genere "giallo".
Esattamente come per il romanzo, infatti, il gioco si svolge in sette giornate all'interno del monastero, durante le quali i giocatori dovranno usare il proprio istinto e la propria deduzione per scoprire l'identità degli altri e, parallelamente, le proprie capacità di bluff per non lasciar trapelare la propria!

Il gioco si articola in 2 diverse meccaniche che si intrecciano e si sviluppano durante la partita:

Una meccanica semplice di piazzamento attraverso le carte monaco o edificio (la carta monaco sposta quel monaco ivi raffigurato dove si vuole, la carta edificio sposta nell'edificio raffigurato il monaco che si vuole) che aggiunge o sottrae ad ogni monaco determinati punti sospetto (indicati nella locazione di arrivo del monaco stesso). Alla fine di ciascuna delle giornate il monaco che è più "sospettato" riceve 5 punti indizio, e così a scalare fino al meno sospettato che ne riceve 0.

Una meccanica parallela di indagine per la quale ciascuno riceve una carta identità (colore del monaco) che però conosce solo lui e che, nel giocare le carte e muovere i monaci, è necessario non rivelare troppo apertamente. Alla fine delle sette giornate infatti, ciascun giocatore proverà ad individuare il colore di ognuno degli avversari, assegnando ad ogni monaco individuato ulteriori punti indizio. Come aiuto all'indagine alla fine delle giornate 1, 3, 5, ogni giocatore dovrà rivelare un colore che non è il suo.

Esiste anche una terza carta giocabile: la carta William/Adson, la quale oltre a dare maggiore aderenza all'ambientazione aggiunge variabilità alla fase piazzamento, comunque semplice.
La carta permette di spostare uno dei due monaci investigatori (di colore marrone per non confoderli con quelli in gioco) in un edificio dove si trovano altri monaci e di scegliere se assegnare o un malus o un bonus punti sospetto/indizio differentemente per ciascuno dei monaci presenti nella locazione. In realtà, a dispetto di quanto dicano le regole, la carta risulta più efficace se assegna a tutti i monaci in quell'edificio lo stesso malus o bonus (variante consigliata).

Molto indovinata è anche la gestione del tempo (la durata delle giornate viene influenzata dalle carte giocate dai giocatori, infatti ogni carta indica di quanto far avanzare il segnalino ore della giornata, quando questo giunge alle ore 24 il giorno finisce) sia per la funzionalità narrativa che per l'efficacia tattica. In realtà, poiché questa meccanica è forse la più complessa del gioco, si tende a sottovalutarla nelle prime partite salvo poi comprenderne gradualmente la profondità.

Aspetto ulteriore della gestione del tempo sono le tavolette giornate che assegnano ad ogni giornata una regola particolare. Poiché se ne scelgono 7 su 14, queste aggiungono variabilità al gioco assegnando ad ogni partita un suo particolare svolgimento. Per quanto il gioco appaia già abbastanza variabile e giocabile anche senza queste tavolette, la loro aggiunta risulta divertente e per nulla pleonastica.


Variante Provata: se la fase indagine vi intriga molto più del resto, è consigliabile assegnare più punti indizio di quelli previsti dalle regole per chi è scoperto, e persino un punto bonus per ciascun colore indovinato, soprattutto se si gioca in 5. (es: invece che 3 pt per ognuno che ti scopre, un esponenziale 3-6-10-15)
Pro:
Con una meccanica di base simile allo storico "Heimnis & Co" anche se capovolta, indubbiamente il gioco ha nell'aderenza all'ambientazione il suo fascino maggiore ma, al contrario di altri giochi con ambientazioni celebri o letterarie, risulta ben fatto e godibile.
Le regole non troppo complesse permettono un'immediata giocabilità anche per non giocatori, soprattutto se appassionati del genere "poliziesco". Anzi, direi per esperienza personale, che è proprio il gioco adatto a loro, il migliore del genere. Al contempo tutte le variabili sopra specificate danno al gioco la necessaria profondità che lo rende gradito anche a giocatori più assidui. Ottima la componentistica, come ogni gioco Ravensburger.
Contro:
Per quanto la scatola indichi da 2 a 5 giocatori, è poco giocabile in meno di 4, per non dire che è un gioco solo per 5!
Inoltre senza le due varianti qui consigliate, la fase indagine rischia di essere ininfluente banalizzando gran parte del gioco, che non fa certo della fase piazzamento la sua forza.
A volte, per determinate casualità ed interazioni, un giocatore rischia di essere scoperto e tagliato fuori dal gioco troppo presto.
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