La Festa per Odino: un grande gioco in tutti i sensi

La festa per Odino: materiali
Andrew Brooks (BGG)

Un amalgama ottimale di meccaniche già viste in altri capolavori di Rosenberg e qualche idea originale qua e là per un grande gioco da tavolo, che funziona bene anche in solitaria.

Giochi collegati: 
A Feast for Odin
Voto recensore:
9,0

Dopo diverse partite fatte con un numero variabile di giocatori che va da 1 a 4 posso finalmente accingermi a recensire l’ultima fatica di Rosenberg.

Il gioco è del 2016 ed è pubblicato in Italia dalla Cranio, che quest’anno ha pubblicato ottimi titoli come questo e l’italianissimo Lorenzo il Magnifico. Si tratta di un gioco dipendente dalla lingua (le carte hanno del testo in alcuni casi ed anche il tabellone centrale delle azioni ne ha un minimo) per cui ne consiglio l’acquisto in italico idioma.

Il gioco ha una durata dichiarata di 30-120 minuti. Francamente non capisco come possa durare 30 minuti dato che anche in solitaria non sono mai sceso sotto i 90 e sono un giocatore rapido…

Materiali

La festa per Odino: plancia azioni
Azioni
Uwe sembra aver fatto un patto con il Dio-puzzillo: “In cambio di un pezzo della mia anima tu mi farai sfornare titoli con materiali e scatole sempre più grossi!”. Il prossimo probabilmente verrà venduto a 100€ e avrà direttamente due scatole: una per le plance e i tasselli ed una per i pezzi di legno…

Scherzi a parte si tratta di un gioco dai materiali abbondantissimi e strabordanti. Decine di plance e plancette. Centinaia di risorse in token e legno. Addirittura vengono forniti con il gioco due raccoglitori per i materiali che sono presi in prestito da quelli tipici dei war-game. La grafica è quella comune agli altri suoi titoli (che a me per inciso piace molto) e l’unico piccolissimo appunto che si può fare ai materiali è la presenza di pochi foglietti per il calcolo del punteggio (il blocchetto ha una decina di fogli). Per il resto siamo di fronte ad un gioco che ridefinisce gli standard di “abbondanza di materiali” e anche la macroscopica scatola ne è un chiaro testimone.

Regolamento

Cotanta abbondanza si ritrova anche nel regolamento. All’interno del gioco, infatti, ci sono addirittura tre libricini: uno delle regole, uno con alcune precisazioni ed un elenco dettagliato di tutte le 190 carte occupazione ed uno con le note storiche e la descrizione e gli usi dell’epoca di tutto ciò che è presente nel gioco! Con quest’ultimo tomo (inutile ai fini del gioco ma utilissimo per acculturarsi sulla vita dei vichinghi e per calarsi in pieno nell’ambientazione) Rosenberg ha davvero dimostrato che ormai non c’è limite a ciò che è in grado di farsi pubblicare!

Detto questo il regolamento è abbastanza comprensibile sebbene una traduzione italiana non proprio ottimale e qualche passaggio poco chiaro ci siano. In fondo nulla di drammatico ma occorre documentarsi un poco in rete per fugare qualche dubbio. Come voto gli darei un “sufficiente”. Rimane un titolo molto scorrevole e fluido e, sebbene si tratti di un gioco con più di 60 azioni possibili e tantissima carne al fuoco, devo dire che si apprende facilmente e dopo il primo turno non si dovrà ricorrere alle regole se non per pochissime eccezioni.

Ambientazione

La festa per Odino: banchetto
Banchetto
Nel gioco impersoniamo una tribù vichinga del 1066 e potremo conquistare le isole della Scandinavia, razziare villaggi, commerciare, allevare animali, indire banchetti e partire per nuove terre da colonizzare. I materiali sono ben caratterizzati e le dozzine di risorse sono gradevolmente disegnate sui token che contribuiscono a far sentire l’ambientazione. Ovviamente è un gestionale tedesco e, sebbene si siano fatti molti sforzi per ambientarlo, non è certo questo il suo punto di forza.

Personalmente io sento abbastanza il tema del gioco, ma per gli amanti dell’immedesimazione non è il titolo da avere a tutti i costi.

Il gioco in breve

Difficile descrivere in poche parole questo gioco. Le oltre 60 azioni possibili e le tantissime strategie perseguibili in partita non lo rendono semplice da sintetizzare. Inoltre sono diverse le meccaniche che Rosenberg ha scelto di inserire in questo mastodontico gestionale: si tratta di un piazzamento lavoratori (come Agricola), con meccaniche di conversione risorse (come Le Havre), una fase di incastro di pezzi (come Patchwork e Cottage Garden) e tante carte occupazione.

Il gioco può durare sei o sette turni (a scelta dei giocatori per una partita breve o lunga). Ogni turno ci saranno alcune azioni preliminari da fare e poi una fase centrale di piazzamento lavoratori e svolgimento delle relative azioni. Inoltre al termine della fase di azioni si dovranno incastrare le risorse per ottenere rendite, animali aggiuntivi e bonus in risorse.

In particolare ognuno dei sette/sei turni si può suddividere in ben 12 fasi (tranne il turno finale che non ne prevede alcune).

Innanzitutto si deve aggiungere un vichingo a quelli disponibili nel turno. Poi c’è una fase di raccolta e gestione delle isole a disposizione (non tutti i turni). Infine si pesca una nuova carta arma.

La quinta fase (quella centrale) è la fase azioni in cui a turno ogni giocatore svolge un’azione piazzando da uno a quattro vichinghi su uno spazio azione e svolgendone subito gli effetti.

Gli spazi sono più di 60 e a seconda della loro “potenza” necessitano da uno a quattro vichinghi per essere attivati. Il tabellone delle azioni è diviso in una sorta di “griglia” in cui le 4 colonne definiscono il numero di vichinghi necessari e le 10 righe dividono le azioni in altrettante macro-tipologie. Questa suddivisione è molto utile e chiara e serve anche a individuare immediatamente l’effetto di eventuali carte occupazione e la generica tipologia di azioni che si vuole andare a fare (caccia, costruzione, produzione, colonizzazione ecc.).

Le azioni che necessitano di tre vichinghi per essere svolte danno, come bonus, la possibilità di pescare una nuova carta occupazione del mazzo coperto. Quelle che ne vogliono quattro permettono, invece, di giocare un’occupazione già presente nella propria mano applicandone gli effetti. Le occupazioni sono molto utili e possono dare bonus permanenti o una-tantum. Alcune tipologie di azioni (la caccia, la caccia alle balene, le razzie e l’uso di trappole) necessitano del lancio di un dado. A dispetto di quanto possa sembrare esistono diversi modificatori del tiro (che comunque si può ripetere fino a tre volte) ed anche in caso di fallimento si viene comunque ricompensati, per cui il peso dell’alea, a mio parere, è minimo e difficilmente cambierà l’esito della partita.

Interessante il fatto che il giocatore a piazzare per ultimo un vichingo sul tabellone è quello che diverrà primo nel turno successivo (fase sei del turno di gioco).

Nella fase sette del turno si prendono le rendite economiche dopo aver piazzato le proprie risorse sulla propria plancia giocatore e sulle numerose plance aggiuntive che si possono prendere durante la partita (case di varia dimensione ed isole). In questo momento, e per l’ottenimento delle rendite nella fase 10 del turno, occorre rispettare una serie di vincoli nel piazzamento delle tessere-risorse sulla propria plancia e su quelle attenute che premia la differenziazione e l’upgrade delle risorse. Ogni risorsa del gioco, infatti, è presente in quattro colori e tipologie che, a parità di forma, presenta diversi utilizzi e vincoli di piazzamento. I primi tipi di risorsa sono di tipo alimentare e non possono essere piazzate sulla plancia dei giocatori per rendite e bonus, ma possono essere usate nelle case e per il banchetto. Il terzo e quarto livello invece sono risorse lavorate ed hanno sempre meno vincoli di utilizzo.

Spesso appare dunque fondamentale spendere azioni per evolvere le risorse a disposizione.

Nella fase otto eventuali coppie di animali (pecore e mucche) si ingravidano o generano un nuovo esemplare se già gravide.

Nella fase nove i giocatori devono sfamare la propria tribù (ogni turno necessita di più cibo coerentemente con l’aumentare dei vichinghi a disposizione). Anche questa fase viene svolta con una sotto-meccanica di incastro dei pezzi che obbliga a differenziare il cibo da procurarsi e da spendere per minimizzare gli sprechi.

La fase dieci del turno prevede l’ottenimento delle varie risorse e bonus che si è riusciti a circondare con le proprie tessere. Tali bonus sono fondamentali per incrementare il punteggio e per coprire i tanti spazi con malus che, se lasciati liberi, a fine partita daranno tanti punti negativi.

Le ultime due fasi di gioco sono per aggiungere risorse a disposizione per i giocatori e per ritirare i vichinghi piazzati precedentemente.

Al di là di questa sommaria descrizione del gioco, il titolo è in realtà molto fluido e i giocatori dovranno piazzare i propri vichinghi per ottenere risorse, raffinarle, aumentare le rendite economiche e materiali e incrementare i vari motori del gioco. Il tutto con l’aiuto delle carte occupazione, di case ed isole da prendere e gestendo la necessità di cibo.

Scalabilità

La festa per Odino: isola
Isola
Molto buona. Sebbene si tratti di un gioco in cui le azioni sono esclusive, il fatto che ce ne siano da subito più di 60 fra cui scegliere rende il gioco relativamente ampio e non sofferente all’aumentare del numero di giocatori. Personalmente ritengo tre il numero ottimale, perché in 4 la durata ne risente senza avere particolari benefici dall’aggiunta del quarto commensale al banchetto. Un grandissimo merito alla versione in solitaria che è ottima e gira molto bene. In solitario, infatti, si usano i vichinghi di due colori e quelli piazzati al turno precedente rimangono sulla plancia impedendo di fare per due turni di seguito la stessa azione. Io non gioco mai in solitario, ma a questo titolo mi sono ritrovato a fare più di qualche sessione da solo e mi sono sempre divertito.

Rigiocabilità

Ottima. La quantità enorme di azioni disponibile ed il loro combinarsi in molteplici modi, rende il titolo enormemente rigiocabile ed ogni partita sarà diversa nelle scelte e nel punteggio finale. Inizialmente mi sembrava che le tante possibili azioni fossero tutte più o meno equivalenti, ma con l’aumentare dell’esperienza ci si rende conto che non è affatto così ed i punteggi variano molto a seconda di quanto si è ottimizzata la propria strategia.

Interazione

Non altissima e praticamente solo di tipo indiretto. Come per il celebre Agricola (o Caverna che dir si voglia), l’interazione si limita all’occupazione dei vari spazi azione, ma, in questo caso, essendocene da subito oltre 60, non è così feroce. Tuttavia, come dicevo prima, le proprie strategie vanno portate avanti con attenzione ed ottimizzando timing e combinazioni. Quindi sebbene non sia il punto forte del gioco l’interazione indiretta c’è e può influenzare abbastanza il gioco.

Originalità

la festa per odino scatola retro
retro
Si tratta di un amalgama ottimamente riuscita di Patchwork, Agricola e le Havre con qualche idea originale qua e là. Non siamo di fronte al colpo di genio o a meccaniche nuove per cui non parlerei di grande originalità per questo gioco.

Profondità, strategia e tattica

Come accennavo precedentemente, all’inizio sembra che si facciano punti con qualsiasi cosa si decida di fare in partita.

Tuttavia andando in rete scoprirete che i punteggi variano moltissimo, da valori quasi negativi ad oltre 200 punti. Ciò testimonia che l’esperienza paga e le scelte non sono affatto equivalenti fra loro. Il gioco ha una buona profondità strategia a medio-lungo termine e l’immancabile tattica da applicare nei singoli turni in base a ciò che viene fatto dagli altri giocatori. Inoltre, la presenza di azioni il cui esito è casuale (pesca di carte e lancio del dado su tutte), obbliga i giocatori a ridisegnare le strategie a breve termine ogni turno.

Eleganza e fluidità

Trovo che il gioco sia elegante e molto fluido a dispetto delle tantissime cose che vi sono state inserite. Tutto appare ambientato, logico e chiaro. Un’iconografia comprensibile e ben fatta rende tutto molto semplice e lascia poco spazio ai dubbi. Sebbene ci si trovi ogni volta davanti a tante possibili scelte i turni non durano tantissimo. Ovviamente i grandi pensatori affetti da paralisi da analisi avranno seri problemi nel decidere cosa fare vista la mostruosa mole di opzioni a disposizione.

Pregi / Difetti

Tra i pregi non si può non citare l’ottima modalità in solitaria. Inoltre i materiali eccellenti ed abbondantissimi, la ricchezza delle opzioni a disposizione e la buona coerenza del tutto sono da annoverare fra i pregi del titolo. Il gioco non è punitivo durante la partita e anche se occorre sfamare la propria popolazione come in tanti altri titoli di Rosenberg qui l’ansia da cibo si sente poco e raramente avremo grandi problemi in merito. La crescita costante di rendite e opzioni a disposizione regala una buona sensazione di incremento e personalmente trovo il gioco appagante e divertente da intavolare.

Quelli che sono visti come pregi da alcuni, tuttavia, possono anche apparire come difetti agli occhi di altre tipologie di giocatori. In particolare la grande scelta di opzioni può essere spiazzante o rendere le partite con pensatori troppo lunghe. I sovrabbondanti materiali necessitano di un tavolo spazioso e rendono il setup del gioco (come il suo de-setup) abbastanza lungo e laborioso. Gli amanti del controllo storceranno il naso davanti alle azioni che necessitano del tiro di dado e con la pesca delle carte occupazione che in taluni casi possono risultare utilissime o quasi superflue.

Conclusione

La Festa per Odino è un titolo impegnativo e corposo. Si tratta di un german con mescolanza di meccaniche già viste, ma tutte ben amalgamate e scorrevoli. Regala grandi soddisfazioni a dispetto di una curva di apprendimento inizialmente molto morbida ma che si fa più ripida dopo le prime partite, se si vuole incrementare in modo significativo il proprio punteggio. Trovo non si possa affiancare ai due capolavori di Rosenberg che per me restano Agricola e Le Havre, ma personalmente lo metto immediatamente sotto a questi due mostri sacri nella mia classifica di gradimento dei titoli di questo prolifico autore.

Lo consiglio a tutti e sicuramente si tratta di un gioco che merita di essere provato almeno una volta. Io stesso mi ero avvicinato in modo molto scettico a questo titolo a causa delle tante (pensavo troppe) cose inserite da Uwe, ma dopo la prima partita mi sono dovuto felicemente ricredere e ora posso affermare che si tratta di uno dei migliori giochi usciti quest’anno.

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Commenti

Addirittura 9! 

Odino ci è arrivato solo venerdì e lo abbiamo intavolato solo una volta... Non raggiunge le vette di Agricola o Le Havre, ma è il suo miglior titolo da allora.. Dopo il nulla di Glass Road e il tonfo di Caverna, finalmente Uwe ci da un buon prodotto.. Non ottimo ma molto buono! Può darsi che con altre partite il giudizio migliorerà!

Concordo con l'alto voto. Pur riconoscendo la superiorità dell'eleganza di Le Havre e il maggiore appeal di Agricola nel mio personale gradimento lo affianco addirittura al primo dei due, la cui esplorazione si esaurisce prima che in Odino, dove l'abbondanza delle possibilità, anche se rende il gioco isivamente più confuso, trovo non appesantisca affatto il gioco e sono quindi da conteggiare positivamente nella valutazione del titolo.

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

per me buon gioco, ma non un voto così alto. Sono più in linea con i Giullari.

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Mi trovo in linea, per me grandissimo gioco che comincia a farsi assaporare dopo due o tre partite e il cui gusto sale esponenzialmente boccone dopo boccone.

Personalmente non trovo nulla di che Agricola, mi è piaciuto Le Havre e questo li batte tutti alla grande. Sui tempi di gioco, una volta presa la mano riesco a stare sull'oretta scarsa in modalità solitario, in 3 credo sia la configurazione migliore e sapendo tutti le regole stiamo sulle 2 ore circa.

Il consiglio è di provarlo e assolutamente di non giudicarlo per il solo sentito dire. Ribadisco il plauso alla modalità solitario davvero ben fatta.

9 pieno anche per me !

Veramente un bel gioco ! in questo capolavoro ogni punto che realizzi è veramente un punto sudato, e l'obbiettivo finale di ogni giocatore a prescindere dalla vittoria finale sarà riuscire ad migliorare il proprio score ,ottimizzando ogni partita la propria strategia.I tempi di gioco sono decenti , le nostre partite in tre non sono mai andate oltre le due ore e le strategie da adottare molteplici .Penso che sia il miglior Rosenberg mai pubblicato superiore a Le Havre (troppo lungo e ripetitivo ) , Agricola (bellissimo ,ma quando devo pensare ad un gioco da intavolare non mi viene mai in mente  ), Ora et Labora ( uno dei giochi a cui ho giocato di piu in quanto un filo piu semplice degli altri e facilmente spiegabile )Field of Arle ( il mio Rosenberg preferito ma solo per due giocatori ).

Rispetto ai masterpiece di Rosemberg (Agricola e Le Havre) La Festa per Odino mi diverte un po' meno. Però lo trovo più fruibile e proponibile anche ai neofiti che fin da subito sono in grado di comprendere il flusso di gioco e, anche se non in maniera ottimale, riescono a svolgere una partita in cui riescono a divertirsi.

Concordo con Pennuto77: il sistema è ben amalgamato e tutto scorre liscio fin dall'inizio della partita. Questo secondo me è il suo punto di forza.

Lo scrivo e lo ripeto. Finalmente un nuovo genere. L'insalata di MOSSE. Tante cose carine ma nessuna veramente soddisfacente. Un miscuglio di scelte buttate lì. Bastava mettere un po' di aceto, sale ed olio con  qualche pomodorino nelle dosi giuste e darti freschezza e prelibatezza. Non serviva aggiungere rosmarino, cucurma, anice, salsa di soya e burro. Il mio voto purtroppo non va a più di 7,5. 

Gioco molto carino e godibile. Io lo trovo addirittura migliore in 2 che in 3: l'assenza di interazione fa sì che ulteriori giocatori aggiungano praticamente solo tempo. L'unica cosa che mi fa storcere il naso è la notevole casualità insita nella pesca delle carte Occupazione.

Non ci sono mai abbastanza cipolle

E' veramente un bel gioco, chiarito il regolamento impreciso nella versione italiana e fatte un paio di partite per assimilarne i meccanismi e' un gioco che ti coinvolge come pochi altri,  tutte le azioni girano benissimo e il gioco e' fluido, facile da giocare e appagante . Vincere e fare alti punteggi pero' non e' semplice, devi combinare tra loro diverse strategie e creare la gestione ottimale del tuo villaggio tra le tantissime opzioni disponibili. La bassa interazione da molti criticata e' invece un pregio perche gia' e' altissima quella che hai con le molteplici cose da fare. Titolo bellissimo, se e' il migliore di Rosenberg non saprei ma se la gioca con Agricola, sicuramente e' piu' divertente. 9 per me gli va stretto e' un 10 pieno.

 

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