Florenza

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Florenza
Voto recensore:
8,2
Ambientazione
In Florenza i giocatori rappresentano le famiglie più importanti della Firenze rinascimentale: Medici, Pitti, Strozzi, Pazzi e Rucellai che cercheranno di abbellire al meglio i propri rioni e il Duomo.

Il Gioco
I rioni delle famiglie sono rappresentati dalle plance a disposizione di ogni giocatore.
Il rione è diviso in tre zone: nella parte destra ci sono le botteghe che sono edifici costruibili nella fase azione che offrono ai giocatori (non solo al giocatore proprietario del rione dove l'edificio è costruito) risorse e fiorini; nella parte alta a sinistra si trova il Palazzo; mentre nella parte bassa c'è la chiesa. Sia la chiesa che il palazzo rionale sono costituiti da 4 opere che dovranno essere realizzate per fare punti ed evitare penalità.

Terminato il setup inizia il gioco costituito da 8 turni, ciascuno dei quali (tranne il primo) è costituito da 8 fasi:

1° fase: riscossione delle rendite (tranne il primo turno). Ogni giocatore riceve le rendite comuni: 200 fiorini, un legno, un marmo e una materia casuale determinata da un lancio di dado, 4 popolani.
In seguito ogni giocatore riceve le rendite derivanti dai propri edifici rionali e dal duomo.

2° fase (tranne il primo turno): il Capitano del popolo (CdP) esegue il suo potere che consiste nella scelta tra due possibilità: o toglie un popolano ad un avversario facendolo "arrestare" dal gendarme, oppure riservarsi la facoltà di ingaggiare un artista per realizzare un'opera, togliendo questa possibilità agli avversari e posizionando la tessera artista sul gendarme (carta vita di Firenze n.6).

3° fase (tranne il primo turno): il Vescovo esegue il suo potere che consiste nella scelta tra due possibilità: togliere un popolano ad un avversario e prenderne uno proprio dalla propria riserva oppure riservarsi la facoltà di ingaggiare un predicatore posizionando la tesserina relativa sul gendarme.

4° fase: utilizzo dei popolani. All'inizio del gioco ed in ogni turno, ogni giocatori preleva dalla sua riserva 4 popolani, più altri popolani ricevuti come rendita dai propri edifici, meno quelli eventualmente persi per effetto dei poteri del CdP e del Vescovo. Il numero di popolani rappresenta il numero di azioni possibili nel turno da parte dei giocatori.
Questa fase è la fase cruciale del turno dove ogni giocatore pianifica le sue azioni che risolverà nelle fasi successive. Le possibiili azioni dei popolani sono 5 e si svolgono in ordine di turno un popolano alla volta. Il primo di turno è sempre il CdP, il secondo il Vescovo, mentre gli altri mantengono le posizioni del turno precedente o di sorteggio del primo turno.

a) posizionarsi su una bottega propria o degli altri rioni. Se ci si piazza su una bottega di un altro rione si pagherà un punto prestigio che incasserà il giocatore proprietario della bottega. Si parte con due botteghe nel proprio rione scelte nella fase di setup del gioco. Le botteghe offrono risorse e fiorini. Non è possibile piazzarsi sulla casa, il casamento e il palagio che sono edifici esclusivamente del giocatore che li costruisce nel proprio rione e che offrono una rendita ad inizio del turno.

b) posizionare al massimo un popolano sul mercato. Il mercato è l'unica locazione che può ospitare più popolani (uno al massimo per giocatore). Gli effetti del popolano sul mercato saranno risolti nella fase 5.

c) prendere una tessera edificio (bottega) e posizionarla capovolta (in costruzione) nel proprio rione nel primo spazio disponibile.

d) ingaggiare un'artista. Il giocatore sceglie uno degli artisti disponibili prende la sua tesserina e il suo popolano e li piazza su l'opera che intende realizzare (nel proprio rione o nel duomo). Il CdP che si era riservato i servizi di un'artista piazzando la sua tesserina sul gendarme può prendere questo artista in questa fase per realizzare la sua opera. Questi popolani risolveranno i loro effetti nella fase 6 e 7 in base che l'opera si stia realizzando nel rione o nel duomo.

e) ingaggiare un predicatore. Il giocatore prende la tesserina di un predicatore disponibile e la piazza col proprio popolano sul pulpito della propria chiesa (o sul pulpito della chiesa del duomo se è stata edificata dal giocatore in questione), paga l'ingaggio del predicatore e tira un dado (2 dadi se il pulpito è della chiesa del duomo, prendendo il risultato migliore), ricevendo un certo numero di popolani extra dal utilizzare nel turno in corso ma dalla mossa successiva. Chi ha usato il potere del vescovo per riservarsi i servigi di un predicatore può prendere la tesserina posizionata sul gendarme e posizionarla sul pulpito della propria chiesa

5° fase: mercato. In ordine di turno tutti coloro che hanno un popolano nel mercato possono svolgere una sola volta tutte e tre le azioni possibili: vendere una risorsa x 100 fiorini; acquistare una risorsa x 200 fiorini; scambiare due risorse qualsiasi x una a scelta.

6° fase: attività rionali. In ordine di turno ogni giocatore preleva dalle botteghe attive (quelle su cui è piazzato un popolano) le risorse indicate dalla bottega. Questa fase si svolge in sequenza del numero della bottega, ossia prima si risolvono le attivazioni sulla bottega numero 1 di tutti i giocatori, poi la numero 2 e così via. Questo è molto importante per stabilire la possibilità o meno di ottenere e utizzare in combinazione certe risorse nella costruzione degli edifici.

7° fase: realizzare opere d'arte: In ordine di turno ogni giocatore che ha ingaggiato un'artista ne paga l'ingaggio, spende le risorse e i fiorini per realizzare l'opera, pone il proprio stemma di famiglia sull'opera realizzata infine acquisisce i punti dell'edificio più quelli forniti dall'artista: si tira un dado (2 dadi se l'opera è realizzata nel duomo, prendendo il risultato migliore) e si confronta sulla carta artista quanti punti aggiuntivi si ottengono. C'è la possibilità, con esiti alti del dado, che quell'artista compia quello che ritiene essere il suo capolavoro, se ciò accade la carta artista verrà girata ed offrirà meno punti per le opere successive, questo a descrivere la riduzione di motivazioni e ispirazione degli artisti.

8° ultima fase del turno consiste nell'elezione del CdP e del Vescovo per il turno successivo.
I punti accumulati nel turno vengono registrati sulla tabella dei punti prestigio del Capitano del Popolo. A fine turno chi ha più punti viene eletto CdP per il turno successivo e giocherà per primo, prende tanti certificati di punti vittoria quanti punti prestigio ha totalizzato e riposiziona il proprio segnapunti sullo 0, gli altri giocatori mantengo il punteggio acquisito ma non ottengono certificati.
Oltre ai punti prestigio, nel turno possono essere acquisiti anche punti vescovo. Se un giocatore, con almeno 3 punti vescovo, ha più punti degli altri viene eletto vescovo per il turno successivo e giocherà per secondo. Se un vescovo viene eletto per due turni consecutivi o se un vescovo raggiunge 10 punti vescovo, viene eletto cardinale, prende 5 punti prestigio da registrare sulla tabella del CdP e rimette il proprio segnapunti sullo 0 nella tabella vescovo.
Tutti gli artisti scalano di una posizione sotto le carte "vita di Firenze" numerate da 1 a 7 che rappresentano quanti turni artisti e predicatori rimarranno in gioco. Per ogni artista posizionato sotto la carta 1 che esce dal gioco, viene estratta dal sacchetto la tessera di un altro artista/predicatore, viene presa la carta relativa che indica quanti turni l'artista/predicatore sarà in gioco e viene posizionata sotto la carta vita di Firenze corrispondente.

Al termine dell'ultimo turno, ogni giocatore prende i punti registrati sulla tabella del CdP + un punto per ogni certificato, -4 punti se non ha costruito nessun edificio del palazzo del proprio rione, -4 punti se non ha costruito nessun edificio della chiesa del proprio rione, -1 per ogni bottega non costruita nel proprio rione. Chi ha più punti vince.

Considerazioni
Florenza rappresenta un gioco molto variegato con molte possibilità strategiche, man mano che i turni avanzano le scelte si moltiplicano poichè più edifici vengono costruiti e maggiore sono le possibilità di azione per i popolani, chiaramente utilizzare le botteghe altrui è dispendioso poichè si paga un affitto fisso di un punto prestigio. Questo meccanismo ricorda molto Le Havre e sinceramente è un meccanismo appassionante.

L'ambientazione è superbamente ricreata: gli artisti rimangono in gioco per tanti turni quanto più nel corso della loro vita hanno contribuito col loro talento a realizzare le opere di Firenze, infatti l'artista che in tal senso rimane 7 turni è Michelangelo. Ci sono 40 soggetti tra artisti e predicatori ed è stimolante utilizzare il loro operato per abbellire la propria stanza nuziale del palazzo rionale piuttosto che il giardino altri edifici nel proprio rione o nel duomo.

I meteriali sono apprezzabili. I disegni sono ben fatti e le plance, i tabelloni e le carte sono di ottima fattura.

Il meccanismo, oltre a quanto citato sopra, bilancia perfettamente il gioco, permettendo ai giocatori di alternarsi nella posizione del CdP e del Vescovo, infatti è insolito che il CdP sia lo stesso giocatore per due turni consecutivi poichè alla fine del primo ricevendo i certificati di punti vittoria il suo punteggio è azzaerato. Stessa cosa per il ruolo del vescovo, che anche se dopo un turno il segnapunti non è azzerato dopo due turni il vescovo è eletto cardinale e a quel punto si azzera il punteggio. Questa alternanza dei ruoli, oltre che a bilanciare il gioco, permette di gestire le risorse in modo ottimale: si può spendere un turno cercando di accumulare risorse e costruire botteghe quando ci si rende conto che realizzando opere non si farebbero punti sufficienti per essere eletto CdP, in tal senso meglio rinunciarvi per un turno per poi puntarci decisamente.
Ho notato che ci sono risorse più "preziose" di altre, per cui potrebbe essere difficile realizzare opere o costruire tutti gli edifici considerando anche che dal mercato si potrebbero fare comunque 3 azioni che garantirebbero al massimo 2 risorse di un tipo: una scambiandola per altre due risorse, l'altra acquistandola per 200 fiorini.

La durata del gioco è medio-alta. Considerando una partita media con 4 persone potrebbe durare anche 2 ore e mezza se non 3 (con giocatori alla prima partita). Sicuramente in 5 si arriva sulle 3 ore.

Il numero di giocatori: credo sia poco godibile in 2 giocatori, mentre si sta stretti in 5. Anche se tutto è ben proporzionato: sia le possibilità di azioni sia le possibiltà di ingaggio di artisti e predicatori.
Pro:
Meccanismo ben collaudato.
Materiali e grafica notevoli.
Alta longevità.
Variabilità strategica elevata.
Ottimo bilanciamento del gioco e assenza di Kingmaking.
Contro:
Scalabilità da verificare in 2 giocatori.
Certificati vittoria fatti di carta (ma potrebbe per molti non essere un difetto).
I punti degli artisti sono determinati da un tiro di dado: è l'unico momento dove è presente il fattore fortuna.
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