Huns: tra dadi e razzie

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Di Huns avevamo letto le regole e scritto l'anteprima aspettando Essen ed è stato uno dei pochissimi giochi a raggiungere Saluzzo

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Huns
Voto recensore:
8,0
Huns componenti
Huns componenti
Scriviamo questa recensione dopo aver già letto quella di Agzaroth, con la quale concordiamo in linea di massima, ma ci andava di farvi sapere anche il nostro parere e spiegarvi il perché di quel mezzo voto in più.

Huns è un titolo per 2-4 giocatori della casa editrice francese La Boite de Jeux ad opera di Fneup ed illustrato da Anthony Wolf. In Huns, in massimo 45 minuti i giocatori si sfideranno per ottenere più punti vittoria degli avversari usando meccaniche di collezione set, lancio dei dadi e utilizzando carte dai poteri più vari.

Il Gioco in breve

Non ci dilunghiamo su questo paragrafo, invitandovi a leggere la nostra anteprima o la succitata recensione di Agzaroth e ci limiteremo a farvi una minuta®. 

Si lanciano i 5 dadi e a turno se ne sceglie uno. In base al colore e al valore del dado scelto si possono pescare altrettante carte, di cui ne sceglieremo una da giocare, o cubetti coi quali riempire le nostre carovane o le carte precedentemente pescate per attivarle. 

Le carte si dividono in equipaggiamento, razzia, mercenari, maledizioni e tesori e ciascuna di esse fornisce abilità o punti in modo diverso, passando per effetti permanenti o one shot, punti a fine partita o malus da dare agli altri giocatori.  Quando termina un mazzo di carte o una tipologia di cubetti si procede al conteggio finale dei punti dato sia dalle carte prese (che possono fornire o far perdere punti) che dalle carovane completate. 

Considerazioni

huns carte e dadi
Huns carte e dadi
Che il titolo ci sarebbe potuto piacere lo avevamo già supposto prima di Essen, era nella lista dei giochi da provare ma, avendo trovato libero solo il tavolo con l'edizione in tedesco, una prova sul campo non è stata possibile. Abbiamo scelto di portarlo ugualmente qui a Saluzzo anche rassicurati dalla prova fatta da Agz e dalla sua benedizione. 

Con Huns ci troviamo di fronte ad un "filler perfetto" che riesce a dare ai giocatori un'ottima profondità e soddisfazione grazie a regole semplici e ad una durata davvero contenuta. Con Huns non si ha mai la sensazione che il gioco stia giocando da solo e non si procede mai per inerzia, ogni scelta è dettata sia dalla strategia che si vuole perseguire, che va adattata turno dopo turno al lancio dei dadi e alle scelte che vengono fatte dagli avversari. Molto interessante ai nostri occhi come l'interazione non sia solo di tipo indiretto, molto sentita nel momento del draft dei dadi, ma anche di tipo diretto grazie alle carte nere che permettono di lanciare maledizioni ad un altro giocatore. Questa scelta mostra il fianco a meccanismi di bash the leader che possono far storcere il naso a qualcuno. Interessante inoltre come tutte le carte tesoro, foriere di punti vittoria a fine partita, siano sempre visibili e assegnino tutte punti se si è il giocatore col minor o maggior numero di "qualcosa", aspetto che permette di aumentare l'interazione giocando sugli altri. Se da un lato prendere presto queste carte tesoro indirizza la propria strategia con più facilità, allo stesso tempo si dà più tempo agli avversari di correre ai ripari e contrastarci. 

huns carte
huns carte
Leggendo le regole nutrivamo dei dubbi sulla scarsa ambientazione del titolo. Chiaramente non ci troviamo di fronte ad un gioco di simulazione storica nel quale sentiremo i cavalli galoppare, ma abbiamo apprezzato lo sforzo di rendere l'effetto di ogni carta coerente con ciò che vuole rappresentare. Ad esempio se si assolda nel proprio accampamento l'oracolo si ha la possibilità di guardare le prime due carte di un mazzo prima di scegliere da dove pescare, se si sceglie tra le razzie di usare la spedizione incendiaria, si depredano gli avversari di cubetti già caricati sulle proprie carrozze, se si dispone dell'elmo lamellare si può tentare di evitare le maledizioni lanciando un dado e così via... 

La fortuna fa sicuramente capolino nel gioco, non tanto nel lancio di dadi, comune a tutti i giocatori e il cui impatto è mitigato dal draft, quanto nella pesca della giusta carta al momento giusto: pescare ad inizio gioco la carta che consente di tenere i tesori nascosti sicuramente aiuta, ma ogni mazzo ha carte molto forti se usate al momento giusto, motivo per cui a noi non ha particolarmente infastidito.

Che dire ancora che non abbia già detto Agzaroth meglio di noi nella sua recensione? Che il gioco ci ha preso moltissimo, che scala ovviamente molto bene anche in due giocatori e che speriamo in un'edizione italiana per una maggiore diffusione del titolo anche qui da noi. Come vedete dalle immagini ogni carta ha almeno due o tre righe di testo in inglese con la difficoltà che ne consegue. Non abbiamo ancora letto notizie di una sua localizzazione quindi... editori all'ascolto: fatevi avanti!

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