Indian Summer: nel bosco con Rosenberg

Indian Summer
edition spielweise

L’Indian summer è quella che per noi è l’estate di San Martino: calde giornate autunnali, ottime per fare passeggiate nei boschi e traslochi.

 

Giochi collegati: 
Indian Summer
Voto recensore:
6,2

Secondo capitolo della trilogia del puzzle pubblicata da Edition Spielweise dopo Cottage Garden (del terzo titolo, Spring Meadow ancora non si sa nulla, ma dalle immagini sembra un mix dei primi due titoli) e strettissimo parente di Patchwork, Indian Summer arriva in Italia grazie a Cranio Creations.

Il gioco

Ciascun giocatore riceve una plancia che rappresenta il bosco nel quale ci si addentra: sono sei, tutte diverse, fronte e retro. Vince il gioco il primo giocatore a riempire di tessere la propria plancia e, in caso più giocatori la completino nello stesso turno, chi tra di loro ha conservato più nocciole.

Indian Summer - fine partita
Fine partita
All'inizio della partita gioco ciascun giocatore riceve anche uno zaino (l'aiuto giocatore), un mirtillo, una nocciola e un fungo che consentono azioni secondarie o alternative e cinque tessere fogliame con cui comporre il proprio sentiero nel bosco; queste ultime consistono di due tessere verdi da tre spazi, di due tessere arancioni da quattro spazi e di una tessera rossa da cinque spazi. Le restanti tessere vengono disposte casualmente in cerchio attorno alla plancia centrale; su quest'ultima trovano spazio le tessere animale.

Al proprio turno il giocatore deve svolgere un’azione a scelta tra piazzare la prima tessera fogliame del proprio sentiero e piazzare uno scoiattolo.

Le tessere così posizionate possono essere ruotate e ribaltate in ogni modo, ma non possono sovrapporsi le une alle altre e, ovviamente, non possono uscire dalla plancia.

Tutte le tessere fogliame hanno un buco: se posizionandole si mette il buco in corrispondenza di un simbolo stampato sulla plancia lo si può prendere dalla riserva e posizionarlo sulla tessera. Quando la sezione della plancia corrispondente è completamente coperta si possono raccogliere tutti i segnalini su di essa.

In qualunque momento, se sulla nostra plancia ci sono buchi contigui liberi corrispondenti alla forma di uno degli animali presenti sul tabellone si può prendere la corrispondente tessera e metterla a coprire i buchi delle tessere, riottenendo i segnalini che vengono così coperti.

Quando non si hanno più tessere nel proprio sentiero si prendono le prime cinque tessere fogliame dal sentiero comune al centro del tavolo; queste devono essere piazzate nello stesso ordine.

Indian Summer - componenti
Indian Summer - componenti
Quanto alle azioni secondarie o alternative:
  • i segnalini mirtillo, in aggiunta all’azione principale, consentono di rimpinguare il proprio sentiero in qualsiasi momento per riportarlo fino a cinque tessere, o di aggiungere una sesta tessera se se ne hanno già cinque;
  • i segnalini nocciola, in aggiunta all’azione principale, consentono di piazzare uno scoiattolo;
  • anziché svolgere l’azione principale, i funghi permettono di posizionare la prima tessera del sentiero di due avversari;
  • sempre alternativamente all'azione principale, le piume permettono di posizionare due tessere del proprio sentiero, prese in qualsiasi ordine.

Le azioni nocciola e mirtillo possono essere svolte prima o dopo l’azione principale, quante si vuole. Inoltre i segnalini possono essere convertiti tra loro secondo lo schema riportato sulla plancia centrale (due mirtilli valogono una nocciola; due nocciole un fungo; due funghi una piuma); inoltre ogni oggetto può essere usato al posto di quello di valore inferiore.

Considerazioni

Ammetiamo subito che ci siamo approcciati al titolo con diffidenza: Cottage Garden ci aveva lasciato molto perplessi (o, in altre parole, per noi non raggiunge la sufficenza); questo Indian Summer, da subito presentato come sequel di Cottage Garden, pur passando da orti a boschi, ha avuto su di noi un’attrattiva nulla.

Poi, però, ci abbiamo messo le mani sopra e in un paio di giorni le partite sono diventate più di dieci (e sono aumentate nei giorni successivi, quando abbiamo scelto di recensirlo), complice il fatto che in due la durata raggiunge a malapena i quindici minuti (preparazione inclusa).

Indian Summer - tessere
Tessere
Il titolo è semplice, sia a livello di regole che a livello di gioco; ma - sia chiaro - non siamo di fronte a niente di innovativo: il puzzle da risolvere si trova a una difficoltà a metà tra quello molto semplice di Cottage Garden e quello, ben più complesso, di Patchwork. Le tessere sono di tre dimensioni e solo per quelle rosse, che hanno qualche forma più azzardata, la posizione va valutata bene per non rischiare di restare incagliati.

Ci è piaciuto il fatto che, in questo aspetto, il gioco possa essere anche punitivo col giocatore sbadato, mettendolo di fronte all’obbligo di pensare ai propri posizionamenti; di contro questo essere punitivo può colpire il giocatore che si trova a dover prendere solo tessere di forme strane dal sentiero centrale, senza che ci possa fare nulla. La casualità con cui vengono disposte le tessere centrali e l’obbligatorietà di prenderle esattamente in quell’ordine, nonché l’impossibilità di riordinarle nel proprio sentiero (neppure con una mossa speciale), possono portare un giocatore a vedersi bloccato senza poterci più fare nulla.

Abbiamo apprezzato la natura di corsa del gioco, che lo ha reso più interessante del predecessore, dove si contano i punti dopo un numero predefinito di turni, nonché la possibilità di fare delle piccole combinazioni con le azioni secondarie.

A livello di materiali la scatola ci ha stupito: credevamo fosse più piccola e meno pesante; e invece è zeppa di fustelle spesse e ben illustrate.

Non ci è piaciuta la quasi totale assenza di interazione: ciascun giocatore è intento a coltivare il proprio orticello - anzi boschetto - ancora più che in Cottage Garden, con sporadiche incursioni randomiche date dall’azione speciale del fungo (che, nell’economia del gioco, per inciso stona proprio parecchio). Non ci è piaciuto neppure lo strato aggiuntivo dalle tessere animale: se da un lato sono una delle poche peculiarità del titolo, dall’altro le abbiamo trovate sia casuali (data la posizione dei buchi, ancora una volta randomica), sia portatrici di paralisi da analisi.

Insomma, da Rosenberg ci si aspetterebbe ben altro; ma Indian Summer almeno raggiunge la sufficienza grazie ai bei materiali, alla durata contenuta e all’idea di trasformare il titolo in una corsa.

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Commenti

Un titolo alla recensione che faccia meno Brokeback mountain no? ;-)

Quindi vi viene voglia di giocare anche 10 partite ad un gioco appena sufficiente?

Il confronto è stimolante a 2 condizioni:
che ci sia la volontà potenziale dell'interlocutore a cambiare opinione;
che nessuno si senta depositario di verità assolute. Dubitare è uno strumento per arrivare alla "verità".

bhe a occhio direi che, punto decimale in più o in meno, siamo d'accordo sul titolo. comunque è possibilissimo fare 10 partite o anche più ad un gioco da 6 o giù di lì. Io e la mia ragazza avremmo fatto più di 20 partite a dragonheart, non certo un capolavoro, ma in 10 minuti fai una partita e ti permette di giocare con una certa rilassatezza e scambiando due parole, magari con 7 wonders duel (per citare quello che considero un'eccellenza del gioco a due) è meno fattibile visto che l'impegno richiesto è comunque maggiore. Comunque bravi ragazzi!

Sendo, dunque, uno principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la golpe e il lione; perché il lione non si defende da’ lacci, la golpe non si defende da’ lupi.

Un titolo alla recensione che faccia meno Brokeback mountain no? ;-)

Quindi vi viene voglia di giocare anche 10 partite ad un gioco appena sufficiente?

 

Se dura dieci minuti e decidiamo di recensirlo.. ovvio che sì. Non ci piace recensire giochi dopo una sola partita.

Un titolo alla recensione che faccia meno Brokeback mountain no? ;-)

Quindi vi viene voglia di giocare anche 10 partite ad un gioco appena sufficiente?

 

Anche perché, per scrivere una recensione, necessita di giocarlo più volte e NON fermarsi alla prima impressione (leggasi gruppi su facebook).

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