Kaivai

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Kaivai
Voto recensore:
7,0
Introduzione
Kaivai significa letteralmente “mangiatore d’acqua” ed è un termine con il quale gli antichi polinesiani solevano nominare gli abili navigatori alla guida del proprio popolo nella lunga e difficile colonizzazione dell’Oceano Pacifico.

E’ in questa insolita ambientazione che i fratelli Ostertag hanno deciso di collocare il gioco di punta della loro piccola casa editrice. Lo scopo è quello di far espandere la propria popolazione attraverso la colonizzazione di nuovi atolli e l’ampliamento dei villaggi, ma è solo celebrando il Dio Pescatore che si potrà ambire al raggiungimento della gloria e a fregiarsi del prestigioso titolo di Kaivai.

All’interno della grande (e sproporzionata) scatola troviamo un tabellone centrale costituito prevalentemente da una mappa esagonale che rappresenta l’oceano e le varie isole colonizzabili; quattro plance di gioco (una per giocatore) che serviranno per la gestione “economico-logistica” della nostra popolazione; varie tessere esagonali per la costruzione dei villaggi e infine, oltre agli immancabili segnalini in legno (canoe e idoli) e in cartone (conchiglie, pesci ed influenza), spicca la presenza - insolita per un german-game - di un set di dadi, uno più grande dell’altro. Ça va sans dire che i dadi rappresenteranno (fortunatamente l’unico) fattore di causalità all’interno del gioco.

Nell’elenco dei materiali ho citato canoe, idoli, conchiglie e pesci. Le prime saranno il mezzo attraverso il quale i giocatori potranno espandersi e diffondersi nelle varie isole dell’oceano. Gli idoli, che insieme alle tessere-capanna costituiranno i Santuari, servono per rendere omaggio al Dio Pescatore e quindi, con la sua benedizione, aiuteranno i pescatori nella raccolta dei pesci. Questi potranno essere venduti agli avversari in cambi di conchiglie oppure, una volta distribuiti alla popolazione dell’isola, saranno il “pane” per le celebrazioni e quindi per l’innalzamento della nostra gloria. Infine non meno secondario è il ruolo delle conchiglie, che fungono da vera e propria valuta con la quale sarà possibile finanziare l’ampliamento dei villaggi permettendo la costruzione delle varie tipologie di capanne.


Le Meccaniche
La partita si sviluppa in 10 round, ognuno dei quali è articolato in fasi:
1) Asta
2) Movimento del Dio Pescatore
3) Azioni
4) Svalutazione

La fase dell’Asta ha lo scopo di determinare tre importanti variabili: l’ordine di gioco, il costo di costruzione delle capanne e il massimo spazio di mare percorribile dalle nostre canoe. Il termine Asta è improprio, in quanto non si “compra” effettivamente qualcosa ne’ sono ammesse offerte al rialzo: semplicemente, a partire dal giocatore in ultima posizione, a turno ognuno sceglie un numero da 1 a 10. Questa scelta determina il valore di suddette variabili per il turno corrente (che saranno differenti da giocatore a giocatore).

Con la fase di spostamento del Dio Pescatore, colui che ha effettuato l’offerta più bassa, trasferisce la pedina del Dio da un’isola all’altra. La visita della divinità comporta essenzialmente tre vantaggi: l’isola si espande di un esagono, i proprietari di capanne-incontro (una particolare tipologia di capanne) guadagnano segnalini influenza e, infine, i tentativi di pesca da quell’isola si avvantaggiano di un dado extra.

Con la fase delle Azioni si entra nel clou del gioco. A partire dal giocatore che ha scelto il numero più alto, ognuno a rotazione ha la possibilità di effettuare un’azione: si continua in questo modo fino quando tutti i giocatori non vogliono o non possono effettuare ulteriori azioni. Sul tabellone centrale sono riportate sei illustrazioni auto-esplicative corrispondenti alle sei diverse possibili azioni: Costruzione, Pesca, Consegna del pesce, Celebrazione, Movimento ed Incremento del movimento.

La Costruzione permette ai giocatori di edificare capanne. Ne esistono di tre tipi: le capanne-pescatore (che aumentano il numero delle nostre Canoe in gioco); le capanne-incontro (che garantiscono un ritorno di segnalini Influenza); e infine i Santuari (che incrementano le chances di pesca).

Va da se che la Pesca serve per procurarsi i Pesci. Questi, con l’azione di Consegna del pesce, potranno essere distribuiti alle varie capanne, sia proprie che altrui. La consegna del pesce agli avversari è l’unico mezzo per “far soldi”, ovvero Conchiglie, necessarie per finanziare le costruzioni. Invece, il pesce consegnato alle proprie capanne frutterà Punti Gloria (aka Punti Vittoria) allorquando viene indetta una Celebrazione con la quale, finalmente, tutti i pesci conservati su quell’isola potranno essere mangiati.

Più semplici le altre due azioni di Movimento ed Incremento del movimento: la prima permette di muovere le proprie canoe e, eventualmente, di affondare quelle avversarie; la seconda permette di guadagnare un bonus permanente sulla distanza massima percorribile.

Un aspetto interessante di tutta questa fase è la modalità con la quale vengano scelte le azioni. Nella stessa fase di gioco un’azione può essere scelta più volte, sia da uno stesso giocatore che da giocatori differenti. Se l’azione non è ancora stata eseguita da nessuno colui che la sceglie per primo la effettua gratuitamente, ma ogni volta che questa viene nuovamente scelta ci sarà uno scotto sempre più alto da pagare in termini di segnalini Influenza.

Quando tutti i giocatori non desiderano (o non possono) effettuare ulteriori azioni, si passa all’ultima brave fase del turno di gioco: la Svalutazione. Le Conchiglie non spese si svalutano di un punto ed il Pesce invenduto piano piano si deteriora.

Il gioco termina alla fine del decimo turno. Ai punti accumulati durante il gioco con le celebrazioni, si aggiungono i punti derivanti dall’edificazione di capanne (in sostanza più capanne si costruisce, più punti si guadagnano alla fine). Chi ha totalizza più punti diviene il Kaivai e, inutile dirlo, vince la partita.

Commento
La valutazione di Kaivai non è stata facile. E’ un titolo senza dubbio interessante ma di difficile approccio, la cui struttura particolarmente articolata non lo rende ne’ immediato ne’ facilmente godibile alle prime partite. Il regolamento, sebbene non difficile da apprendere e da spiegare, ha un livello di complessità leggermente superiore alla media tedesca.

Risente indubbiamente di una certa amatorialità nella realizzazione, sia dal punto di vista estetico che da quello più prettamente tecnico. D’altro canto l’ampia variabilità di opzioni e di strade percorribili conferiscono al gioco una notevole profondità strategica.

Per tutti questi motivi Kaivai non è un titolo appetibile per la grande massa, ma la profondità di gioco e l’indubbia originalità lo rendono indubbiamente interessante agli occhi di hardgamer ed eurogamer incallitati.
Pro:
Originale sia nell’ambientazione sia, soprattutto, nelle meccaniche.
Notevole profondità strategica ed ampio range di scelte percorribili.
Contro:
Risente di una certa amatorialità sia dal punto di vista estetico che nell’affinamento del regolamento, in alcuni casi forse un po’ troppo articolato.
Non immediato, occorre almeno una o due partite per prendere confidenza con il gioco.
Confezione decisamente troppo grande in relazione alle reali dimensioni dei materiali.