King's Blood

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Voto recensore:
0,0
Lo scopo del gioco, ambientato in un universo fantasy demenziale, è quello di liberarsi per primi delle carte in mano, con un meccanismo simile a “Uno”.

Ogni carta rappresenta un evento o più spesso un personaggio che può essere maschio o femmina, ha un valore numerico (da 0 a 9) e un colore (verde, blu, rosso, giallo) indicato anche da un simbolo. Il colore rappresenta il carattere o meglio lo stile di vita del personaggio così ad esempio tutti i personaggi blu sono dei guerrieri mentre i gialli sono attaccati al denaro, i verdi sono artisti, mentre i rossi sono i romantici.

L’idea originale dietro King’s blood è di creare con le carte un albero genealogico della famiglia reale affiancando carte che hanno lo stesso numero o colore e aggiungendo nuove generazioni (nuove file di carte disposte sotto le precedenti) con i matrimoni. In pratica, mescolate le carte in un unico mazzo, se ne distribuiscono 7 ad ogni giocatore poi se ne piazza una scoperta sul tavolo. I giocatori a turno possono o giocare 1 carta di fianco a quella in tavola o pescare una nuova carta. Se 2 carte con lo stesso colore ma di genere opposto (maschio-femmina) vengono affiancate, avviene un matrimonio: si pesca subito una nuova carta che rappresenta la discendenza (se è un personaggio) e la si piazza in basso a coprire per metà le altre 2 carte in modo da formare una piramide capovolta. Se si pesca una carta evento…peccato, è un matrimonio senza figli.

Attenzione però: è possibile affiancare “parenti” solo alle carte “attive” già in gioco. Per attive si intendono le carte che hanno almeno un lato libero a destra o sinistra, non hanno carte sovrapposte e hanno spazio libero sotto di loro per poter creare una discendenza. Per esempio in una fila di 5 carte solo le 2 agli estremi saranno attive e a queste quindi si potranno affiancare parenti. In una piramide padre-madre-figlio, solo la carta figlio è attiva, in quanto le altre 2 sono parzialmente coperte.
L’utilità di creare matrimoni invece di affiancare semplici parenti ai personaggi sta nel bonus che riceve il giocatore di turno: se nasce un figlio si può giocare subito un’altra carta vicino alla nuova e addirittura se si hanno carte in mano con lo stesso numero del nuovo nato si possono giocare tutte insieme. Si possono addirittura creare catene di matrimoni liberandosi così di parecchie carte in un colpo solo.

Il meccanismo di base è estremamente semplice ma viene arricchito da alcune carte personaggio con poteri speciali (skip, riverse, draw 3) che fanno saltare il turno, cambiano il senso di gioco o costringono un giocatore a pescare 3 carte dal mazzo. Questi effetti si possono evitare o scaricare su altri giocatori giocando in risposta altre carte speciali. Ci sono infine 4 tipi di carte “evento” (assassinio, esilio, nuova connessione, incoronazione) che introducono cambiamenti nella genealogia e aumentano l’interazione tra giocatori. In particolare la carta incoronazione (enthronement) ha effetti devastanti perché una volta piazzata sotto un personaggio attivo (che diventa il nuovo sovrano) elimina dal gioco tutte le altre carte, iniziando così un nuovo albero genealogico. Chi ha creato la nuova genealogia riceve anche la carta speciale “king’s blood” che funziona come un jolly, cioè attaccato ad una carta attiva permette a 2 personaggi di sposarsi a prescindere dal colore o dal sesso (primo esempio di matrimonio gay in un gioco di carte). Ah, mi raccomando, prima di giocare l’ultima carta ricordatevi di gridare “KING’S BLOOD”, perché chi non lo fa sarà costretto a pescare 3 carte (va bene, ve lo concedo: potete gridare UNO, ma non ditelo a Steve Jackson).

È un gioco leggero e il divertimento dipende molto dallo spirito e dal tipo di compagnia con cui lo si gioca. Personalmente lo preferisco a Munchkin, che trovo troppo caotico e macchinoso. Le carte sono di buona fattura ma sottili, della stessa taglia di quelle di Magic quindi è facile trovare bustine protettive della misura giusta. Il voto sarebbe un 6 e ½ ma non me la sentivo di arrotondare a 7 perché l’interesse cala parecchio una volta esaurita la novità e il gioco diventa ripetitivo e meccanico dopo poche partite. Peccato anche che al contrario della maggior parte dei giochi di carte non sia molto giocabile fuori casa a causa dello spazio necessario a creare la genealogia che richiede quindi un piano di gioco abbastanza ampio.

All’indirizzo www.sjgames.com/kingsblood/solorule.html è possibile scaricare le regole per giocare in solitario, anche se penso che sia un tentativo poco riuscito di adattare un meccanismo che risulta interessante solo con un minimo di 3 giocatori.
Pro:
Facile da imparare e da giocare e poi... piace alle ragazze.
I disegni giapponesi in stile “chibi” (i personaggi sembrano tutti bambini) sono molto carini e ogni carta ha un’illustrazione diversa e l’idea della genealogia è originale e funziona bene.
Contro:
La fortuna conta e le tattiche sono sempre le stesse il che, alla lunga, lo rende ripetitivo.
Se non vi piacciono i disegni manga e odiate vedere possenti guerrieri ridotti ad un testone sul corpo di un dodicenne statene alla larga.