Nefertiti

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Nefertiti
Voto recensore:
7,4
Nefertiti è un gioco davvero molto intrigante, con qualche idea brillante che esalta il sistema non certo originale.

Ogni giocatore deve trovare un regalo per la moglie del faraone nei 4 mercati d’Egitto. La mappa è divisa in 4 mercati (Luqsor, Abu Simbel, Giza e Akhetaton), ogni mercato è diviso in 2 sezioni distinte, ogni mercato ha aperto solo una sezione alla volta, inoltre, solo 3 mercati su 4 sono aperti contemporaneamente, uno è sempre chiuso (con il tassello mercato chiuso). Ad ogni mercato sono abbinati 4 spazi dove vengono posizionate altrettante carte dono. Gli spazi sono divisi in uno spazio solitario e tre adiacenti, sullo spazio solitario, oltre alla carta dono, viene posto anche un sigillo reale. Ad ogni mercato corrisponde una riserva, ossia una banca ogni pagamento del mercato viene fatto utilizzando esclusivamente la sua riserva. La riserva va posta sopra una delle due sezioni del mercato coprendola del tutto.

Ogni sezione è variamente composta da rettangoli (ovvero dei negozi), ogni rettangolo ha sempre un numero e a volte dei simboli (poteri intrinseci al negozio come guadagno immediato di un soldo, oppure vantaggi o svantaggi nel prendere le carte dono). La disposizione dei negozi è molto importante ed è sempre diversa.

Al proprio turno un giocatore può comprare i servizi di un personaggio speciale e utilizzarlo immediatamente. I personaggi speciali sono diversi ed hanno poteri diversificati tra loro, per lo più sono unici, quindi potranno essere assoldati una sola volta nella partita, ma alcuni sono doppi o tripli, anche se, diminuiscono i loro poteri, quindi, il primo giocatore che si assicurerà i loro servigi sfrutterà il potere più vantaggioso di quel tipo. Per poter assoldare un personaggio speciale, si deve spendere un sigillo reale, disponibile solo durante il gioco.
Quindi un giocatore, deve posizionare un proprio servo in un negozio libero in un qualunque mercato aperto. Questa è un’azione obbligatoria e se un giocatore non ha alcun servitore da giocare deve chiudere una sezione dove abbia almeno 1 proprio servitore. Chiudere una sezione solitamente è azione automatica.

Ogni sezione ha la sua condizione di chiusura che va dal numero di servitori presenti, alla somma dei numeri nei negozi dove sono presenti i servitori, al posizionamento dei servitori al tiro di dado. Chiudere una sezione vuol dire procedere con la spartizione dei doni. Comincia il giocatore che ha posizionato un proprio servitore nel negozio con il numero più alto. Il giocatore deve quindi pagare tale cifra in denaro (verrà punito pesantemente qualora non abbia abbastanza soldini…) posizionandola sulla riserva del mercato; quindi, potrà decidere se prendere 2 carte tra le tre adiacenti oppure la singola con il sigillo. Fatta questa scelta, si passa al servitore successivo ossia quello sul negozio col secondo numero più alto e così via fino all’ultimo servitore sull’ultimo spazio. I giocatori che hanno servitori che non sono sul negozio più caro possono decidere se prendere le carte dono (pagando ovviamente la cifra sul negozio che occupano) oppure se ritirare il servitore e prendere la metà (arrotondata per eccesso!) dei soldi presenti sulla riserva del mercato. Una volta chiusa una sezione questa viene coperta con la riserva del mercato, il tassello del mercato chiuso viene quindi spostato sulla sezione ora scoperta, liberando, così, la sezione dove precedentemente c’era il tassello mercato chiuso. In questo modo ci sono sempre 3 mercati aperti e, per ogni mercato, una sezione aperta.

Il gioco procede in questo modo fino a quando non si pesca la carta Akhenaton tra le carte dono, da quel momento in poi i mercati si chiudono definitivamente, quando tutti i mercati sono chiusi il gioco termina.

I punti vittoria si guadagnano con i soldi (2 soldi 1 punto), coi sigilli non utilizzati (3 punti a sigillo), punti guadagnati in vario modo durante la partita utilizzando i poteri dei personaggi speciali e con le carte dono che si ha davanti a se alla fine della partita.
Le carte dono danno punti decrescenti a seconda di quanti giocatori hanno quella stessa carta, quindi si sarà i soli a possedere quella carta si guadagneranno più punti.
Vince chi ha più punti vittoria.

Il gioco è semplice nelle sue meccaniche. Ma la semplicità spesso nasconde una complessità non indifferente. Il fulcro del gioco è nel posizionare il proprio servo durante il turno (azione obbligatoria per evitare tergiversazioni da parte dei giocatori e imporre una chiusura veloce dei mercati). Ogni volta che si mette un proprio servitore in un negozio occorre prestare attenzione particolare, non è mai possibile chiudere con meno di 3 servitori un mercato e è necessario evitare che un giocatore riesca a posizionare un propri servitori in modo consecutivo così da pagare col primo e riprendersi metà del denaro (minimo se magari c’è già qualche sodino nella riserva riesce anche a prenderne di più). Inoltre occorre evitare di essere esclusi da un mercato, almeno riuscire a prendere qualche soldino, anche perché si prendono soldi solo ed unicamente con questo sistema dello scarto del servitore. Un modo geniale di sistemare l’annoso problema delle rendite diseguali. Senza contare poi che i soldi sono visibili a tutti e quindi farsi 2 conti per capire cosa fare è d’obbligo.

Un gioco dove niente è lasciato al caso, dove la preparazione della mossa non è esasperata, ma esiste e dà gioie infinite specie quando si chiudono mercati perché non si hanno servitori… mossa definitiva perché si sceglie il mercato. I poteri dei personaggi speciali non sono pesanti, ma molto ben studiati e calibrati, pochi punti addizionali, ma decisivi specie se si lascia prendere i migliori sempre allo stesso giocatore che però ha sempre meno carte dono visto che per prendere il sigillo deve rinunciare ad una carta. Insomma un titolo importante, dal costo contenuto, lingua indipendente che appassiona per la varie sfaccettature che lascia intravedere subito e che fanno cercare ai giocatori strade sempre diverse, visto che poi non sembra esserci una strada unica verso il successo. Molte strategie alternative e nessuna vincente a prescindere, ottimo equilibrio delle risorse grazie all’utilizzo di meccanismi rodati con gocce di originalità.

Forse il migliore della Matagot che dopo il flop di Utopia hanno realizzato un gioco dalla componentistica misurata (i servitori son proprio brutti, mentre la grafica splende), ma finalmente calibrato e studiato (anche Khronos aveva qualche problema di bilanciamento).
Pro:
Ottima grafica e componentistica funzionale.
Regole semplici in un gioco pieno di risorse tattiche.
Indipendenza dalla lingua.
Veloce anche se non immediato specie per gli eterogenei poteri dei personaggi speciali e loro implicazione.
Posizionamento classico, ma arricchito di vari componenti strategiche che ne fanno davvero un titolo notevole.
Contro:
Nessuno.