Pandemic Iberia: come morire nell'800

Pandemic Iberia: copertina
Z-man

Spin-off di "Pandemia", "Pandemic Iberia" ci porta nel XIX secolo a combattere contro le malattie storiche che afflissero la penisola iberica. Si rivela una valida alternativa al classico gioco o è solo un doppione? Scopriamolo. 

Voto recensore:
8,3
Giocare a Pandemic Iberia mi ha riportato alla mente un libro letto parecchi anni fa, I cacciatori di microbi del batteriologo Paul de Kruif. Parla dei pionieri della medicina moderna, gente che nel corso dell'800 ha messo a repentaglio la propria vita per capire e curare le malattie che flagellavano il mondo. Un libro – divulgativo, tranquilli – che consiglio davvero a tutti. 
Pandemic Iberia: materiali
materiali di gioco
In questo collaborativo per 2-5 giocatori, 30-45 minuti circa di durata, adatto anche ai neofiti (anche se a questi consiglierei comunque di più Pandemia), ci troviamo nei panni di personaggi del periodo, alle prese con quattro epidemie letali. 

Cosa cambia rispetto a Pandemia?

Chi non ha mai giocato a Pandemia, può passare al paragrafo successivo; per gli altri riassumo solo i cambiamenti: 

  • i personaggi sono stati un po' tutti depotenziati, o quantomeno ridimensionati (scordatevi il trio delle meraviglie ricercatrice – medico – scienziata);
  • non c'è lo spostamento aereo, sostituito da un'azione di costruzione ferrovia, lungo la quale è possibile spostarsi con un'unica azione;
  • c'è un'azione di purificazione acqua. Vengono messi due segnalini goccia in una regione (ossia un poligono delimitato da strade) e ciascuno di essi previene il posizionamento di un cubo malattia in una città adiacente;
  • ci sono quattro ospedali, uno per colore. Ogni malattia va curata nello specifico ospedale, costruibile solo sulle città del corrispondente colore;
  • una malattia curata dà solo un piccolo vantaggio per l'azione di depurazione e non esistono più le malattie debellate: scordatevi di rimuovere tutti i suoi cubi con un'unica azione. 

Il gioco in breve

La mappa dipinge la penisola iberica punteggiata di città collegate da strade, sulle quali ci si sposta usando una meccanica punto-a-punto. Tali città sono divise in quattro colori, corrispondenti alle malattie. 
Si parte con già alcuni cubi malattia sul tabellone e si perde la partita quando termina il mazzo giocatore, oppure quando finiscono i cubi di un colore o quando il valore di insorgenza arriva a 8. Per vincere, invece, occorre curare tutte le malattie, ovvero - per ciascuna di esse - scartare cinque carte del corrispondente colore trovandosi nel giusto ospedale.

Pandemic Iberia: postazione giocatore
postazione giocatore
Al proprio turno il giocatore ha quattro punti azione, con cui può: muoversi da una città all'altra; costruire un tratto di ferrovia tra due città; spostarsi velocemente lungo la ferrovia; spostarsi tramite i porti (scartando una carta); scambiare la carta della città in cui è con un altro giocatore nello stesso luogo; scartando una carta, infine, si può curare un cubo malattia, costruire un ospedale (scartando una carta) o piazzare due gettoni acqua depurata in una regione (un poligono delimitato da strade) per prevenire il posizionamento di un cubo malattia in una città adiacente.

Dopo aver speso le quattro azioni, si pescano due nuove carte giocatore. Queste servono appunto per mettere assieme le cure (cinque carte dello stesso colore), oltre che per svariate azioni. Tra esse però si nascondono, ad intervalli più o meno regolari, le carte epidemia, che aggiungono nuovi cubi sulla mappa e, potenzialmente, favoriscono le insorgenze. Una insorgenza si verifica quando in una città andrebbe piazzato il quarto cubo del medesimo colore: si aumenta l'apposito tracciato (quello che fa perdere la partita se si giunge a otto) e si piazza invece un singolo cubo in ogni città adiacente. 
Dopo questa pesca, il giocatore prende anche due o più carte contagio, aggiungendo un cubo malattia su ciascuna. Il numero di queste carte dipende da quante carte epidemia sono state già pescate.
Si prosegue in questo modo fino alla vittoria - o, più facilmente, alla sconfitta. 

Le opzioni per morire subito

Intanto potete variare la difficoltà da quattro a sei carte Epidemia. Poi c'è un'opzione per far muovere i cubi verso gli ospedali, come fossero pazienti, un cubo per colore dopo le azioni di ogni giocatore. Infine ci sono quattro carte malattie storica che conferiscono a ciascun colore un'abilità speciale permanente, ovviamente negativa (un po' come quelle del ceppo virulento di Sull'orlo dell'abisso).

Materiali, artwork, ergonomia

Pandemic Iberia: medici ottocenteschi
Spartan e N°12 non concordano sulla strategia...
Pur rimanendo nella teutonica spartanità e astrazione del predecessore, Pandemic Iberia dà un tono un po' più caldo al tutto, a partire dal disegno della mappa, fino alla grafica delle carte e dei personaggi. Rimaniamo comunque sempre in sobrio ambito tedesco: cartone e cubi

Regolamento

Molto chiaro e ben spiegato: nulla da segnalare. 

Ambientazione

Pandemia, Iberia o meno, ha sempre una base parecchio astratta. Qui gli autori inseriscono qualche elemento in più per caratterizzare il tutto - dai disegni, agli spostamenti più difficoltosi, all'acqua sterilizzata (quindi, in senso lato, il diffondersi delle norme igieniche). 

Scalabilità

Ottima, come sempre. In quattro o cinque rimane un po' più difficoltoso che non in due o tre (secondo me tre è il numero perfetto, per Pandemia), ma sono sottigliezze e il gioco da tavolo è ampiamente godibile con qualsiasi numero di partecipanti. 

Rigiocabilità

Io non faccio molto testo, perché ho perso il conto delle partite fatte a Pandemia. In ogni caso i personaggi da provare sono molti, il setup sempre differente, le scelte difficili, ci sono varianti per renderlo più arduo; la fortuna fa il resto. Insomma, Pandemic Iberia non pecca in rigiocabilità. 
Pandemic Iberia: Hahnemann

Interazione

Essendo un cooperativo puro in cui ciascuno deve fare la sua parte ed occorre totale coordinazione, questo è il tipo di interazione che avrete con gli altri; le discussioni non saranno poche

Originalità

Il brand Pandemia è stato integrato, rivisitato e sfruttato quasi quanto quello dell'innominabile, ma per fortuna in questo caso il gioco è valido. 
Gli autori hanno saputo rivitalizzare la scatola base dando vita a qualcosa di nuovo, interessante e, soprattutto, stimolante per i giocatori più navigati. 

Profondità, strategia e tattica

In Pandemic Iberia, come nel gioco base, vanno capiti pochi concetti strategici essenziali e poi occorre regolarsi tatticamente contro il gioco - e anche affidarsi alla fortuna. 
La prima cosa da ficcarsi bene nella capoccia è che si vince scoprendo le cure, non togliendo cubi dal tabellone. Il che non significa non toglierli, ma che non ci si deve precipitare a farlo quando invece si possono scambiare carte: mettere assieme le cure deve essere la priorità.
Poi ricordarsi sempre di contare le carte per le epidemie e controllare le città già uscite, per capire quanto urgente sia rimuovere un cubo da una che ne ha già tre o se sia possibile procrastinare.

Questo vale per tutti i Pandemic. Qui si aggiunge la possibilità di tamponare una zona calda con l'acqua scartando carte inutili e, soprattutto, la costruzione ferroviaria, che dà una prospettiva strategica maggiore al tutto, dato che è molto efficace; certo, va costruita con sapienza. Epperò torniamo sempre al punto di partenza: tutte queste nuove opzioni non devono distrarvi dalle cure. 

Eleganza e fluidità

Pandemia scorre come un treno ed anche le discussioni non appesantisco mai il gioco. La meccanica base (quella delle epidemia e della loro diffusione, col rimescolamento del mazzo mettendolo sopra) è tanto elegante quanto funzionale

Pregi e difetti 

Il difetto è sempre il solito e di chiama giocatore dominante - o meglio, diciamo che il gioco non mette in atto nessuna contromisura al giocatore dominante. Se siete un gruppo affiatato e nessuno si impunta, la cosa non esiste. 

Ma parliamo un po' delle opzioni caratterizzanti di Pandemic Iberia. Intanto avrete notato una cosa: la difficoltà di base è aumentata. Questo è a tutti gli effetti un Pandemia per esperti. Noi, che il Pandemiaclassico con cinque carte epidemia ce lo bevevamo a colazione, qui abbiamo avuto seria difficoltà. I motivi sono molteplici: abilità dei personaggi ridimensionate, costruzione obbligatoria di quattro ospedali specifici (io ne facevo massimo due, mai di più); cura della malattia che in pratica non migliora la situazione, non potenziando l'azione di levare cubetti e non permettendo di debellare; assenza dello spostamento aereo - 
ma c'è la ferrovia, direte voi: bravi; ma la devi prima costruire, e costruirla significa spendere azioni.
La ferrovia è però il primo elemento di maggiore profondità strategica che Pandemic Iberia offre. Qualcosa di pianificabile in anticipo, con una funzione futura e determinante. Il nostro n. 12 ha persino partorito la "teoria dell'anello interno”, che ottimizza le distanze da tutte le città del tabellone. Non funziona; però è molto bella. 

Pandemic Iberia: Teoria dell'Anello Interno
Teoria dell'Anello Interno

Ottima l'idea dell'acqua, non tanto in sé per sé, quanto per la possibilità di usare le carte di una malattia già curata come jolly per piazzare i segnalini, facendo loro acquisire un senso. 

L'opzione degli ospedali ha due facce. Da una parte, costruendo un ospedale lontano da una zona calda, puoi addirittura avvantaggiarti, diluendo i cubi su più città e allontanando le insorgenze. Dall'altra, questi movimenti sono il più delle volte dannosi, perché comunque esitano poi in un'insorgenza all'ospedale stesso, ma soprattutto aggiungono un altro strato al gioco, aumentandone la complessità. 

Infine le carte malattia storica sono proprio per gli aspiranti suicidi, una sorta di “livello incubo” del gioco. 

Da tutte queste cose, già avrete capito che Pandemic Iberia è pensato per un pubblico di giocatori più esperti, meno casual rispetto a Pandemia. Può comunque essere proposto a tutti, vista l'esigua quantità di regole, ma qui complessità e profondità sono certamente un gradino sopra. 

Conclusione

Considerato che Pandemia da solo è un po' limitato e che di solito quello che si consiglia è sempre il binomio Pandemia + Sull'orlo dell'abisso; considerato che questo Pandemic Iberia riunisce in una scatola molti di quei concetti; considerato infine che la profondità strategica di questo spin-off è maggiore, il consiglio finale per un giocatore non alle prime armi è proprio di comprare, tra tutti, questo Pandemic Iberia. Ferma restando l'inarrivabilità dell'esperienza Legacy

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Commenti

domanda i giocatori possono essere da 2 a 4 o da 2 a 5?

domanda i giocatori possono essere da 2 a 4 o da 2 a 5?

2-5, grazie della correzione

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Iberia piace MOLTISSIMO anche a me e lo preferisco rispetto alla versione base. Sono molto d'accordo con la recensione! 

Una piccola precisazione: quando si vuole depurare l'acqua in un'area bisogna scartare una carta del colore di una delle città perimetrali dell'area; quando si è "scoperta" una malattia si può scartare una carta della malattia "scoperta" (indipendentemente dal colore delle città perimetrali).

Quindi non è del tutto vero che "scoprire" una malattia non dà alcun vantaggio (come scritto nelle prime righe della recensione). Questo vantaggio può sembrare piccolo, ma rende utili anche le carte delle malattie già scoperte che, altrimenti, sarebbero un peso morto nella mano.

Achenio
Tana dei Goblin di Brescia

Versione più bella e ambientata rispetto alla versione base. A volte sono piuttosto prudente quando approccio reimplementazioni di giochi più vecchi. Soprattutto in questo caso. Infatti Pandemic base l'ho staconsumato e quindi ho approcciato questo nuovo gioco con qualche reticenza e... ho dovuto ricredermi!

Bellissimo.

I cambiamenti scelti sono azzeccati sia a livello di ambientazione sia a livello di meccaniche. Molto interessante l'idea della linea ferroviaria e della purificazione dell'acqua.

e ora aspettiamo Rising Tide :)

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vorrei chiedere ad Agzaroth cosa ne pensa di pandemic cthulhu..

muffin

vorrei chiedere ad Agzaroth cosa ne pensa di pandemic cthulhu..

facile: domani esce la recensione :)

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vorrei chiedere ad Agzaroth cosa ne pensa di pandemic cthulhu..

facile: domani esce la recensione :)

 

mitico!

per quel che vale, io ce l'ho. sono un grande fan di lovecraft, ma devo dire che personalmente... abolirei i cooperativi! perciò non mi entusiasma molto; a parte questo, mi pare che, se hai fortuna con le carte pescate, vinci, se no addio.

ma come dicevo in altro commento, il mio livello di giocatore è da "osteria": ho iniziato da poco e nonostante mi ci sia buttato a capofitto non ho ancora abbastanza esperienza per poter esprimere pareri di un certo spessore.

attendo quindi la parola dell'esperto! 

ciao

muffin

20 partite alle spalle, un maledetto capolavoro. Che gran lavoro hanno fatto, piace da matti.

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