Pecore al Pascolo

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Voto recensore:
6,7
Questo gioco, una delle novità 2002 della Gold Sieber, è in realtà la versione in tedesco de “La Guèrre des Moutons”, pubblicato in Francia un anno prima. Si tratta di un gioco di piazzamento tessere che, viste alcune analogie, si troverà ad essere inevitabilmente comparato a Carcassonne, anche se in realtà i due giochi hanno parecchie differenze.

Le numerose tessere che troviamo nella scatola rappresentano parti di fattoria, bosco, lupi, cacciatori e soprattutto pecore dal manto di quattro colori diversi e sono tutte stampate (con figure differenti) da entrambi i lati. Qualora sulla stessa tessera vi fossero pecore di 2 o più colori esse sono separate da pezzi di recinto. Ad inizio partita ogni giocatore riceve una tessera riportante 4 pecore ed un pastore che gli rivelerà quale sarà il suo colore e che dovrà inizialmente tenere segreto. Inoltre ogni giocatore pesca dal sacchetto 4 tessere come dotazione iniziale.

Al proprio turno i giocatori devono piazzare una delle tessere che hanno in mano in modo che essa sia adiacente ad almeno una tessera già presente e in modo che il paesaggio combaci con le tessere circostanti. Poiché non sono permessi greggi “misti” (cioè formati da pecore di due o più colori) anche l’erba sotto le loro zampe presenta 4 gradazioni diverse di verde! Poi il giocatore pesca tante tessere nuove quante erano le tessere adiacenti già piazzate attorno alla nuova tessera (quindi pescherà 1-4 tessere nuove). Lo scopo della partita è di formare dei greggi, cioè dei gruppi di pecore dello stesso colore circondati da recinti e/o parti di fattoria e/o bosco. Vince il giocatore che avrà formato il gregge più numeroso. In caso di parità fra più persone viene considerato il secondo gregge più numeroso e così via.

Da quanto descritto è chiaro che durante il piazzamento delle tessere bisogna cercare di ingrandire le proprie greggi, ma senza essere troppo ovvi e allo stesso tempo recintare le pecore avversarie prima che diventino troppo numerose. I lupi nei boschi servono a “spaventare” le pecore, per cui non potranno essere considerate alla fine della partita, ma per contro i cacciatori possono uccidere i lupi. Oltre a questo, però, il regolamento prevede due situazioni piuttosto interessanti ed originali: prima di tutto in qualunque momento un giocatore può decidere di rivelare il proprio colore giocando immediatamente la tessera ricevuta all’inizio (che raffigura ben 4 pecore), per poi pescare e piazzare ancora un’altra tessera. Questa mossa ha il vantaggio di ingrandire in un attimo il nostro gregge più interessante, ma allo stesso tempo fa sì che gli avversari possano giocarci contro chiudendolo il prima possibile oppure ingrandendolo a dismisura rendendone impossibile la chiusura completa e quindi vanificando i nostri sforzi (ricordo che a fine partita vale solo il nostro gregge più numeroso a patto che sia completamente racchiuso in un recinto). La seconda regola prevede che in un qualunque momento un giocatore possa smettere di giocare qualora si rendesse conto di non poter migliorare il proprio punteggio finale: egli trattiene le eventuali tessere possedute in quel momento, ma non può più piazzarne altre. Il primo a farlo riceve, a fine partita, 6 punti bonus. Il secondo ne riceve 3 ed il terzo solamente 1.
Pro:
Un gioco adatto a tutti, semplice, divertente e graficamente piacevole. Il meccanismo di base è ben collaudato e implementato da un paio di regolette originali che lo rendono interessante. Una partita dura 30-45 minuti e, giocato nell’atmosfera giusta, è tempo ben speso.
Contro:
Dopo un po’ di turni si hanno parecchie tessere in mano e per di più stampate da entrambi i lati. Tutto ciò rende più lunga e più scomoda la decisione della tessera da piazzare e con giocatori che tendono ad analizzare molto le varie possibilità questo può essere un problema. A differenza di Carcassonne, i tipi di tessera esistenti sono moltissime ed è quindi impossibile “impararle” tutte e questo va un po’ a scapito della strategia: in Carcassonne è possibile operare certe scelte anche in base alla probabilità di pescare una data tessera e completare un paesaggio. Qui, invece, ci si può trovare facilmente nella situazione in cui ci serve una tessera presente in unico esemplare che magari è già sul tavolo, ma con l’altra faccia verso l’alto! E’ un peccato perché questo fa sì che, nonostante l’ambientazione simpatica ed azzeccata e una certa originalità nel regolamento, Meine Schafe, Deine Schafe risulti alla fine meno tattico e più casuale e caotico di Carcassonne.