Prendi e porta a casa

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Prendi e porta a casa
Voto recensore:
5,2
Ogni giocatore ha una dotazione iniziale di 20 carte, il primo che le termina, sarà il vincitore.
Si parte con 5 carte in mano e si reintegra dal proprio mazzetto dopo aver giocato.
Le carte in possesso dei giocatori riportano una variegata gamma di insulti (hai i piedi a banana, imbranato figlio di papà, ecc…) e vanno giocate rivolgendo gli epiteti ad un altro giocatore.
Le carte possono essere anche combinate tra loro (giocandone così più di una nel proprio turno) purché la frase così composta abbia un senso compiuto (es. sei un “frignone” “dentone”).
Se un insulto risulta particolarmente divertente – secondo gli altri partecipanti – si può pescare una carta in più dal mazzetto (giocando così temporaneamente con 6 carte).

Oltre le normali carte insulto ci sono delle carte speciali dette “sberleffo” che permettono di rimandare al mittente gli insulti (in termini di gioco fanno si che le carte vengano rimesse in fondo al mazzo) o di impedire che vengano annullati od ancora di metterle sotto al mazzo della vittima allontanando così la sua possibilitità di vittoria. Alcune carte sberleffo possono essere usate anche come normali carte insulto.
Sono proprio queste carte speciali a dare al gioco un minimo di spessore che esula dal semplice gioco ed insulto.

Il gioco ha una meccanica molto semplice, decisamente troppo, che impedisce qualsiasi strategia. L’idea potrebbe essere considerata anche innovativa (se non avete mai partecipato ad una festa di bambini delle elementari in cui si dicono di tutto) se non fosse così priva di fondamento, a questo si aggiunge una grafica non certo fenomenale per una prodotto finale decisamente dimenticabile.
Se lo si considera solo per un pubblico molto molto giovane allora può servire a passare un'oretta in allegria (voto 6).
Pro:
L’unico è riconducibile alle carte bilingua (italiano/inglese) che potrebbero avere un valore educativo (nell’ambito diseducativo del gioco).
Uno dei pochi giochi per bambini.
Contro:
Essenzialmente tutto, perché mai si deve creare un gioco dal sapore diseducativo, ma soprattutto privo di una qualunque strategia o valenza.
Uno dei pochi giochi per bambini sugli scaffali dei grandi.