Pulsar 2849, il gioco su misura per noi

Pulsar 2849 gioco tavolo
BoardGameGeek

Ci sono giochi che sembrano fatti apposta per te, o quasi.

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Pulsar 2849
Voto recensore:
8,2

Mille anni dopo la gold rush, che ha portato migliaia di pionieri sulla costa Ovest alla ricerca di oro e ricchezze, l’uomo scopre come imbrigliare energia dalle Pulsar: una nuova era di esplorazione spaziale ha inizio.

Non aspettatevi di vivere un’avventura fantascientifica in Pulsar 2849, siamo di fronte ad un german ad ambientazione spaziale che poteva funzionare benissimo anche nel medioevo o nell’antica Roma, ma, nonostante questo abbiamo trovato un altro gioco che è dovuto entrare con prepotenza nella nostra collezione. Avevamo ignorato il titolo per via della sua ambientazione, dimostrando una scarsissima lungimiranza, ma siamo riusciti a provarlo grazie all’amico UtterMarcus che si è sparato svariati chilometri per portarcelo e farcelo provare. Il mattino dopo lo stavamo già ordinando.

Edito dalla CGE, ideato da Vladimír Suchý (già autore di Last Will e Il Club degli spendaccioni), per 2-4 giocatori della durata di 60-90 minuti (e comunque dura di più la spiegazione che la partita.

Il gioco

In ciascuno degli otto turni della partita, ciascun giocatore può fare due azioni (più una bonus se si riesce), per un massimo di ventiquattro - anche se più verosimilmente se ne riescono a fare una ventina.

Pulsar 2849 plancia
Plancia
Le azioni sono attivabili spendendo dadi che vengono scelti con un draft dai giocatori da una riserva comune. Originale e riuscito il sistema di gestione dadi: dopo averli lanciati si stabilisce quale sia il dado mediano (il quinto in quattro giocatori, il quarto in due o tre) e, in corrispondenza di questo valore, si posiziona l’indicatore che potrà essere spostato di uno spazio a destra o sinistra a seconda della quantità maggiore di dadi si trova a destra o sinistra di quello mediano. Quando i giocatori scelgono il dado devono anche spostare uno dei propri indicatori su uno dei due tracciati (iniziativa e ingegneria). Scegliendo quindi un dado di valore basso, meno potente, si migliora la propria posizione sugli indicatori e viceversa.     

Con i due dadi scelti, procedendo in ordine di turno, si possono fare varie azioni:

  • viaggiare tra i cancelli spaziali, colonizzando pianeti e reclamando il possesso delle pulsar;
  • acquistare una girodina, da posizionare in una delle pulsar reclamate;
  • attivare una girodina posizionata e ottenere punti a ogni round;
  • brevettare una tecnologia, che fornisce bonus immediati, permanenti o a fine partita;
  • costruire una trasmittente, che fornisce punti immediati e introiti a ogni turno.
  • sviluppare un progetto nel proprio quartier generale.
  • prendere un modificatore: se ne può applicare al massimo uno per dado.
Pulsar 2849 tracciati
Dadi e tracciati
Con alcune di queste azioni (colonizzazione, brevetto di alcune tecnologie, sviluppo di certi progetti, costruzione di trasmittenti), oppure spendendo quattro cubi ingegneria (che si ottengono ad ogni turno in base alla posizione sull’omonimo tracciato e da alcuni bonus) si possono ottenere dadi aggiuntivi, da utilizzare al massimo uno per round, coi quali fare una terza azione.

Terminato il round per tutti i tutti i giocatori si aggiorna l’ordine di turno, si distribuiscono cubi ingegneria e si prendono le rendite delle trasmittenti e dei progetti brevettati; dopodiché ciascun giocatore ottiene punti per le girodine costruite e attivate. Dopo aver rivelato  nuove trasmittenti e sbloccato nuovi progetti e si è pronti per un nuovo round e, alla fine della partita, si ottengono punti addizionali per i pianeti colonizzati, per gli obiettivi comuni soddisfatti e per le tecnologie brevettate che forniscono punti a fine partita.

Considerazioni

Non ce lo aspettavamo, ma Pulsar 2849 ci è piaciuto più del previsto. Forse perché ha esattamente quello che ci piace: la gestione dadi, qui gestita in modo originale e con un’ottima meccanica per bilanciare la fortuna, lasciata alla scelta dei giocatori; favoloso anche il fatto di non poter applicare più di un modificatore a ciascun dado (e i modificatori permettono di fare soltanto +/-1, oppure +2). Ci è piaciuto tantissimo il dover stabilire ad inizio partita una strategia di massima (dettata dagli obiettivi comuni e dalle tecnologie brevettabili negli ultimi turni, le quali forniscono punti a fine partita), che va però plasmata di turno in turno sulla base dei dadi che vengono lanciati e tra i quali si può scegliere.

I punti vittoria sembrano tanti, e lo sono: i punteggi finali si aggirano tra i centocinquanta e i duecento; ma non sono punti che “piovono dal cielo”: vanno bensì costruiti e ottenuti sacrificando altre azioni che sembrano sempre tutte fondamentali. Pulsar 2849 è infatti un gioco dalla coperta corta: si parte ipotizzando di fare di tutto e invece manca sempre un’azione, un modificatore, o quel dado che siamo costretti a usare per altro.  

Pulsar 2849 plancia giocatore
Plancia giocatore
Vogliamo soffermarci un istante sulla scalabilità: avevamo paura che in due il gioco fosse troppo largo, ma l’idea di avere due indicatori su entrambi i tracciati e di scegliere i due dadi in base alla posizione dei due indicatori su quello dell’influenza fa funzionare molto bene la parte della scelta delle azioni; certo, inevitabilmente, sulla mappa c’è più posto: non nei pianeti da colonizzare, che scalano col numero di giocatori, ma sulle pulsar reclamabili, che sono inevitabilmente di più. In quattro giocatori invece la mappa si riempie più rapidamente.

L’interazione, essendo tanta e totalmente indiretta, si fa sentire di più nelle partite col massimo numero di giocatori. Sia chiaro, lo abbiamo giocato principalmente in due e il gioco ci piace un sacco. Come peso e pubblico di riferimento ci viene da accostarlo a Sulle Tracce di Marco Polo, oppure a Lorenzo il Magnifico, entrambi titoli godibilissimi in due ma che in quattro fanno saltare le amicizie. I materiali sono buoni, l'iconografia è molto chiara e il regolamento ben scritto e facilmente assimilabile. Il tabellone rotondo, con tutte le plancette da aggiungere tutto attorno, regala un bel colpo d'occhio ma rende la preparazione lunghetta e l'ergonomia non proprio eccellente.

Se solitamente vi trovate d’accordo coi nostri gusti, e se vi piace la gestione dadi con scelte sofferte, dategli una possibilità.

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Commenti

Dopo Modena basta acquisti per un po' ma ho già sentito troppe persone accostarlo a Marco Polo (che è uno dei miei giochi preferiti in assoluto) dovrò provarlo al più presto

Sendo, dunque, uno principe necessitato sapere bene usare la bestia, debbe di quelle pigliare la golpe e il lione; perché il lione non si defende da’ lacci, la golpe non si defende da’ lupi.

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