Really Nasty Horse Racing Game, The

Voto recensore:
0,0
Ho acquistato questo gioco dopo aver letto su BGG degli articoli stimolanti riguardo all’alto livello di bastardaggine che potevano variare il tema di una corsa di cavalli altrimenti in linea con altri giochi del genere. In effetti, dopo averci giocato, convengo anch’io sul fatto che questo gioco sia veramente bastardo e dannatamente divertente….

La scatola del gioco non è molto evocativa, dato che sopra campeggia soltanto il titolo nudo e crudo, ma aprendo il tabellone e spulciando i componenti si nota una buona qualità e quantità dei componenti; i cavalli soprattutto sono particolari, in quanto sono figure fotografate e stampate su una plastica trasparente e messe su dei piedistalli: credetemi, il risultato è ottimo visto di fianco!

Per prima cosa, dopo aver settato il gioco, bisogna scegliere il colore con il quale si correrà per tutta la partita, che comprende 6 corse, poi si deciderà l’ordine del programma delle 6 corse.
Ogni corsa ha un premio a sé stante per il primo, secondo e terzo arrivato, che varia da corsa a corsa. Le 6 corse vengono mostrate in ordine a lato del tabellone.
Poi ogni giocatore riceve denaro per £ 20.000, ed una carta Corsia che definirà, appunto, la corsia che occuperà il suo cavallo per quella determinata corsa (naturalmente più si è vicini allo steccato e meglio è…).

Infine, ogni giocatore deve scegliere il livello del suo cavallo (ne ha uno per ogni corsa) che va da 1 (il più veloce) a 6 (il più lento): questi livelli corrispondono all’abilità di poter raddoppiare il numero del tiro col dado in determinati punti del percorso (3 in tutto: Early Pace-Quicken Up-Finish Well), quindi è bene scegliere magari il cavallo veloce per la corsa con il premio più alto oppure in una gara che si vuole vincere facilmente.

Poi, in base al numero di giocatori, si distribuiscono un tot di carte Bastarde per ognuno: queste carte, che sono il cuore del gioco, possono essere giocate soltanto una volta nella partita, poi vanno scartate definitivamente.
Le carte Bastarde, in pratica, possono far cadere un fantino, farlo rimontare, cambiare l’ordine di arrivo, impazzire un cavallo, c’è la falsa partenza, insomma, delle mosse bastarde…

Una volta deciso l’ordine delle corse, la corsia di partenza ed il livello del cavallo, si definiscono le quote (un giocatore funge da Allibratore) segnandole al centro del tabellone con un pennarello.

A questo punto tutti i giocatori devono piazzare la loro scommessa: possono piazzare la scommessa o sul proprio cavallo, oppure su uno degli altri giocatori. Le carte bastarde possono essere usate anche per far cadere il proprio fantino se si è scommesso su un altro.
La scommessa viene messa coperta sul tabellone (si rivela solo l’importo della scommessa).

Ora può partire la corsa: inizia a tirare il dado il giocatore in corsia 1 (o, in meno giocatori, colui che è più interno) e poi di seguito gli altri. Tutte le corse si disputano sulla lunghezza di un giro completo ed un quarto (1,25).

I cavalli muovono di una casella per punto di dado (tiro 6 = 6 caselle); si possono cambiare le corsie che si vuole ma soltanto verso l’esterno, in quanto per potersi spostare all’interno (e di solo una corsia per turno) si deve tirare con il dado necessariamente un sei e naturalmente il cavallo deve muovere in avanti e non lateralmente e non può occupare una casella già occupata.
Pro:
E’ un gioco molto divertente, naturalmente con la compagnia giusta che non si adombri se gli si fa una bastardata!
I componenti sono di buona qualità.
C’è un minimo di strategia…
Contro:
Il prezzo non è abbordabile, visto che si può acquistare (nel momento in cui l’ho acquistato io) solo in Inghilterra con la sterlina alle stelle.
Il numero giusto per potersi divertire è da 4 in su, in meno giocatori si perde il gusto della competizione.
Chi odia il genere con la variante bastarda lo troverà ancora più odioso.