Star Trash

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Star Trash è un gioco tutto italiano che nasce come parodia di Star Trek, cosa che appare subito evidente già dal titolo e dal sottotiolo (“Per andare là dove nessun Omino Verde è mai giunto prima!”), senza contare i riferimenti e le citazioni che si possono trovare nelle varie situazioni di gioco. In estrema sintesi, si tratta di un interessante mix fra party game, gioco da tavolo e di carte, che propone uno stile di gioco misto fra il cooperativo ed il competitivo. Ciascun giocatore rappresenta infatti uno degli otto ruoli possibili sull’astronave Enterplease (!!), impegnata in una missione di esplorazione che l’equipaggio nel suo complesso deve riuscire a completare: se infatti la missione fallisce, tutti i giocatori perdono, mentre se questa riesce, risulta vincitore il personaggio che ha accumulato il maggior numero di punti individuali.

Ciascun personaggio ha una propria scheda che elenca il valore delle sue tre abilità principali "Alieno", "Malattia" e "Nave" (che vengono usati come bonus al lancio dei dadi per la risoluzione degli eventi), lo spazio per i tre sottoposti sacrificabili che in gioco hanno diverse funzioni (sono detti Miniov, il solo che non li possiede è il Capitano), l’area in cui conservare gli eventi risolti che comportano punti individuali del personaggio, e le cinque caselle di priorità. Queste ultime sono gli spazi in cui vengono messi gli eventi assegnati al personaggio, in un ordine prefissato che ne determina la priorità: più questa sarà bassa, tanto maggiore sarà il malus del personaggio nella sua risoluzione. Ogni volta che ad un personaggio viene assegnato un evento da risolvere, questo deve essere collocato in una casella di priorità facendo eventuale scorrere le carte già presenti verso posizioni di priorità minore: se tutti gli spazi sono occupati e un evento slitta oltre la quinta casella, il personaggio muore per lo stress (se muore il Capitano, la missione fallisce e tutti perdono).

Parte centrale del gioco sono gli eventi che i personaggi dovranno risolvere, rappresentati dai quattro mazzi di carte distinti per colore del dorso. Indipendentemente dal tipo, ogni carta può rappresentare un evento favorevole, i cui effetti solitamente positivi si applicano solo dopo la sua risoluzione, o un evento nefasto, i cui effetti generalmente negativi si applicano da subito e restano attivi fino alla sua risoluzione. In particolare, le carte Alieno rappresentano gli incontri che si possono fare nel corso della missione, che nel caso siano ostili comportano un malus alla risoluzione, e che possono comportare diversi tipi di evento. Le carte Malattia possono essere comode mutazioni per il personaggio che le risolve (nel qual caso restano in gioco senza occupare priorità), oppure fastidiose epidemie che colpiscono tutto l’equipaggio. Le carte Nave possono essere guasti che restano in gioco a danno di tutti, oppure migliorie che possono essere convertite in bonus oppure in punti per la missione. Le carte Personaggio, infine, sono eventi di tipo Alieno, Malattia o Nave che però si applicano in ogni caso solo al personaggio che li risolve e che non contribuiscono mai al punteggio della missione ma solo a quello individuale.

Ogni turno di gioco, che rappresenta una puntata della saga di Star Trash, inizia con la fase in cui il Capitano lancia i dadi e muove il segnalino dell’Enterplease sulla mappa galattica, individuando la locazione in cui si troverà l’astronave e determinando così una o più carte che vengono pescate e girate a faccia in su in modo che tutti sappiano cosa li attende nella puntata attuale. Successivamente, ogni giocatore pesca la carta indicata per il proprio personaggio (ad esempio il Medico pesca una carta Malattia, il Capitano una carta Alieno) ed la assegna, assieme alle altre eventualmente avanzate dal turno precedente, agli spazi di priorità della sua scheda, complicandosi la vita nel modo che ritiene più opportuno. Iniziando poi dall’ufficiale di rango più basso, ciascuno ha la possibilità di passare una carta evento (non Personaggio) al suo diretto superiore in ordine gerarchico, che dovrà allocarla ad una priorità senza però poter spostare le altre già assegnate. Analogamente, partendo dall’ufficiale di rango più alto, ciascuno può poi passare una carta evento (non Personaggio) al diretto sottoposto, che la dovrà assegnare alla sua prima prima priorità libera. A questo punto, le carte rivelate inizialmente per la puntata in corso dopo il movimento dell’Enterplease (ed eventuali altre carte che vi si fossero aggiunte a causa di altri effetti) devono essere distribuite all’equipaggio: iniziando dall’ufficiale che ha la priorità più alta ancora libera (in caso di priorità si segua l’ordine gerarchico) e procedendo per priorità decrescente, ciascuno sceglie una delle carte e ve la assegna sulla propria scheda (rendendo di fatto le cose più complicate per chi riveste i ruoli di maggior prestigio).

A questo punto si svolge la risoluzione degli eventi, che è di fatto la parte principale del turno di gioco ed è articolata in cinque fasi, in ciascuna delle quali i personaggi risolvono in ordine gerarchico l’evento che si trova eventualmente nella priorità corrispondente della propria scheda (iniziando dal Capitano e terminando con il Cuoco, nella prima fase ognuno risolve l’evento di priorità 1 se presente, nella seconda quello di priorità 2 e così via). La risoluzione dell’evento avviene lanciando 2D6, sommando il proprio valore di abilità corrispondente (Alieno, Malattia o Nave), applicando eventuali bonus o malus dovuti alla priorità, ed agli altri effetti eventualmente in gioco, e confrontando infine il valore ottenuto con quello riportato sulla carta evento. Se il valore ottenuto è maggiore, l’evento viene risolto, mentre in caso di parità l’evento resta dove si trova e dovrà essere risolto nuovamente alla puntata successiva; se si ottiene un risultato inferiore, l’evento scala di una priorità in basso (“spingendo” di conseguenza tutti i successivi, se occorre) e occorre tentare di risolverlo immediatamente in quella posizione. Quando un evento viene risolto, il valore corrispondente alla sua difficoltà viene registrato come punteggio della missione, tranne che nel caso di Carte Personaggio (che contano solo come punti individuali), quindi la carta viene rimossa dalle priorità del Personaggio che l’ha risolta e viene collocata nello spazio della sua cabina, dove conterà come punteggio individuale.

Molto importante è l’eventuale uso dei Miniovs, i sottoposti sacrificabili il cui sacrificio consente ai giocatori di scartare eventi che non si riesce a risolvere (evitando così farli scalare pericolosamente), di utilizzare più volte le abilità di livello I o di attivare quelle di livello II, o infine di evitare la morte quando gli eventi scalano spingendo una o più carte oltre la quinta priorità. Ognuno può scartare in qualsiasi momento 10 punti dal proprio totale individuale per recuperare un prezioso Miniov, ma occorre valutare attentamente questa possibilità, perché alla fine del gioco, se la missione non fallisce, ogni Miniov vivo vale 10 punti aggiuntivi per il giocatore. In ogni caso il Capitano non possiede alcun Miniov (può al massimo spendere 10 punti individuali per scartare un evento che non riesca a risolvere), e poiché la sua morte comporta il fallimento della missione (tutti perdono), è interesse comune dei giocatori proteggere opportunamente il comandante.

Al termine della risoluzione degli eventi, se il punteggio di completamento della missione non è ancora stato raggiunto (40 punti + 20 punti per giocatore) si inizia un nuovo turno di gioco, altrimenti ciascuno conta i propri punti individuali e chi ha ottenuto il totale più alto vince la partita. E’ significativo considerare che la morte di un Peronaggio comporta comunque l’attribuzione di 20 punti per la missione. In estrema sintesi, comunque, si collabora quel tanto che basta a non far fallire la missione, ma al di là di questo... vinche chi si è fatto di più gli affari suoi!
Pro:
Il gioco è simpatico e divertente, a patto di lasciarsi coinvolgere nell’atmosfera tipica più del Party Game di interpretazione che non del gioco da tavolo classico. Va necessariamente giocato facendo un po’ di gioco di ruolo integrandosi nello spirito che è alla base di Star Trash, godendo appieno dei riferimenti umoristici disseminati un po’ ovunque, nel regolamento, nel testo e le illustrazioni delle carte, etc. La rigiocabilità è notevole, sia per l’elevato numero di giocatori (fino a otto), sia per i ruoli variabili dei Personaggi, sia infine per le combinazioni delle carte evento che occorrerà risolvere ogni volta. Gli effetti degli eventi infatti si alimentano ed influenzano l’uno con l’altro intervenendo sul tipo e la categoria delle carte, realizzando combinazioni in grado di rendere due partite molto diverse fra loro.

I materiali sono certamente di buon livello e qualitativamente superiori a quanto ci si potrebbe attendere da un gioco che per molti versi si può considerare quasi un'autoproduzione, il cui prezzo (inferiore ai trenta euro) è francamente più basso della media e tale da invogliare alla prova. La grafica e le illustrazioni, sebbene siano cose estremamente soggettive e non mi facciano impazzire in termini assoluti, a mio parere si integrano benissimo con lo stile un po’ retrò e con l’umorismo che è il tema dominante della parodia, senza nulla togliere alla funzionalità dei componenti di gioco.

Star Trash è in sintesi un gioco dal meccanismo piuttosto semplice, che può essere apprezzato anche da giocatori non assidui e non esperti, purché amanti della parodia e di Star Trek, di durata tutto sommato contenuta e dal prezzo assolutamente abbordabile, con l’ulteriore pregio di essere made in Italy e per questo secondo me almeno da provare.
Contro:
Come in molti casi mi è accaduto di constatare, quando si scrive un regolamento adottando uno stile umoristico, si finisce di perdere un po’ in chiarezza, e Star Trash non è esente da questo difetto. Ad una prima lettura, infatti, il gioco può apparire più complesso e macchinoso di quanto non sia poi in realtà, mentre con qualche chiarimento ci si rende poi conto che le cose sono semplici e ben congegnate fra loro. Proprio per questa ragione, abbiamo avviato un lavoro in collaborazione con l’autore Raffaele Poli per una nuova versione del regolamento che risulti più chiara e contenga qualche utile aggiunta (come un foglio per i punti ed un registro dei bonus e malus).

Dal punto di vista dei componenti, dopo aver apprezzato le carte e la scatola del gioco, la presenza di dadi particolari (anche se lo sono solo per i simboli) e delle matite, si resta un po’ delusi dalle schede dei personaggi e soprattutto dalla mappa spaziale, che appaiono un po’ meno curati del resto.

In sintesi, il gioco non potrà incontrare il gradimento di chi si aspetta un gioco con strategie precise da impostare, assenza del fattore fortuna e chiari obiettivi di vittoria da raggiungere in vari modi. In generale Star Trash non piacerà a chi lo consideri come un gioco da tavolo tradizionale senza apprezzare le parodie e quella parte di interpretazione e Party Game che sono invece caratteristiche basilari di questo gioco.