Weinhandler, Die

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Die Weinhändler
Voto recensore:
0,0
Uno dei migliori giochi emersi ad Essen 2003 era Santiago, della nuova casa editrice di Claudia Hely & Roman Pelek. Il gioco guadagnò molte nomination per vari premi e fu accolto con entusiasmo dalla comunità dei giocatori.
Quest’anno Essen, ha visto la coppia realizzare Die Weinhandler, un piccolo gioco di carte, che non è da confondere con il gioco per niente stellare di Dominique Ehrhard uscito nel 2000. Io sono stato attirato da questa nuova realizzazione soprattutto dal tema.
Vedete, a mia moglie piace il vino, così ho immaginato che lei sarebbe stata attratta di base soltanto da questo.

I giocatori rappresentano collezionisti/commercianti di vino, che tentano di guadagnare una collezione di valore da poter mettere in cantina.
Questo è compiuto attraverso una serie di aste, dove i giocatori offrono le loro bottiglie esistenti allettati dall’idea che ne prenderanno altre più desiderabili, e sperando in vini di valore maggiore per la loro collezione.
Il giocatore che è in grado di ammassare, e mostrare appropriatamente la sua collezione, sarà ammirato dai conoscitori di vino di tutto il mondo.

Il gioco comprende un mazzo di carte che descrive bottiglie di vino di differenti varietà è qualità.
I fan del vino si divertiranno a vedere i numerosi Merlot, Portugieser, Dornfelder, Cabernet, Sauvignon, Chardonnay ed altri.
Ogni varietà è divisa in tre tipi di bottiglie in tre taglie diverse. In base alla sua età il vino è valorizzato con delle stelline, da una a tre; naturalmente più vecchio è il vino è più saranno le stelline.

Ogni carta ha anche un valore numerico, che s’incrementa con l’età del vino; incluse nel mazzo ci sono una manciata di carte bottiglia vuote e senza valore, ma hanno un valenza importante.
Gettoni d’oro tengono conto della ricchezza dei giocatori, e completano la dotazione del gioco.

Le cose da fare nel gioco sono le aste ed il piazzamento; per acquisire le bottiglie di cui hai bisogno, devi offrire bottiglie della tua collezione attuale. Questo spesso richiede lo scambio strategico di collezioni, durante il corso del gioco, quando si presenta l’occasione di acquisire anche bottiglie di valore maggiore e completare il set.
Durante ogni round di asta, è richiesta una costante rivalutazione, facendo scelte difficili su quale collezione è preferibile mantenere.
Naturalmente, questo può cambiare con ogni nuova carta offerta da un avversario durante l’asta.
Spesso ti ritroverai a desiderare un buon set di bottiglie, e poi a lottare per offrire la giusta offerta per acquistarle.

Per esempio, se desidero acquistare le carte di Jim, devo offrire sicuramente un offerta minore di Jim, ma vicina abbastanza a quella di Jim per non fare in modo che qualcuno s’intrometta tra noi due.
Questo spesso richiede bottiglie da offrire che io non voglio perdere. Parte del divertimento del gioco, è farlo con le riserve che si hanno, provando a migliorare la propria posizione per offerte future.

Dal momento che i giocatori possono avere in mano soltanto al massimo sei carte, saranno spesso forzati a giocare carte nella “cantina” a piramide davanti a loro, prima che siano veramente pronti. Questo porta ancora maggiore interesse e scelte tattiche ai giocatori.

Io trovo che il gioco sia pieno di tensione e di scelte difficili da prendere; io sono stato impegnato in tutto ed ho avuto la sensazione che è stata una vera sfida continua per raggiungere i miei obiettivi.

Ci sono state numerose volte nelle mie partite, in cui mi sono sentito spacciato, ed ho dovuto realmente progettare un piano per rituffarmi nella contesa. Per me questo è segno di un gioco buono ed impegnativo.

Proprio come un buon bicchiere di vino, Die Weinhandler soddisfa il palato con un gusto corposo.

Autore recensione: Greg J Schloesser - Traduzione della recensione dalla rivista Games International a cura di Morpheus www.gamesinternational.biz
Pro:
E’ un piccolo grande gioco di carte, pieno di tensione e decisioni critiche da adottare; interessante ed intelligente il meccanismo dell’asta (per una volta non è di Knizia…).
Gira bene anche con 3 giocatori.
I componenti sono carini e la scatola ingombra pochissimo.
Contro:
Come gioco di carte la sensazione di stare vendendo/acquistando vino è molto debole, ed alla fine il gioco potrebbe ridursi in un’attesa spasmodica delle carte che servono per completare la propria collezione.
Ricorda Money di Knizia.