Viticulture: della stagionatura dell'uva

Viticulture: Essential Edition

Se fate una ricerca su boardgamegeek filtrando per la meccanica “piazzamento lavoratori”, quello più alto in classifica è Viticulture Essential Edition. Davvero?

Voto recensore:
6,0

Nel 2013 la Stonemaier Games fa il suo esordio su Kickstarter con Viticulture, un piazzamento lavoratori molto semplice e immediato, a tema coltivazione vigne e produzione vino. Lo segue a ruota l'espansione Tuscany, che inserisce diversi moduli per rendere il tutto un pochino più vario e profondo. Infine, nel 2015, Viticulture Essential Edition riunisce il gioco originale ad alcuni dei moduli di Tuscany per lanciare la versione definitiva di Viticulture.

Per 1-6 giocatori (è da un po' che non si vedeva un range simile), durata tra i 45 e i 120 minuti, dedicato teoricamente a giocatori assidui (13+), si basa su meccaniche di piazzamento lavoratori, gestione mano, collezione set, asta per l'ordine di turno.

Due parole sul target del gioco. 13+ indica un gioco per esperti. Per intenderci Caylus è 12+, Agricola idem e Age of Discovery addirittura 10+, giusto per citare i tre giochi che ritengo il gold standard del piazzamento lavoratori.
Forse erano altri tempi e gli editori avevano più fiducia nelle capacità dei giocatori, forse la platea dei giocatori era più ristretta e motivata. 
In ogni caso Viticulture ha delle regole davvero base, direi da 10+ come indicazione d'età e magari l'aggiunta delle carte con svariati effetti lo porta a salire... non so, comunque lo definirei un peso medio al massimo, se non un family+, non certo un gioco per esperti.

Viticulture: tabellone
Viticulture: tabellone

Come si gioca a Viticulture Essential Edition in breve

Ogni giocatore parte con una tenuta comprendente una piccola cantina, vasche di pigiatura di valore tra uno e nove per uva bianca e rossa e tre vigneti di valore cinque, sei e sette su cui piantare carte Vigna. Inoltre ha diversi spazi edificio costruibile, ciascuno con un costo e la sua bella sagomina in legno: ogni edificio dà un'abilità speciale, una volta edificato. Il mulino, per esempio, fornisce un punto vittoria quando si pianta una vite; le cantine media e grande consentono di immagazzinare vini di valore rispettivamente fino a sei e a nove, oltre a consentire di avere posto per rosé e spumante; il carretto permette di sradicare una vite già piantata o vendemmiare un intero vigneto; ecc.

Ogni round è diviso in quattro stagioni:

  • Primavera: in ordine di turno dal primo giocatore (identificato con un segnalino che gira in senso orario), ciascuno piazza il suo segnalino gallo sulla scala dell'ordine di turno per il round corrente. Più tardi si agisce, maggiore sarà il bonus gratuito ottenuto, viceversa si avrà la possibilità di scegliere prima degli altri gli spazi azione.
  • Estate: qui si esegue una prima fase di piazzamento lavoratori classica, quindi un piazzamento a testa, a giro, fino a che tutti passano. All'inizio della partita avrete tre lavoratori, ma potrete acquistarne altri tre nel corso del gioco. Uno di quelli iniziali è un lavoratore “grande”, che può andare a eseguire un'azione anche in un qualsiasi spazio già occupato. Lo amerete. Da notare che i lavoratori piazzati nella parte “Estate” della plancia non vengono ripresi se non a fine anno/round, per cui dovete tenerne qualcuno per l'inverno, se volete agire anche in quella stagione.
  • Autunno: ciascuno pesca una carta aiutante, estivo o invernale. Sono carte che danno azioni speciali, bonus, ecc. Molto importanti.
  • Inverno: con i lavoratori rimasti dall'estate, si esegue ora una seconda fase di piazzamento lavoratori su questa parte della plancia. 

In sostanza, le azioni estive (e le carte aiutante estivo) sono più preparatorie: prendi carte vite, pianti le viti, vendi una vigna per incassare contanti, giochi gli aiutanti estivi, costruisci edifici, ecc. Quelle invernali vanno a finalizzare il tuo operato: giochi aiutanti invernali, raccogli l'uva da una vigna, la trasformi in vino, soddisfi con i diversi vini le carte contratto che sono quelle che forniscono la maggior parte dei punti vittoria e una rendita in soldi annua.

Lo scopo del gioco è infatti essere quello con più punti accumulati quando almeno un giocatore raggiunge venti punti vittoria.

Quando si raccoglie l'uva da una vigna, si somma il valore delle viti di tale vigna (bianche e rosse separate) e si piazza l'uva nel corrispettivo valore delle vasche di pigiatura. Quando di qui la si trasforma in vino, la gemma di vetro usata come segnalino si sposta nella cantina, sul valore corrispondente, se lo avete disponibile. Quindi se un contratto vi richiede un rosso di valore 6 e un bianco da 4, dovete spendere due gemme di quel colore e valore (o maggiore).
Alla fine di ogni round, sia il vino ancora in cantina che l'uva (sic.) ancora nelle vasche scorrono di uno spazio, aumentando di uno il loro valore, stagionando.

Viticulture: plancia
Viticulture: plancia

Estetiche: nella botte squadrata

Ha una scatolina bellissima, questo Viticulture Essential Edition. Compatta, più alta che larga, quasi quadrata. Scomoda, ovviamente, ma molto carina. Plance robuste, carte plasticate come non ne vedevo da un po', ammalianti gocce di vetro per uva e vino, infine un inadeguatissimo divisorio interno, soprattutto per le carte grandi, i cui alloggiamenti sono strettissimi e ogni volta, per tirare fuori il mazzo (non imbustato, figuriamoci con le bustine) bisogna far forza con unghie e polpastrelli, rischiando di rovinarlo.

Sul tavolo non occupa nemmeno tanto spazio, perché il tabellone centrale è davvero compatto e anche le plance personali sono delle giusta misura per alloggiare tutto senza congestionare la superficie. 

Le illustrazioni sono piacevoli e bucoliche, la grafica intuitiva. C'è comunque una certa dipendenza dalla lingua, specie nelle carte, per cui si consiglia la versione in italiano.

Ambientazione: la Tuscany vista dagli USA

A scanso di equivoci: se state cercando un gioco che tratti della produzione del vino, questo è già più ambientato di Vinhos, per non parlare di altri giochi in cui si produce beveraggio, tipo Heaven & Ale, ancora più astratto. 

Però ecco, se in terra di ciechi il monocolo è re, qui non possiamo non notare che le stagioni sono sfalsate di una posizione (si dovrebbe piantare roba in primavera e vendemmiare in autunno, non fare queste cose in estate e in inverno); l'uva stagiona, esattamente come il vino, oltretutto permanendo nelle vasche di pigiatura a oltranza; il rosè pare per gli americani sia più pregiato di bianco e rosso, mentre a casa nostra fa schifo anche al porco; per fare lo spumante si crea una misteriosa mistura alchemica di due parti di uva nera e una di bianca, più adatta a Trismegistus, che non a Viticulture.

Che poi probabilmente siamo solo noi a notare queste cose. In fondo la filiera produttiva fondamentale è rappresentata: si pianta la vite, si vendemmia, si pigia l'uva in vino, si vendono le bottiglie. Vabbè, beviamoci su.

Viticulture: partita
Viticulture: partita

Meccaniche: piazzamento e pesca

Partiamo dagli aspetti riusciti
L'ordine di turno è una bella chicca, che pone una scelta subito a tutti di non immediata valutazione. Può regalare un'azione più o meno potente e al contempo designa la relativa posizione nel round. Da tre giocatori in su la meccanica inizia a brillare davvero, ma devo dire che pure in due ha il suo perché. 

Altro gran pregio è la scalabilità. Raramente ho visto un gioco adattarsi così bene in un range così ampio. Gli spazi scalano in base al numero dei partecipanti (1-2, 3-4, 5-6) e soprattutto anche il tempo di gioco rimane molto compatto, persino in sei. 
Pure la versione in solitario, che di solito aborro, qui è estremamente semplice da imparare e costituisce una bella sfida.

Il piazzamento è bello stretto e dà quella piacevole sensazione di urgenza e, a tratti, frustrazione. Alcuni spazi concedono bonus e saranno i più appetibili... ma solo il primo a piazzare ne beneficerà. 
Inoltre, il gioco fornisce scappatoie per eseguire le azioni in altro modo: con il carretto, per esempio, che vendemmia come azione personale, ma soprattutto con le carte aiutante gialle e blu (estive e invernali) che danno sovente mosse aggiuntive o combinate per risparmiare tempo e ottimizzare le poche azioni disponibili. Ma anche per giocare tali carte occorre occupare lo spazio azione apposito, quindi la competizione rimane viva.

Qui però arriva anche la parte meno gradevole del gioco. Io non so se gli autori avessero in mente Agricola quando hanno partorito Viticulture. Fatto sta che la combo carte con millemila effetti + piazzamento lavoratori ha nel gioco di Rosenberg il suo punto di riferimento. Lì, però, le carte le hai in mano, fin da subito, tutte. Non solo, ma esegui un draft, per cercare combinazioni migliori. Puoi insomma costruire un'intera strategia prima della partita, sulla base di quello che hai in mano.
In Viticulture non è solo questione di pescare, ma di fare incastrare le pescate di ben quattro mazzi tra loro, di cui due fondamentali per avviare il proprio motore (le viti) e finalizzarlo in punti (i contratti). Non solo, aggiungiamo un'altra aggravante: la rapidità del gioco. Hai davvero pochi round a disposizione (a meno che tutti al tavolo non stiate giocando utilizzando la parte rettile del cervello), per cui una giusta combo può lanciarti velocemente verso i fatidici venti punti, mentre qualche pesca sfortunata ti lascia inesorabilmente, irrimediabilmente e rabbiosamente indietro.
E qui tocca passare al paragrafo successivo.

Viticulture: Covid Edition
Viticulture: Covid Edition

Dinamiche: ho ribaltato il tavolo

Era tanto che non mi capitava di mollare una partita prima della fine, con la voglia di ribaltare tutto all'aria. Concedere la vittoria anzitempo ha tutto un altro sapore, quando puoi far volare pezzi di gioco ovunque e invocare esseri immaginari.

Come dicevo sopra, sono quattro i mazzi i cui effetti si incastrano tra loro. Possono farlo bene o male. Potete pescare l'aiutante perfetto per la situazione in cui siete, o quello che non userete nemmeno nelle due partite successive. Potete pescare contratti affini o contratti che vanno in direzioni opposte; soprattutto contratti che si combinano bene con le vostre uve. Le uve... quando poi pescate sei bianchi di fila e avete disperatamente bisogno di un nero, probabilmente gli avversari veleggiano già verso i 17-18 punti e voi siete ancora lì a zappare la terra col sudore che vi cola negli occhi. 

Ho anche vinto eh, a questo benedetto Viticulture, ma pure in quei casi mi sono ben accorto di non aver poi giocato davvero meglio dei miei avversari, ma solo di aver pescato meglio di loro. Per cui nemmeno la soddisfazione completa di dire “stavolta sono stato davvero bravo”.

Quindi maneggiate questa scatola con le dovute precauzioni: potreste ritrovarla spiacevolmente ammaccata.

Conclusione: il primo in classifica

La Stonemaier Games è da sempre una ditta molto forte nella fidelizzazione della propria clientela, nella comunicazione, nella disponibilità e nella correttezza verso l'utenza. A questo aggiungiamo una cura dei materiali e del prodotto in generale davvero all'avanguardia. Sommiamo pure una capacità di creare hype e aspettative nel cliente e una disponibilità di scatole sempre attenta al mercato, nonché un'ampia rete di localizzazioni efficienti e rapide. Aggiungiamo pure il fascino dell'ambientazione, molto amata dalla maggior parte del pubblico votante di BoardGameGeek. 
Ah, ma si parlava di Viticulture. È un buon gioco? In fondo sì. È il miglior piazzamento lavoratori della storia? No, direi che è il piazzamento lavoratori col voto più alto su BGG. Che non è la stessa cosa, neanche lontanamente.

Materiali ***
Grafica/disegni ****  
Ergonomia ***
Ambientazione **   
Regolamento ****  
Scalabilità *****  
Rigiocabilità ***   
Originalità **   
Interazione ***  
Profondità *  
Strategia **  
Tattica **  
Eleganza ***   
Fluidità ****    
Legenda: – (pessimo/assente), * (scarso), ** (sufficiente), *** (buono), **** (ottimo), ***** (eccellente)

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Commenti

Ottima recensione .

Da possessore del gioco devo constatare che i difetti riscontrati sono gli stessi che avevo notato anch'io alle prime partite e che mi avevano spinto a comprare l'espansione tuscany .

Il problema è che in primis non dovrei comprare un espansione per "fixare" il gioco , in seconda battuta lima i difetti ma non li elimina completamente , avere a che fare con 4 stagioni vere rispetto alle 2 preparatorie del base aggiunge una maggior necessità di programmazione dei turni ; purtppo la pesca rimane un problema perche alcune pescate sono veramente molto forti,altre invece quasi nulle .

 

ps la composizione  dello spumante credo di averla sbagliata 2 partite di seguito perché il mio cervello si rifiutava di concepire un tale abominio 

Sono perfettamente d'accordo con la tua analisi ma completamente in disaccordo con il voto. Secondo me stai valutando Viticulture con i parametri di Agricola; peccato che il suo target sia molto diverso. Se lo inquadriamo nell'ottica di un family+ (come giustamente scrivi anche te), la componente aleatoria perde di peso in favore di un'ambientazione resa magnificamente (al di là degli errori, tipo l'uva che invecchia, che non inficiano il senso generale), una bella grafica/componentistica e un regolamento snello con meccaniche pulite ed efficaci. Altrimenti si rischia di arrivare all'assurdo di valutare negativamente Ticket to Ride/Catan/Carcassonne perché aleatori! Semplicemente non sono titoli per gamer, tantomeno per amanti dei giochi euro tout court.

Se ti sei seduto col tuo gruppo abituale pensando "bene, proviamo questo celebre piazzamento lavoratori" è chiaro che alla prima pesca storta avresti voluto ribaltare il tavolo! Viticulture l'ho giocato più volte con mia moglie, mia cognata, il suo ex, la ragazza di un mio amico,... tutta gente alla prima esperienza o quasi nel mondo dei giochi da tavolo moderni. Il risultato è stato che è piaciuto sempre tantissimo a tutti! Secondo me è un entry level magnifico per il genere euro; è chiaro che se poi provi Agricola non torni più indietro...

Il fatto poi che sia più in alto di Agricola su BGG (classifica non certo di giochi family) è un mistero spiegabile in una sola parola: marketing.

WhiteWinston scrive:
Altrimenti si rischia di arrivare all'assurdo di valutare negativamente Ticket to Ride/Catan/Carcassonne perché aleatori! Semplicemente non sono titoli per gamer, tantomeno per amanti dei giochi euro tout court.

Basta però demonizzare l'alea, su: Carcassonne, per dirne una, sa essere un gioco decisamente per giocatori esperti.

Comunque Vlaada sarà un successo.

Signor_Darcy scrive:

 

WhiteWinston scrive:Altrimenti si rischia di arrivare all'assurdo di valutare negativamente Ticket to Ride/Catan/Carcassonne perché aleatori! Semplicemente non sono titoli per gamer, tantomeno per amanti dei giochi euro tout court.

 

Basta però demonizzare l'alea, su: Carcassonne, per dirne una, sa essere un gioco decisamente per giocatori esperti.

Se giochi con la "classica" house rule delle 3 tessere in mano (per mitigare l'alea assoluta della pesca) forse sì... in ogni caso era per fare un esempio.

Non sono così d'accordo col voto di questa recensione: io a viticulture ci gioco spesso, da anni, e ho una percentuale di vittorie altissima: sarà perché non gioco sulle carte, ma sulle azioni? ;-)

Certo la carta giusta può darti lo sprint in più, ma non è sulle carte che si vince, è sulla programmazione delle mosse dato che, come dice giustamente la recensione, la partita dure molto meno di quanto ci si aspetti e non bisogna sprecare tempo in azioni inutili. Dire che qui ti fanno vincere le carte è come dire che ad Agricola vinci solo se peschi la combo giusta, e secondo me in Agricola è molto più d'impatto la combo giusta di quanto lo sia qui...

Lungi da me dire che sia il miglior piazzamento lavoratori di sempre, ma se si vogliono trovare i difetti di questo gioco a tutti i costi le carte sono davvero l'ultimo che mi viene in mente. 

PS: tra l'altro il base è una bestia del tutto diversa rispetto al gioco con espansione che lo cambia e migliora notevolmente. Secondo me chi vota su BGG vota la combinazione dei due, non il base e basta (come accade spesso) ;-)

L'importante non è vincere: è far perdere gli altri!

penso che per com'è strutturato Viticulture,  non abbia né l'immediatezza di Ticket to Ride, Catan o Carcassonne (che reputo invece ottimi giochi introduttivi), ma al contempo pecchi della profondità per elevarsi a qualcosa di più. Per dire, il discusso Wingspan, stesso editore così non facciamo favoritismi, è realizzato e concepito molto meglio da questo punto di vista. Ma anche Architetti del Regno Occidentale, per dirne uno. O i vecchi Stone Age e Small World (per quanto Stone Age non mi abbia fatto impazzire).

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WhiteWinston scrive:
Se giochi con la "classica" house rule delle 3 tessere in mano (per mitigare l'alea assoluta della pesca) forse sì... in ogni caso era per fare un esempio.

No, niente house rule. Sì, so che era un esempio; ma era per il concetto.

Comunque Vlaada sarà un successo.

sempre da elogiare ogni critica ragionata alla classifica BGG.

Detto questo la recensione paradossalmente mi ha fatto voglia di recuperare il gioco: di WP ho solo Stoneage, alla ricerca della felicità e Spyrium, evito con cura titoli più impegnativi del genere e questo gioco mi pare ci stia bene accanto a loro...

Mi piace Viticulture e concordo con la recensione, poiché gradisco i piazzamenti lavoratori e al tempo stesso non mi dà troppo fastidio l'alea. L'unica cosa che proprio non mi va giù è l'assurda composizione dei vini speciali, come fatto notare :D
Per quanto riguarda il paragone con Wingspan, secondo me in entrambi c'è una gran pesca randomica di carte e mi sembra inutile provare a negarlo. Tutto accettabile in ottica family, comunque. I giochi che meriterebbero di stare al top delle classifiche ovviamente sono altri ;)

@ Jones: scusa, ma tutti giochiamo sulle azioni e contro il bot del solitario mi sono ben allenato ad arrivare a 20 punti in 7 round.

Non ho un gruppo di gente abituata a giocare a cavolate, ma a giochi ben più complessi di questo. Quindi a parità di sfruttamento delle azioni (che solo se sei scarso ti metti a sprecare), le carte sono determinanti.

Quindi, usando la tua stessa logica, mi viene da pensare che vinci spesso perché giochi con gente scarsa, o almeno abituata a giocare con leggerezza solo family e simili: per cui spreca azioni e anche con le carte migliori non riesce a vincere contro di te che non le sprechi.

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SPLENDIDA recensione, splendida. Bravo Marco, sono e sono sempre stato esattamente dello stesso parere e, francamente, leggere qualcuno di competente che la pensa come te conforta. Voto (alla rece): 10

A me più che una recensione sembra un editoriale. Che non sia il miglior WP esistente è chiaro a chiunque ne abbia giocato più di uno, ma partire da questa storia della classifica di BGG (che ovviamente si avvale di tutti quei voti dei giocatori casual o family+) per smontare un gioco che non merita questo trattamento mi sembra un pò pretenzioso. Che mi frega se tu hai abbandonato il gioco a metà partita? Che cosa mi dovrebbe dire del gioco? Che è brutto? O che non ti piace? O che hai rosicato?...

Provato alla GobCon 2018, (purtroppo) confermo in ogni virgola la recensione di Agzaroth!
Le carte diventano uno strumento di pura causalità che può facilmente frustrare i tentativi di programmazione durante la partita (esattamente l'opposto di quanto accade in Agricola, e diversamene da quanto si può vedere in titoli come La Festa per Odino). Peccato perché rovinano un gioco non privo di qualche twist interessante. 

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Ma scusa è chiarissimo: dovresti dedurre che l'alea è presente in qualità e quantità tali da generare frustrazione nei giocatori (disamina che condivido totalmente)

 

 

MoMarONE scrive:

A me più che una recensione sembra un editoriale. Che non sia il miglior WP esistente è chiaro a chiunque ne abbia giocato più di uno, ma partire da questa storia della classifica di BGG (che ovviamente si avvale di tutti quei voti dei giocatori casual o family+) per smontare un gioco che non merita questo trattamento mi sembra un pò pretenzioso. Che mi frega se tu hai abbandonato il gioco a metà partita? Che cosa mi dovrebbe dire del gioco? Che è brutto? O che non ti piace? O che hai rosicato?...

Concordo totalmente con WhiteWinston.

Però apprezzo sempre il cinismo e la crudezza di Agzaroth, è come bere un bicchiere di acqua fresca in mezzo al deserto.

Per quanto riguarda i vari giochi prodotti da Stegmaier, ormai mi sono fatto una personale opinione su di lui.

Lo paragono un pò a quello che è Ron Howard per Hollywood.

E' famoso come regista che...produce dei film confezionati bene, con tutte le cose al posto giusto, ma fondamentalmente gli manca quel guizzo per renderli delle pietre miliari. E' una sicurezza, niente sorprese, ma neanche alcuno spunto geniale.

E' stato usato come regista-ruota di scorta dalla Walt Disney per salvare "Solo" proprio per quel motivo.

Stegmaier lo incasello come lui. Prodotti ben confezionati, dei buoni successi, niente sorprese, ma neanche dei salti di genialità che possano creare delle pietre miliari.

Penso che il punto più alto Stegmaier lo abbia toccato con Scythe.

Gli altri prodotti mi sembrano ordinari, ma ben confezionati.

Cristiano

MoMarONE scrive:

A me più che una recensione sembra un editoriale. Che non sia il miglior WP esistente è chiaro a chiunque ne abbia giocato più di uno, ma partire da questa storia della classifica di BGG (che ovviamente si avvale di tutti quei voti dei giocatori casual o family+) per smontare un gioco che non merita questo trattamento mi sembra un pò pretenzioso. Che mi frega se tu hai abbandonato il gioco a metà partita? Che cosa mi dovrebbe dire del gioco? Che è brutto? O che non ti piace? O che hai rosicato?...

No, scusa, quella era una partita. Una. E la cosa è menzionata nel paragrafo dinamiche, che analizza appunto le interazioni tra giocatori e meccaniche.

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partire da una critica del voto di BGG per criticare questo gioco è sacrosanto perché tanti estimatori di questa casa editrice indicano il voto di BGG come evidenza incontrovertibile e indiscutibile della bontà dei loro giochi.

E invece no. Si discute eccome.

Da come me lo racconti é da evitare come la peste. Un piazzamento lavoratori dove per vincere devo incastrare carte pescate casualmente da 4 mazzi diversi? No grazie

ciao a tutti

Il gioco sicuramente non è il miglior piazzamento lavoratori ma non è neanche così brutto da meritarsi un 6. Certo può dare fastidio che bisogna l'espansione Tuscany per renderlo un buon gioco, ma io un 7 glielo darei tutto sommato. Vinhos comunque rimane spanne sopra.

Sono un mezzo demone cacciatore di giochi

Ci ho giocato una volta e mi ha divertito, però il peso della pesca delle carte è innegabile.

Aggiungo anche che non mi è sembrato così stretto e che l'unico guizzo interessante, cioè l'ordine di turno, è copiato da (o ispirato a) Fresco, mi pare.

Sul fatto che sia tollerabile un'aleatorietà, anche marcata, nei family, non sono sempre d'accordo. Il gioco è un family+, come giustamente scritto nella recensione, cioè un gioco per famiglie, sicuramente non babbane, che magari cercano qualche complessità in più, o per giocatori che non vogliono giocare ad uno spaccacervelli. A mio parere, in casi come questo, la casualità nella pesca ci sta fino ad un certo punto, e Viticulture ne ha troppa. E su, non mettiamo questo gioco allo stesso livello di Ticket to Ride! Questo non è un entry level: ha una maggior quantità di regole e richiede una pianificazione parecchio superiore rispetto a TTR, che invece rientra perfettamente negli entry level.

emanueles scrive:

Ci ho giocato una volta e mi ha divertito, però il peso della pesca delle carte è innegabile.

Aggiungo anche che non mi è sembrato così stretto e che l'unico guizzo interessante, cioè l'ordine di turno, è copiato da (o ispirato a) Fresco, mi pare.

Sul fatto che sia tollerabile un'aleatorietà, anche marcata, nei family, non sono sempre d'accordo. Il gioco è un family+, come giustamente scritto nella recensione, cioè un gioco per famiglie, sicuramente non babbane, che magari cercano qualche complessità in più, o per giocatori che non vogliono giocare ad uno spaccacervelli. A mio parere, in casi come questo, la casualità nella pesca ci sta fino ad un certo punto, e Viticulture ne ha troppa. E su, non mettiamo questo gioco allo stesso livello di Ticket to Ride! Questo non è un entry level: ha una maggior quantità di regole e richiede una pianificazione parecchio superiore rispetto a TTR, che invece rientra perfettamente negli entry level.

Secondo me Viticulture è un Entry Level non in senso assoluto (come Ticket to Ride) ma per aspiranti giocatori german o comunque per persone leggermente più predisposte per questo genere. Soprattutto se giocato senza Tuscany, la quantità di pianificazione richiesta non è poi così importante e, cosa non da poco, l'ambientazione aiuta tantissimo a memorizzare le regole.

Per il discorso dell'aleatorietà, considera che è un parametro che diventa importante solo da un certo grado di esperienza in su. Non dimentichiamo che i giochi maggiormente diffusi sul mercato e da sempre stampati nell'immaginario delle persone come giochi da tavolo di riferimento (Monopoli, Risiko), di aleatorietà ne hanno a palate. Per una prima esperienza (o quasi), un gioco del genere sembrerà uno strategico profondissimo a confronto e anche per giocatori di fascia media non avvezzi ai german molto calcolosi, secondo me conserva una buona dose di pianificazione unita a tanto opportunismo nel pescare e giocare carte, cercando anche qualche combo.

@Agzaroth scusami ma se dici "contro il bot del solitario mi sono ben allenato ad arrivare a 20 punti in 7 round" lo trovo veramente agghiacciante :-DDD

Personalmente (e ribadisco personalmente) ho trovato e trovo la pesca più pesante in Agricola (dove sei molto più tirato) che qui. Qui ha un peso, indubbio, ma non puoi nemmeno contare sulla carta per vincere, devi metterci del tuo.

Il discorso sulle azioni sprecate è che se giochi in pochi ti trovi tappate le azioni e devi fare del tuo meglio con le altre. Non sempre si fanno le scelte (a mio avviso) ottimali e si cerca di pescare sperando nel culo piuttosto che recuperare.

Ad ogni modo provalo con l'exp e tutti i moduli, lavoratori speciali inclusi (che sono una della parti più discusse e additate come difetto :-) ). Magari lo rivaluterai, magari no, ma ribadisco che secondo me chi lo vota su BGG vota la combo dei due, non il base.

PS: riferò a Vania e gli altri Unni che gli hai dato degli scarsi. La risposta te la daranno di persona immagino :-PPP

L'importante non è vincere: è far perdere gli altri!

La classifica di bgg vale quel che vale. Applicarci un filtro non è di aiuto. In ogni caso è stato scritto alla fine il sunto, la domanda/titolo è diciamo provocatoria (?)

Il gioco è ottimo per quel che fa (peso, durata, tema/ambientazione, componentistica), non mi spingerei a paragonarlo a giochi più strategici.

I discorsi sull'enologia trovano anche quelli il tempo che trovano (cmq si fanno spumanti da uve nere...e mi ha messo la pulce il gioco stesso all'epoca), non è un simulativo e il tema si piega alle meccaniche/gioco (ti si intaserebbero le vasche se non avanzassero le uve, e ci vorrebbero molti round per avere vini alti, almeno per i rossi e bianchi puri).

Unica nota: il segnalino primo giocatore (token uva) gira in senso antiorario (anche questa è una cosa strana del gioco che mi ha colpito).

Non è necessaria l'espansione per apprezzare il gioco (sebbene d'ora in poi penso di usare sempre la plancia tuscany, non appesantisce il gioco più di tanto)

Io penso che Viticulture (anche giocato con l’espansione) sia un discreto piazzamento lavoratori. Meglio di lui ce ne sono parecchi, su questo non si discute, ma non credo che il suo punto debole sia la casualità. La pesca delle carte uva VS i contratti? E’ sufficiente crearsi un motore di uva rossa e bianca (cosa che si fa praticamente in ogni partita) e dopo qualche turno sarai in grado di gestire qualsiasi contratto ti capiti in mano. Le carte visitatore? Sono tutte estremamente potenti  e utili (si ok qualche eccezione c’è, ma è compensata dal gran numero di carte che si possono pescare nell’arco della partita).

Anzi a mio parere il bello del gioco è proprio lo studio di come sfruttare queste carte per accelerare la corsa verso il traguardo.

Però alla fine dei conti il gioco risulta un po’ ripetitivo, si è sempre lì ad applicare lo stesso schema all’infinito: vendemmiare, fare il vino, fare il contratto; per me è questo il difetto più evidente.

A me Viticulture piace molto, ma va valutato insieme all'espansione, solo così purtroppo è considerabile completo. La pesca continua delle carte lo rende un gioco più tattico che strategico, ma questo non lo considererei affatto un difetto quanto piuttosto una caratteristica, non a caso è piaciuto nel mio gruppo a tutti quelli che amano giocare con quello che hanno al momento mentre non è stato particolarmente apprezzato dai pianificatori folli.

La componente fortuna io non la sento così marcata (ne più ne meno di Terraforming Mars per dire), può ovviamente capitare una partita sfigata ma sono casi rari.

Io l'unico difetto vero che gli trovo è che con alcune combinazioni di lavoratori speciali si può vincere una partita senza produrre mai un vino, il che lo trovo poco tematico.

Personalmente lo trovo superiore ad Architetti, Fresko e quasi tutti i worker placement blasonati basati su motori di carte. De gustibus..

Ragazzi, scusate, ma realisticamente non potete paragonare l'alea legata alla pesca di Viticulture con quella di Agricola o Terraforming Mars. Meccanicamente non sono proprio sullo stesso piano. Già solo il draft da solo fa una differenza dal giorno alla notte. In Agricola hai 17 carte, draftate, su cui imposti a priori una linea strategica. In TM hai dieci carte iniziali draftate e x mani draftate nel corso del gioco. A tutto questo si aggiunge il fatto che le partite sia ad Agricola che TM durano un numero molto superiore di round, per cui hai tempo per recuperare una pesca sfigata. Sono due fattori che frazionano meccanicamente l'alea parecchio, rispetto a Viticulture. Poi che piaccia non discuto.

Jones, il bot è un ottimo allenamento per chiudere la partita entro 7 round con più di 20 punti. Quello che impari col bot - a ottimizzare le azioni - lo applichi anche in partita. Le carte aiutante fanno azioni più forti delle azioni base: se hai quelle giuste, hai un vantaggio azioni rispetto agli altri. Proprio perché il gioco dura poco, una pesca più o meno fortunata anche da uva e contratti fa tutta la differenza del mondo. In una partita ho pescato solo contratti che non prevedevano vini della terza cantina: vinta in scioltezza. In un'altra solo uve bianche e verso la fine una nera: persa senza nessuna possibilità di recupero. E per ogni compagno di gioco potrei raccontare episodi simili. Tipo la carta che fa perdere un punto a un altro...e lui ha in mano combinazione quella che, se è ultimo, guadagna tot soldi (o un caso del genere). Quindi è chiaro che se tu mi dici che non ottimizzo le mosse in un gioco del genere (che tra l'altro ne ha 4 in croce e tutte consequenziali...ce ne vuole a non ottimizzarle...), Io ti rispondo che giochi con gente scarsa, perché non c'è  altra spiegazione. Se lanci una palese provocazione, aspettatene un'altra.

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Ma tu Agz lo hai giocato con oppure senza espansione? Perché con l'espansione girano più carte rendendo la singola pesca molto meno determinante, oltretutto hai possibilità di sostituirle o scambiarle per soldi e punti, puoi anche crearti motori differenti (per esempio tramite le carte arancioni). Insomma, senza Tuscany è una versione introduttiva del vero Viticulture

Francesco Rimini scrive:

Ma tu Agz lo hai giocato con oppure senza espansione? Perché con l'espansione girano più carte rendendo la singola pesca molto meno determinante, oltretutto hai possibilità di sostituirle o scambiarle per soldi e punti, puoi anche crearti motori differenti (per esempio tramite le carte arancioni). Insomma, senza Tuscany è una versione introduttiva del vero Viticulture

Io ho giocato quello che ho recensito qui sopra: Viticulture Essential Edition. L'idea di comprare anche Tuscany Essential Edition, vista la premessa, non mi ha nemmeno sfiorato.

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@Agzaroth si capisco, purtroppo la politica Stonemaier di dividere il gioco in pezzi secondo me non ha giovato alla percezione che molti hanno di Viticulture. Tra Viticulture EE e Tuscany c'è una distanza simile a quella tra Agricola per Famiglie e Agricola vero, la differenza è che il gioco di Rosenberg è uscito subito nella versione "completa"

Figlio_di_Griffin scrive:

Non mi aspettavo un voto così basso per un gioco di cui sento parlare spesso come valido e appagante. Approfondirò il regolamento per capire se può essere nelle mie corde. Paradossalmente questo voto basso mi spinge di più ad approfondire...

sono contentissimo che tu approfondisca. E non è paradossale: una recensione deve spingere a una riflessione e se possibile a un approfondimento. Come ho detto nel Goblin Show con Alessio Lana, fare il recensore non è fare l'influencer.

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Ho trovato Viticulture un prodotto mediocre e senza NULLA per eccellere su altri "piazzamento lavoratori".
Il problema non lo "scarico" sull' "Alea" ma sto parlando proprio di meccaniche, di esperienza di gioco, di sensazioni...
Considerando che ho trovato anche Scythe una profondissima delusione (tanto fumo e pochissimo arrosto. Tanta ambientazione tra grafica e  manuale che in gioco non si sente per nulla, testo delle carte incontro che rasenta il ridicolo, la maggior parte del tempo ad operare sulla propria plancetta, sensazione che il combattimento non sia così vantaggioso...) direi che forse il gioco più "decente" (che non significa "rimarchevole"!) rilasciato da questa ditta è Wingspan.
Per quello che mi riguarda, mi attirerò furiose critiche, Stonemeier è sinonimo di prodotti pessimi, costosi ma graficamente eccellenti. 
Purtroppo io i giochi non li piazzo per guardarli... e quindi Stonemeier per me può tranquillamente sparire dall'universo!

Giocato decine di partite a questo gioco con diversi gruppi ed è sempre piaciuto a tutti.

Chi lo ha recensito ha giocato solo al base, con l'espansione tuscany il gioco migliora esponenzialmente, nuovo tabellone e tutti i moduli dentro e diventa, a mio avviso, il miglior piazzamento lavoratori di peso medio a cui abbia mai giocato. 

Le carte possono decidere una partita solo in casi davvero limite, sarà successo un paio di volte in trenta partite che un giocatore abbia pescato esattamente le carte che gli servivono al momento giusto per svoltare la partita. Ma c'è da dire che cmq non erano ultimi nel punteggio, più che altro ha accelerato delle vittorie che cmq erano probabili. Chi costruisce da subito l'edificio per pescare più carte raramente ha vinto ma neanche ha sempre perso, dunque il gioco ci è sempre, o quasi, sembrato equilibrato e tendezialmente premia chi gioca meglio. Tendenzialmente perchè non è un gioco per hard gamers abituati a ben altre profondità di gioco e perchè si girano tante carte. E quando si girano carte la fortuna ha sempre il suo peso.

Per il resto ha quasi sempre vinto chi ha impostato per primo un bel motore di produzione, costruito gli edifici validi alla propria strategia ed usato il tracciato del risveglio col giusto timer. Alcune partite in quattro ed in sei sono stati dei bagni di sangue proprio su quel trcciato per calcolare come ottimizzare poi nelle varie stagioni le proprie mosse ed ostacolare quelle degli avversari. Di lavoratore grande ce n'è uno ed una volta usato sono cazzi, specie se giochi per ultimo...però quei bonus di fine tracciato ingolosiscono.....

La differenza sostanziale con chi lo ha recensito è che noi ci si è sempre alzati dal tavolo divertiti e propensi a farne subito un'altra sapendo a cosa si stava giocando, cioè un peso medio in cui l'alea ha un suo peso, ben ambientato e coinvolgente. Forse Agz, abbandonando il  tavolo per una pescata particolarmente sfortunata, o molto fortunata per un'altro giocatore, pensava di intavolare un agricola 2.0 o un caverna. Ecco, se cercate un piazzamento lavoratori da proporre a gente molto scafata e pronta a friggersi il cervello per 3/4 ore allora proprio no, viticulture con o senza espansione non fà per quella serata. 

Agzaroth scrive:

 

Francesco Rimini scrive:

 

Ma tu Agz lo hai giocato con oppure senza espansione? Perché con l'espansione girano più carte rendendo la singola pesca molto meno determinante, oltretutto hai possibilità di sostituirle o scambiarle per soldi e punti, puoi anche crearti motori differenti (per esempio tramite le carte arancioni). Insomma, senza Tuscany è una versione introduttiva del vero Viticulture

 

Io ho giocato quello che ho recensito qui sopra: Viticulture Essential Edition. L'idea di comprare anche Tuscany Essential Edition, vista la premessa, non mi ha nemmeno sfiorato.

 

Penso che Tuscany e Intrigo di Orleans siano le espansioni che in assoluto ho reputato FONDAMENTALI per i rispettivi giochi base. Danno un senso a giochi che, secondo me, altrimenti ne avrebbero poco (la mappa di Orleans è completamente sottosfruttata senza Intrigo, gli eventi poi non ne parliamo...). Capisco però la tua "non voglia" di spendere altri soldi in qualcosa che non ti ha convinto (io l'ho fatto grazie ad un bundle estremamente scontato tempo fa... oggi non potrei farne a meno se dovessi intavolarlo). Le espansioni "necessarie" sono quanto di più fastidioso e assurdo che il mercato dei gdt possa proporre.

è bello perché nei commenti sopra sono stati nominati un sacco di giochi di Stonemaier, ma mai Tapestry, ci sarà un motivo :P

Recensione ok, lo proverò direttamente con la Tuscany essential

scusate domanda: leggo che nella localizzazione della Ghenos  del base sarebbe "presente una parte dell'espansione Tuscany". Che significa? Che comprando l'edizione italiana questa è più che sufficiente così? Non sono completista, magari quelle parti a cui si riferisce sono proprio i moduli che descrivete come così fondamentali per il gioco...

@thegoodson inizialmente esisteva Viticolture di cui è stata fatta l'espansione Tuscany. Poi è stata fatta la nuova edizione Viticulture Essential Edition (quella di Ghenos) con qualche modulo delTuscany incorporato. Poi è uscita Tuscany Essential Edition, un'espansione con nuovi moduli decisamente migliorativa.

Per intenderci, se vuoi goderti il gioco nel suo splendore prendi Viticulture Essential Edition + Tuscany Essential Edition , diversamente lascerei perdere.

Poveri follower...

Agzaroth scrive:

Io ho giocato quello che ho recensito qui sopra: Viticulture Essential Edition. L'idea di comprare anche Tuscany Essential Edition, vista la premessa, non mi ha nemmeno sfiorato.

 

ah ok. Allora ritiro tutto. Hai giocato la versione di "prova". Ci sta che la pesca sia così pesante, e mi allineo al voto. Senza Tuscany questo gioco non ha senso, e credo che molti di quelli che stiano commentando abbiano pensato che tu abbia provato il gioco nella sua interezza (compreso il sottoscritto). Scusa. 

 

https://www.boardgamegeek.com/image/5456424/viticulture-essential-edition

In questa foto ci stanno tutte le espansioni di viticulture, e viene indicato quelle che sono state comprese nel viticulture essential, in tuscany essential e quelle che sono state "abbandonate" perchè rendevano il gioco infinitamente più complicato inutilmente. In pratica le parti aggiunte a Viticulture essential edition sono l'automa, la partenza asimmetrica e la possibilità di vendere le vigne per fare soldi. 

Recensione bellissima e diverentissima,

gioco inutile,

noioso come pochi e brutto da vedere

Disegni tristi e grappoloni mosci uguali per ogni tipo di vitigno, per non parlare delle fantomatiche figure dei tecnici.

Vendo vino per lavoro e posso garantirvi che non è proprio "simulativissimo", anzi...

credo di essermi addormentato durante la partita, fra i famosi mulini toscani 

 

ho ghignato molto con la recensione, grazie! :D

Maià bìf e grignà

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non prendetevela sul personale

ho gusti (perversioni?) decisamente peculiari in fatto di giochi. 

 

Maià bìf e grignà

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No, non marketing, ma mutamento dei giocatori. La platea di BGG ora è  mostruosamente ampia e comprende più "casual players" che "gamers" e qusto spiega perché in cma vanno giochi facilotti, cooperativi e/o carichi di miniature.

Lobo Quando si gioca si combatte per un punto, massacriamo di fatica noi stessi per un punto, ci difendiamo con le unghie e coi denti per un punto, perché sappiamo che quando andremo a sommare tutti quei punti il totale farà la differenza!

Gran gioco.. da giocare con l'espansione Tuscany che lo migliora decisamente.. A chi  ha provato solo il base auspico di avere qualcuno attorno che possa prestargliela senza dovere acquistarla..Rimane sempre la pesca delle carte ma molto più gestibile.. Tematicamente poi trovo accettabile che il mio vicino di azienda viticola conosca un visitatore che lo favorisca in un certo modo e io ne conoscerò un'altro.. Avrò delle potenziali richieste da soddisfare che non per forza devono essere allineate con ciò' che ho in cantina o in vigna.. Anche nella vita capita.. Poi di come si fa' lo spumante o se l'uva invecchia o meno mi interessa zero...

Nella mia folle passione per le espansioni, senza neanche aver provato il base, ho comprato Tuscany Essential edition. Per cui, al momento di giocarlo la prima volta, ci ho aggiunto tutte quante le espansioni del Tuscany. A me ha divertito, pero' non so se e' il miglior piazzamento di lavoratori di peso medio. Agricola e' Agricola non c'e' dubbio e Terraforming Mars mi diverte molto di piu' anche per l'ambientazione.Pero' Viticulture mi e' piaciuto al pari di Wingspan, o meglio Viticulture essential edition+Tuscany essential edition (non ho idea di come giri Viticulture da solo ma non credo che lo scopriro' mai). Architetti e' un bel titolo, forse m iscorre meglio di Viticulture, invece Stone Age proprio non mi e' piaciuto (ripensandoci forse ci ha giocato il fatto che lo abbia provato subito dopo Agricola in ludoteca)

E' vero alcuni spumanti si fanno con l'uva nera, me lo aveva detto un produttore di vino nel Chianti anni fa.

La pesca delle carte e' un po' random, ma alla fine tutto si e' risolto per il meglio perche' nell'espansioni Toscana ci sono un mare di possibilita' in piu' per guadagnare punti e mitigare la cattiva pesca.

Stonemeier in media non e' fra i miei editori favoriti.

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