Atelier: The Painter's Studio - Anteprima GenCon/Essen 2019

Atelier the painter's studio copertina
BoardGameGeek

Piazzamento e maggioranze per un titolo in cui dipingiamo capolavori come i grandi maestri del passato.

Anteprime
Giochi

Atelier: the Painter's Studio è un gioco di dadi con meccaniche di piazzamento lavoratori e maggioranze per 2-4 giocatori dalla durata contenuta (30-45 minuti), in cui i giocatori sono pittori del XIX secolo che realizzano e mettono in mostra le loro opere.

E che opere! L’Alderac Entertainment Group ha ottenuto dai musei le autorizzazioni per usare immagini di quadri celebri, come ad esempio Il ponte delle arti di Renoir.

Come si gioca

Scopo del gioco è dipingere i quadri, usando vari tipi di tempere (cilindri in quattro colori) che avranno raccolto i nostri studenti (pedine sagomate a forma di pittori) e cercare di far buona impressione sui mecenati (carte che forniscono punti vittoria a fine partita).

All’inizio della partita si pescano le carte quadro da dipingere: sono di diverse categorie (impressionisti, post-impressionisti, realisti e romantici), danno punti e possono fornire bonus quando vengono dipinti.

Ogni giocatore ha a disposizione un quattro dadi e gli studenti del proprio colore da posizionare sulla plancia, cioè una tavolozza colorata che serve sia per conservare i materiali, sia come aiuto giocatore per ricordare le azioni possibili; poi, riceve due carte mecenate e ne conserva una; infine posiziona uno studente vicino a un tipo di tempera.

La partita si sviluppa in una serie di round: i giocatori lanciano i dadi e, in ordine di turno, ne spendono uno o più alla volta per compiere le azioni principali, finché tutti finiscono i dadi; il round finisce e si passa il segnalino primo giocatore. I dadi vengono spesi per svolgere le azioni collegate al valore della faccia o per prendere un gettone ispirazione.

Prima o dopo aver svolto un’azione principale è possibile svolgerne una aggiuntiva di ispirazione, spendendo i relativi gettoni o attivando l’abilità presente sotto un dipinto realizzato.

Le azioni collegate al dado sono le seguenti:

  • con uno e due si piazza uno studente vicino un tipo di tempera;
  • con tre si può muovere al massimo 1 studente di ogni giocatore da una tempera all’altra;
  • con quattro si prende un cilindro da tutte le tempere in cui si ha la maggioranza (in 4 giocatori anche in quelle paritarie);
  • con cinque si dipinge un quadro, spendendo il relativo costo in cilindri tempera;
  • con sei si prende una tempera a scelta.
Le azioni di ispirazione aggiuntive servono principalmente a riequilibrare l’alea del dado: permettono, infatti, di ritirare tutti i dadi, di dipingere un quadro o di acquisire una carta mecenate.

Quando un giocatore ha dipinto il suo terzo capolavoro (particolari tipi di quadri), riceve il gettone primo maestro -  dà punti anch'esso - e la partita termina; poi si svolge un ultimo round.

Prime impressioni

Il titolo mi sembra indicato principalmente agli amanti dell’arte e, in seconda battuta, a quelli dei giochi di dadi semplici.

L’aspetto aleatorio dei dadi è ovviamente molto forte e mitigato solo in parte: il fatto che non sia possibile usare modificatori al tiro, a meno di abilità sulle carte, dà l’idea che il gioco sia fin troppo casuale.

L’interazione è molto alta non solo nelle maggioranze per recuperare i cilindri tempera e nella scelta dei dipinti da realizzare, ma anche nelle tempistiche in cui si decideranno di spendere i propri dadi.

Il regolamento è molto snello, forse anche troppo, fino a restare lacunoso in alcuni punti. Io solo con l’esempio ho capito effettivamente che nel round i giocatori sono liberi anche di usare a piacimento i propri dadi, anche tutti contemporaneamente, e poi passare.

Più che nelle meccaniche, il tema è sentito negli splendidi materiali: la plancia-tavolozza e gli studenti-pittori sono molto graziosi e l’idea di poter “realizzare” dipinti celebri è fantastica.

Essendo l'AEG una casa editrice statunitense, il gioco è uscito per la GenCon e qualcuno potrebbe averlo già giocato; è nel mio mirino e attendo di averlo fra le mani.

 

 

Commenti

E' uscito da poco Cuoleurs de Paris localizzato dalla GoG che sembra sfruti lo stesso tema, ma senza dadi e con una forma di piazzamento mi pare più strategica...qui mi pare manchi la componente di mescolamento dei colori però le opere paiono diverse e variegate; in quello della GoG curato nei materiali ed illustrazioni purtroppo sono presenti pochi quadri e ripetuti ..non so se lo hai provato ma tra i due quale prenderesti?

Io al momento mi tengo Pastiche che ha sia la componente di mescola, interazione tra i giocaotri e una varietà importante di Quadri diversi (anche se come gioco non è un capolavoro ma è bello da vedersi ...)       

"L'uomo non smette di giocare quando invecchia , ma invecchia quando smette di giocare"

Probabilmente la meccanica degli studenti che vanno in giro a trovare ingredienti per i colori sarebbe stata più idonea durante il rinascimento o in epoca medioevale...ma alla fine credo che le meccaniche non funzionino per ricreare il tema. Un plauso alla AEG per la concessione dell'uso delle immagini per i quadri...danno veramente punti in più ad un gioco che, almeno per il sottoscritto, non presenta (a parte il bellissimo tema) grande appeal.

I giochi non si leggono; si giocano.

Esiste una sola storia. La più antica. Un signore oscuro contro un barbaro, un nano, un elfo ed un mago.

Probabilmente la meccanica degli studenti che vanno in giro a trovare ingredienti per i colori sarebbe stata più idonea durante il rinascimento o in epoca medioevale...ma alla fine credo che le meccaniche non funzionino per ricreare il tema. 

 

Beh ma lo fa già Fresko, questo.

Tengo d'occhio sia questo che Coloeurs ma nessuno dei due mi ha conquistato di istinto. Da provare entrambi sicuramente.

non lo so, magari entrambi perchè quest'anno insegno al liceo artistico e li porto a scuola!  ;)

questo mi ispira perchè ha le immagini di quadri veri :)

Quando smetti di giocare non sei adulta. Sei spenta

Probabilmente la meccanica degli studenti che vanno in giro a trovare ingredienti per i colori sarebbe stata più idonea durante il rinascimento o in epoca medioevale...ma alla fine credo che le meccaniche non funzionino per ricreare il tema. 

 

Beh ma lo fa già Fresko, questo.

Tengo d'occhio sia questo che Coloeurs ma nessuno dei due mi ha conquistato di istinto. Da provare entrambi sicuramente.

Appunto. La preparazione da parte di apprendisti e studenti di bottega dei colori era persa nel diciannovesimo secolo, mentre era essenziale per i maestri dal medioevo e del rinascimento...fino ad arrivare al diciottesimo secolo. Ma vabbè...non credo che il problema sia il contesto storico accurato. Non parliamo di un wargame. Però poteva essere interessante una meccanica di acquisto degli attrezzi di lavoro con il denaro ricavato dalla vendita dei quadri o dalle commissioni di acquirenti.

I giochi non si leggono; si giocano.

Esiste una sola storia. La più antica. Un signore oscuro contro un barbaro, un nano, un elfo ed un mago.

Anche Couleurs de Paris ha le immagini di quadri veri.

Ci sono 8 pittori impressionisti (da Monet a Renois, da Van Gogh a Degas, ...) e per ognuno un quadro, magari non il più famoso. 

Per quanto riguarda il gioco è interessante, ma ci sono un paio di pecche vistose che sembrano quasi denotare come sia un pochetto mancato playtesting con un certo tipo di giocatore.

Comunque i materiali di Couleurs de Paris sono fantastici, con il meeple pittore con basco e pennello e il porta tele in cartoncino ... se poi cercate tra poco sul web potrere leggerne la mia recensione.

Tra i due mi sembra MOLTO più interessante la meccanica di Couleurs de Paris.

Interessante... è proprio il momento in cui dovrei decidere quale gioco coi colori regalare a mia moglie (che ha studia Arstistico e dipinge)

Un altro gioco che utilizza opere vere è Starving Artist che ne ha veramente tante.

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