Essen 2017: mercoledì - report di Pennuto

Anche pennuto77 ci racconta la sua prima giornata alla fiera di Essen, tra piacevoli sorprese e titoli da riprovare con più calma.

Report
Giochi

Come tutti gli anni arriviamo comodamente in aereo il martedì sera. Quest’anno, come l’anno scorso, affittiamo un appartamento fuori Essen e una macchina con cui muoverci, forti della possibilità di parcheggiare sotto la fiera: è una soluzione ideale, che permette di spendere poco dormendo fuori città, di movimentare i giochi facilmente e di essere in cinque senza problemi.

Il mercoledì è sempre un giorno in più che permette di salutare i numerosi amici, di fare un giro per la fiera in completa tranquillità acquistando anche quei titoli di cui si è già sicuri e di cui si teme il prematuro esaurimento delle scorte. Ovviamente non è il giorno ideale per provare i giochi, perché molti stand sono in allestimento e pochi riescono ad avere il tempo di far sedere e giocare gli avventori come noi. Tuttavia stando in fiera dalla mattina riusciamo comunque a provare ben cinque titoli.
Lo ripeto tutti gli anni, ma lo ribadisco anche questa volta: si tratta di una prima partita, in molti casi (dove non specifico diversamente) neppure completa; pertanto occorre sempre prendere queste mie prime impressioni con il beneficio del dubbio. Al più sono aiuti per orientarsi all’acquisto o alla prova, soprattutto per chi conoscendo i miei gusti può capire un minimo se sono titoli nelle sue corde. Non pretendo di poter dare giudizi definitivi e particolarmente affidabili su titoli di cui ho sentito la spiegazione in inglese e di cui ho fatto solo qualche turno; tuttavia, in una fiera dove escono più di mille titoli ogni anno, anche solo un parere dopo qualche turno come il mio rimane un valido aiuto per non comprare al buio scatole che ormai raramente stanno sotto i cinquanta euro più di spesa.

Dragon Castle

Gioco italiano per autori e casa editrice che ci porta nell’antico oriente con gli evocativi materiali del Mahjong. Come spesso accade, e ancora più facilmente se si tratta di italiani, a spiegarcelo in fiera è uno degli autori, nonché fondatore della casa editrice, Lorenzo Silva. Si tratta di un titolo astratto che parte dalla meccanica di rimozione di coppie uguali di tessere del Mahjong e la espande con una fase di piazzamento su griglia per fare punti.
Al centro sono impilate in tre strati le tessere del gioco che raffigurano una serie di icone di sei colori differenti, ripetute. Al proprio turno si deve rimuovere una delle tessere del piano più altro che abbia almeno uno dei lati lunghi libero. Se possibile rimuovendo, questa volta dallo strato che si preferisce, anche una seconda tessere che abbia la stessa icona e lo stesso colore della prima. In alternativa si può prendere un tetto al posto della seconda tessera.
A questo punto le tessere rimosse vanno posizionate sulla propria plancia personale e sono girate (per ottenere punti) solo se formano un gruppo di almeno quattro tessere adiacenti dello stesso colore: forniscono tanti più punti quanto più grande sarà il numero di tessere a formare il gruppo. A questo si aggiunge il piazzamento facoltativo di uno o più tetti che forniranno ulteriori punti a seconda di una condizione estratta ad inizio partita.
Il gioco nella sua semplicità ed astrattezza è tuttavia estremamente piacevole e divertente da giocare, risultando anche interattivo e cattivo il giusto, oltre che niente affatto banale nelle scelte che presenta. I materiali sono assolutamente di pregio e molto piacevoli al tatto e da maneggiare. Pur non rientrando in pieno nei miei gusti devo dire che si tratta di un bel gioco che non mancherà di divertire un’ampia fascia di giocatori. In fiera era anche possibile ottenere dei tappetini e un sacchetto per le tessere come bonus.

  • Voto per tipo di gioco: 7½
  • Voto personale: 8½
Dragon Castle Tessere
Dragon Castle Tessere

My Story

Il secondo gioco provato purtroppo non ci viene spiegato bene dal ragazzo giapponese che, chiaramente, aveva molti dubbi e non era la prima volta che spiegava il titolo. Si tratta di un gioco di carte basato sul deck-building in cui dobbiamo ogni turno spendere risorse per accrescere la nostra riserva di carte che simboleggiano le nostre risorse mentre cresciamo (soldi, salute, fortuna, immobili, eccetera).
My Story è un gioco semplice e senza grandi pretese strategiche. Pescate le proprie carte (che sono le risorse a disposizione), si ottimizza l’acquisto di nove carte per fare combo e potenziare le risorse future. Titolo prevalentemente tattico che ha belle illustrazioni e buoni materiali ma che non brilla. Tuttavia la spiegazione stentata e incompleta non mi permette di esprimere un giudizio valido su questo gioco, bensì solo un'idea generale, che va comunque presa con il beneficio del dubbio. Rimadato.

  • Voto per tipo di gioco: 5
  • Voto personale: 5
My Story: materiali
My Story: materiali

Viral

Riusciamo a sederci al tavolo di Viral, un gioco di maggioranze ambientato nel corpo di un povero umano in cui impersoniamo dei virus che si danno battaglia nei vari organi del corpo cercando di infettarli e di metterli in crisi per fare punti. Durante un round a giro si faranno due azioni per giocatore e poi seguirà una fase punteggio delle varie parti del corpo (zone del tabellone), in cui il controllo e l’eventuale crisi in presenza di troppi virus donano punti al giocatore con la maggioranza di virus. Le due azioni vengono fatte scegliendo segretamente e in simultanea una coppia di carte rappresentanti l’azione che si vuole svolgere e la parte del corpo in cui deve essere svolta (anche se non sempre). Le varie azioni possono essere obbligatoriamente da compiere nella parte selezionata oppure libere di essere compiute in una qualsiasi parte del corpo; ci si può moltiplicare, muovere, difendere, combattere e così via.
Si tratta di un gioco con ottimi materiali, bella grafica e tema originale. Le maggioranze e le mosse a disposizione danno la possibilità di fare punti in molteplici modi e di grandi bastardate fra i giocatori; inoltre alcuni meccanismi interessanti di bilanciamento evitano la fuga di un giocatore e mantengono la partita sempre aperta. Alcune minime parti di gestione della mano e di deck-building completano questo titolo facendone un bel gioco, fresco, non banale e molto divertente e cattivo. Promosso.

  • Voto per tipo di gioco: 7½
  • Voto personale: 7½
Viral
Viral

Wendake

Altro titolo italiano, stavolta a cura di Placentia, che abbiamo la fortuna di poter apprendere direttamente dall’autore Danilo Sabia. La meccanica principale delle tessere azioni sul tris tra cui scegliere - e che via via si potenziano sempre di più sostituendole con altre diverse - è molto intrigante e dà vita a molte possibilità interessanti. Inoltre i quattro tracciati accoppiati, di cui solo il più basso farà fare punti, dona una grande profondità al titolo e obbliga a non trascurare nessun aspetto del gioco. La competizione sulla mappa piuttosto stretta lo rende un gioco anche abbastanza interattivo e aggressivo. Ottimizzare tutte le mosse e compiere quelle giuste, soprattutto nel momento migliore, non è un’impresa facile: Wendake sembra poter regalare davvero tante partite senza il rischio di sembrare ripetitivo.
Il livello di impegno richiesto è alto e non si tratta di un titolo per giocatori alle prime armi. Tuttavia una buona iconografia, materiali ottimi e bella grafica, rendono tutto più piacevole e semplice da apprendere. L’ambientazione non si sente tantissimo, ma la longevità è resa ulteriormente ampia dall’utilizzo di un numero di tessere limitato rispetto a tutte quelle presenti nella scatola. Senza dubbio il gioco maggiormente nelle mie corde e il titolo più tedesco fra quelli provati fino ad ora. Un altro ottimo titolo tutto italiano.

  • Voto per tipo di gioco: 8
  • Voto personale: 8
Wendake Componenti
Wendake Componenti

Santa Maria

Per quanto stanchi, dopo cena riusciamo a fare un’intera partita a uno dei giochi di gestione dadi più accattivanti di questa fiera: Santa Maria. Materiali e grafica molto carini - quasi fumettosi - ingannano davanti a un gioco che, mano a mano che la partita prosegue, si dimostrerà un discreto brucia-cervelli, in cui le scelte da fare saranno sempre complesse e mai scontate. Si prendono dadi da una riserva comune o personale che attivano tutte le tessere edificio di una riga o di una colonna. Tali attivazioni renderanno soldi, risorse, navi, punti e quant'altro su una griglia che i giocatori devono di conseguenza riempire con oculatezza. Molte le azioni aggiuntive a disposizione per ottimizzare quelle date dai dadi e per fare punti in diversi modi, sia a fine partita che durante la stessa. L’ordine di turno a giro, in base a chi prenderà l’azione primo giocatore, è l’unica sbavatura di un titolo altrimenti più profondo e complesso di quanto non potesse sembrare alla sola lettura delle regole.
Avendo fatto un’intera partita posso dire che tutte le vie per la vittoria appaiono valide e bilanciate per un gioco che difficilmente sarà uguale tra le varie partite. Un buon mix di tattica e strategia a lungo termine rende Santa Maria adatto anche agli amanti dei titoli più impegnativi e il lancio dei dadi, potendo essere manipolato con i soldi, difficilmente appare determinante nell’arco dell’intera partita. Gioco sicuramente ben fatto e molto divertente che non finirà nella mia collezione, ma sicuramente piacerà molto a tanti giocatori.

  • Voto per tipo di gioco: 7
  • Voto personale: 7½
Santa Maria: materiali
Santa Maria: materiali

Questa prima giornata finisce qui: non perdetevi il prossimo report sul primo giorno vero e proprio della migliore fiera dei giochi da tavolo d’Europa.

Commenti

secondo report per oggi. E archiviamo la prima giornata senza nuove scimmie, per fortuna :)

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ragazzi, ma c'è qualche bel peso massimo in arrivo? tra le anticipazioni lette nella sezione home e quelle dei report odierne non mi sembra di scorgere nulla......il che è un bene!

...il mondo è diviso in due categorie, chi gioca ai gestionali e chi scava....

Sono proprio contento di vedere ancora una volta Wendake promosso a pieni voti. Sono un backer della prima ora e non vedo davvero l'ora (perdonate il gioco di parole) di mettere le mani sulla mia scatola per provarlo! 

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