Essen 2017: mercoledì - report dei Giullari

report da Essen dei giullari: mercoledì

Prima giornata allo Spiel di Essen per i giullari: scopriamo quali giochi hanno provato.

Report
Giochi

Le impressioni dei titoli di cui parleremo sono per l’appunto impressioni di giochi provati nell’ambiente confusionario della fiera, spiegati da chi parla male l’inglese e ascoltati da chi lo capisce peggio, quasi mai giocati per un’intera partita ma solo per alcuni turni e sono, per l’appunto, impressioni, commenti a caldo pensati per farvi vivere la fiera con noi.

Essen, la terra promessa di noi giocatori è là, a nord, lontana per chi, come noi, viaggia in camper percorrendo migliaia di chilometri per raggiungere la Mecca del gioco da tavolo.
L’autostrada ci accompagna lungo il nostro tragitto senza (quasi) mai farci trovare traffico e, in perfetto orario sulla tabella di marcia, vediamo la Messe, raggiungiamo il P2 e ci prendiamo il nostro parcheggio, lo stesso da tre anni. Lo SPIEL ci sta aspettando.
Varchiamo la soglia del paese dei sogni guardando negli occhi una meravigliata e meravigliosa MichyLo e iniziamo a salutare editori e autori che, indaffarati, montano gli stand. 
Ma dobbiamo giocare, e vivere al meglio questa fiera.

Dragon Castle

Dopo aver letto il regolamento - e scritto questa anteprima - eravamo curiosissimi del titolo e il commento positivo di Pennuto che si alza dal tavolo prima di noi ci fa capire di non aver sbagliato nel nostro primo giudizio. Il titolo si rivela solido, con una buona interazione e dei materiali molto belli; è però un astrattone. Giochiamo subito alla versione avanzata (con draghi e spiriti) e lottiamo per la vittoria. Gioco promosso da tutto il tavolo e primo acquisto della fiera.  

  • Prime impressioni: 8½
Dragon Castle
Dragon Castle

Favelas

Vediamo il gioco apparecchiato dalla WizKids, ma non c’è nessuno disposto a spiegarcelo: tuttavia sono due paginette di regole e decidiamo di provarlo. Ogni giocatore dispone di una tessera iniziale sulla quale compaiono edifici in cinque colori; a ogni turno si sceglie una tessera che raffigura due colori da posizionare sopra quelle di partenza, al fine di avere la maggioranza dei vari colori. Il valore di ogni colore è determinato casualmente con un lancio di dadi ad inizio era e, se si sovrappongono due colori uguali, si può modificare il valore di quel dado di +1 o -1. Il gioco è molto colorato, con pure un po’ di interazione; ma non riesce a lasciare il segno. Giochiamo un’era su tre.

  • Prime impressioni: 5 ½
Favelas
Favelas

Una storia di pirati

Passiamo davanti allo stand Cranio Creations, dove troneggia una versione gigante di Una storia di pirati che già ci aveva attirati dopo l'anteprima di Pennuto. Non siamo particolarmente amanti dei collaborativi, ma il titolo ci prende un sacco. Inoltre, l’app è fatta benissimo: spiega le regole dello scenario (evitando spoiler sulle avventure future), dopodiché si limita a fare da timer: anche gli avversi alla tecnologia possono quindi stare tranquilli. Ancora un appunto rispetto a quanto ha detto pennuto: il gioco non ha alcuna componente legacy, in quanto non ci sono decisioni che permangono tra un’avventura e l’altra e, anzi, ogni avventura è rigiocabile, anche solo per migliorare il proprio punteggio. Nessun materiale viene rovinato: semplicemente, a ogni nuova avventura si apre la busta corrispondente, che fornisce i materiali per poter essere giocata, senza però rivelare nulla all’apertura della scatola. Geniale davvero.

  • Prime impressioni: 8/9
Una Storia di Pirati
Una Storia di Pirati

Caverna: cave vs cave

Mentre girovaghiamo come avvoltoi tra i tavoli della Mayday per provare Nusfjord o Riverboat, un dimostratore desideroso di fare pratica ci propone di giocare al Caverna da due. Il gioco si differenzia abbastanza dal gioco base di Uwe Rosenberg: per otto turni ci si alterna nello scegliere un’azione tra quelle che vengono via via rivelate a centro tavola. Si ottengono risorse e si può scavare la montagna nella quale costruire stanze che, a loro volta, si possono utilizzare per convertire risorse e ottenerne altre. La cosa più carina è che ogni spazio della caverna che viene liberato scavando diventa (ribaltando una tessera) una delle stanze costruibili a disposizione per tutti. Il gioco ci è piaciuto di più di Agricola per due; ma, nonostante questo, non è che se ne sentisse la necessità.

  • Prime impressioni: 6
Cave vs Cave
Cave vs Cave

Altiplano

Saltiamo sul tavolo di Altiplano (qui l’anteprima), al di là del corridoio, per ascoltarne la spiegazione e fare giusto un turno. Il titolo è l’evoluzione di Orléans e il dimostratore ce lo spiega facendo continui riferimenti al precedente titolo, spiegandoci le differenze tra i due titoli. Sparisce la mappa e ci si deve spostare tra i vari luoghi del gioco per poter svolgere le azioni; inoltre, il sacchetto va interamente svuotato prima di poter pescare le stesse tessere una seconda volta. Purtroppo lo giochiamo davvero troppo poco per poter dare un qualsiasi tipo di giudizio: se vi è piaciuto Orléans, questo gioco sicuramente vi piacerà; se non vi è piaciuto, non crediamo possa dare sensazioni diverse. A noi Orléans ha annoiato in fretta.

  • Prime impressioni: 6/7
Altiplano
Altiplano

Viral

Nuovamente incrociamo Pennuto che si alza dal tavolo e ci consiglia una prova. Il titolo è un gioco di maggioranze nel quale siamo virus che infettano i vari organi del corpo; scegliendo simultaneamente una carta azione e una carta organo bersaglio, possiamo infettare mettendo nuovi segnalini, attaccare gli altri virus, fortificare i nostri virus o spostarli. Dopo due round di azione si passa alla fase di punteggio e, proseguendo col gioco, si possono ottenere nuove carte azione più potenti e con effetti più vari. Il gioco è simpatico e funziona pure bene; però non ci entusiasma, forse anche per una grafica un po’ spartana. Simpatico, ma… basta una partita.

  • Prime impressioni: 6+
Viral
Viral

Sorcerer & Stones

Ci spostiamo a Taiwan con Aibindrye e Killa_Priest per provare l’unico titolo non ancora acquistato da Aibi del catalogo della TBD. In Sorcerer & Stones, durante il nostro turno, possiamo giocare una o due carte tra le quattro pescate dal nostro mazzo; tali carte ci permettono di ruotare o spostare tessere, scambiare pietre colorate sulle tessere e spostare la nostra pedina tra le tessere. Dopo le due azioni si valuta quali pietre, dello stesso colore, sono adiacenti al nostro pedone: queste vengono prese e danno punti in base alla quantità; sempre con le pietre possiamo muovere un secondo pedone su di una seconda mappa per raccogliere tessere che forniscono punti, e infine acquistare carte. Aggrada ai primi turni, per poi diventare un gioco da forte paralisi da analisi e con troppe cose di cui tenere conto. Peccato.

  • Prime impressioni: 6 ½
Sorcerer & Stones
Sorcerer & Stones

Hunt for the Ring

Maggi e Nepitello ci spiegano il loro ultimo titolo a tema Il signore degli Anelli dopo che il GrandeMu ne acquista la prima copia al mondo! Il titolo è diviso in due parti: nella prima un giocatore controlla Frodo e gli altri i Natzgul, entrambi con un diverso obiettivo (fuggire il primo, catturarlo il secondo); nella seconda parte si controlla invece Gandalf, che ha lo scopo di depistare i Natzgul. Le meccaniche ricordano vagamente Lettere da WhiteChapel, ma con molte più opzioni e tantissima variabilità. Il gioco ci entusiasma; ma decidiamo di aspettare l’edizione italiana per il molto testo sulle carte.

  • Prime impressioni: 8
Hunt for the Ring
Hunt for the Ring

Terminiamo quindi questa prima, spledida, giornata. Sul camper si continua a giocare, anche mentre scriviamo queste righe: Dragon Castle fa la sua porca figura. 

Commenti

Gradi Giullari!

Leggere questo report è un pò come stare li con voi, e attenua un pò il magone per non essere li come l'annno scorso!

Un abbraccio!

Bel report, conciso e chiaro. Hunt for the Ring sembra davvero interessante.

Comunque Vlaada sarà un successo.

Grazie per il report, aspetto questo hunt For the ring.

Hunt for the Ring ci fosse stato in italiano lo avrei preso a scatola chiusa per le belle meccaniche desunte dal regolamento. Si sa chi e quando lo farà in italico idioma?

 

Ottimo report comunque, grandi Giullari come sempre!

Grandi, grazie per questo ricco primo report.

Vi prego di provare Unearth magari...sarei curioso di conoscere il Vs parere.

Ciao e buona fiera... 

 

io ti posso dire che unearth è un gran bel gioco.

lo intavolo spesso e sempre vole tieri, anche con la variante non ufficiale in solitario.

tralasciando il comparto grafico, che può piacere o meno, ti trovi davanti ad un gioco fortunoso ma non troppo visto i vari mezzi per gestire il risultato del dado.

due diverse modalità di fare punti, rovine e meraviglie, che permettono di impostare strategie diverse.

un gran bel gioco davvero. ah, la lingua non è un grande problema. le carte segrete sono di pochissimi tipi e quelle più complicate sono visibili a tutti, quindi basta davvero una sola persona che sappia un pò di inglese.

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